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La Nato porta ad Ankara la sua agenda industriale per la difesa

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Ad Ankara la Nato prova a trasformare la crescita della spesa militare in capacità concrete, produzione più rapida e programmi comuni tra alleati. Gli annunci su trasporto strategico, sorveglianza, droni, spazio, missili, difesa aerea e materie prime mostrano una linea chiara. Ridurre la frammentazione industriale e accorciare il passaggio dagli impegni politici a sistemi realmente disponibili

La Nato sta cercando di trasformare l’aumento della spesa militare in capacità disponibili, produzione più rapida e programmi condivisi tra gli alleati. Gli annunci presentati ad Ankara in occasione del Nato Summit defence industry forum coprono trasporto strategico, sorveglianza, droni, spazio, missili, difesa aerea e approvvigionamento di materie prime critiche. Il filo comune è la volontà di ridurre la frammentazione industriale e accelerare il passaggio dagli impegni politici a sistemi realmente utilizzabili.

Mark Rutte ha sintetizzato questa impostazione rivolgendosi direttamente alle imprese. “Non possiamo difenderci senza di voi”, ha detto, indicando nella cooperazione tra governi e industria una condizione essenziale per ricostituire le scorte e aumentare la produzione. Le nuove capacità, ha aggiunto, devono essere “Made in Nato”, frutto di acquisti comuni e collaborazioni tra le due sponde dell’Atlantico.

Trasporto, sorveglianza e allerta aerea

Il primo pacchetto riguarda la mobilità e il controllo dello spazio operativo. La Nato ha annunciato un nuovo progetto multinazionale sull’Airbus A400M, l’arrivo del decimo A330 Multi Role Tanker Transport verso una flotta prevista di dodici velivoli e l’acquisizione di un massimo di cinque droni MQ-4C Triton di Northrop Grumman per la sorveglianza marittima a lungo raggio. A questo si aggiunge il progetto per acquistare fino a dieci Saab GlobalEye, destinati a sostituire progressivamente gli E-3 oggi impiegati per allerta e controllo aereo.

Industria, acquisti comuni e materie prime

È stata poi lanciata la Front door for industry, una piattaforma unica per facilitare l’accesso delle aziende a gare, programmi e iniziative di innovazione, e il Nato Engine, pensato per mettere in contatto imprese che devono aumentare la produzione con fabbriche che dispongono di capacità inutilizzata.

Parallelamente, nuovi accordi tra aziende statunitensi ed europee dovranno sostenere o produrre in Europa sistemi come Abrams, Atacms, Stinger e bombe di piccolo diametro. Rutte ha osservato che “nessun singolo Paese possiede la capacità industriale necessaria” per rispondere alla domanda crescente. Dodici alleati hanno inoltre avviato un progetto sulle materie prime critiche per acquistare, trasportare e gestire scorte comuni di materiali, componenti e prodotti riciclati.

Droni, spazio e nuove infrastrutture

Inoltre, gli alleati si sono impegnati a investire oltre 40 miliardi di dollari nelle capacità contro-droni nei prossimi cinque anni e a quintuplicare entro la fine del 2027 il numero degli operatori militari. Il programma comprende un mercato per accelerare gli acquisti, nuovi contratti per droni da sorveglianza e l’estensione dell’addestramento attraverso Nato Flight training europe.

Sul fronte spaziale, otto Paesi hanno avviato Halo, progetto destinato a studiare una mega-costellazione alleata per comunicazioni, intelligence e tracciamento missilistico. La Spagna entra inoltre nell’Alliance persistent surveillance from space, mentre StarLift punta a creare una rete di spazioporti e operatori di lancio utilizzabile anche in emergenza. Tra gli accordi annunciati figura quello da 140 milioni di dollari tra Isar Aerospace e Maritime Launch Services per l’accesso allo spazioporto in Nuova Scozia.

Missili, munizioni e difesa aerea

Sei alleati hanno aderito al Ground-based precision strike project per sviluppare missili da crociera e balistici a basso costo. Sono stati annunciati anche un prototipo Nato di munizione da 155 millimetri, un nuovo contratto della Nato Support and procurement agency e l’acquisto turco di missili Atmaca. Il valore complessivo indicato è di circa 1,6 miliardi di dollari.

L’ultimo blocco riguarda la difesa aerea e missilistica integrata, con progetti contro le minacce a bassa quota, sorveglianza passiva, modernizzazione del comando e controllo e ulteriori acquisizioni di Patriot PAC-2. Belgio e Paesi Bassi lavoreranno a un acquisto congiunto di sistemi, mentre Rheinmetall Italia ha annunciato investimenti per raddoppiare la capacità produttiva nello stabilimento di Roma.

Nel complesso, gli annunci delineano una Nato orientata verso flotte condivise, acquisti comuni e una base industriale più integrata. I diversi programmi definiscono un percorso che va dalla cooperazione tra alleati alla produzione, fino alla disponibilità operativa delle capacità.

Foto: Nato


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