L’Italia sta ampliando la propria strategia africana oltre energia e infrastrutture, integrando cybersicurezza, governance dell’AI e resilienza democratica come pilastri del Piano Mattei. In questo contesto, Med-Or Italian Foundation ha ospitato una sessione tematica dedicata alla cybersecurity e alla protezione delle infrastrutture elettorali nel quadro dell’iniziativa sviluppata insieme a Eces, Maeci, Unione Africana, Aaea, Luiss e Imagine the Change Foundation
L’Italia sta progressivamente ampliando il perimetro della propria strategia africana oltre i temi energetici e infrastrutturali, integrando sempre più questioni come la resilienza democratica, la cybersicurezza e la governance dell’intelligenza artificiale all’interno della più ampia architettura politica del Piano Mattei. In questo contesto si inserisce per esempio l’iniziativa ospitata questa settimana a Roma dalla Med-Or Italian Foundation, che ha riunito autorità elettorali africane, partner europei e stakeholder italiani per una serie di incontri dedicati alla sicurezza elettorale, alla resilienza cyber e all’impatto delle tecnologie emergenti sui processi democratici.
L’iniziativa è parte dell’“Executive Peer Learning Mission – Italy Electoral Leadership, AI Governance & Cyber Resilience”, organizzata dall’European Centre for Electoral Support (ECES), e ha coinvolto rappresentanti di commissioni elettorali provenienti da diversi Paesi africani, inclusi alcuni considerati prioritari nell’ambito del Piano Mattei. Al di là della dimensione tecnica legata alla gestione dei processi elettorali, gli incontri hanno riflesso un approccio strategico sempre più evidente tanto a Roma quanto a Bruxelles: la convinzione che la resilienza istituzionale e la governance democratica non siano soltanto questioni politiche, ma elementi essenziali per la stabilità e la sicurezza di lungo periodo.
Le sessioni ospitate nella capitale si sono concentrate in particolare sulla protezione delle infrastrutture elettorali critiche, sulle vulnerabilità informatiche e sul ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nella trasformazione degli ecosistemi democratici e informativi. Secondo gli organizzatori, il programma aveva l’obiettivo di rafforzare la governance democratica, la resilienza istituzionale e la cooperazione tra Europa e Africa in settori strategici sensibili. Tra i partecipanti figuravano anche l’African Association of Electoral Authorities (AAEA), che rappresenta 45 membri nel continente, oltre a reti elettorali regionali e attori istituzionali europei.
Il progetto è stato sviluppato nell’ambito del programma europeo Pro-Electoral Integrity, finanziato dal ministero degli Esteri italiano e implementato da ECES in collaborazione con la Commissione dell’Unione Africana, la Luiss e la Imagine the Change Foundation. L’iniziativa ha inoltre evidenziato l’ambizione italiana di posizionarsi come piattaforma europea di dialogo e cooperazione con i partner africani sui temi della governance e della sicurezza digitale, in una fase in cui la resilienza delle istituzioni democratiche è sempre più intrecciata alle dinamiche della competizione geopolitica e della trasformazione tecnologica.
Il contesto politico più ampio resta difficile da ignorare. Ciò che è accaduto negli anni passati in diverse aree del Sahel è paradigmatico: la fragilità istituzionale e la debolezza dei sistemi democratici hanno contribuito all’instabilità politica e ai colpi di Stato militari, aprendo allo stesso tempo spazi di influenza per attori esterni, inclusa la Russia, attraverso partnership securitarie e penetrazione politica. Le recenti dinamiche di instabilità legate alla risorgente di gruppi jihadisti in Mali hanno evidenziato ancora una volta i limiti di approcci fondati esclusivamente sulla sicurezza, in assenza di un parallelo rafforzamento delle strutture istituzionali e della governance politica. In quest’ottica, iniziative focalizzate sulla resilienza elettorale, sul rafforzamento delle capacità istituzionali e sulla protezione cyber vengono sempre più considerate, da parte europea, come strumenti di una più ampia strategia di stabilizzazione.
L’impegno di Roma riflette il crescente posizionamento del Paese all’incrocio tra Mediterraneo e Africa, cuore della riflessione strategica che ha prodotto lo sviluppo del Piano Mattei. Il supporto di realtà come Med-Or conferma come l’impegno nella promozione della cooperazione internazionale e della condivisione di buone pratiche sulle grandi sfide globali, con particolare attenzione alle relazioni Europa-Africa, è uno dei temi chiavi dell’intero sistema-Paese italiano.
L’iniziativa romana suggerisce in definitiva come la strategia africana italiana stia assumendo una dimensione sempre più multidimensionale. Accanto a infrastrutture, connettività e cooperazione economica, Roma sembra infatti considerare sempre più cybersicurezza, governance dell’intelligenza artificiale e protezione delle istituzioni democratiche come pilastri strategici del proprio rapporto di lungo periodo con i partner africani.
















