Finora il mondo ha creduto che la chiusura dello stretto di Hormuz e il conseguente rialzo del greggio avesse rimesso in sesto la disastrata economia russa. Non è così. E la prova sarebbe tutta nelle ammissioni di Putin e nel sorprendente taglio delle previsioni di crescita
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L'economia sarà l'elefante nella Città proibita. Il punto di Forchielli
La visita di Trump a Pechino si inserisce in un triangolo in cui nessuno mira davvero a “disinnescare” la competizione, ma tutti cercano di renderla più gestibile. Per la Cina, è l’occasione di rafforzare la narrativa di una potenza assediata che risponde con più autosufficienza e più controllo statale. Per gli Stati Uniti, è un tentativo di codificare un decoupling selettivo che salvaguardi il vantaggio tecnologico senza precipitare in una recessione globale. L’analisi di Alberto Forchielli, managing director presso Mindful capital ventures
Per contenere il Dragone serve un G7+. La proposta di Pelanda
L’amministrazione Trump sta tentando di rimpicciolire l’area di influenza cinese in sud America, Africa, Medio Oriente, nonché di staccare Mosca da Pechino. La Cina a conduzione Xi sta cercando di assorbire questa offensiva mostrando un’apparente assenza di reazione, ma sta accelerando un riarmo competitivo e scommettendo su uno scenario di rifiuto della conduzione Trump nel mondo e in America. L’analisi di Carlo Pelanda, professore di Economia presso UniMarconi
Minsk torna a parlare apertamente di guerra. Ma potrebbe essere un "trucco"
Lukashenko evoca apertamente la possibilità di un conflitto, mentre la Bielorussia intensifica esercitazioni, mobilitazione e investimenti militari. Sullo sfondo il tentativo russo di usare la pressione militare come leva negoziale verso Kyiv e l’Occidente
Studenti palestinesi in Italia. Così il Mur trasforma gli atenei in diplomazia internazionale
Il governo punta sulla diplomazia accademica. Con l’arrivo in Italia di 72 studenti palestinesi evacuati da Gaza attraverso i corridoi universitari, il Mur rilancia il ruolo degli atenei come strumenti di cooperazione internazionale. E Bernini apre alla prospettiva di un’università italiana nella Striscia per contribuire alla ricostruzione della comunità scientifica palestinese
E se l'ingresso del Canada nell'Ue non fosse solo una provocazione? Il commento di Castellaneta
Dal “51esimo Stato Usa” al possibile “ventottesimo membro Ue”: l’idea di avvicinare il Canada all’Unione è più simbolica che realistica, ma riflette un riassetto geopolitico. In un Occidente sotto pressione, Ottawa e Bruxelles cercano nuove forme di cooperazione strategica. Il commento di Giovanni Castellaneta
L’Europa guarda ad Aspides per rispondere alla crisi di Hormuz
La crisi di Hormuz spinge l’Unione europea a valutare un uso più ampio di Aspides, la missione navale già operativa nel Mar Rosso, come strumento rapido per rafforzare la sicurezza delle rotte energetiche e commerciali. Kaja Kallas ha indicato questa come la via più veloce per dare all’Europa una presenza più visibile nella regione, pur chiarendo che serviranno più navi e ulteriori decisioni politiche degli Stati membri
La guerra dei dazi spinge la Cina verso l’Europa? L'interrogativo di Fasulo
Bruxelles resta in equilibrio precario: allinearsi agli Usa costerebbe caro alle industrie, aprirsi alla Cina aggraverebbe le tensioni transatlantiche. Intanto alcuni Paesi europei guardano a Pechino, che deve però bilanciare export e rapporti globali. L’analisi di Filippo Fasulo, co-head dell’Osservatorio geoeconomia e senior research fellow presso l’Osservatorio Asia di Ispi
Vertice Trump‑Xi senza svolta? Il piano quinquennale spiega la strategia cinese di lungo periodo
Il prossimo vertice bilaterale con tutta probabilità non produrrà una svolta sostanziale nei rapporti bilaterali, quanto un tentativo di regolare l’emergente mutua vulnerabilità nel settore economico e commerciale. Quali sono le conseguenze di questi sviluppi per l’Unione europea? L’analisi di Matteo Dian, professore associato di Politica internazionale dell’Asia orientale presso l’Università di Bologna
L'atto finale di Ferretti per spezzare le catene cinesi
Vigilia di manovre per gli azionisti del cantiere italiano di proprietà di Weichai. Il Dragone imbarca nuovi soci per assicurarsi la vittoria della lista e il mantenimento del controllo del board. E spuntano i primi nomi dei manager cinesi in corsa per il consiglio di amministrazione. Sullo sfondo, però, rimane il possibile utilizzo del golden power da parte del governo in stile Pirelli e l’indagine del Copasir
















