Tra febbraio 2022 e fine 2025 l’Oms ha documentato 2.811 attacchi alle strutture sanitarie. Per Kiev, oltre 2.500 strutture sono state danneggiate o distrutte, 327 completamente. Medici senza frontiere ha registrato oltre 20 attacchi, con 4 ospedali distrutti, 7 basi di ambulanze abbandonate e la perdita di accesso a 80 villaggi. Secondo Robin Meldrum, coordinatore nazionale di Msf in Ucraina, “questi attacchi sono troppo costanti, troppo frequenti e troppo precisi per essere accidentali”
Esteri
Volenterosi (e non solo), come procede l'azione europea per Kyiv
Investire i denari dedicati alla difesa in commesse a vantaggio delle industrie europee, con un obiettivo comune che vada al di là della contingenza ucraina. Così facendo si potrà ottenere sia una coalizione industriale e politico-militare che nutra le commesse derivanti dalla riforma europea per l’ammodernamento delle proprie difese, sia rafforzare il ruolo dell’Ue all’interno degli scacchieri mondiali attuali
Nell’era dell’AI vince chi sa costruire fiducia. L’analisi di Baldoni e Khodorkovsky
La competizione sull’intelligenza artificiale non si giocherà solo su capitale, chip e algoritmi, ma sulla capacità di costruire ecosistemi tecnologici affidabili e integrati. La tesi di Roberto Baldoni e Len Khodorkovsky: per le democrazie, la risposta alla concentrazione tecnologica non è l’autarchia, ma un’interdipendenza fondata su alleanze, standard comuni e fiducia verificabile
La vera forza della Nato è la sua ritrovata unità politica. L'analisi di Malinconi
Il Summit di Ankara ha mostrato un’Alleanza capace di concentrarsi su spesa militare, capacità industriali e deterrenza perché più solida nelle sue fondamenta politiche. Nonostante le tensioni transatlantiche e le differenze tra i 32 Alleati, la coesione resta il principale punto di forza della Nato di fronte alla competizione strategica e alle minacce russe. L’analisi di Michael Malinconi, esperto di relazioni internazionali
Meloni ai funerali dell’Emiro Padre del Qatar. Ecco perché conta
La partecipazione della premier alla cerimonia di condoglianze per Hamad bin Khalifa Al Thani rafforza l’asse con Doha in un contesto regionale segnato da tensioni con l’Iran e nuovi equilibri nel Golfo
La Cina scopre Keynes e i limiti del suo modello di crescita
I saldi settoriali cinesi raccontano uno squilibrio che pesa anche sulle catene di valore europee. Il riequilibrio interno è un problema tecnico, non solo politico, e riguarda tutti
Dal manifesto della vendetta ai raid Usa. Così l’Iran torna nel mirino
L’aviazione statunitense ha colpito nella notte cinque località meridionali iraniane. Gli attacchi hanno riguardato le città di Asaluyeh, Dir, Bushehr, Dashti e Tangestan, in una delle province strategicamente più rilevanti dell’Iran per la presenza di infrastrutture energetiche e della centrale nucleare di Bushehr. Oltre che alle continue sortite dei miliziani è la risposta alla bieca incitazione mondiale alla vendetta della nuova Guida Suprema di Teheran. L’analisi di Gianfranco D’Anna
Il nucleare è l'unica bacchetta magica per l'Ucraina. Parla Sinovets (Odcnp)
Per l’esperta ucraina la deterrenza convenzionale è troppo esposta alle manipolazioni del calcolo costi-benefici, come dimostrato da quanto avvenuto al Cremlino nel febbraio 2022. Solo l’atomica cambia davvero il computo dei rischi per un aggressore. Ma quali sono le opzioni di Kyiv per godere di una copertura nucleare?
Perché il tempo non gioca a favore di Teheran
Alcuni vantaggi tattici, molti rischi strategici. Con la minaccia su Hormuz Teheran prova a guadagnare tempo e leva negoziale, ma rischia di accelerare il proprio isolamento regionale e di favorire una convergenza di interessi tra Stati Uniti e potenze mediorientali contrarie alle sue ambizioni nucleari. L’analisi di Francesco Sisci, direttore di Appia Institute
Le minacce di Trump sulla Groenlandia espongono i limiti della difesa europea
La riapertura del dossier groenlandese dopo il vertice Nato di Ankara mette a nudo l’ambiguità dell’articolo 42.7 e l’assenza di strumenti europei di deterrenza. Tra frammentazione politica e vuoto istituzionale, l’Ue resta priva di una risposta credibile davanti a un possibile fait accompli americano. L’analisi di Elio Calcagno, responsabile di ricerca nel programma “Difesa, sicurezza e spazio” e di Federico Castiglioni, ricercatore nel programma “Ue, politica e istituzioni” dell’Istituto Affari Internazionali
















