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L’Italia non è parte del conflitto nel Golfo. Il Consiglio supremo di difesa conferma la linea del governo

Il Consiglio supremo di difesa conferma la linea del governo: l’Italia resta estranea al conflitto nel Golfo. Il vertice ha analizzato rischi economici, energetici e di sicurezza, ribadendo il rispetto della Costituzione e la gestione controllata delle basi americane sul territorio nazionale. Roma continuerà a supportare i partner strategici nella regione, tutelando i contingenti già presenti, mentre crescono le preoccupazioni per instabilità, minacce ibride e violazioni del diritto internazionale

L’Italia non è parte e non intende essere parte del conflitto nel Golfo. Questa la posizione del Consiglio Supremo di Difesa, convocato questa mattina al Quirinale dal presidente Sergio Mattarella, e appena conclusosi. Il massimo organo responsabile per la sicurezza nazionale conferma la linea che il governo aveva già espresso in Parlamento e ha confermato le preoccupazioni circa le ricadute economiche e di sicurezza interna discendenti dagli sviluppi in Iran.

Chi c’era e cosa si è detto

Alla riunione hanno partecipato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i ministri degli Esteri Antonio Tajani, dell’Interno Matteo Piantedosi, della Difesa Guido Crosetto, dell’Economia Giancarlo Giorgetti, delle Imprese Adolfo Urso e il capo di Stato maggiore della Difesa, il generale Luciano Portolano. Presenti anche il sottosegretario Alfredo Mantovano e il segretario del Consiglio Francesco Saverio Garofani.

Nel comunicato finale, oltre a ribadire che l’Italia continua a considerarsi estranea al conflitto, il Consiglio ha espresso “grande preoccupazione per i gravi effetti destabilizzanti” prodotti dalla guerra nell’intera regione del Medio Oriente e nel Mediterraneo, richiamando esplicitamente l’articolo 11 della Costituzione. Definite “gravi” le azioni dell’Iran per ostacolare la libera navigazione nello Stretto di Hormuz, con l’avvertimento che l’estensione del conflitto rischia di aprire spazi a forme di guerra ibrida e a iniziative terroristiche. Particolare attenzione, in questo senso, per lo stato dei mercati e per gli attesi rincari dei prezzi dell’energia.

L’Italia metterà a disposizione le sue basi?

Sul nodo delle basi militari statunitensi presenti in territorio nazionale, il Consiglio ha preso atto favorevolmente della risoluzione parlamentare già approvata, che ne circoscrive l’utilizzo ad attività addestrativa e di supporto tecnico-logistico nel rispetto degli accordi internazionali vigenti. Eventuali richieste che dovessero eccedere questo perimetro saranno sottoposte al Parlamento.

Il sostegno al Golfo

Confermata anche la decisione di fornire sostegno e assistenza ai Paesi del Golfo, partner strategici dell’Italia, a tutela dei contingenti militari italiani già presenti nell’area in base a missioni parlamentarmente autorizzate. Sul fronte libanese, il Consiglio ha chiesto a Israele di astenersi da “reazioni spropositate” e ha definito “allarmanti” le violazioni della risoluzione Onu 1701 e gli attacchi al contingente Unifil a guida italiana. Espressa infine condanna per l’attacco alla base italiana di Erbil, in Iraq.


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