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L'Ungheria e la svolta delle elezioni del 12 aprile. L'analisi di Carteny

Gli under 30 sono circa un milione e mezzo, oltre il 12% dell’elettorato, traino delle vittorie del Fidesz nel 1998 e nel 2010 sicuramente, ora mobilitati come forse successe proprio al tempo della caduta del regime comunista (dove i “giovani liberali” del Fidesz si raggruppavano intorno al giovane liberale Orbàn), in un clima di grandi aspettative e speranze, per i quali una cosa è certa: loro sono tornati in Europa, e questo per la festa basta e avanza. L’analisi di Andrea Carteny, docente di Relazioni internazionali alla Sapienza di Roma

Sulle Chagos Londra si riallinea a Washington. Cosa è successo

Il passo indietro di Londra, che arriva dopo un nuovo cambio di posizione dell’amministrazione Trump, congela il passaggio di sovranità dell’arcipelago dell’oceano indiano. Ma il processo è tutt’altro che concluso

Presidenziali in Perù. Chi andrà al ballottaggio

Ci sono state molte irregolarità che compromettono il conteggio finale, ma molto probabilmente saranno due candidati di destra (Fujimori e López Aliaga) a contendersi la presidenza del Paese sudamericano. Chi vincerà diventerà il nono presidente del Perù negli ultimi 10 anni

Iran-Usa, tregua in bilico. Washington annuncia il blocco navale a Hormuz

Il fallimento dei colloqui tra Iran e Stati Uniti a Islamabad apre a una nuova fase di escalation, con Washington che annuncia un blocco navale. La tregua vacilla mentre lo Stretto di Hormuz torna al centro di una crisi a rischio globale

Imprese di Stato cinesi e cattura dei mercati africani. Ecco cosa significa per il Piano Mattei

Le imprese statali cinesi non si limitano a costruire strade e ferrovie in Africa. Stanno ridisegnando i mercati e, sempre più, l’ambiente politico dei Paesi in cui operano. Ecco cosa dice un rapporto pubblicato di recente dall’Africa Center for Strategic Studies

Iran-Usa, colloqui storici a Islamabad tra tregua e tensioni

Le delegazioni si incontrano sotto la mediazione pakistana mentre le condizioni per un accordo Washington-Teheran restano controverse e i negoziati sul Libano aggiungono ulteriore complessità a una diplomazia fragile

Verso le elezioni in Ungheria. Passa da Budapest il destino dell'Ue?

Nessun leader in carica nell’Unione Europea ha guidato il proprio Paese per un periodo così lungo come Viktor Orbán. In vantaggio lo sfidante Péter Magyar, a cui guardano anche investitori e Fmi. Due giorni fa l’endorsement di Vance che si è recato in Ungheria per dimostrare il suo sostegno al leader nazionalista. L’unica certezza è che la sinistra è fuori dai giochi

Quali lezioni dalla fragile e inquietante tregua a Hormuz. Scrive Sisci

Nei prossimi 15 giorni e probabilmente anche nelle prossime settimane e mesi, Teheran dovrà ragionare su cosa fare. Se i più ragionevoli nel regime riusciranno a far cambiare direzione al Paese, per l’Iran si aprirà una nuova fase. Se il regime invece si trincererà su posizioni oltranziste, le difficoltà economiche e quindi sociali del Paese, cresceranno col tempo. Per la Cina sarà un altro problema, farsi carico dell’Iran dopo che si è accollata la Russia. Il commento di Francesco Sisci, direttore di Appia Institute

La visita di Cheng a Pechino? Vittoria cinese nel campo dell’informazione. Parla Insisa

L’incontro tra la presidente del Kmt e Xi Jinping rafforza la narrativa di Pechino sullo Stretto, ma rischia di rivelarsi una scommessa perdente per l’opposizione taiwanese. Per Aurelio Insisa, dell’Istituto Affari Internazionali, è “fondamentalmente una vittoria cinese”

La Russia avanza in Africa mentre l’Occidente guarda altrove. L’accordo con il Madagascar

La Russia rafforza la propria presenza in Africa sfruttando la distrazione strategica di Stati Uniti ed Europa, mentre consolida legami con Paesi fragili come il Madagascar. Parallelamente, Washington ricalibra il suo approccio puntando su investimenti, tecnologia e partnership private, aprendo una nuova fase della competizione geopolitica nel continente

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