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Difesa e salute sotto lo stesso tetto. La nuova intesa Nih-Pentagono sulla biodefense

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Un accordo fino al 2036 mette in comune le capacità scientifiche dei Nih e gli strumenti di procurement del Pentagono per accelerare lo sviluppo delle contromisure mediche. Una nuova cornice per collegare ricerca sanitaria e biodifesa, mentre a Washington resta aperto il confronto sui finanziamenti

Un accordo decennale per mettere in comune capacità di procurement e sviluppo avanzato di contromisure mediche. Questo è il perimetro dell’intesa siglata tra i National institutes of health (Nih) e il Dipartimento della guerra (Dow), finita negli ultimi giorni al centro dell’attenzione a Washington. Firmato il 4 agosto da Robert Kadlec, assistant secretary of war for nuclear deterrence, chemical, and biological defense policy and programs, e il giorno successivo dal direttore dei Nih Jay Bhattacharya, l’interagency agreement resterà in vigore fino al 30 settembre 2036, per sostenere ricerca e sviluppo di terapie, diagnostica e dispositivi di protezione individuale contro influenza pandemica, malattie infettive emergenti e minacce chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari (Cbrn).

Il contenuto dell’accordo

All’interno dell’intesa i Nih dovrebbero mettere a disposizione dati scientifici, pipeline di prodotti e competenze traslazionali, mentre l’ufficio guidato da Kadlec potrà utilizzare i propri strumenti di acquisizione per assegnare contratti e grant destinati allo sviluppo delle contromisure. I Nih potranno inoltre rendere disponibili al Pentagono dati e prodotti sviluppati per la sanità civile quando utili alle attività di biodifesa. L’agenda di ricerca dovrà essere concordata dalle due amministrazioni, ma il testo mantiene ai Nih l’ultima parola sui requisiti e sui profili dei prodotti destinati alla popolazione civile e alla preparedness sanitaria; al Dow spetta invece quella sulle soluzioni pensate per la protezione dei militari e gli ambienti operativi.

È soprattutto il meccanismo finanziario ad aver attirato l’attenzione del Congresso. L’accordo consente infatti ai Nih di trasferire risorse al Pentagono per specifiche acquisizioni attraverso gli strumenti previsti dall’Economy act. Il documento, tuttavia, non impegna di per sé alcuna cifra: gli stanziamenti dovranno essere definiti per i singoli progetti e restano subordinati alla disponibilità dei fondi. Secondo il New York Times, l’intesa potrebbe arrivare a coinvolgere fino a 2 miliardi di dollari del National institute of allergy and infectious diseases (Niaid), una cifra che non compare nell’accordo e che viene attribuita dal quotidiano a fonti informate. Nature ha riferito invece che i Nih starebbero individuando i progetti da realizzare attraverso il nuovo schema, nell’ambito di un’iniziativa più ampia indicata come “Operation prevailing edge”. Il Dipartimento della guerra ha successivamente riferito alla rivista scientifica che la collaborazione procederà “project-by-project”. Rosa DeLauro, capogruppo democratica della commissione Appropriations della Camera, ha accusato il Pentagono di voler utilizzare risorse stanziate dal Congresso per la ricerca biomedica dei Nih e ha chiesto la revoca dell’intesa.

Bhattacharya (Nih): intesa in linea con interessi di salute pubblica

È su questo punto che Bhattacharya è intervenuto sui social. “Ben lontano dal sottrarre risorse alla ricerca”, ha scritto venerdì, l’accordo rappresenta una “partnership focalizzata su progetti in grado di produrre nuove scoperte per la salute sia dei cittadini americani sia dei militari”. Il lavoro, ha aggiunto, sarà guidato dal Niaid e resterà “al 100% in linea con la nostra missione di salute pubblica”. La stessa linea è stata ribadita dalla Casa bianca: il portavoce Kush Desai ha escluso un trasferimento generalizzato di fondi al Pentagono, ribadendo la natura “progetto per progetto”.

Alle critiche arrivate dai democratici delle commissioni Appropriations si è contrapposto anche il presidente repubblicano della commissione della Camera, Tom Cole, secondo cui al momento “neanche un dollaro” è stato trasferito dai Nih al Dow. Cole ha riferito inoltre di aver ricevuto da Bhattacharya rassicurazioni sul fatto che le risorse per la ricerca medica di base non saranno utilizzate per programmi militari estranei alla missione sanitaria. La collaborazione fra ricerca sanitaria e apparato di difesa sul terreno delle contromisure mediche, non nasce con questa intesa. Il programma CounterAct dei Nih, dedicato alle minacce chimiche, comprende già collaborazioni e interagency agreements con il Dipartimento della guerra, oltre che con altre componenti federali come Barda e Fda. Il nuovo accordo sembra però mirare alla costruzione di una cornice stabile, valida fino al 2036, per portare questa cooperazione dalla ricerca e dalle pipeline Nih verso lo sviluppo avanzato e il procurement.


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