Intervista all’ex Ambasciatore negli Stati Uniti, già consigliere diplomatico a Palazzo Chigi: “Sostegno all’Ucraina, evitando l’escalation verso un conflitto nucleare. Roma più vicina a Berlino che a Parigi. La Via della Seta? Ha ragione Meloni, si possono avere relazioni con la Cina senza essere partner strategici. In Libia occorre fare di più”
Esteri
Perché è il momento giusto per riformare le Nazioni Unite
La guerra in Ucraina è l’ultimo episodio che accende i riflettori sulla questione dei veti nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Dopo anni di proposte negoziali per riformare l’organismo che dovrebbe vegliare sulla sicurezza internazionale qualcosa sta cambiando. I punti di vista cinese e statunitense e l’ampia proposta italiana dello Uniting for Consensus, raccontati da Gioachino Piccio e William Viola, LL.M. doctor in public administration law
Il vicolo cieco di Mosca: perdere la guerra o la pace? Scrive D'Anna
Anche se è consapevole che non sono un’opzione praticabile e vincente, per fermare l’Ucraina a Putin sono rimaste soltanto le atomiche. Per il resto la questione non è più se la Russia perderà, ma quando. L’analisi di Gianfranco D’Anna
L’Estonia, la nuova Europa e il futuro della Nato. La versione di Kolga
Gli sforzi di Nato e Unione Europea a sostegno di Kyiv stanno dando i loro frutti. Ma la lezione ucraina ha molto da insegnarci, ed è necessario assumere un approccio da “forward presence” a “forward defence” per gestire al meglio il processo di stabilizzazione post-bellica. Colloquio con il diplomatico estone Margus Kolga, direttore del Dipartimento pianificazione del ministero degli Esteri
I paletti dell’occidente (che Pechino non mette)
Nel 2019 fu la definizione di Pechino come rivale sistemico ad aprire la strada a un maggiore attivismo europeo sul tema delle infrastrutture, vero terreno di gioco globale. L’attenzione posta da Bruxelles sui propri valori indica però come i progetti finanziati all’interno della nuova cornice Global gateway dovranno sottostare a rigidi standard, a differenza di quelli della Via della Seta. Gli scenari di Alessandro Gili, research fellow di Geoeconomia delle infrastrutture, Ispi
Tra trivelle in Xinjiang e repressione a Hong Kong, serve una nuova strada con la Cina
Stati Uniti, l’Europa e le democrazie asiatiche e africane dovrebbero coordinare un atteggiamento comune verso la Cina. Richiedendo innanzitutto che il Dragone sia coerente nella sua politica di transizione ecologica evitando nuove perforazioni petrolifere come nello Xingiang. Poi che mantenga le sue promesse di opening up del mercato dei capitali che in pratica non si sono mai concretizzate. L’intervento di Marco Mayer
Tra guerra e pacifismo. L'invasione dell'Ucraina vista da Bonanni
La pace si ottiene o delegando agli organismi internazionali di fermare gli aggressori con l’isolamento e fino all’uso di forze internazionale di interposizione per il ripristino della legalità, oppure dando ogni aiuto possibile all’aggredito, fino al ripristino della condizione ante di legalità. Il commento di Raffaele Bonanni
Le comunicazioni tra Cina e Usa possono evitare una guerra a Taiwan, parola di Austin
Austin, parlando da Singapore, ha sottolineato la necessità di evitare sussulti attorno a Taiwan, perché potrebbero alterare il contesto globale. Per il capo del Pentagono è fondamentale che i militari di Cina e Usa si parlino, ma per ora Pechino sembra rifiutare comunicazioni di questo genere con Washington
Burns in Cina racconta il tentativo di “disgelo” Usa
Washington vuole far sapere che si sta impegnando per dialogare con Pechino. I contatti negli ultimi quattro mesi, dopo il gelo del pallone-spia, ci sono stati, ma la Cina dimostra di volersi impegnare di più sul lato commerciale che in quello strategico. Il ruolo del capo della Cia potrebbe essere quello di creare una rete di relazioni ampie e discrete
Dopo la Wagner, l'esercito privato di Gazprom entra in guerra
Il gigante degli idrocarburi offre più soldi e condizioni migliori dell’esercito regolare, anche se Prighozin si lamenta delle scarse forniture militari. Ma in caso di un collasso del potere centrale, lo scenario di uno scontro tra eserciti privati sarebbe una naturale e pericolosissima conseguenza
















