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Energia fa rima con Belt and road Initiative. La Cina e i Paesi Asean siglano accordo un su forniture e integrazione rete elettrica: sosterranno l’attuazione del Piano d’azione per la cooperazione energetica 2026-2030 al fine di creare nuove opportunità di cooperazione nell’ambito della strategia complessiva di sviluppo globale cinese. Di fatto aumentano i carichi di lavoro. L’Ue starà al passo?

Non stupisce l’accelerazione decisa da Pechino, dal momento che mentre i combattimenti si intensificano in Medio Oriente, anche il Sud-est asiatico ha compreso di dipendere fortemente dalle importazioni di petrolio ed è stato gravemente colpito dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. Per questa ragione l’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico (Asean) e la Cina si sono riuniti a Manila per intensificare la cooperazione in materia di sicurezza energetica con sullo sfondo la crisi energetica in corso. I numeri del World economic forum Asia rivelano che il 55% delle importazioni di petrolio greggio del Sud-est asiatico proviene dal Medio Oriente. Facile sommare i fatti e rapportarli alle contingenze nel breve-medio periodo: ecco perché Xi Jinping ha deciso per un’accelerazione.

I ministri presenti al vertice nelle Filippine hanno messo l’accento anche sulle quattro aree prioritarie individuate nella Prospettiva Asean sull’Indo-Pacifico attraverso una serie di strumenti come la Dichiarazione congiunta del Vertice speciale Asean-Cina per commemorare il 30 ° anniversario delle relazioni di dialogo, il Piano d’azione per attuare il partenariato strategico globale Asean-Cina (2026-2030) e la Dichiarazione congiunta Asean-Cina sulla cooperazione reciprocamente vantaggiosa nell’ambito della prospettiva sull’Indo-Pacifico.

In questo senso spiccano i dati del 2025, anno che ha visto il più alto livello di coinvolgimento nella Bri di sempre, con 128,4 miliardi di dollari in contratti di costruzione e circa 85,2 miliardi di dollari in investimenti. Dalla sua istituzione nel 2013, l’impegno della Bri ha raggiunto 1.399 miliardi di dollari complessivi, di cui circa 837 miliardi di dollari in contratti di costruzione e 561 miliardi di dollari in investimenti non finanziari. La prospettiva per i prossimi 12 mesi si ritrova nell’intreccio organico con energia, industria mineraria e nuove tecnologie.

Il sud est asiatico è interamente permeato dagli indirizzi cinesi nella transizione energetica che Pechino porta verso sistemi energetici più puliti e sostenibili, ma che al contempo sottopone alla propria sfera di influenza. L’espansione del ruolo della Cina è un dato oggettivo e i suoi diversi approcci di coinvolgimento nei confronti degli Stati membri dell’Asean lo dimostrano. Sei paesi in particolare, ovvero Cambogia, Laos, Malesia, Indonesia, Thailandia e Vietnam, presentano strategie diverse nella cooperazione con la Cina, ma tutte accomunate dalla decisione cinese di legare a doppia mandata energia alla Via della Seta.

Non va infatti dimenticato che la forte dipendenza dalla Cina comporta oggettivi rischi di legarsi a vita, tra cui potenziali trappole del debito e concentrazione all’interno delle catene di approvvigionamento. Da qui la consapevolezza che quei paesi, seppur allettati da possibili nuove opportunità, dovrebbero adottare un approccio maggiormente equilibrato e improntato all’indipendenza. Ma non sempre riescono in questo obiettivo (ammesso che lo vogliano davvero).

La rete di Xi. Energia e infrastrutture per rafforzare la presenza cinese nell’Asean

Il sud est asiatico è permeato dagli indirizzi cinesi sulla transizione energetica che Pechino porta verso sistemi energetici più puliti e sostenibili, ma che al contempo sottopone alla propria sfera di influenza. Da qui la consapevolezza che quei Paesi, seppur allettati da possibili nuove opportunità, dovrebbero adottare un approccio maggiormente equilibrato e improntato all’indipendenza. Ma non sempre riescono in questo obiettivo

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