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Leonardo, Lorenzo Mariani e Gian Piero Cutillo visti da vicino. Parla Soccodato

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Il rinnovo della governance di Leonardo sembra aprire a una fase di continuità, con innesti mirati nelle aree più strategiche. La coppia formata da Lorenzo Mariani e Gian Piero Cutillo potrebbe garantire un equilibrio tra visione industriale e controllo gestionale. Sullo sfondo restano le priorità operative, dalle consegne dei programmi agli accordi internazionali. Intervista a Giovanni Soccodato, manager con lunga esperienza nel settore della Difesa e dell’aerospazio

Ora che l’assemblea degli azionisti di Leonardo ha rinnovato il consiglio di amministrazione e ha nominato ufficialmente Lorenzo Mariani alla guida del gruppo di piazza Monte Grappa per il triennio 2026-2028, i mercati e gli analisti guardano con attenzione alla nuova governance. Tra le nomine che hanno attirato maggiore interesse, quella di Gian Piero Cutillo a condirettore generale. Giovanni Soccodato, manager con lunga esperienza nel settore della Difesa e dell’aerospazio, ha dialogato con Airpress per offrire una lettura del nuovo assetto.

Ingegnere, quali sono le sue prime impressioni sul nuovo cda di Leonardo?

Nel complesso mi sembra un buon esito. C’è un gruppo di consiglieri che garantisce continuità, elemento sempre fondamentale nelle fasi di transizione. Al tempo stesso, ci sono innesti nuovi e significativi, con profili che possono supportare il percorso di sviluppo del gruppo sia sul piano istituzionale (penso ad esempio ai rapporti con gli Stati Uniti) sia su alcune aree di business strategiche.

Penso in particolare a Maurizio Tucci, che ha una lunga carriera in Leonardo, con esperienze nel settore spazio, nelle comunicazioni e nell’elettronica, e poi un percorso successivo in ambiti contigui a quelli in cui opera il gruppo. E penso a Elena Grifoni Winters, che ha alle spalle un lungo percorso nell’Agenzia spaziale europea e ha anche collaborato con l’ufficio Spazio della presidenza del Consiglio. Sono profili con competenze concrete in settori (spazio e l’elettronica) che oggi sono centrali per Leonardo.

In questo contesto, la nomina di Cutillo a condirettore generale rappresenta una scelta di continuità o un cambio di passo? Quali esigenze riflette?

È sicuramente una scelta di continuità. Cutillo ha passato la gran parte del suo percorso professionale e manageriale all’interno del gruppo, ricoprendo ruoli diversi che gli hanno consentito di acquisire una conoscenza profonda delle dinamiche delle singole aree di business. Come responsabile della pianificazione e controllo prima, e poi come Cfo, ha potuto analizzare nel dettaglio le performance economiche e di mercato di ciascuna divisione. Ha poi fatto un’esperienza importante come responsabile della divisione Elicotteri, che è una realtà con una forte componente produttiva e manifatturiera, molto esposta sui mercati internazionali e con una vocazione naturalmente duale, con clienti sia nel comparto difesa sia nel mercato civile. Questa combinazione di ruoli ne ha completato il profilo. Torna ora in una funzione, quella di condirettore generale, dove potrà mettere a frutto l’intera esperienza maturata nei decenni di Finmeccanica prima e di Leonardo poi.

In che modo le competenze di Cutillo si integrano con quelle di Lorenzo Mariani? Che tipo di equilibrio può nascere da questa coppia?

Dipenderà molto dall’assetto delle deleghe. Ciò detto, la cosa interessante è che entrambi hanno un profilo “completo”. Entrambi hanno fatto esperienze sia nel corporate che nel business di linea, ma con background di origine diversi. Cutillo arriva al ruolo di condirettore dopo un percorso nell’area controllo e finance, con poi la guida degli Elicotteri; Mariani invece ha seguito un percorso tecnico-commerciale, fino alla guida dell’elettronica.

Questa diversità di origini, a fronte di un percorso complessivamente articolato per entrambi, significa che ciascuno dei due è in grado di comprendere le complessità dell’interazione tra la direzione corporate e la gestione operativa quotidiana. L’auspicio è che trovino il modo di complementarsi e rafforzarsi a vicenda. Conoscendo bene entrambi, credo che questo sia molto probabile.

Venendo alle sfide operative: al netto dei risultati del primo trimestre, quali ritiene che saranno le priorità del gruppo nei prossimi mesi?

Ne vedo principalmente tre. La prima è continuare nel percorso di sviluppo e di delivery verso i clienti sui grandi programmi in corso, cogliendo al tempo stesso le opportunità commerciali che si presentano per il futuro. La leadership che si è costruita ha tutte le caratteristiche per avere la sensibilità necessaria sia sul fronte della consegna dei programmi, sia sulla presenza commerciale del gruppo a livello nazionale e internazionale. 

La seconda priorità è portare a compimento gli accordi che sono stati avviati: penso all’accordo sullo spazio con Airbus e Thales (il progetto Bromo), al settore terrestre con Rheinmetall e agli accordi sui droni con Baykar. Sono dossier aperti che richiedono continuità e rapidità di esecuzione.

La terza, forse la più trasversale, è governare la transizione tecnologica in atto. La digitalizzazione e l’introduzione di sistemi autonomi sono percorsi già avviati, ma devono essere accelerati e diffusi su tutte le linee di business. In questo senso, ritengo che il mix di competenze che c’è oggi al vertice sia uno dei migliori che si potesse costruire. In questi anni, Leonardo si è affermata come uno dei principali player a livello europeo e ora può consolidare e sviluppare ulteriormente questo posizionamento.


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