Non solo feste e cotillon a bordo dei mega yacht. L’esercito britannico avrebbe scoperto sensori russi nelle acque che circondano il Regno Unito, per tracciare i movimenti dei sottomarini britannici, sganciate in mare da droni “parcheggiati” nelle pance degli yacht russi. Alcune delle navi fantasma si sospetta che vengano usate per inviare equipaggiamento militare al generale libico Khalifa Haftar, l’uomo forte della Cirenaica
Esteri
Ora occorre un nuovo porto mediterraneo e cosmopolita, come il Libano. Beirut vista da Cristiano
A cinque anni dall’esplosione del porto della capitale del Libano, una delle più gigantesche deflagrazioni non nucleari della storia contemporanea, Riccardo Cristiano riflette sul bilancio di un tentativo di urbicidio che cambia con gli anni e che ha ancora molti interrogativi a cui dare risposta
Terre rare e supply chain. Come Pechino sta soffocando l’approvvigionamento della difesa occidentale
Pechino ha intensificato i controlli sulle esportazioni di terre rare e metalli strategici, soffocando la filiera dei sistemi d’arma occidentali e mettendo in evidenza la vulnerabilità della catena di approvvigionamento del Pentagono
Da Kaliningrad alla Moldavia, la nuova geografia del confronto tra Mosca e Washington. L'analisi di Pellicciari
Lo scontro tra Trump e Medvedev segna un’escalation nei rapporti Usa-Russia, con minacce nucleari e una rottura nei canali diplomatici. La guerra in Ucraina sembra avviarsi verso un conflitto congelato, senza soluzione politica. Nuovi possibili fronti emergono: Kaliningrad e la Moldavia rischiano di diventare teatri di nuove tensioni geopolitiche. L’analisi di Igor Pellicciari
Torna la deterrenza atomica tra superpotenze. Le ultime strategie nell'analisi di D'Anna
Nonostante le buone intenzioni iniziali, o meglio le illusioni, di Trump nei confronti di Putin, la guerra scatenata dalla Russia contro l’Ucraina sta superando il livello di guardia delle reciproche minacce fra Mosca e Washington. Come evidenzia il rischieramento dei sommergibili atomici Usa. L’analisi di Gianfranco D’Anna
Zelensky nel tunnel (senza uscita) della guerra. Scrive Arditti
Zelensky ha ampiamente dimostrato di reggere lo scontro con Putin, questo fa di lui un gigante da molti punti di vista. Oggi però non riesce a uscire dalla guerra, anche perché Mosca non glielo consente. E di quella guerra finisce per essere oggi prigioniero e, in prospettiva, vittima
L'intelligence israeliana torna a puntare sul fattore umano
L’attacco del 7 ottobre ha evidenziato alcuni pesanti limiti dell’intelligence israeliena. Per questo Tel Aviv sta ora riadattando il proprio approccio alla sicurezza, puntando su lingua, pensiero critico e “boots on the ground”
Phisikk du role - Macron un ragazzo, forse sì, ma dotato di carisma da leader
“Macron è un bravo ragazzo ma non conta nulla”, ha detto Trump dopo l’annuncio sul riconoscimento della Palestina da parte della Francia. Ma se nonostante i detrattori il Presidente francese è riuscito da otto anni ad essere eletto per due volte vuol dire che la politica la sa fare veramente. E comunque è sul piano internazionale che la sua abilità si fa apprezzare maggiormente, si veda proprio alla voce Palestina. La rubrica di Pino Pisicchio
Italia, Turchia, Libia: un trilaterale per il futuro del Mediterraneo
Immigrazione, energia, proiezione tanto nel Mar Nero quanto in Medio Oriente e Africa: è molto ricco il paniere di temi fra Roma, Ankara e Tripoli. Una ragione in più per non ritardare iniziative comuni e una programmazione su come stemperare possibili fronti di tensioni politiche, come quelle tra Tripoli e Tobruk, e procedere così all’unisono in una cooperazione tripartita
Il fronte della Palestina si allarga. Una moral suasion su Israele e Usa? L'analisi di Polillo
La decisione dei Paesi del G7 a favore del prossimo riconoscimento della Stato palestinese è una presa di posizione tutta politica, dagli impossibili effetti pratici. Non esistendo un’entità statuale definita che possa essere riconosciuta. Suona di conseguenza come una moral suasion nei confronti di Israele e dei suoi più stretti alleati. Anche quel Donald Trump che non ha esitato a minacciare il Canada, con la promessa di maggiori dazi, nell’eventualità che quella scelta divenisse effettiva. L’analisi di Gianfranco Polillo
















