Nelle analisi e nei commenti si vola sopra al quesito che è la chiave di lettura della rivoluzione in atto. Chi reclama l’assenza di qualsiasi forma primitiva di diritto internazionale e ruolo dell’Onu, dovrebbe farsi una domanda e darsi una risposta sul perché il Palazzo di vetro è scivolato così nell’irrilevanza. L’Unione europea, non interpellata da Trump, avrebbe consigliato al presidente americano maggior cautela di fronte al disordine economico in corso. La versione di Maurizio Guandalini
Esteri
Tra interessi economici e cautela militare. La prospettiva russa sulla crisi in Iran
Condanne dure ma nessun intervento militare. La crisi iraniana rivela il carattere transazionale della relazione russo-iraniana e i possibili contraccolpi per il Cremlino tra corridoi logistici, energia e reputazione internazionale
Dal Golfo all’Europa. Energia, mercati e la crisi che si allarga per cerchi concentrici. Scrive Volpi
La crisi attuale intercetta uno spazio più ampio di quello strettamente regionale. È il Mediterraneo allargato: dal Golfo Persico al Mar Rosso, dal Nord Africa all’Europa meridionale. Uno spazio in cui sicurezza militare, sicurezza energetica e stabilità finanziaria coincidono. L’analisi di Raffaele Volpi
La ricerca (difficile) di una Delcy Rodriguez iraniana
Con la morte della guida suprema iraniana Ali Khamenei, si apre la questione del futuro politico, con conseguenze non solo nel Paese islamico ma in tutto il Medio Oriente. Chi ha il potere ad interim, come sarà scelto il nuovo leader dall’Assemblea degli esperti e chi sono i candidati nella ricerca di una Delcy Rodriguez iraniana
Perché l’escalation iraniana nel Golfo è una mossa controproducente. L’analisi di Allouch
Secondo l’analista Mahmoud Allouch, l’escalation iraniana contro obiettivi legati agli Stati Uniti nel Golfo nasce dalla percezione di una battaglia esistenziale, ma rischia di rivelarsi strategicamente controproducente e di isolare ulteriormente Teheran
Una task force per gli italiani in Iran e domani Tajani in Aula. Le mosse della Farnesina
Dopo i raid Usa-Israele e la rappresaglia iraniana nel Golfo, l’Italia attiva una Task Force per assistere i circa 21mila connazionali tra Emirati e area limitrofa. Linee consolari potenziate e coordinamento rafforzato, mentre Tajani domani riferirà in Aula sulle iniziative del governo
Usa-Israele, fino a dove arriverà l’escalation in corso
Gli attacchi coordinati di Usa e Israele in Iran segnano il superamento di una soglia strategica: non l’inizio di una nuova guerra, ma l’evoluzione di un conflitto che dal 2023 erode deterrenza e tabù. Washington entra in prima linea, con effetti su mercati energetici, coesione atlantica e postura globale. Il rischio vero è la normalizzazione dell’escalation in un sistema frammentato, dove le soglie diventano elastiche e gli errori più probabili. Il commento di Marco Vicenzino
Perché l’eliminazione di Khamenei non cambia il controllo nel Paese. Scrive Jean
La struttura di controllo dell’Iran è abituata a mantenere l’ordine pubblico anche con brutalità, come dimostrano le migliaia di giovani dimostranti uccisi dalle Forze di Sicurezza, cioè dai Pasdaran e dai loro ausiliari. Entrambi non lottano solamente per il potere, ma anche per il benessere e sicuramente non sono disponibili a cederlo senza forti resistenze. Il punto più debole della strategia di Trump e di Israele consiste nel fatto che non si vede quali possano essere gli sbocchi definitivi della crisi. L’analisi del generale Carlo Jean
Iran, e adesso cosa succede? Le ipotesi dell'amb. Castellaneta
Un Iran libero, in grado di rientrare nel consesso internazionale e di creare una cornice di sicurezza allargata nell’intero Medio Oriente, sarebbe un obiettivo gradito non solo da Israele ma in tutta l’area mediorientale e mediterranea. Anche per l’Europa questa situazione potrebbe essere estremamente vantaggiosa, consentendo di riallacciare rapporti economici che una volta erano strategici per entrambe le parti. Gli scenari di Giovanni Castellaneta, già ambasciatore in Iran e poi Stati Uniti
La sconfitta dell'estremismo islamico e tre prospettive per l'Iran. L'analisi di Sisci
La guerra della Russia contro l’Ucraina prima e l’attacco di Hamas a Israele hanno cambiato le regole e Usa e Israele hanno risposto alzando a loro volta la posta. È un nuovo mondo dove l’Onu semplicemente non c’è più, serve un altro spazio di mediazione internazionale, che forse dovrebbe nascere sotto l’egida del Papa, una struttura diversa e distinta dalla Santa Sede e dalla sua diplomazia, ma coerente con essa
















