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OpenAI risponde a Anthropic. Ecco Daybreak, l’alternativa a Mythos

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La startup di Sam Altman lancia il suo modello in grado di anticipare le minacce e proteggere al meglio i sistemi critici. Ampliando la scelta per la Casa Bianca, ormai intenzionata a integrare questi strumenti all’interno delle agenzie federali

La risposta di OpenAI ad Anthropic si chiama Daybreak. La startup di Sam Altman rilascia il suo modello di intelligenza artificiale capace di scovare le vulnerabilità all’interno dei sistemi informatici. “Un passo verso un futuro in cui le squadre di sicurezza potranno muoversi alla velocità richiesta dalla difesa”, scrive la società. Come Mythos, il modello è basato su un approccio proattivo. Non si limita a rispondere alle minacce, è lui che le va a trovare. “L’obiettivo è semplice: accelerare la difesa informatica e proteggere costantemente il software”.

Daybreak è integrato con i modelli GPT-5.5-Cyber e GPT-5.5 e si servirà dell’agente Codex Security, introdotto a marzo. È grazie a lui che riesce a individuare potenziali minacce, valutandole ed etichettandole in base al rischio. In sostanza, anticipa i problemi. Codex infatti suggerisce dove potrebbero infiltrarsi eventuali hacker.

Il paragone con Mythos è d’obbligo. I due modelli svolgono la stessa funzione. Ad aprile, quello di Anthropic aveva scovato in Firefox 150 – il programma di Mozilla – ben 271 vulnerabilità. La startup di Dario Amodei però lo considera non ancora adatto al pubblico. Per questo lo ha messo a disposizione solamente di una piccola cerchia di aziende competenti, in modo tale che lo sfruttino per aumentare le proprie difese. Anche OpenAI ha già chiuso diverse partnership affinché provino il suo nuovo strumento. Le collaborazioni sono state avviate con Oracle, Cloudflare, Palo Alto Networks, Cisco e Akamai.

Il futuro d’altronde corre in quella direzione. Tanto che persino il governo degli Stati Uniti vorrebbe iniziare a utilizzare Mythos. “Stiamo lavorando a stretto contatto con i fornitori di modelli, altri partner del settore e la comunità dell’intelligence per garantire che siano in atto le opportune misure di sicurezza e salvaguardia prima di rilasciare potenzialmente una versione modificata del modello alle agenzie”, scriveva il mese scorso in una email ai dipendenti il responsabile dei sistemi informativi dell’Ufficio di gestione e bilancio, Gregory Barbaccia. Senza però indicare quando potrebbe essere integrato.

Ora il governo avrà un ventaglio più ampio nella scelta. “Daybreak è la nostra visione per cambiare il modo in cui il software viene sviluppato e protetto”, continua OpenAI nel suo messaggio di lancio. “L’intelligenza artificiale può aiutare a ragionare su codebase complesse, identificare vulnerabilità sottili, convalidare le correzioni, analizzare sistemi sconosciuti e passare più rapidamente dalla fase di scoperta a quella di risoluzione”. E sottolinea: “Poiché queste stesse capacità possono essere utilizzate in modo improprio, Daybreak combina una maggiore capacità difensiva con fiducia, verifica, misure di sicurezza proporzionate e responsabilità”, assicura l’azienda. Che si concede anche una licenza poetica: “L’alba è il primo raggio di sole al mattino. Per la sicurezza informatica, significa individuare prima i rischi, agire tempestivamente e contribuire a rendere il software resiliente fin dalla progettazione”.


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