L’incontro a Roma tra Guido Crosetto e Nikos Dendias porta avanti il trasferimento alla Grecia delle fregate Carlo Bergamini e Virginio Fasan. Un’operazione da circa 460 milioni di euro che lega il rafforzamento della Marina ellenica al rinnovo della flotta italiana, con un ruolo per Fincantieri, l’industria greca e la possibilità di estendere in futuro l’intesa ad altre due unità
L’incontro di oggi a Roma tra i ministri della Difesa di Italia e Grecia ha portato avanti il dossier per il trasferimento ad Atene di due fregate Fremm della Marina Militare italiana. Guido Crosetto e Nikos Dendias hanno così dato seguito al percorso avviato quasi un anno fa a La Spezia, che riguarda la cessione alla Marina ellenica della Carlo Bergamini e della Virginio Fasan, entrambe oggi in servizio con la flotta italiana.
L’accordo attuativo definisce i termini giuridici, economici e tecnici dell’operazione e dà seguito al memorandum di cooperazione e alla dichiarazione d’intenti firmati dai due ministri il 29 settembre 2025. Una cessione che non riguarda soltanto due unità navali, ma si inserisce in un rapporto più ampio tra Roma e Atene, nel quale il rafforzamento della flotta greca si intreccia con il rinnovo di quella italiana e con una cooperazione industriale destinata a proseguire anche dopo il trasferimento.
Due navi per la flotta greca
Le consegne non saranno immediate. La Bergamini dovrebbe passare ad Atene nel primo semestre del 2028, la Fasan nel primo semestre del 2029. La prima è una Fremm General Purpose, la seconda è configurata per la lotta antisommergibile. Due capacità complementari che entreranno nel processo di rafforzamento della Marina greca, già impegnata con l’ingresso delle nuove fregate Fdi e l’ammodernamento delle Meko.
L’intesa comprende anche il sostegno iniziale e successivo alle unità, la manutenzione e l’integrazione di nuovi sistemi, con un ruolo previsto per l’industria e i cantieri greci. Atene mantiene inoltre aperta la possibilità di acquisire in futuro altre due Fremm italiane.
Una cessione che alimenta il rinnovo
Per Roma l’operazione ha una caratteristica particolare. Non si tratta di costruire nuove navi per un cliente estero, ma di cedere unità già operative della Marina Militare. Il valore indicato per l’operazione è di circa 460 milioni di euro, ai quali possono aggiungersi attività legate al refitting, al supporto logistico e alla gestione delle navi lungo il loro ciclo di vita.
La cessione si intreccia però con il rinnovo della flotta italiana. Bergamini e Fasan dovrebbero infatti essere sostituite da nuove Fremm Evo. Il meccanismo permette alla Grecia di accelerare l’acquisizione di capacità navali già disponibili e all’Italia di accompagnare il trasferimento con l’ingresso di unità di nuova generazione.
Una cooperazione che continua dopo la consegna
È anche su questo terreno che l’operazione assume una dimensione industriale. Fincantieri, costruttore delle due fregate, può essere coinvolta nelle attività sulle unità destinate alla Grecia e nel programma di sostituzione per la Marina italiana. Il coinvolgimento dell’industria greca nella manutenzione amplia ulteriormente il perimetro del rapporto oltre la semplice cessione delle navi.
Il passaggio di Roma porta così verso la fase operativa un percorso avviato nel 2025, ma lascia aperta una prospettiva più ampia. Se Atene eserciterà l’opzione sulle altre due Fremm, il trasferimento iniziale di due unità potrà trasformarsi in una cooperazione navale e industriale più strutturata tra Italia e Grecia.















