Missili e droni hanno cambiato il modo di combattere, ma non hanno cancellato la regola più antica della guerra: per vincere bisogna conquistare e controllare il terreno. Iran, Ucraina e gli altri conflitti contemporanei mostrano i limiti dell’idea di una guerra risolta a distanza. La tecnologia può moltiplicare la potenza di fuoco, ma difficilmente sostituisce l’uomo chiamato a occupare il territorio e imporre il nuovo ordine. La riflessione del generale Nicola Cristadoro
Difesa
Kyiv entra nell’era delle bombe plananti "made in Ukraine"
Si chiama Equalizer la nuova bomba planante sviluppata in Ucraina con il sostegno di Brave1. Pensata per essere impiegata dagli aerei ucraini a distanza di sicurezza, punta soprattutto a garantire a Kyiv una maggiore autonomia dagli aiuti militari stranieri
Magnaghi investe 70 milioni tra Puglia e Campania e punta sul quantum
Il gruppo guidato da Paolo Graziano prepara una nuova fase di espansione che coinvolge gli stabilimenti di Napoli, Caserta e Brindisi e prevede un nuovo sito produttivo nell’area di Nola. Al centro della strategia c’è anche l’accordo con IonQ Italia, che porterà il quantum computing nei processi di simulazione e certificazione dei componenti aerospaziali. Il piano comprende inoltre una Academy con la Federico II e il Politecnico di Milano per formare e attrarre nuove competenze
Sesta generazione, l’India guarda alla Francia e si allontana dalla prospettiva Gcap
Decisa a non restare indietro nella corsa alla sesta generazione, l’India sta portando avanti dei colloqui con la Francia per aderire al programma di sesta generazione di Parigi, che terrà in considerazione insieme al Gcap. Dopo il fallimento delle trattative con Berlino e Madrid, Nuova Delhi potrebbe essere il partner che la Francia sta cercando
Mille lanci spaziali l’anno entro il 2030. Il piano di Washington per dominare l’upstream
Nuovi siti di lancio, coordinamenti inter-federali e ampi margini di discrezionalità agli operatori privati, questo è il piano dell’amministrazione Trump per triplicare il numero di lanci spaziali americani nei prossimi anni. Così facendo, Washington accrescerà ancora di più il suo quasi-monopolio sul segmento upstream, mentre anche chi la insegue da tempo si trova ancora ai blocchi di partenza
Aumentare la rapidità senza indebolire la sicurezza. La scommessa industriale del Pentagono
La Difesa statunitense ha avviato un nuovo programma affidato alla Defense innovation unit per snellire i tempi delle procedure di adozione di sistemi commerciali da parte delle Forze armate. L’obiettivo è passare da anni a mesi, e i numeri del conflitto nel Golfo spiegano il perché di tanta fretta, ma il vero rivale è più a Est. Gli Stati Uniti scommettono dunque sul mondo privato per contrastare il modello dirigista cinese
Fuerzas Comando 2026, Usa e America Latina si uniscono per la sicurezza regionale
Dal 24 al 28 agosto, agenti delle forze armate di tutto il continente svolgeranno esercizi speciali di cooperazione militare in Paraguay per garantire una comune strategia di sicurezza contro il crimine organizzato, il terrorismo e il narcotraffico nell’emisfero
Leonardo punta sull’ecosistema ucraino dei droni con una nuova società a Kyiv
Leonardo muove un altro passo in Ucraina. La nascita della controllata Leonardo Ukraine LLC porterà il gruppo di Monte Grappa più vicino all’industria della difesa ucraina, con un focus sulla ricerca e sviluppo. Al centro ci sono i droni, terreno sul quale Leonardo sta costruendo una rete di collaborazioni che va dall’Ucraina alla Turchia
Strategia tech Usa, la deterrenza oggi si fa con la tecnologia. Parla Braccioli
La National Security Science & Technology Strategy ha fotografato la nuova priorità americana: accorciare i tempi tra innovazione, sviluppo e impiego delle tecnologie per la sicurezza nazionale e la difesa. Dall’IA ai droni, dal quantum allo spazio, la competizione con la Cina sta cambiando anche il modo di concepire la deterrenza, che ora è principalmente tecnologica. Nel frattempo, l’Europa ha più di una lezione da trarre. L’intervista a Marco Braccioli ,co-director Cybersec della Fondazione Icsa
Un coinvolgimento russo è probabile, ma serve cautela. I fatti di Colleferro letti da Di Pasquale
Colleferro e la Emco bulgara producono entrambe munizioni destinate a Kyiv, e un sabotaggio coordinato resta ipotesi plausibile. L’obiettivo sarebbe duplice, colpire la filiera dei 155 mm e innescare un cortocircuito politico. Intervista a Massimiliano Di Pasquale, ricercatore associato dell’Istituto Gino Germani e direttore dell’Osservatorio Ucraina















