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Iran, reclutamenti via Telegram nel Regno Unito. L’allarme di Scotland Yard

Un’inchiesta di Lbc riporta l’attenzione sulle operazioni ibride attribuite all’Iran nel Regno Unito. Presunti agenti avrebbero tentato di reclutare cittadini britannici via Telegram per azioni dimostrative e potenziali sabotaggi in cambio di micro-pagamenti in criptovalute. Il caso rilancia il tema dell’uso di proxy locali da parte di Stati ostili e spinge il governo Uk a rafforzare il quadro normativo contro le minacce ibride

Sikh e immigrazione illegale. Cosa racconta il duplice omicidio di Covo

L’esecuzione di due uomini sikh nel Bergamasco riporta alla luce conflitti interni alla comunità e segnala un’escalation di violenza che tocca la diaspora indiana in Europa

Iuvm, rete informativa ostile. Analisi dell’infrastruttura antioccidentale

L’International Union of Virtual Media è un’infrastruttura organizzata di controinformazione e influenza digitale antioccidentale, antiebraica e disinformativa, riconducibile all’ecosistema iraniano. La sua rilevanza risiede nella semplicità della sua architettura e nella facilità con cui può essere replicata da altri attori, utilizzando l’informazione come terreno di competizione strategica e predisponendo asset a bassa visibilità ma ad alto impatto

Hayi e l'ibridazione del terrorismo in Europa

Harakat Ashab al-Yamin al-Islamia (Hayi), ha rivendicato una serie di attacchi a bassa intensità contro obiettivi ebraici in Europa. Episodi con danni limitati ma forte impatto simbolico, diffusi e amplificati attraverso canali vicini all’ecosistema filo-iraniano. Le dinamiche operative e di propaganda indicano un possibile modello di ibridazione del terrorismo in Europa: azioni semplici, esecutori locali e massima ambiguità

Estonia, cresce la minaccia russa? Il record di agenti individuati nel 2025

Nel 2025 l’Estonia ha individuato un numero record di collaboratori legati alla Russia, secondo il rapporto dell’intelligence nazionale – Kaitsepolitseiamet (Kapo). Crescono le minacce ibride, tra disinformazione, sabotaggi e operazioni condotte anche tramite civili. Sotto osservazione il caso di Narva, al centro di una campagna online filorussa

Gli Usa davanti alla Cina nella corsa tech. Il report (sparito) di Pechino

Co-worker digitali per analisti e sfida aperta alla Cina. Cosa c'è dietro la svolta della Cia

La Cia accelera sull’intelligenza artificiale e prepara l’integrazione sistematica di co-worker digitali nei propri sistemi analitici. L’obiettivo è rendere più rapido e rigoroso il processo di produzione dell’intelligence, senza rinunciare al controllo umano

La sicurezza cognitiva come nuova frontiera strategica

Di Antonio Scala

Quando la realtà condivisa si frammenta, il problema non è più solo informativo: diventa una vulnerabilità strategica. Correggere singoli messaggi non basta. Serve una capacità pubblica di osservazione e intervento sull’ecosistema cognitivo, quello che oggi manca. L’analisi di Antonio Scala, dirigente di ricerca presso l’Istituto dei Sistemi Complessi del Cnr

Un attacco in Italia ha bloccato un oleodotto diretto in Germania. Cosa (non) sappiamo

Un attacco a un’infrastruttura energetica nel Nord Italia ha minacciato le forniture di benzina, diesel e carburante per l’aviazione alla Germania meridionale, dimostrando la vulnerabilità delle reti energetiche europee. Le infrastrutture italiane sono da tempo bersaglio di questo tipo di azioni

Dalla sovversione sovietica alla guerra ibrida di Putin. Storia del controspionaggio italiano

Il controspionaggio è oggi una leva essenziale per difendere il sistema-Paese dalle crescenti minacce di spionaggio, ingerenza e guerra ibrida alimentate da cyberspazio e intelligenza artificiale. Questi temi saranno al centro del convegno dell’Istituto Germani del 14 aprile 2026 e del corso di alta formazione sul controspionaggio in programma dal 22 al 24 aprile a Roma

Guerra cognitiva e tenuta democratica. Gatti spiega perché la profilazione è un rischio sistemico

In questa conversazione con Formiche.net Andrea Gatti, consigliere giuridico della vicepresidente del Garante privacy e docente di diritto pubblico comparato all’Università di Padova, racconta come la profilazione e il micro-targeting modellano percezioni e informazioni politiche, mettendo a rischio lo spazio pubblico e la democrazia

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