Si chiude con esito positivo la prima missione dimostrativa del programma Aviolancio, iniziativa che punta a dotare l’Italia di una capacità autonoma di accesso allo spazio. Il test, condotto negli Stati Uniti, ha validato l’intero profilo operativo di un sistema di lancio aviotrasportato a propulsione ibrida. Verificate integrazione, avionica e comunicazioni in condizioni reali, con risultati considerati solidi dal team del Cnr
Si è conclusa con successo la prima missione dimostrativa del sistema suborbitale sviluppato nell’ambito del programma “Aviolancio”, un’iniziativa promossa dalla presidenza del Consiglio. Il test rappresenta un passaggio rilevante per lo sviluppo di una capacità nazionale autonoma di accesso allo spazio, con la verifica in condizioni reali dell’intero sistema di lancio aviotrasportato.
La missione si è svolta nel Golfo del Messico, con decollo dallo Houston Spaceport in Texas a bordo di un velivolo vettore Alpha Jet. Dopo il rilascio, il lanciatore suborbitale ha completato il proprio profilo di volo, consentendo di testare tutte le fasi operative previste.
Il programma “Aviolancio” è stato avviato dal Comitato interministeriale per le politiche relative allo spazio e all’aerospazio (Comint) ed è coordinato dal Consiglio nazionale delle ricerche per conto della presidenza del Consiglio. L’obiettivo è sviluppare un sistema di lancio a propulsione ibrida trasportato da velivolo, in grado di offrire maggiore flessibilità operativa rispetto ai lanci tradizionali e di rafforzare la competitività tecnologica italiana.
Il volo ha segnato il primo utilizzo del razzo suborbitale nella configurazione operativa finale. Durante la missione sono stati verificati con successo l’integrazione tra vettore e velivolo carrier, le interfacce meccaniche ed elettroniche, il funzionamento dell’avionica, i sistemi di comunicazione in tempo reale e le procedure di rilascio e volo autonomo.
Secondo quanto dichiarato dal team di progetto del Cnr, il test ha dimostrato in particolare la versatilità del sistema aviolanciato e la sua capacità di operare in un contesto internazionale complesso, confermando la validità dell’approccio tecnologico adottato.
Il completamento della missione rappresenta una tappa chiave per il programma, che punta a consolidare una filiera nazionale nel settore dei voli suborbitali e delle tecnologie spaziali avanzate, con possibili sviluppi sia scientifici sia industriali.
















