La Germania attribuisce alla Russia il tentato attacco con drone esplosivo all’aeroporto di Lipsia/Halle e passa alle contromisure. Berlino chiuderà il consolato russo di Bonn e terminerà l’accordo sulla Casa Russa. Von der Leyen assicura il sostegno dell’Ue a Merz, mentre il dossier arriva sul tavolo dell’incontro con il segretario generale della Nato Mark Rutte
La Germania passa dalla denuncia della minaccia ibrida alla risposta contro Mosca. A quasi un mese dal ritrovamento di un drone carico di esplosivo all’aeroporto di Lipsia/Halle, Berlino ha attribuito alla Russia la responsabilità del tentato attacco e annunciato le prime conseguenze diplomatiche. Il consolato generale russo di Bonn dovrà chiudere, mentre il governo tedesco ha deciso di porre fine all’accordo che regola le attività della Casa Russa di Berlino. Il caso di Lipsia esce così dal solo terreno investigativo e diventa parte del confronto tra Germania e Russia sulla crescente pressione ibrida in Europa.
Berlino attribuisce Lipsia a Mosca
A formalizzare l’attribuzione è stato il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt. Dopo il ritrovamento del drone il 4 agosto, le autorità tedesche avevano evitato di indicare pubblicamente un responsabile, pur ipotizzando fin dall’inizio il coinvolgimento di una potenza straniera. Il velivolo, predisposto per trasportare esplosivo, era stato scoperto nell’area di sicurezza dell’aeroporto, vicino ad aerei cargo ucraini.
Oggi il governo tedesco ha deciso di abbandonare quella cautela. Dobrindt ha inserito l’incidente tra gli attacchi ibridi russi condotti in Europa, collegandolo a una pressione che Berlino considera ormai costante. Nelle settimane precedenti il ministro aveva già descritto la Germania come bersaglio quotidiano di sabotaggi, cyberattacchi e attività di spionaggio, annunciando un rafforzamento delle capacità federali di contrasto ai droni.
Lipsia/Halle rappresenta un obiettivo particolarmente sensibile. Lo scalo è uno dei principali hub cargo europei e ospita attività legate al trasporto strategico. Il tentato attacco ha quindi mostrato come la minaccia dei droni possa andare oltre i sorvoli sospetti registrati attorno a infrastrutture militari e industriali, fino al possibile impiego diretto per azioni di sabotaggio.
Le prime conseguenze diplomatiche
All’attribuzione sono seguite le misure annunciate dal ministro degli Esteri Johann Wadephul. Berlino chiuderà il consolato generale russo di Bonn e terminerà l’accordo relativo alla Casa Russa di Berlino, struttura gestita da Rossotrudnichestvo, agenzia statale russa sottoposta alle sanzioni europee.
La decisione sulla Casa Russa interviene su un dossier che aveva finora presentato difficoltà giuridiche. Le autorità tedesche avevano spiegato nelle scorse settimane che lo status dell’edificio era regolato da accordi bilaterali. La struttura era inoltre da tempo sotto l’attenzione degli apparati di sicurezza tedeschi per i sospetti relativi ad attività d’intelligence.
Il dossier arriva a Ue e Nato
La risposta non rimane confinata a Berlino. Ursula von der Leyen, dopo un colloquio con il cancelliere Friedrich Merz, ha espresso la piena solidarietà dell’Unione alla Germania e definito quello di Lipsia un attacco ibrido russo. La presidente della Commissione ha assicurato che simili azioni riceveranno una risposta e porterà il dossier nell’incontro di domani con il segretario generale della Nato Mark Rutte.
La Germania aveva già iniziato a muoversi sul piano internazionale. Il 28 agosto Dobrindt aveva annunciato con gli altri Paesi Nato affacciati sul Baltico il progetto di una task force congiunta contro la minaccia dei droni. L’attribuzione di Lipsia aggiunge ora la componente politica. Alle misure per rafforzare la protezione delle infrastrutture si affiancano conseguenze diplomatiche verso Mosca, mentre Berlino cerca una risposta più ampia sul piano europeo e Nato.
















