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Hormuz mette alla prova le alleanze Usa nell’Indo-Pacifico. Il dilemma di Tokyo (e non solo)

La guerra tra Stati Uniti e Iran e le tensioni nello Stretto di Hormuz stanno mettendo sotto pressione gli alleati indo-pacifici di Washington. Tra sicurezza energetica, vincoli costituzionali e calcoli geopolitici, il Giappone diventa il caso più delicato di questo nuovo test per il sistema di alleanze americano

Comunali e poi politiche. Bardella e Le Pen cercano lo scatto per la Francia di domani

La Francia vota alle amministrative, test decisivo per macroniani, destre di Le Pen‑Bardella e socialisti in cerca di rilancio. Parigi, Lione e Marsiglia al centro delle sfide più incerte. Sullo sfondo, polemiche per l’annuncio di Macron sulla nuova portaerei e il dibattito sulle spese militari

La guerra in Iran scuote il West Asia. Ma l’intuizione strategica di Soliman resta viva

Nel suo libro “West Asia”, Mohamed Soliman propone di ripensare il Medio Oriente come uno spazio strategico più ampio che collega Mediterraneo, Golfo e Indo-Pacifico. In un momento di rinnovata instabilità regionale e di confronto tra grandi potenze, la sua tesi invita Washington a costruire un nuovo ordine basato su coalizioni, connettività e tecnologia

Fermare la guerra in Iran per evitare la prossima grande crisi dell’Europa. Il commento di Oppenheim

Di Beth Oppenheim

La guerra di Donald Trump e Benjamin Netanyahu sta già straripando in Europa. Eppure, se i due leader si imbarcano in una pericolosa campagna militare, quelli europei rimangono marginali. Ecco, secondo Beth Oppenheim (policy fellow dell’Ecfr). cosa dovrebbero fare l’Italia e gli alleati europei per facilitare la via diplomatica di de-escalation, evitando una nuova grande crisi in Europa

Russia e Cina, gli amici da tempo sereno dell’Iran. L'analisi di Jean

Russia e Cina osservano la crisi tra Iran e Stati Uniti con prudenza strategica: sostengono Teheran ma senza esporsi, puntando a contenere rischi e massimizzare vantaggi geopolitici. Le loro mosse, tra calcolo energetico e interessi regionali, incidono sulle dinamiche del conflitto. L’analisi del generale Carlo Jean

Dalla Germania con amore. Come funziona il corridoio postale che aggira le sanzioni contro Mosca

Un sistema di spedizioni basato sul regime giuridico semplificato dei pacchi postali internazionali permetterebbe di aggirare i controlli sulle esportazioni verso la Russia. Un’inchiesta giornalistica ha tracciato il percorso di pacchi contenenti componenti elettronici proibiti spediti da Berlino fino a Mosca

Crisi in Iran, così la fragilità delle catene di comando impatta sul conflitto. Parla Minuto Rizzo

Gli attacchi a Incirlik rilanciano il dibattito sul possibile ricorso all’articolo 4 della Nato, mentre in Iraq ed Erbil emergono segnali di una catena di comando iraniana poco coordinata. La crisi nel Golfo si complica, coinvolgendo G7, Paesi arabi e capacità militari europee, Italia inclusa. Intervista al presidente della Nato Defense College Foundation

Ecco come l’Italia può lavorare per fermare la crisi in Medio Oriente. Conversazione con Alcaro

L’Europa e l’Italia non hanno interesse in una guerra dai costi economici elevati e dagli esiti incerti, e dovrebbero lavorare a una de-escalation coordinata con partner europei e del Golfo, spiega Alcaro (Iai). Ma mentre si ragiona su possibili aperture diplomatiche, il raid statunitense contro obiettivi militari a Kharg segnala che l’escalation nel Golfo continua su un delicato equilibrio tra pressione militare e stabilità dei mercati energetici

Non solo attacchi, gli effetti (politici) a catena tra Usa Golfo e Medio Oriente

La sfida è evitare che la guerra contro l’Iran acceleri, paradossamente, il suo programma nucleare. Le pressioni di India, Cina, Russia e Lega Araba possono essere decisive. Intanto quasi un milione di libanesi è sfollato e cresce il timore di una nuova crisi umanitaria nel Mediterraneo, simile a quella siriana

I missili di Kim piovono come un messaggio politico sull'ombrello di sicurezza Usa

Il lancio di missili nordcoreani durante l’esercitazione Freedom Shield riaccende le tensioni nella penisola coreana mentre emergono dubbi sul possibile ridispiegamento del sistema Terminal High Altitude Area Defense verso il Medio Oriente. La vicenda evidenzia una questione più ampia: la copertura di sicurezza americana resta centrale, ma la moltiplicazione delle crisi globali mostra che anche l’ombrello di Washington ha limiti e richiede agli alleati un ruolo crescente nella propria difesa

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