Dall’intuizione di Einaudi e De Gasperi fino alla nascita dell’Iila, il rapporto con l’America Latina ha rappresentato una costante della politica estera italiana. Dopo anni di minore attenzione, il nuovo contesto geopolitico e il riavvicinamento promosso dal governo Meloni riportano il continente al centro dell’interesse nazionale. Una relazione che affonda le proprie radici nella storia e che oggi può tornare a essere una leva strategica per l’Italia. Il punto di Lorenzo Tordelli, esperto di relazioni Europa-America Latina
Esteri
A 250 anni dagli Usa, tocca all’Europa. Le sfide della Nato viste da Fleck
Alla vigilia del vertice Nato di Ankara, Jörn Fleck, Senior Director dell’Europe Center dell’Atlantic Council, spiega perché la vera sfida dell’Alleanza non è più aumentare i bilanci della difesa, ma convertire rapidamente gli investimenti in deterrenza, capacità industriale e credibilità strategica
Verso il vertice di Ankara, perché l'asse Meloni-Erdogan è prezioso
In vista del vertice Nato di Ankara, Meloni ed Erdoğan rafforzano un asse strategico tra atlantismo e priorità mediterranee: cooperazione su Libia e migranti, convergenze su crisi globali e nuove sinergie industriali che consolidano il ruolo del Fianco Sud
Né impero, né ritirata. Soliman spiega cosa deve fare l'America a 250 anni
“Il cambiamento fondamentale che stiamo vivendo è che la geografia non è più destino. Lo è la tecnologia”, spiega Mohammed Soliman a Formiche.net, a 250 dall’indipendenza degli Stati Uniti. Il futuro? “L’impronta strategica americana viene ridisegnata non da dove abbiamo basi militari, ma da dove abbiamo leva nella tecnologia e nelle catene di approvvigionamento”. Intervista il direttore della McLarty Associates, autore del libro “West Asia: American Grand Strategy in the Middle East”
Terrorismo e IA, serve partire dai giovani. Le parole di Loperfido (FdI) dalle Nazioni Unite
Dal vertice Onu, Emanuele Loperfido (FdI) lancia l’allarme su terrorismo e nuove tecnologie: “IA e piattaforme digitali accelerano la radicalizzazione”, spiega a Formiche.net. La risposta passa da scuole e giovani, cooperazione tra Stati e strumenti aggiornati per prevenire le minacce prima che esplodano
Non solo calcio, cosa significano i Mondiali 2026 per il Canada. Lo spiega l'ambasciatrice Golberg
Il Mondiale del 2026 è molto più di un appuntamento sportivo. Per il Canada è l’occasione per mostrare al mondo la propria identità, rafforzare il ruolo internazionale del Paese e lasciare un’eredità duratura in termini di sviluppo, innovazione e coesione sociale. L’analisi di Elissa Ann Golberg, ambasciatrice del Canada in Italia
Una banca per la difesa alleata, ecco la proposta con cui il Canada si presenterà ad Ankara
Il Canada intende sfruttare il summit di Ankara per mettere in piedi il primo nucleo della Defence, security and resilience Bank, un progetto multilaterale pensato per finanziare il riarmo degli alleati atlantici. Dietro l’iniziativa si legge l’impronta della strategia di Mark Carney, che vuole ritagliare per il Canada un nuovo ruolo nella sicurezza occidentale e che punta a una alleanza delle medie potenze
Sconfinamenti russi in Polonia. A quale scenario pensa il Cremlino per testare la Nato
Washington avrebbe avvertito Varsavia del rischio di una provocazione russa nei prossimi mesi. Tra gli scenari ipotizzati figurano attacchi con droni, incursioni limitate e operazioni ibride per mettere alla prova la Nato (e indebolire il sostegno occidentale all’Ucraina)
Attentato a Damasco. Chi rema contro la stabilizzazione istituzionale della Siria
Due attentati mettono a dura prova la pax siriana. Sono giorni complessi, questi, non solo per i postumi del cosiddetto accordo sull’Iran (che tale, nei fatti, non sembra essere) ma anche per via degli effetti a catena sull’area mediterranea. Uno di essi tocca le nuove relazioni fra Siria e Libano, con la Cina alla finestra
Dalla Bce all’Eliseo? Tutte le ambizioni di Christine Lagarde
En garde avec Lagarde, dicono nei corridoi della sede della Bce a Francoforte. Quella che sembrava un’ illazione si starebbe invece per concretizzare, avallata dalla stessa protagonista, l’esponente politica e avvocata francese che dal 2019 presiede l’Istituto centrale di credito europeo. L’analisi di Gianfranco D’Anna
















