Dopo l’incontro con Trump, il presidente libanese Joseph Aoun delinea una strategia che lega il disarmo di Hezbollah al ritiro israeliano, al controllo del territorio da parte dell’esercito e alla ricostruzione guidata dallo Stato. Una scommessa per rilanciare sovranità, stabilità e pace. L’analisi di Riccardo Cristiano
Esteri
Washington avvisa Roma. Allarme sugli accordi privati per l’AI cinese
Washington guarda con crescente preoccupazione agli accordi industriali che ruotano attorno all’AI cinese. Il timore è che siano il mercato e le partnership tra imprese, prima ancora della politica, a consolidare l’ecosistema tecnologico di Pechino in Europa. L’Italia è tra i Paesi attenzionati, e questo potrebbe avere implicazioni per Roma
La diplomazia della Santa Sede passa (di nuovo) da Kyiv. Il viaggio di Gallagher
Cinque giorni tra Kyiv e Berdychiv per l’inviato di Papa Leone XIV. Dall’incontro con Zelensky alla visita nei luoghi colpiti dai bombardamenti, la missione di Gallagher ha unito sostegno pastorale e iniziativa diplomatica
Tutti i passi in avanti tra Libano e Israele. Il punto di Mayer
Dopo un’altra notte di guerra nel Golfo mi sembra opportuno mettere in evidenza che nel sud del Libano si è accesa una luce in fondo al tunnel. Gli interrogativi non mancano. Come reagiranno i guardiani della rivoluzione che paiono aver assunto – almeno provvisioramente – il potere a Teheran? L’incontro di oggi pomeriggio alla Casa Bianca del presidente libanese Aoun con Donald Trump fornirà ulteriori elementi di valutazione, ma l’incognita più rilevante resta ovviamente la reazione dei miliziani di Hezbollah
L’alleanza sull’IA è prima di tutto un’alleanza di valori. Parla Giusti (Link)
La discussione lanciata da Formiche attorno alla partecipazione del direttore generale dell’Agid al forum cinese ha riacceso il dibattito sulle scelte dell’Italia nel campo dell’intelligenza artificiale. Ma per Carlo Alberto Giusti, rettore dell’Università degli studi Link e autore di “The American Club”, il punto vero è il perimetro valoriale entro cui l’Italia colloca la propria infrastruttura tecnologica
Burnham promette meno tasse, ma i conti non tornano. I primi ostacoli del nuovo premier
Primo discorso a Donwning Street pieno di interrogativi: non ci sono risposte precise su come finanziare gli sconti su bollette e prodotti di prima necessità. Anche la difesa in subbuglio, per la poca esperienza del neo ministro. E Liz Truss chiama a raccolta il primo Cpac inglese
Dal sacrificio di New York alle piazze italiane, la protesta tibetana torna nelle strade
Le manifestazioni di Roma e Milano rilanciano una mobilitazione internazionale nata dopo l’autoimmolazione dell’attivista Pawo Lobga Rangzen. Al centro delle rivendicazioni c’è la nuova legge cinese sulle minoranze, considerata dalla diaspora uno strumento di assimilazione forzata
Vi racconto la mia missione nell’Artico a bordo di nave Alliance. Scrive Rauti
L’Artico è ormai uno dei quadranti più sensibili della competizione strategica globale. Tra nuove rotte marittime, infrastrutture critiche, innovazione tecnologica e sicurezza alleata, il Grande Nord assume un ruolo sempre più centrale per la sicurezza europea e atlantica. In questo scenario, Nave Alliance, battente bandiera ed equipaggio della Marina militare, rappresenta uno dei principali strumenti del contributo italiano nell’High North. Il racconto di Isabella Rauti, sottosegretaria di Stato alla Difesa con delega all’ambiente Artico, Sub-Artico ed Antartide, dalla sua missione in Norvegia
Iran e Pakistan, il domino nucleare che Washington non può ignorare
Le vulnerabilità di Iran e Pakistan seguono traiettorie differenti, ma potrebbero convergere in una crisi regionale capace di mettere sotto pressione la sicurezza nucleare dell’Asia meridionale. Per Washington, prepararsi a questo scenario è ormai una priorità strategica
Tunisia, che succede se Saied passa la mano. Il giallo sul ricovero
Il presidente, dato prima ricoverato, poi è stato in visita all’impianto Ghdir El Golla. Cosa succede a Tunisi? Dal 2023 ad oggi, anche grazie al supporto tunisino, è stato possibile ridurre drasticamente i flussi di migranti diretti verso l’Europa. Per cui l’ipotetico tema della successione di Saied è una questione che non riguarda solo il Paese in oggetto, ma avrà dei riverberi geopolitici precisi per l’intero bacino euromediterraneo, senza dimenticare il dossier energetico















