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“A meno che non tornino dal governo dicendo ‘Accettiamo qualsiasi utilizzo’, non c’è nulla di cui discutere”. A dirlo ad Axios è una fonta anonima vicina al segretario della Difesa Pete Hegseth, in riferimento alla possibilità di un insperato accordo tra il Pentagono e Anthropic. La società guidata da Dario Amodei è in rotta con il Dipartimento della Guerra dopo che si è rifiutata di acconsentire all’uso illimitato del suo Claude. Le linee generali della start up d’altronde parlano chiaro: il modello non si può utilizzare per far sparare armi senza il supporto umano né per la sorveglianza di massa degli americani. Motivo per cui ha intentato causa contro il governo. A Hegseth però non piacciono i rifiuti, per cui ha deciso di inserire Anthropic nella lista dei “rischi per la catena di approvvigionamento”, con ovvie ripercussioni negative. A queste condizioni, pensare che si possa arrivare a un’intesa è difficile. Ma non del tutto impossibile.

Secondo il sito di informazione americano, l’ostacolo principale sono solamente – si fa per dire – Hegseth e Amodei. I due proprio non si piacciono e non fanno niente per nasconderlo, ognuno a modo suo. Eppure l’uno ha bisogno dell’altro.

Per Amodei, sebbene la sua creatura fatturi 14 miliardi di dollari all’anno, essere bollata tra le aziende considerate un rischio per l’approvvigionamento americano (come Huawei e altre aziende rivali) ha delle ripercussioni notevoli. Non soltanto verrebbe strappato il contratto con il Pentagono da 200 milioni di dollari, ma anche quelli con tutte le aziende che collaborano con la Difesa, obbligate a non avere più alcun rapporto con Anthropic. I miliardi che l’azienda perderebbe dunque sono svariati. Per non parlare del colpo all’immagine.

Anche il Pentagono deve però fare bene i suoi conti. Secondo alcuni asperti, se gli Stati Uniti mantengono un discreto vantaggio sulla Cina lo devono soprattutto ad Anthropic. O meglio a Claude, che continua a essere utilizzato nelle missioni dell’esercito Usa – anche in Iran. Nonostante si stia tentando di allargare la platea, facendo sì che anche OpenAI, Google e xAI possano iniziare a lavorare su materiale classificato, nessuno è in grado di sostituire il chatbot di Anthropic. Un punto da cui è difficile scappare.

Chi è a conoscenza della vicenda sostiene che non tutto è perduto. Già prima della rottura c’era la possibilità di siglare un accordo, che sembrava molto vicino. Poi è saltato il banco per le diffidenze dei due leader.

L’uomo che potrebbe rimettere Hegseth e Amodei seduti uno di fronte all’altro è Brad Gerstner. Il fondatore, presidente e ceo di Altimeter Capital è investitore in Athropic oltre che consulente del suo amministratore delegato. Vanta inoltre un rapporto con il presidente Donald Trump, che lo ha citato nell’ultimo discorso sull’Unione. Gerstner è infatti colui che ha inventato i “Trump Accounts”, ovvero dei conti di investimento da 1.000 dollari per la nascita di ogni bambino americano. L’Invest America Act è modo per incentivare la ricchezza a lungo termine e raggiungere l’indipendenza economica.

Gerstner può quindi fare da ponte tra due sponde al momento inconciliabili. Amodei aveva infatti espresso la volontà di arricchire il paese e non solo le sue tasche. Di fronte a delle garanzie di sicurezza del suo Claude e alla possibilità che Anthropic appoggi iniziative del governo, la trattativa potrebbe resuscitare.

Pentagono e Anthropic provano a riallacciare i rapporti. Forse

La rottura non ha fatto bene a nessuno dei due protagonisti. Il Dipartimento della Difesa perde un partner chiave e ad oggi insostituibile; la startup rischia di dilapidare miliardi di dollari dopo essere stata etichettata un pericolo per l’approvvigionamento nazionale. Superate le diffidenze tra Hegseth e Amodei, però, si può riavvolgere il nastro e sperare in un accordo

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