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Pentagono

Washington vuole droni, e ne vuole tanti. Cos'è il Drone Dominance Program

Il Drone Dominance Program segna l’ingresso degli Stati Uniti nella logica della produzione di massa di droni tattici a basso costo. Con un investimento da un miliardo di dollari, il Pentagono punta a ordinare oltre 300.000 sistemi unmanned entro il 2028, trattandoli come vere e proprie munizioni e costruendo un nuovo modello industriale e operativo

Caccia ai caccia. Mosca arma i droni kamikaze con missili anti-aerei

Lo Shahed-136 armato con un R-60 rappresenta un nuovo tassello nella sofisticazione dei droni russi. Pur restando un sistema economico e sacrificabile, l’aggiunta del missile introduce una minaccia concreta per i velivoli avversari. Un adattamento che testimonia la rapidità con cui Mosca sta evolvendo l’uso dei droni nel conflitto

Riserve addestrate e selezionate. La via pragmatica oltre le polemiche indicata da Serino

Di Pietro Serino

Il riaccendersi del dibattito sulla leva mette in luce la confusione che ancora domina in Italia sul tema delle riserve. Mentre altri Paesi distinguono nettamente tra coscritti, riservisti addestrati e specialisti selezionati, il nostro sistema resta incompleto. La riflessione del generale Pietro Serino

Enav al centro del rinnovo radar. Siglata l’intesa con la Difesa

Enav sigla con Difesa e Aeronautica un accordo da oltre 100 milioni per rinnovare i radar di sei basi strategiche, estendendo il perimetro della modernizzazione già avviata nel 2024. L’intervento rafforza la sorveglianza aerea nazionale, introduce un modello evoluto di manutenzione e consolida l’integrazione tra gestione civile e militare dello spazio aereo, in un contesto in cui sicurezza e tecnologia diventano asset strutturali per il Paese

difesa

Ecco perché l’Italia ha bisogno di un polo cibernetico nazionale. Parla Festucci

La competizione cibernetica accelera e l’Italia fatica a costruire una strategia coerente. Tra carenza di competenze, dipendenze tecnologiche e vulnerabilità che toccano settori civili e militari, emerge sempre più chiaramente l’urgenza di una governance stabile. Un polo nazionale, sulla falsariga di quello per la subacquea, sarebbe un primo inizio. L’intervista di Airpress a Carlo Festucci, vice presidente di Deas

Ottawa entra in Safe e l’Ue apre il gioco lungo della difesa

L’adesione del Canada a Safe segna un ampliamento della cooperazione europea sulla difesa e introduce un partner del G7 in un meccanismo finora interno all’Unione. L’accordo rafforza il sostegno all’Ucraina e la resilienza industriale, mentre apre la strada a future collaborazioni con Regno Unito e Stati Uniti. Safe emerge così come possibile pilastro di una nuova architettura euro-atlantica

Il caso Alma Mater di Bologna e il dovere di non alimentare nuovi estremismi. Il commento di Butticé

Non serve trasformare questa vicenda in un braccio di ferro politico permanente. Peraltro, dopo aver appreso che una decina di altri rettori avrebbero già manifestato la disponibilità e l’interesse delle loro università a collaborare con l’Accademia Militare di Modena. Ma serve dire con franchezza che questa è un’occasione mancata, che spero non diventi un precedente. Il commento del generale della Guardia di Finanza Alessandro Butticé, primo militare italiano in servizio, nel 1990, presso le istituzioni dell’Unione europea, e dirigente emerito della Commissione europea

Cosa penso su leva militare e caso Bologna-Esercito. Parla il generale Goretti

Il dibattito sul possibile ritorno della leva riemerge anche in Italia, mentre diversi Paesi europei sperimentano nuovi modelli di servizio militare. Tra volontarietà, riserve tecnologiche e impieghi territoriali, prende forma l’ipotesi di un modello italiano. Sullo sfondo, le tensioni evidenziate dal caso dell’università di Bologna. L’intervista di Airpress al generale Luca Goretti

Difesa comune e asset russi, la sfida che Kallas lancia ai Ventisette

Nella sua conferenza stampa, Kaja Kallas ha sollecitato l’Ue a superare l’approccio emergenziale alla guerra e a definire una postura politica capace di incidere sui calcoli del Cremlino. Ha difeso l’uso degli asset russi congelati per dare certezza agli aiuti e rafforzare la deterrenza, respingendo l’idea di compromessi affrettati e richiamando i Ventisette alla responsabilità strategica verso Kyiv e alla credibilità di un percorso comune di difesa

Sale la produzione asiatica ed europea, frena quella cinese. Cosa dice il Report Sipri sull’industria militare

Secondo l’ultimo report Sipri, la produzione mondiale di armamenti si conferma in ascesa. Nel 2024, i ricavi delle 100 aziende leader del settore sono andati oltre il mezzo triliardo di dollari. Benché le aziende Usa restino in cima alla classifica, la scalata da parte degli attori asiatici ed europei è cominciata, a riprova del mutamento strutturale delle dinamiche geopolitiche e delle tensioni che attraversano le varie aree del mondo

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