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Fincantieri alza le stime per il 2026. Portafoglio ordini record e consegne fino al 2039

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Il gruppo guidato da Pierroberto Folgiero chiude il primo trimestre con ricavi a 2,1 miliardi, Ebitda in crescita a 159 milioni e marginalità al 7,4%. Il carico di lavoro complessivo raggiunge il massimo storico di 74,2 miliardi, mentre la posizione finanziaria netta adjusted migliora grazie alla generazione di cassa e all’aumento di capitale completato a febbraio

Fincantieri apre il 2026 con una performance commerciale da record e con un miglioramento della redditività che porta il gruppo a rivedere al rialzo la guidance per l’intero esercizio. Il Consiglio di amministrazione della società, riunitosi sotto la presidenza di Biagio Mazzotta, ha approvato le informazioni finanziarie intermedie al 31 marzo 2026, confermando la traiettoria di crescita delineata dal Piano industriale 2026-2030.

Carico di lavoro ai massimi storici

Il dato più rilevante arriva dal fronte commerciale. Il carico di lavoro complessivo raggiunge 74,2 miliardi di euro, nuovo massimo storico per il gruppo, in crescita del 17,4% rispetto ai 63,2 miliardi registrati a fine 2025. Il backlog si attesta a 42,7 miliardi, in aumento del 3,9% rispetto al dato di dicembre, garantendo una visibilità sulle consegne estesa fino al 2039.

Nei primi mesi dell’anno Fincantieri ha inoltre concluso contratti per un valore già superiore al target annuale di circa 11 miliardi previsto dal Piano industriale. Gli ordini acquisiti nel solo primo trimestre sono pari a 3,4 miliardi, rispetto agli 11,7 miliardi del primo trimestre 2025, dato quest’ultimo influenzato dall’efficacia dell’ordine per due unità PPA/MPCS destinate alla Marina militare indonesiana.

Ricavi in calo, ma marginalità in crescita

Sul fronte economico, i ricavi del primo trimestre si attestano a 2,135 miliardi di euro, rispetto ai 2,376 miliardi dello stesso periodo del 2025. Il confronto risente, anche in questo caso, dell’effetto dell’ordine indonesiano contabilizzato a inizio 2025. Il gruppo prevede comunque uno sviluppo dei ricavi nel corso dell’anno, sostenuto dal progressivo incremento dei volumi di produzione legati al backlog acquisito.

La redditività mostra invece un miglioramento netto. L’Ebitda sale a 159 milioni di euro, dai 154 milioni del primo trimestre 2025, mentre l’Ebitda margin raggiunge il 7,4%, in crescita di 0,9 punti percentuali rispetto al 6,5% registrato un anno prima. Il progresso riflette l’aumento della marginalità in tutti i segmenti operativi, capace di compensare l’effetto positivo non ricorrente che aveva sostenuto i risultati del primo trimestre 2025.

Migliora la posizione finanziaria

Segnali positivi arrivano anche dalla struttura finanziaria. La posizione finanziaria netta adjusted risulta a debito per 771 milioni di euro, in forte miglioramento rispetto agli 1,311 miliardi di fine 2025. Il rapporto PFN adjusted/Ebitda LTM scende così a 1,1 volte, rispetto all’1,9 di dicembre. A incidere sono la generazione di cassa del periodo e l’aumento di capitale da circa 500 milioni di euro completato a febbraio 2026.

Escludendo l’effetto dell’aumento di capitale, la PFN adjusted sarebbe pari a 1,249 miliardi, con un rapporto di indebitamento di 1,8 volte, comunque inferiore alla guidance 2026 fissata a 2,0 volte.

Navi, cantieri e filiera

Nel trimestre Fincantieri ha consegnato cinque navi da cinque stabilimenti e conta 94 unità in portafoglio. La visibilità sulle consegne, già particolarmente estesa, si allunga ulteriormente fino al 2039 considerando l’ordine per Princess Cruises firmato ad aprile 2026.

Il quadro operativo conferma il ruolo del gruppo come piattaforma industriale nei settori della navalmeccanica ad alta complessità e delle tecnologie del mare. Nei primi tre mesi del 2026, secondo quanto indicato dalla società, prosegue la crescita dei ricavi nei settori cruise, underwater, offshore ed ESI, mentre la difesa risente del confronto con il primo trimestre 2025, condizionato dalla componente one-off relativa all’ordine per la Marina indonesiana.

Le parole di Folgiero

L’ amministratore delegato e direttore generale di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, ha sottolineato come il primo trimestre confermi “la coerenza e la forza del percorso di crescita del Gruppo”. Il manager ha evidenziato il nuovo record del carico di lavoro, pari a 74,2 miliardi, e la visibilità sulle consegne estesa fino al 2039, elementi che garantiscono prospettive operative di lungo periodo non solo per i cantieri del gruppo, ma per l’intera filiera.

Folgiero ha inoltre richiamato il miglioramento della redditività e della posizione finanziaria, sottolineando che i contratti conclusi nei primi mesi dell’anno hanno già superato l’intero target 2026 di 11 miliardi. Una dinamica che, nelle parole del vertice del gruppo, conferma il forte momentum commerciale e rafforza il ruolo di Fincantieri nei comparti della navalmeccanica e delle tecnologie del mare.

Guidance rivista al rialzo

Alla luce dei risultati del trimestre e della visibilità garantita dal portafoglio ordini, Fincantieri ha rivisto verso l’alto la guidance 2026. I ricavi sono ora attesi tra 9,3 e 9,4 miliardi di euro, rispetto alla precedente indicazione di 9,2-9,3 miliardi. L’Ebitda è previsto tra 700 e 710 milioni, mentre l’Ebitda margin è atteso intorno al 7,5%.

Più definita anche la previsione sull’utile netto, indicato ora in una forchetta compresa tra 140 e 180 milioni di euro, rispetto alla precedente formulazione che lo vedeva semplicemente “superiore al dato del 2025”. Il rapporto PFN adjusted/Ebitda è confermato a 2,0 volte, o a 1,3 volte includendo l’aumento di capitale completato a febbraio.

La partenza del 2026 consegna dunque l’immagine di un gruppo con una forte spinta commerciale, una marginalità in miglioramento e una visibilità industriale di lungo periodo. Per Fincantieri, il primo trimestre rappresenta non solo un punto di conferma del Piano industriale, ma anche una base più solida da cui alzare le attese sull’intero esercizio.


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