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Il Pd di Schlein? Senza visione, ma non basta cambiare leader. Parla Franchi

“Un anno di guida Schlein? Un salto rispetto alla storia del partito, giunto all’indomani di una sconfitta elettorale di enormi proporzioni. Non c’è stata l’identificazione di un mondo al quale ci si intendeva rivolgere e con cui ricostruire dei canali di collegamento e di contatto: penso in primo luogo al mondo del lavoro perché è importante farsi vedere alle manifestazioni della Cgil ma non basta”. Conversazione con l’editorialista del Corriere della Sera, Paolo Franchi

Bivio europee. Il futuro del Pd tra Schlein e Gentiloni

Un nuovo segretario, l’ottavo dal 2007 ad oggi, potrebbe essere incoronato anche al di là di un risultato non negativo alle europee di Schlein: è la visione strategica del partito che sta preoccupando elettori e dirigenti, come l’incertezza sull’Ucraina, il piglio ultra ideologico e la mancanza di compattezza sui nomi alle prossime amministrative

Meloni e la stoccata sui diritti alla sinistra (quella autoritaria)

Quando osserva che deriva autoritaria è “considerare che chi vince le elezioni se non è di sinistra non abbia gli stessi diritti degli altri”, il premier mette l’accento sul fatto che entro la fine di quest’anno il Parlamento, che oggi ha una maggioranza di centrodestra, dovrà nominare quattro giudici costituzionali

Perdere l'anima riformista e dire addio al Nazareno. I rischi di Schlein secondo Folli

Conversazione con l’esperto editorialista, già direttore del Corriere della Sera: “L’Italia è cambiata, ma è cambiata anche la sinistra che ha una capacità di evocare i grandi temi sociali infinitamente inferiore a quella di una ventina di anni fa”

Oltre la piazza, alleanze anche con chi non c'era. Parla Bazoli (Pd)

“La piazza è un modo per ritrovarsi tra i tanti simpatizzanti. Poi occorre costruire una proposta alternativa alla destra che sia di governo e in grado di convincere le persone molto al di là di quelle che scendono in piazza”. Conversazione con il senatore dem sulla piazza di sabato e il futuro del partito guidato da Elly Schlein

Porti, discutiamone ma non prendiamo esempio dalla Grecia. La versione di Misiani (Pd)

Amburgo-Pireo-Italia: il triangolo su cui lavora Cosco Cina assume una precisa rilevanza geopolitica se lo si osserva dall’alto. Misiani: “Ancora non si comprende quale beneficio può portare una ulteriore accentuazione del ruolo dei privati: ci sembra una forzatura che va nella direzione sbagliata”

Un Pd in bambola sull'Ucraina non serve all'Italia (né a se stesso)

Il partito che de facto ha guidato il Paese negli ultimi dieci anni sembra abbia timore di specchiarsi nella propria storia e nelle proprie decisioni passate. Come quella sul sostegno a Kiev nel solco dell’atlantismo (su cui già c’è stato l’harakiri del M5S con la Via della Seta)

Cara Schlein, senza spese militari l'aiuto all'Ucraina non va da nessuna parte

I rischi di una esposizione, anche mediatica, di questo genere sono oggettivi: annunciare la vicinanza a Kiev, dopo aver fatto visita alle ambasciate a Roma, ma poi alla prima occasione pubblica al Nazareno “imitare” Conte (o un certo ma-anchismo del passato) su temi portanti della difesa comune europea

Il Pd di Schlein? L'atto finale di derenzizzazione secondo Franchi

“Da oggi, forse, non valgono più le parole centrodestra e centrosinistra. Ha vinto una signora che non è iscritta e che è stata eletta segretario da una maggioranza di non iscritti. Mette il più clamoroso dei timbri alla fine di un Pd che era già morto”. Conversazione con l’editorialista del Corriere della Sera

No alle primarie del Pd. Ecco cosa farà Casini

Alla presentazione del suo libro, il leader democristiano e senatore del Pd auspica un’opposizione “credibile non sfascista, ma che ha a cuore l’interesse e la responsabilità nazionale”. Così, Casini prenota un posto di rilievo nel dibattito parlamentare della legislatura. E festeggia 40 anni dalla sua prima elezione alla Camera

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