Il 5 ottobre è stata posata la prima pietra della ferrovia Aqaba-Shidiya-Ma’an, che collegherà le miniere di fosfati e potassio al porto di Aqaba. Questo progetto, finanziato da Giordania ed Emirati, è parte di un piano più ampio per creare una dorsale ferroviaria merci che attraversi il Paese, collegando Arabia Saudita, Siria, Turchia e potenzialmente Israele. La Giordania punta a trasformarsi da semplice territorio di transito in un importante nodo logistico tra Asia, Medio Oriente ed Europa, con l’obiettivo di attrarre investimenti e creare occupazione
Esteri
Conservatori e religiosi. Il fenomeno dei giovani di estrema destra brasiliani
Nikolas Ferreira, Lucas Pavanato e André Fernandes sono alcuni dei volti di una nuova generazione di politici di estrema destra che ha battuto il record dei voti nelle elezioni per i membri del Congresso e degli enti legislativi statali brasiliani. Cosa pensano e come sfruttano il potere dei social network
La Cina continua a infiltrarsi nelle università italiane
Il nuovo college dell’Università di Bari a Chengdu riporta al centro il nodo della research security: mentre l’Italia rafforza l’integrazione nelle reti scientifiche e tecnologiche dei partner fidati, emergono alert delle intelligence occidentali su come Pechino sfrutta le collaborazioni a proprio vantaggio. Il ministero dell’Università e della Ricerca non dovrebbe fornire agli atenei indicazioni chiare sui limiti delle collaborazioni scientifiche con la Cina, soprattutto nei settori più sensibili e strategici?
Il partito del 7 ottobre. Da Bologna a Karachi chi normalizza il massacro di Hamas
A tre anni dal massacro del 7 ottobre, si moltiplicano in Europa, Nord America e Medio Oriente eventi, manifestazioni e iniziative che lo presentano come atto di “resistenza”. Un fenomeno minoritario ma diffuso, che intreccia attivismo, propaganda e una precisa narrazione politica
Hormuz riapre, ma l’Iran continua a dettare il prezzo
Il greggio sta tornando a passare per lo Stretto di Hormuz, ma a costi elevati per Stati Uniti e Paesi del Golfo, che pagano protezione e compensi agli armatori. Sebbene il blocco iraniano sia meno efficace, l’Iran mantiene la capacità di influenzare i prezzi energetici attraverso altri mezzi, come lo stretto di Bab al-Mandab o attacchi alle infrastrutture del Golfo. Washington ottiene un risultato tattico, ma la minaccia iraniana rimane
L’Italia aderisce alla Kyoto Vision. Perché conta l’allineamento scientifico con gli Usa
Gli Stati Uniti, con l’iniziativa Kyoto Vision for a Golden Age of Science, puntano a rivoluzionare la ricerca scientifica integrando l’intelligenza artificiale. L’Italia, già coinvolta, ha aderito all’iniziativa e rafforzato la cooperazione scientifica con gli Usa, focalizzandosi su tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale, l’informatica quantistica e le biotecnologie. Questa collaborazione prevede ricerca congiunta, scambi di ricercatori e partenariati pubblico-privati, con un significativo aumento dei fondi destinati ai progetti bilaterali
La Germania blinda il mare del Nord. Ecco il nuovo porto militare contro la minaccia russa
Dopo 30 anni di assenza, la Marina della Germania torna ad essere presente ad Emden, un luogo strategico a poca distanza dal raggio di impatto dei missili russi. La missione è difendere l’Atlantico nord dall’interferenza dei sottomarini del Cremlino
La Florida stringe su Cair. La strategia di Trump contro la Fratellanza musulmana
La stretta di DeSantis su Cair porta sul terreno interno americano il confronto con la Fratellanza musulmana. Sullo sfondo, la strategia di Trump e la convergenza con gli Emirati, mentre i tribunali sono chiamati a pronunciarsi sui limiti delle misure statali
Perché Merz e Macron vogliono un freno d’emergenza contro le distorsioni cinesi
Francia e Germania chiedono all’Ue un nuovo strumento per reagire alle distorsioni del mercato globale. Nel mirino soprattutto la Cina, tra dumping, sovraccapacità produttiva e manipolazione valutaria
Cosa c'è dietro la svolta militare estone
Per anni Tallinn ha pianificato una difesa elastica, basata sul logoramento del nemico in attesa dei rinforzi Nato. Ma dopo aver osservato il comportamento russo in Ucraina, l’Estonia ha deciso di abbandonare quel modello
















