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Terzi rilancia il coordinamento transatlantico contro le ingerenze cinesi

L’incontro tra il senatore Giulio Terzi di Sant’Agata e una delegazione di senior staffer del Congresso americano riporta al centro il tema delle interferenze cinesi in Europa e negli Stati Uniti. Dalle attività del Fronte unito alle stazioni di polizia clandestine, fino al modello Fara, la cooperazione transatlantica intende favorire la costruzione di una risposta comune e coordinata contro strategie di influenza, disinformazione e manipolazione cognitiva. “La Commissione speciale rappresenta una straordinaria fonte di analisi sulla molteplicità delle minacce poste dal Partito comunista cinese, sia in patria sia all’estero”, commenta Laura Harth su Formiche.net

(Indo) Pacifico in Italia. Cosa guardare nelle prossime settimane

Mentre Washington riporta in vita il “Pacific Command” e sembra rimettere in discussione il lessico dell’Indo-Pacifico, Roma intensifica i rapporti con India, Giappone, Corea del Sud e Sud-est asiatico. La geografia strategica della regione continua a esistere ben oltre le definizioni

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La propaganda del Cremlino in Europa non parla solo russo. L’opinione di Cristadoro

Di Nicola Cristadoro

La propaganda russa in Europa non si diffonde solo attraverso i canali di Mosca, ma si rafforza quando trova sponde politiche, mediatiche e culturali dentro l’Occidente. Il punto è che questa influenza agisce sempre più sul terreno emotivo, facendo leva su paure economiche, riflessi identitari e reazioni immediate, spesso con forme meno esplicite e più difficili da riconoscere. L’opinione del generale Nicola Cristadoro

Un accordo non basta, ma è un buon punto di partenza. Il caso Iran e il G7 secondo Politi

Il memorandum Usa-Iran è insieme punto d’arrivo e partenza: serve stabilità duratura nel Golfo, affrontando nucleare e missili e rilanciando la denuclearizzazione regionale. Il G7 può favorire consenso. Qatar, Pakistan e Oman attori chiave. Su terre rare, l’Ue deve colmare il gap di raffinazione con la Cina. Conversazione con Alessandro Politi, direttore della ⁠Nato Defense College Foundation

La pace in Ucraina dipende dalla pressione su Putin. Parola dell'ambasciatore Herbst

Dalle sanzioni a Rosneft e Lukoil ai 210 miliardi di asset russi ancora bloccati, le leve per fermare Putin esistono. All’Occidente serve solo la volontà di usarle fino in fondo. Intervista a John Edward Herbst, ex-ambasciatore Usa a Kyiv

Il G7 cerca una strategia comune sui minerali critici. L’Italia si muove tra Canada e Giappone

Da Evian emerge una crescente attenzione dei Paesi del G7 per le catene di approvvigionamento delle materie prime strategiche. Il colloquio Meloni-Carney e la proposta giapponese sugli stockpile mostrano come il tema stia assumendo una dimensione sempre più legata alla sicurezza economica e nazionale

Hormuz, cosa cambierà davvero con l’intesa tra Usa e Iran

La riapertura di Hormuz non è un ritorno al passato. Ora che Teheran ha rafforzato le sue pretese territorialistiche lo stretto è meno internazionale. Il silenzio dell’Oman complica la situazione. I Paesi del G7 insistono giustamente sull’incondizionata libertà di navigazione. Il ruolo dell’Italia. L’analisi dell’ammiraglio Fabio Caffio

Tutti gli indizi sul nuovo sogno argentino di Thiel

Gli argentini sono preoccupati per la presenza del magnate della tecnologia e il rischio di nuovi meccanismi di sorveglianza e limitazioni delle libertà. Le chiavi del suo piano in un libro…

Perché la Cia è scettica sull'accordo di Trump con l'Iran

L’intelligence americana mette le mani avanti: gli iraniani sono inaffidabili. La prudenza non è mai troppa considerando la situazione a Teheran. Dietro le parole si intravedono prove concrete sulle intenzioni e i piani del regime degli ayatollah. L’analisi di Gianfranco D’Anna

Altro che crypto. Così l'evasione russa delle sanzioni passa da canali tradizionali

Un report dell’Open Source Centre e di Trm Labs ricostruisce A7, la rete sostenuta dallo Stato russo che avrebbe movimentato oltre 6.100 miliardi di rubli. Il vero motore dell’evasione non sono le criptovalute, ma l’accesso alle banche corrispondenti

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