L’attacco all’America è apparso come uno spartiacque della storia. Con le Torri gemelle è andato in fumo anche l’ottimismo di Fukuyama, che dopo la vittoria degli Usa nella Guerra fredda e la dissoluzione dell’Unione Sovietica aveva teorizzato la fine della storia. Combatterlo è apparso subito un’impresa destinata a richiedere non solo un’offensiva militare contro gli autori dell’attacco, ma anche un ripensamento del delicato equilibrio tra sicurezza e libertà. L’analisi del giornalista Claudio Pagliara
Esteri
Ripristinare la fiducia per tutelare il mondo libero. Il ruolo di Taiwan secondo il ministro Lin
L’inclusione di Taiwan nella comunità internazionale è una condizione per rafforzare la credibilità delle Nazioni Unite, la sicurezza collettiva e la resilienza economica e tecnologica. Formiche.net pubblica un articolo firmato da Lin Chia-lung, ministro degli Affari Esteri, ricevuto dal governo della Repubblica di Cina (Taiwan)
Hsiao a Ventotene. Il dibattito sulla forza delle democrazie coinvolge Taiwan (e Cina)
La visita della vicepresidente Hsiao Bi-khim a Ventotene è stata tenuta riservata fino al suo arrivo per il timore di possibili interferenze di Pechino. Pochi mesi dopo il viaggio segreto del presidente Lai Ching-te in Eswatini, Taipei torna a usare la discrezione per proteggere lo spazio internazionale dei propri vertici
Difendere la libertà per onorare la memoria. Il significato più profondo dell’alleanza transatlantica
Le immagini dell’11 settembre appartengono ormai ai libri di storia. Ma la domanda che ci consegnano resta ancora attuale: quale società vogliamo costruire davanti alle sfide del nostro tempo? La risposta non può essere la paura, ma la capacità di rimanere fedeli ai valori che hanno reso le democrazie occidentali un punto di riferimento. L’analisi di Simone Crolla, consigliere delegato della American chamber of commerce in Italy
L’11 settembre e l’età dell’odio che ha cambiato l’Occidente. La riflessione di Giuliano Amato
L’11 settembre ha aperto una nuova stagione di conflitti e paure che ha trasformato l’Occidente. Dalla guerra al terrorismo alla radicalizzazione delle società, fino all’ascesa dell’hate speech e degli estremismi, è nata quella che molti definiscono l’“età dell’odio”. La riflessione di Giuliano Amato, presidente onorario del Centro studi americani e già presidente del Consiglio
Dopo il terrorismo, la vera sfida dell’Occidente sono le autocrazie. Il commento di Latorre
A venticinque anni dall’11 settembre, l’Occidente resta il riferimento per libertà e democrazia, ma la sua tenuta è sfidata all’esterno dai regimi autoritari e all’interno dal confronto tra chiusure sovraniste e difesa di Stato di diritto, pluralismo e libertà. Il commento di Nicola Latorre, professore di Relazioni internazionali presso la Luiss Guido Carli
Difendere senza timori i valori delle democrazie. L’eredità dell’11 settembre secondo Castellaneta
Se il Novecento è stato il secolo delle grandi guerre convenzionali, combattute lungo fronti ben definiti e finalizzate all’occupazione di territori, il XXI secolo si è aperto con nuove forme di conflitto, ibride e asimmetriche. La guerra non conosce più confini geografici né tempi definiti: può manifestarsi ovunque e in qualsiasi momento. L’analisi di Giovanni Castellaneta, già ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti
Azione strategica nel Mercosur. La diplomazia della crescita di Tajani tra Argentina e Brasile
La missione di Tajani tra Argentina e Brasile punta a trasformare l’apertura Ue-Mercosur in export, investimenti e nuove partnership industriali. Ma Roma attribuisce all’intesa anche un valore politico: rafforzare la presenza europea in un’America Latina sempre più contesa
Mar Cinese Meridionale, quando Pechino perde il diritto e ricorre alla forza
Il rifiuto cinese del lodo arbitrale del 2016 si accompagna a una crescente pressione sul terreno contro le Filippine. Ma la coercizione di Pechino sta producendo un effetto opposto: spinge Manila e gli altri partner regionali a rafforzare alleanze e cooperazione di sicurezza nell’Indo-Pacifico
Perché le elezioni anticipate in Serbia sono un affare europeo
Al di là delle dichiarazioni di facciata, appare evidente come le urne rappresenteranno uno spartiacque rispetto al potere pluriennale di Vucic, geopoliticamente a metà strada tra Bruxelles, Mosca e Pechino. Il presidente serbo più volte ha rivendicato l’autonomia diplomatica e commerciale con la Cina, principale investitore a Belgrado. La Serbia è candidata all’adesione all’Ue dal 2009, ma i legami del governo con Pechino sono uno dei principali motivi di ritardo del processo di integrazione
















