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Francesco Caio poste italiane

Poste Italiane, ecco chi e perché ha affondato la seconda privatizzazione

Poste in vendita? Sì, no, forse. C'è parecchia confusione a quanto pare nel governo sul futuro del gruppo guidato da Francesco Caio. Pensare che a maggio, archiviata la cessione della prima tranche (29,7%) partita a ottobre 2015, già si pensava a piazzare sul mercato un altro 30%, con tanto di decreto dell'esecutivo. Poi, col passare dei mesi, le perplessità di alcuni…

Chi ci sarà (e chi parlerà) alla convention di Stefano Parisi a Milano

Di Bruno Guarini e Niccolò Mazzarino

Gioco delle parti o frizioni vere? È quello che in queste ore si stanno chiedendo militanti e dirigenti di Forza Italia e parisiani di stretta osservanza. La domanda nasce dal chiacchiericcio secondo cui il vertice di Forza Italia, a partire da Silvio Berlusconi, ha chiesto più o meno formalmente ai big del partito azzurro di non partecipare alla convention organizzata…

Immigrazione, ecco i numeri più aggiornati

Aumentano del 5,15 per cento gli immigrati sbarcati in Italia rispetto allo scorso anno. Alla data del 14 settembre, secondo i dati diffusi dal ministero dell’Interno, quest’anno sono sbarcate 128.397 persone rispetto alle 122.113 del 2015 e alle 127.755 del 2014. Oltre 6 mila persone in più rispetto a 12 mesi fa, dunque, che rappresentano un trend preoccupante e che…

Netanyahu è filo Trump?

Il sito americano specializzato in affari mediorientali Al Monitor pubblica un fondo a firma di Ben Caspit dal titolo eloquente: "Bibi è un sostenitore di Trump?". Dove "Bibi" sta per il soprannome con cui viene chiamato Benjamin Netanyahu, il primo ministro israeliano, e Trump è The Donald, il candidato repubblicano alla Casa Bianca. Si menziona l'autore dell'articolo, Caspit, non solo perché…

Stefano Cingolani

Come e perché sta tornando il rischio Italia (e perché Phillips non ha torto)

Una indebita intromissione, una gaffe, un intervento inopportuno, una violazione dell’etichetta diplomatica? E’ stato scritto di tutto, a parte le scemenze su Pinochet (in Cile non in Venezuela, ormai lo ha imparato persino Luigi Di Maio). Ma in realtà l’ambasciatore americano John Phillips ha detto solo la verità. Lo sa chiunque non abbia gli occhi iniettati di sangue fazioso. Lo…

centenario, europeista, Legge elettorale, Vitalizi, casaleggio, voucher san valentino, Cazzola, inps, pensioni

Perché non sparacchio contro l'Ape del pensionamento anticipato

Sono ormai diventato un ospite fisso nei talk show in cui si parla di pensioni. Sarà per la solita questione che a fare notizia non il cane che morde l’uomo, ma l’uomo che morde il cane. Io, infatti, sono uno dei pochi che non esita a difendere la riforma Fornero (ed è per questo motivo che – oltre ad insulti…

Massimo D'Alema

Non solo Hillary Clinton, anche il Pd ha la polmonite

"Anche il Pd ha la polmonite", titola oggi Il Foglio. Come dare torto all'editoriale di Claudio Cerasa? Siamo ormai alla vigilia di una scissione del Partito democratico, che probabilmente si celebrerà dopo il referendum. Del resto, ormai Matteo Renzi è considerato dai suoi oppositori interni non solo la causa del declino della sinistra italiana, ma un vero e proprio pericolo…

Tutti i goffi strepitii alla Bersani su Renzi e referendum

“Ambasciatore porta pena”, è il titolo dell’editoriale del Manifesto con cui si nega spiritosamente, ma non troppo, al rappresentante del governo americano in Italia, John R. Phillips, la prima caratteristica di un diplomatico, che è quella di “non portare pena”, dovendosi limitare a riferire solo quello che nel suo Paese lo hanno incaricato di dire: nel nostro caso, il sostanziale…

bilancio, legislatura

Perché l'ambasciatore Usa, Phillips, ha ragione su Renzi e referendum

E' facile e fin troppo scontato criticare l'ambasciatore Usa per la sua esternazione sulle conseguenze del No. Ma fatelo con sobrietà, senso della misura e senza sguaiatezze. E chiedetevi le ragioni della sua posizione. Parlare di pericolo di "Italia sotto sorveglianza" (Corriere della Sera) è fuori luogo. E, peggio, tornare a toni da guerra fredda. L'ambasciatore Usa non parla così…

Ecco cosa (non) ha detto Juncker a Strasburgo

"Un discorso scontato", "la fiera del qualunquismo", "un intervento sobrio e concreto".  Sono discordanti i pareri formulati nei corridoi del Parlamento europeo a proposito delle parole pronunciate dal presidente della Commissione Jean-Claude Juncker: l'ex premier lussemburghese oggi si è presentato in aula a Strasburgo e ha illustrato agli eurodeputati quali siano state le linee guida principali seguite negli ultimi dodici mesi…

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