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La parola chiave è Occidente, e non poteva essere altrimenti, ma il rafforzativo che trasuda dall’incontro JD Vance-Giorgia Meloni è fondamentale per comprendere da un lato il ruolo dell’Italia nel nuovo ordine mondiale immaginato dagli Usa e dall’altro il modus con cui gli americani immaginano di tessere reti e alleanze.

La premier incontra nella prefettura di Milano il vicepresidente degli Stati Uniti (assieme al ministro degli Esteri Antonio Tajani e al segretario di Stato Usa Marco Rubio) a poche ore dal taglio del nastro delle Olimpiadi di Milano-Cortina: un’occasione importante per tematiche come business, cooperazione, strategia e atlantismo: tutti tratti somatici storici delle relazioni fra Italia e Stati Uniti, a maggior ragione oggi in un momento geopolitico estremamente particolare, in cui quell’elemento programmatico e valoriale si rivela strategico anche in chiave europea.

Meloni ha accentato un punto, per così, dire, personale ed uno politico. Quando dice che “stiamo lavorando su molti dossier internazionali e di rafforzamento dei nostri rapporti, ci siamo visti a Roma per elezione Papa Leone, ora ci vediamo per Olimpiadi, due eventi che raccontano un sistema di valori, che tengono insieme Europa e Stati Uniti, l’Occidente, che è alla base della nostra amicizia, della nostra cooperazione e del futuro che vogliamo costruire insieme”, evidenzia una volta di più la spina dorsale del percorso imboccato dalle relazioni tra Casa Bianca e Palazzo Chigi. Una traccia fatta di certamente di valori condivisi, ma anche di pragmatismo per quanto riguarda le scelte da attuare nell’immediato (come dazi, Ucraina, Gaza) e le iniziative future da progettare (terre rare, Indopacifico, Piano Mattei). Tutte con il comun denominatore dato dalle relazioni italo-americane, che fanno da sfondo a quelle euroatlantiche.

La replica di Vance tocca in primis ciò che potuto tastare con mano a Milano: “Avete fatto un grandissimo lavoro per i Giochi. La città è bellissima, mia moglie e io eravamo entusiasti di venire alle Olimpiadi a Milano, e da quando sono diventato vicepresidente abbiamo pensato di venire qui. Sono contento che tutto abbia funzionato, avete fatto un lavoro eccezionale”. Poi fa cenno allo spirito olimpico e alla competizione “basata sulle regole, è bello avere valori condivisi e avremo una bella conversazioni su molti argomenti”.

In precedenza Meloni aveva avuto sempre in Prefettura un altro incontro significativo, con l’Emiro del Qatar, Sceicco Tamim Bin Hamad Al Thani, soggetto con cui le ottime relazioni di Roma si stanno intrecciando al delicato e decisivo ruolo qatariota nei dossier più rilevanti, come Gaza. Mentre nel pomeriggio ha incontrato il presidente della Repubblica polacca Karol Nawrocki. Il taglio del nastro si è svolto a Casa Italia, per mano della figlia del capo dello Stato, Laura Mattarella: è stata la prima volta che un Presidente della Repubblica ha celebrato l’apertura di Casa Italia in Italia.

(Foto: Governo.it)

Vance e Meloni, così si rafforza l'Occidente (alle Olimpiadi di Milano-Cortina)

Casa Bianca-Palazzo Chigi: una fil rouge fatto di valori condivisi, ma anche di pragmatismo sui temi caldi (come dazi, Ucraina, Gaza) e le iniziative future da progettare (terre rare, Indopacifico, Piano Mattei). Tutte con il comun denominatore dato dalle relazioni italo-americane, che fanno da sfondo a quelle euroatlantiche

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