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Kratos porta a Taiwan un drone pensato per la guerra di massa. In corso i test del Mighty Hornet IV

La collaborazione tra Kratos Defense e l’apparato militare di Taiwan nel settore unmanned punta allo schieramento in territorio taiwanese di un grande numero di droni a basso costo, concepiti come strumento di deterrenza e come capacità operativa pronta all’impiego in caso di crisi

Un nuovo drone targato Kratos sviluppato appositamente in funzione anti-cinese? Questo è quello che sembra emergere dalla collaborazione tra Kratos Defense, azienda americana specializzata in sistemi unmanned, e l’apparato militare di Taiwan, che hanno condotto una recente campagna di test presso l’impianto della società a Oklahoma City. Durante le prove, ingegneri statunitensi e taiwanesi hanno validato l’integrazione di un payload di missione sviluppato a Taiwan sul drone d’attacco Mighty Hornet IV.

Kratos ha definito l’attività un “traguardo” per la cooperazione industriale e tecnologica tra l’azienda e il principale ente di ricerca militare taiwanese, il National Chung-Shan Institute of Science and Technology (Ncist). In una nota separata, lo stesso istituto ha parlato di un “nuovo traguardo nella collaborazione tecnologica per la difesa tra Stati Uniti e Taiwan”, sottolineando come questo tipo di cooperazione consenta di ridurre i tempi di sviluppo e di rispondere alle esigenze di “contromisure rapide e attacchi preventivi a lungo raggio”.

Il Mighty Hornet IV rappresenta una “trasformazione rivoluzionaria” del drone bersaglio Mqm-178 Firejet di Kratos, su cui si basa, ha affermato l’azienda. “In definitiva, l’obiettivo è quello di disporre di una grande quantità di sistemi Mighty Hornet IV a Taiwan, fornendo una massa accessibile, sia come deterrente che pronta per l’impiego operativo”, ha dichiarato Steve Fendley, presidente della divisione sistemi senza pilota di Kratos, in una dichiarazione. Il drone ha un raggio operativo di 1.000 chilometri, e può essere configurato come drone da ricognizione, esca, attacco o bersaglio, a seconda del carico utile che trasporta.

L’obiettivo delle due parti è quello di dislocare sul territorio taiwanese un “grande quantitativo” di questi sistemi, da utilizzare sia come strumento di deterrenza sia come asset operativo in caso di conflitto. Il progetto si inserisce nel più ampio sforzo di Taipei di rafforzare i legami di sicurezza con gli Stati Uniti, attraverso lo sviluppo e la produzione congiunta di armamenti, ma anche attraverso altre iniziative come quella che riguarda i semiconduttori.


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