Prima visita di un leader occidentale nella regione dopo lo scoppio della guerra. Per Meloni incontri con principi ereditari e vertici Adnoc per diversificare le forniture energetiche
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è appena atterrata in Arabia Saudita per un blitz di 48 ore che la vedrà successivamente in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti. Si tratta della prima visita di un leader occidentale nella regione dallo scoppio della guerra all’Iran, un segnale politico e strategico di rilievo.
L’obiettivo dichiarato della missione è rafforzare la sicurezza energetica dell’Italia, diversificando le fonti di approvvigionamento di gas e petrolio e valutando possibili accordi di cooperazione nel settore delle rinnovabili e dell’idrogeno verde. Secondo fonti di Palazzo Chigi, Meloni incontrerà i principi ereditari sauditi, il ministro dell’Energia del Qatar e i vertici di Abu Dhabi National Oil Company (Adnoc), oltre a rappresentanti dei fondi sovrani del Golfo.
Il viaggio arriva in un momento cruciale per l’Italia, che sta cercando di ridurre la dipendenza dal gas russo e di accelerare la transizione verso fonti più sostenibili. Analisti osservano che il avvicinamento ai paesi del Golfo potrebbe anche aprire spazi per iniziative comuni in materia di difesa e di contrasto al terrorismo, temi tradizionalmente presenti nell’agenda dei vertici bilaterali con l’area.
L’obiettivo della missione della presidente del Consiglio, spiegano fonti di Palazzo Chigi, è quello di “rafforzare le relazioni” con queste nazioni del Golfo e “ribadire il sostegno dell’Italia di fronte agli attacchi iraniani, consolidando al contempo un partenariato strategico sempre più solido”.
La missione di Giorgia Meloni si inserisce in un quadro di relazioni già consolidate ma in evoluzione tra Italia e paesi del Golfo. Già nel gennaio 2025, Italia e Arabia Saudita avevano firmato un Memorandum d’Intesa della durata di cinque anni focalizzato su idrogeno, energie rinnovabili e cattura e stoccaggio della CO₂, volto a rafforzare la cooperazione sulla transizione e sicurezza energetica in linea con l’Agenda 2030.
Parallelamente, nel febbraio 2025 erano stati siglati cinque accordi strategici tra Italia e Emirati Arabi Uniti su imprese, made in Italy, energia, tecnologia e difesa, consolidando una partnership definita «strategica» dagli analisti arabi.
Questi accordi arrivavano in un momento di particolare vulnerabilità per l’Italia: nel 2024 il paese dipendeva dal gas naturale per il 42% del suo fabbisogno energetico, rendendolo esposto a crisi internazionali, mentre i paesi del Golfo perseguivano attivamente le proprie visioni di diversificazione (come la Saudi Vision 2030 che punta a ridurre la dipendenza dal petrolio). Il contesto geopolitico è poi diventato ancora più complesso con l’escalation delle tensioni Iran-Israele-USA del 2025-2026, che ha riportato il Golfo Persico al centro degli equilibri globali e spinto l’Italia a cercare non solo forniture energetiche affidabili ma anche partenariati di sicurezza.
La visita di Meloni rappresenta dunque un salto di qualità: è infatti la prima volta che un leader occidentale (e nello specifico di un paese membro di Ue, G20 e Nato) si reca nella regione dallo scoppio del recente conflitto, segnando un rinnovato impegno italiano nel quadrante strategico del Golfo sia sul fronte energetico che su quello politico-strategico.
















