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Così Cosmo-SkyMed contribuisce a proteggere l’Italia

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Il convegno dedicato a COSMO-SkyMed, ospitato a Palazzo Aeronautica nel 75° anniversario della Scuola di Aerocooperazione, ha mostrato come il sistema satellitare italiano sia ormai un asset centrale per sicurezza, monitoraggio del territorio e gestione dei rischi. Tra impieghi civili e operativi, il valore del programma emerge nella capacità di trasformare il dato spaziale in conoscenza utile, rafforzando insieme protezione nazionale, autonomia strategica e formazione specialistica

Inserito nelle celebrazioni per il 75° anniversario della Scuola di Aerocooperazione, il convegno “Tecnologia dallo Spazio per proteggere e sorvegliare: la missione duale Cosmo-SkyMed” ha messo al centro il contributo del sistema satellitare italiano alla salvaguardia del territorio, alla sicurezza nazionale e alla prevenzione dei rischi naturali. L’evento, organizzato a Palazzo Aeronautica in collaborazione con lo Stato maggiore dell’Aeronautica e l’Agenzia spaziale italiana, ha riunito istituzioni, Difesa, ricerca, industria e componenti operative attorno a una delle principali eccellenze italiane nell’osservazione della Terra.

La cornice strategica

Il capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare, generale Antonio Conserva, ha collocato Cosmo-SkyMed dentro la trasformazione dello spazio in dominio di competizione strategica. Il sistema satellitare, nella lettura proposta, non è solo una capacità tecnologica, ma uno strumento operativo per la protezione del Paese e per il supporto alle decisioni.

“Siamo di fronte a un cambio di paradigma: non parliamo solo di tecnologia, ma di responsabilità verso la protezione del Paese in un’epoca in cui lo Spazio è diventata una vera e propria area di competizione strategica”, ha sottolineato Conserva. Il punto, ha aggiunto, non riguarda soltanto la disponibilità del dato, ma la sua trasformazione in capacità decisionale: “Non basta raccogliere dati, bisogna trasformarli in decisioni più velocemente dei nostri avversari”. Da qui il richiamo a un approccio “integrato e multidominio, fondato sulla continuità del monitoraggio e sulla superiorità informativa”.

Cosmo-SkyMed, ha detto ancora Conserva, è “un assetto strategico fondamentale”, una piattaforma duale nata dalla sinergia tra Difesa e Agenzia spaziale italiana. Una capacità che, grazie alla filiera industriale nazionale, consente impieghi che vanno dalla gestione delle emergenze civili alla sorveglianza delle frontiere.

La dimensione istituzionale e il modello duale

Il contesto della Scuola di Aerocooperazione ha offerto il quadro istituzionale dell’iniziativa. Dopo i saluti del generale Francesco Donato Rizzo, comandante della Scuola, il convegno ha collegato il tema spaziale alla formazione, all’aerocooperazione e alla capacità di integrare informazioni geospaziali nei processi operativi. La ricorrenza del 75° anniversario ha così rafforzato il nesso tra cultura interforze, competenze tecniche e impiego concreto delle capacità satellitari.

Sul versante dell’Agenzia spaziale italiana, Elda Turco Bulgherini ha richiamato il valore della cooperazione tra Asi, Difesa e industria, definendo Cosmo-SkyMed “un modello di cooperazione unico al mondo”. La vicepresidente dell’Asi ha indicato anche la natura duale del sistema: “strumento indispensabile per la sicurezza nazionale” e, allo stesso tempo, risorsa per applicazioni civili come ambiente, patrimonio culturale e agricoltura.

Dai rischi naturali alle emergenze

Il primo panel ha approfondito le applicazioni civili dei dati satellitari, con particolare attenzione alla protezione del territorio e alla gestione dei rischi. Dal confronto è emerso il ruolo di Cosmo-SkyMed come asset per la resilienza nazionale, in un Paese esposto a fragilità idrogeologica, rischio sismico, trasformazioni ambientali e vulnerabilità del patrimonio culturale.

Il valore del sistema è stato ricondotto alla capacità dei dati radar di offrire informazioni ad alta risoluzione spaziale e temporale. Questa disponibilità consente di passare dalla conoscenza del rischio a una capacità più predittiva e operativa, utile tanto nella prevenzione quanto nella risposta alle emergenze. Tra gli ambiti richiamati figurano il monitoraggio di deformazioni anche minime su beni architettonici, l’osservazione di aree colpite da eventi critici e il supporto al soccorso tecnico in scenari complessi, dalle macerie agli interventi in acque mosse.

Un ulteriore asse ha riguardato l’ambiente marino. La capacità del radar di operare in aree remote e in qualunque condizione meteorologica è stata indicata come elemento decisivo per la tutela degli ecosistemi, il controllo delle aree protette, il contrasto alla pesca illegale e l’individuazione tempestiva di sversamenti di idrocarburi. In questa prospettiva, Cosmo-SkyMed è stato presentato come uno strumento di vigilanza continua, capace di integrare sicurezza, prevenzione e protezione ambientale.

Sorveglianza, sicurezza e competenze

Il secondo panel ha spostato il confronto sull’impiego operativo del sistema satellitare, concentrandosi sul contributo dei dati spaziali alla situational awareness e al supporto dei processi decisionali. Il tema centrale è stato il passaggio dal dato alla conoscenza, cioè la capacità di trasformare le informazioni raccolte dai satelliti in elementi utili per la lettura dello scenario e per le esigenze di sicurezza.

Il confronto ha evidenziato il valore dei sensori radar SAR, che richiedono competenze specifiche per essere interpretati ma offrono capacità informative decisive. Rispetto alle immagini ottiche, più immediate per l’utente non specialista, il dato radar consente una lettura più profonda e resiliente dello scenario, anche in condizioni ambientali o operative complesse. È in questo passaggio che il tema tecnologico si lega direttamente alla formazione.

Nel 75° anniversario della sua costituzione, la Scuola di Aerocooperazione è stata richiamata come presidio interforze per lo sviluppo di professionalità specialistiche nel telerilevamento e nella cooperazione aero-terrestre e aero-navale. Il panel ha così collegato la disponibilità di sistemi avanzati come Cosmo-SkyMed alla necessità di personale in grado di trasformare il dato satellitare in conoscenza utile per le attività operative.

Dalla missione al dato, la catena del valore

La parte tecnico-scientifica ha chiarito il valore di Cosmo-SkyMed lungo tutta la filiera, dalla missione satellitare all’impiego del dato. L’ingegnere Silvia Natalucci, direttrice di missione Cosmo-SkyMed e responsabile delle missioni di Osservazione della Terra dell’Asi, ha ricondotto il programma al suo peso strategico per il Paese, definendolo il principale investimento nazionale nel settore. La sua lettura ha messo insieme la natura duale del sistema, lo sviluppo affidato all’industria italiana e il ruolo della costellazione anche come strumento di space diplomacy, oltre che come fattore di leadership nella sensoristica SAR.

La dimensione operativa è stata poi sviluppata dal generale Enrico Pederzolli, comandante del Centro Intelligence Interforze dello Stato Maggiore Difesa, che ha legato il valore del sistema a tre elementi: superiorità informativa, competenze umane e sovranità strategica. Il dato satellitare, in questa prospettiva, diventa rilevante quando consente rapidità decisionale, quando viene trasformato in conoscenza da personale formato e quando rafforza l’autonomia italiana nei contesti internazionali e nelle alleanze.

A chiudere l’approfondimento tecnico è stato l’intervento dell’ingegner Diego Calabrese, di Thales Alenia Space Italia. Il focus è stato sull’innovazione alla base del programma, intesa non solo come evoluzione tecnologica ma anche come cambio concettuale. La maturità del radar SAR, la flessibilità operativa introdotta dalla seconda generazione e le prospettive delle generazioni successive mostrano come Cosmo-SkyMed punti a una versatilità crescente, capace di trasformare l’investimento tecnologico in conoscenza strategica per usi civili e operativi.

La formazione come capacità spaziale

Il convegno ha infine riportato il tema delle capacità spaziali sul terreno della formazione. La giornata si è chiusa con la consegna dei diplomi della prima edizione del corso “Introduzione alle Attività Spaziali E-Learning”, sviluppato dalla Scuola di Aerocooperazione su input dell’Ufficio generale per lo Spazio dello Stato maggiore dell’Aeronautica. Il percorso ha formato 60 frequentatori provenienti dall’Aeronautica militare, dall’area interforze e dall’Asi, con l’obiettivo di diffondere una cultura dello spazio coerente con le esigenze operative del comparto Difesa.


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