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Melania Trump al Consiglio di Sicurezza Onu. Cosa significa e perché è un precedente storico

Di Carlo Curti Gialdino

Il 2 marzo il Consiglio di Sicurezza Onu sarà presieduto, per la prima volta, da Melania Trump. Una scelta voluta da Donald Trump che inaugura una diplomazia “formato famiglia”, spostando il baricentro dalla funzione alla persona. Resta l’incognita: l’effetto mediatico basterà a produrre risultati concreti nel Palazzo di Vetro? Le riflessioni di Carlo Curti Gialdino, vicepresidente dell’Istituto Diplomatico Internazionale

Meloni convoca riunione di governo, base in Kuwait colpita da un missile iraniano

L’Italia ha reagito all’attacco condotto da Stati Uniti e Israele contro obiettivi iraniani con una linea improntata alla prudenza operativa, alla protezione dei connazionali e a un’attività diplomatica orientata alla de-escalation. La risposta di Roma si è articolata su tre livelli: coordinamento politico interno, misure di sicurezza e attivazione della rete diplomatica

L'attacco Usa-Israele può ricondurre l'Iran a negoziare. Parla l'amb. Checchia

L’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro obiettivi strategici iraniani segna una nuova fase di tensione nel Medio Oriente. Secondo l’ambasciatore Gabriele Checchia, l’azione era prevedibile e mira a contenere il programma missilistico e le milizie sostenute da Teheran, senza aprire necessariamente a uno scontro totale. La diplomazia resta centrale: l’Italia punta a favorire la de-escalation e il dialogo, sostenendo al contempo il popolo iraniano contro una dirigenza destabilizzante

Iran, Trump e Netanyahu colpiscono la minaccia esistenziale. Cosa aspettarsi secondo Dentice

Trump e Netanyahu rivendicano l’operazione contro l’Iran come necessaria per neutralizzare una minaccia esistenziale e impedire a Teheran di dotarsi dell’arma nucleare, rivolgendosi anche direttamente alla popolazione iraniana. Secondo l’analista Giuseppe Dentice, l’attacco apre però scenari incerti sul “dopo”, tra rischi di escalation regionale, strumentalizzazioni politiche interne e dubbi sulla reale possibilità di indebolire un regime ancora solido

Ayatollah nel mirino? Piani e obiettivi dell’attacco Usa-Israele all’Iran

Secondo fonti del Pentagono, riportate dalla Cnn, gli attacchi scattati oggi si protrarranno per diversi giorni. E di operazione massiccia e continua parla infatti il presidente Trump. Un attacco che si prefigge di azzerare le capacità di rappresaglia dell’Iran e molto altro. L’analisi di Gianfranco D’Anna

Iran sotto i colpi di Usa e Israele. Ecco cosa sta succedendo

Israele ha lanciato un attacco su larga scala contro obiettivi strategici in Iran, inclusa l’area legata alla Guida Suprema, in un’operazione che segnerebbe un’escalation senza precedenti e vedrebbe anche il coinvolgimento degli Stati Uniti. L’azione riflette il fallimento della pressione diplomatica sul nucleare iraniano e apre una fase altamente instabile, con il rischio di una risposta di Teheran e di un conflitto diretto tra Stati nella regione

Censura militare. Tutte le purghe di Xi fotografate dal Csis

Le epurazioni nell’apparato militare cinese hanno colpito ogni settore, dalla Rocket Force ai comandi regionali. Dietro la retorica anticorruzione emerge una più ampia partita politica sulla lealtà e sul controllo del potere armato. Cosa dice il report del Center for Strategic and International Studies

Diplomazia o guerra. La partita decisiva tra Washington e Teheran

Mentre emissari e diplomatici si muovono in un ultimo tentativo di scongiurare il conflitto tra Washington e Teheran, portaerei, avvisi di evacuazione e briefing militari suggeriscono che il Medio Oriente si sta già preparando alla guerra, considerata un passaggio potenziale se i tentavi di dialogo in corso dovessero fallire

Dietro la guerra fra Pakistan e Afghanistan c'è anche il fondamentalismo islamico

Lo scontro frontale fra tribalismo tradizionalista e l’evoluzione della concezione islamica: c’è la profonda crasi millenaria fra sunniti e sciiti, il terrorismo fondamentalista e l’intransigenza talebana all’origine del conflitto esploso fra Kabul e Islamabad. L’analisi di Gianfranco D’Anna

Così l'Italia può giocare un ruolo nel futuro del Venezuela. Parla il deputato Armas

Un clima di cauta fiducia attraversa il Venezuela mentre prende forma la transizione politica sostenuta dagli Stati Uniti. Tra il ruolo dell’Italia, le dimissioni di Tarek William Saab e la competizione con Russia e Cina, sono numerose le dinamiche che si intrecciano. Conversazione con Armando Armas, membro del Global committee for the rule of law e deputato dell’Assemblea nazionale del 2015 all’interno della coalizione dell’Unidad Democrática, per cercare di avere una visione più precisa della situazione

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