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Democrazia come valore e non solo come regola. Mayer ricorda Franco Cazzola

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Le lunghe chiaccherate con Franco mi resteranno per sempre nel cuore come il segno di una bella e vivace amicizia nella consapevolezza che dall’impegno civile e dal rigore intellettuale di Franco Cazzola non solo la sinistra, ma tutta la politica italiana hanno davvero molto da imparare. Il ricordo di Marco Mayer

Franco Cazzola ha offerto un grande contributo alla scienza politica italiana per l’originalità del suo pensiero, per la sua capacità di anticipare gli eventi e per il coraggio e il rigore con cui ha affrontato le sfide intellettuali più difficili. Lontano come pochi dalle mode e dal mainstream aveva sempre una curiosita’ in più.

Mi vengono in mente quattro elementi che hanno caratterizzato il suo ricco e variegato percorso intellettuale. Innanzitutto la sua visione della democrazia. Nelle pubblicazioni di Franco Cazzola emerge con chiarezza che la democrazia è un valore e non solo una regola. La sua concezione della democrazia fa riferimento ad un sistema politico fortemente radicato nella societa e fondato sulla partecipazione popolare e sulla composizione dei conflitti.

In sostanza la sua posizione sulla democrazia è molto vicina a quella di Norberto Bobbio e al tempo stesso ne arricchisce il pensiero mentre appare lontana dall’ impostazione più “fredda” e in parte “riduzionista” di Giovanni Sartori.

Un secondo aspetto che intendo mettere in rilievo e l’originalità delle sue analisi sulla storia della Democrazia Cristiana. Si tratta probabilmente della ricerca più puntuale e penetrante sulla DC e sul sistema di potere che gravitava intorno ad essa nella società italiana della Prima repubblica. Il terzo aspetto da mettere in rilievo è la sua passione e la sua competenza in materia di politica comparata.

A Franco non piacevano né il nazionalismo né l’eurocentrismo; aveva sempre lo sguardo attento ai cambiamenti del mondo, con una particolare attenzione ed un particolare interesse per le vicende dell’ America Latina. Il quarto elemento da sottolineare è, a mio avviso, Il suo approccio rigoroso alla metodologia nella ricerca: l’imperativo era per lui validare intuizioni, ipotesi, definizioni e modelli teorici sulla base di solide evidenze empiriche.

Franco Cazzola non aveva una personalità accomodante, non aveva paura né di dire la sua opinione e di schierarsi su posizioni eretiche né nel mondo accademico né come editorialista di importanti testate nazionali. Con Franco Cazzola ho condiviso la riorganizzazione didattica del corso interfacoltà per la cooperazione allo sviluppo e la mediazione dei conflitti dell’Università di Firenze.

Ricordo bene l’ammirazione – o meglio il grande fascino – che le sue lezioni suscitavano tra gli studenti: la passione con cui poneva domande per allenare gli allievi al pensiero critico. Un altro elemento cruciale della sua biografia è l’impegno politico-istituzionale. Come assessore del comune di Catania nella giunta guidata da Enzo Bianco non ha mai accettato ipocrisie e compromessi perseguendo con grande energia la trasparenza nei procedimenti dell’amministrazione comunale. La sua sfida alla corruzione e la sua coerenza di comportamento sono rimaste nel cuore dei cittadini catanesi.

Dall’esperienza di Catania emerge una costante della sua personalità: per Cazzola non bastava distinguere la poltica dall’etica; era
altrettanto necessario rifondare su nuove basi l’etica della politica e del servizio pubblico.

Ricordo, infine, il suo impegno di Assessore Regionale in Toscana. Trenta anni fa intuì per primo (lanciando il progetto “Porto Franco’ ) l’esigenza di una politica lungimirante sul tema – allora emergente – dei flussi migratori. Ho scritto questi appunti in fretta a poche ore dalla sua scomparsa. Penso tuttavia che il complesso della sua eredità intellettuale e politica meriti ben altri approfondimenti.

Le lunghe chiaccherate con Franco mi resteranno per sempre nel cuore come il segno di una bella e vivace amicizia nella consapevolezza che dall’impegno civile e dal rigore intellettuale di Franco Cazzola non solo la sinistra, ma tutta la politica italiana hanno davvero molto da imparare.

 


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