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La riallocazione delle truppe americane in Europa e suoi limiti legislativi. Scrive Braghini

Di Fabrizio Braghini

L’amministrazione americana è soggetta al vincolo legislativo approvato dal Senato lo scorso anno con il National Defense Authorization Act per il 2026, che fissa un limite a riduzioni di personale Usa dall’Europa. Fabrizio Braghini spiega quale

Dall’uscita degli Emirati dall'Opec alla ridefinizione degli equilibri globali. L'analisi di Castellaneta

La regione del Golfo e più in generale il Medio Oriente rappresentano oggi il principale terreno in cui gli equilibri geopolitici globali si stanno trasformando: gli esiti di tale processo sono ancora incerti, ma la crescente frammentazione tra Europa e Stati Uniti non gioca certo a favore della leadership occidentale. Il commento dell’Ambasciatore Giovanni Castellaneta

Trump? Da cartellino rosso ma sull’Iran ha ragione. Scrive D'Anna

“Le proposte iraniane? Non riesco a immaginare che possano essere accettate dato che non hanno ancora pagato il prezzo per ciò che hanno fatto all’umanità e al mondo negli ultimi 47 anni” é l’ultimo sibillino commento di Trump all’ennesimo tentativo di Teheran di svicolare dall’ultimatum di interrompere il programma nucleare. Programma che la Germania la Spagna e altri Paesi europei sarebbero disposti a tollerare anche in considerazione dei comportamenti del Presidente americano. L’analisi di Gianfranco D’Anna

Vi spiego la rilevanza strategica della bioeconomia circolare nell’Ue

Di Piergiuseppe Morone

La transizione verso la bioeconomia circolare non è soltanto una scelta orientata alla sostenibilità ambientale, ma rappresenta una opportunità strategica per garantire un futuro più stabile e resiliente all’Europa in uno scacchiere geopolitico caratterizzato da shock esterni in aumento per intensità e frequenza. L’analisi di Piergiuseppe Morone, professore ordinario di Politica Economica presso Unitelma Sapienza

Aqaba e il corridoio che prende forma. La geoeconomia emiratina verso la Giordania

Giordania ed Emirati lanciano una ferrovia strategica da 2,3 miliardi di dollari per collegare Aqaba alle aree minerarie e, in prospettiva, ai mercati regionali. Il progetto segna un passo concreto verso la costruzione di nuovi corridoi commerciali tra Golfo, Levante e Mediterraneo, tra ambizioni logistiche e fragilità geopolitiche

Hormuz e crisi del petrodollaro. Il ricatto dello yuan

Di Filippo Fabbri

La crisi in Medio Oriente e il blocco di Hormuz stanno ridefinendo gli equilibri monetari globali. Tanto che l’apertura all’utilizzo dello yuan per le transazioni petrolifere conferisce agli Emirati arabi uniti una leva negoziale con gli Stati Uniti e mette sotto ulteriore pressione il petrodollaro. L’analisi di Filippo Fabbri di geopolitica.info

L’incubo iraniano del terrorismo tecnologico

Dalla radiografia dei punti ciechi che finora impediscono agli Stati Uniti di piegare il regime iraniano, incubatore del terrorismo islamico internazionale, scaturisce il diagramma ancora incompleto di quanto e come sta evolvendo l’utilizzo bellico dell’Intelligenza Artificiale. L’analisi di Gianfranco D’Anna

Dopo il Mali, Putin chiede a Trump cooperazione sul terrorismo

La crisi in Mali mette in discussione la capacità della Russia di proporsi come garante di sicurezza in Africa, indebolendone la credibilità strategica. Al tempo stesso, evidenzia la necessità per Stati Uniti ed Europa di integrare sicurezza e sviluppo in un approccio olistico alla competizione nel continente

Guerre senza pace. Mentre Teheran tergiversa Mosca rischia di implodere

Il Medio Oriente in stallo riporta l’attenzione sulla guerra in Ucraina: Russia in difficoltà militare ed economica, scandali interni e fuga di dirigenti, esercito colpito dai droni di Kyiv. Inflazione e isolamento logorano il consenso di Putin, mentre si presenta da finto mediatore. L’analisi di Gianfranco D’Anna

Dallo shock petrolifero alla frattura globale. Cosa rivela la mossa degli Emirati Arabi Uniti

Il prezzo del petrolio riflette la crisi con l’Iran, ma la vera svolta è politica: gli Emirati Arabi Uniti stanno ridefinendo il proprio ruolo regionale e globale. L’uscita dall’Opec segnala una transizione più ampia verso un ordine internazionale frammentato e competitivo

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