È bene che una parte della sinistra italiana capisca che gli Usa, Israele, ma anche l’Europa, non possono accettare che rimanga inalterata la struttura militare dell’Iran con intenzioni così distruttive. La lettura di Fabrizio Cicchitto, presidente di Riformismo e Libertà e direttore Civiltà Socialista
Tutta la vicenda della guerra fra Usa, Israele e Iran è assai ingarbugliata, ma alle origini ci sono due fatti devastanti che hanno rotto l’equilibrio uscito dalla crisi del comunismo in Russia e nei Paesi dell’Est. Questi due fatti sono stati l’aggressione di Putin all’Ucraina e la strage realizzata da Hamas, con l’appoggio dell’Iran, il 7 ottobre 2023.
Forse Putin e Hamas hanno sottovalutato le conseguenze della loro aggressioni.
Israele non può accettare di restare sotto lo schiaffo di Hamas e dell’Iran. Per questo la sua reazione, in certe fasi, è stata anche eccessiva: ha prodotto anche crimini di guerra, ma certamente non un genocidio, che ha caratteristiche diverse da quanto avvenuto a Gaza.
Gli stessi Usa, al netto delle battute di stampo nazista di Trump sulla distruzione della civiltà “persiana”, non possono accettare il blocco del canale di Hormuz, i missili a lunga gittata e la costruzione della bomba atomica finalizzata alla distruzione di Israele.
Per questo, al di là delle estemporanee esercitazioni verbali, o questi nodi verranno sciolti nelle trattative che si apriranno da venerdì in poi, oppure rischiamo di ritrovarci nuovamente in una situazione di conflitto.
Ciò che una parte della sinistra italiana non vuole capire è che gli Usa, Israele, ma anche l’Europa, non possono accettare che rimanga inalterata la struttura militare dell’Iran con intenzioni così distruttive.
















