Angelini Technologies inaugura un hub a Boston e investe in Lab0, rafforzando la presenza negli Stati Uniti e puntando sulla robotica per la logistica
Ieri, nel cuore di uno degli ecosistemi più avanzati al mondo per ricerca e innovazione, Angelini Technologies, che opera nel settore attraverso la controllata Fameccanica, ha inaugurato una nuova sede da 1.700 metri quadrati con un laboratorio dedicato alla robotica applicata alla logistica. Un presidio che si inserisce in una strategia volta a rafforzare la presenza negli Stati Uniti non solo come mercato, ma come piattaforma di sviluppo tecnologico e industriale.
La scommessa sulla robotica per la logistica
La scelta di Boston non è casuale. Qui si concentrano università, centri di ricerca e capitali che fanno da moltiplicatore all’innovazione. È in questo contesto che prende forma anche l’ingresso di Angelini Technologies nel capitale di Lab0, startup italo-americana attiva nella robotica per la logistica, con l’obiettivo di portare a scala industriale una tecnologia oggi ancora in fase avanzata di sviluppo. Con un focus legato allo sviluppo di sistemi robotici per l’automazione delle operazioni di carico e scarico, quello della start-up è uno dei segmenti più critici – e ancora poco automatizzati – della catena logistica globale. Un mercato che, secondo le stime, potrebbe raggiungere gli 8 miliardi di dollari entro il 2030.
La tecnologia Lab0
La tecnologia sviluppata da Lab0 combina robotica avanzata e intelligenza artificiale in un sistema integrato: due bracci robotici coordinati, montati su una piattaforma mobile in grado di operare all’interno di container e camion, guidati da un software proprietario che gestisce percezione, decisione ed esecuzione in tempo reale. L’obiettivo è di automatizzare processi ancora oggi in larga parte manuali, con ricadute sia sul fronte della sicurezza che dell’efficienza. “Questa operazione ci consente di entrare con una tecnologia proprietaria in un segmento cruciale della catena logistica i cui bisogni non sono adeguatamente soddisfatti”, ha commentato Luigi De Vito, Ceo di Angelini Technologies.
Cooperazione tecnologica Italia-Usa
Operazioni come questa mostrano come la cooperazione tecnologica tra Italia e Stati Uniti stia evolvendo anche attraverso l’integrazione industriale lungo tutta la catena del valore. Per l’Italia, significa agganciare ecosistemi ad alta intensità tecnologica e accelerare il trasferimento dell’innovazione. Per gli Stati Uniti, rafforzare partnership con attori industriali capaci di portare competenze ingegneristiche e capacità produttiva.
Alla cerimonia di inaugurazione sono intervenuti anche il console generale d’Italia a Boston, Arnaldo Minuti, e l’addetto scientifico, Paolo Gaudenzi. L’iniziativa si inserisce infatti in un contesto più ampio di rafforzamento del dialogo transatlantico su innovazione e sviluppo: proprio a Boston, negli stessi giorni, si sono tenuti gli Science, technology and business days 2026, promossi dal Consolato, con la giornata della ricerca italiana nel mondo come momento centrale di confronto tra accademia, imprese e istituzioni. Un percorso che si affianca anche al recente rinnovo della cooperazione scientifica e tecnologica con gli Usa, che punta a rafforzare il coordinamento su settori chiave come intelligenza artificiale, energia, biotecnologie e materiali avanzati.
















