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C’è un fatto nuovo che si sta incuneando nelle relazioni, non sempre lineari, tra Unione europea e Africa: la doppia consapevolezza che una fase del tutto nuova sta per essere aperta, sia in virtù di un approccio non più predatorio ma che si sostanzi in un ponte vero tra istituzioni e Paesi (quindi grazie al Piano Mattei) sia a causa delle evoluzioni geopolitiche, con Cina e Russia oltremodo presenti nel continente anche al fine di trarre vantaggio dalle terre rare. L’Europa, dopo la vacatio che ha permesso, tra le altre cose, la malagestione della crisi libica, oggi ha deciso di guardare con occhi diversi all’Africa, innestando su quell’asse di cooperazione anche un rafforzamento delle policies dedicate. In questa direzione l’Ue può contare sull’apporto dell’Italia, che tramite il Piano Mattei ha richiamato l’attenzione complessiva verso l’Africa concentrandosi su una serie di ambiti interconnessi, come energia, acqua, formazione, agricoltura. L’appuntamento angolano, a cui sarà presente Giorgia Meloni, è straordinaria opportunità di dialogo e di progettazione futura.

IL VERTICE E IL PIANO MATTEI

L’importante vertice (a 24 ore dalla fine de G20 sudafricano) cade in concomitanza con i 25 anni di partenariato Ue-Ua e con i 50 anni di indipendenza dell’Angola e di diversi altri Paesi africani. A co-presiederlo saranno il presidente dell’Angola, João Lourenço, il presidente del Consiglio europeo, António Costa. L’ultimo vertice Ue-Africa si era svolto nel febbraio 2022 a Bruxelles, dove i vari leader avevano concordato una visione comune per un partenariato rinnovato. In Angola, nel corso delle due giornate, i leader parteciperanno a due sessioni tematiche per discutere su come rafforzare la cooperazione in settori come pace, sicurezza, governance e multilateralismo, prosperità, persone, migrazione e mobilità. Il vertice si baserà sui risultati della recente riunione ministeriale Ue-Ua tenutasi a Bruxelles nel maggio 2025, in cui è emersa la volontà comune di potenziare i legami tra i due continenti. Proprio in questo pertugio progettuale si inserisce il Piano Mattei per l’Africa ideato dal governo italiano, presentato a Roma nel gennaio 2024 e che al Parlamento europeo pochi giorni fa è stato ulteriormente richiamato anche per ribadire l’intreccio con il Global Gateway dell’Ue. Ovvero è nato un nuovo modello per le relazioni Europa-Africa, riflessione propedeutica al vertice Ue-Africa in programma in Angola.

IL RUOLO DELL’UE

Al momento l’Ue ha avviato 12 missioni e operazioni civili e militari in Africa nell’ambito della politica di sicurezza e di difesa comune. Le missioni dell’Ue sono attualmente operanti in Libia, Repubblica Centrafricana, Mozambico, Mali, Somalia. L’Ue sostiene inoltre i Paesi africani attraverso il Fondo europeo per la pace, istituito nel marzo 2021. Il fondo mira a contribuire a prevenire i conflitti, costruire e preservare la pace e rafforzare la sicurezza e la stabilità internazionale. La cooperazione alla voce processi multilaterali si ritrova nell’attuazione del Patto per il futuro e dell’agenda di riforma delle Nazioni Unite, nel rafforzamento del coordinamento all’interno dei principali organismi multilaterali, in particolare all’interno del G20 e infine nella cooperazione sulla mitigazione del clima globale e sulla finanza climatica.

Bruxelles, come è noto, è il principale partner commerciale dei Paesi africani e il loro più grande mercato di esportazione, davanti a Cina, India e Stati Uniti. Di contro i paesi africani costituiscono insieme il quarto partner commerciale dell’Ue che ha già negoziato accordi commerciali preferenziali con 19 paesi africani, il che significa che oltre il 90% delle esportazioni africane entra nel mercato dell’Ue, che conta 450 milioni di consumatori, senza pagare dazi all’importazione . I numeri confermano questo trend: 238,9 miliardi di euro di scorte nel 2023 hanno permesso all’Ue di essere il principale fornitore di investimenti diretti esteri in Africa.

Dal G20 all'Angola. Di cosa si parlerà al vertice Unione europea-Unione africana

Dopo il G20 in Sudafrica, in Angola lunedì e martedì si terrà il vertice Unione europea-Unione africana a Luanda, occasione storica di dibattito tra il due soggetti dialoganti che possono contare su un elemento di fluidità progettuale come il Piano Mattei. L’Italia in questo senso offre uno strumento che si intreccia anche con il Global gateway, contribuendo a rafforzare un nuovo modello di relazioni bilaterali Ue-Africa

Military Mobility. L'Europa verso uno "Schengen militare" per la Difesa comune

Il 19 novembre 2025, la Commissione europea e l’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri hanno presentato una Joint Communication sulla Military Mobility che rappresenta una svolta storica per la Difesa europea. Il documento propone la creazione di un’area di mobilità militare a livello Ue entro la fine del 2027, come primo passo verso il raggiungimento progressivo di uno “Schengen militare” nelle dimensioni regolamentare, infrastrutturale e delle capacità. L’analisi del Generale Ivan Caruso, consigliere militare della Sioi

La strategia digitale di Pechino in Nord Africa. El Kadi analizza rischi e opportunità

Di Miriam Verzellino

Qual è la logica che guida la Cina nell’espansione digitale in Nord Africa e quali rischi comporta? Risponde Tin Hinane El Kadi, ricercatrice dell’Università di Oxford, nell’analisi di Miriam Verzellino, research fellow di ChinaMed Project, dove segue la cooperazione scientifica e tecnologica tra Cina ed Europa

L’Italia può (e deve) giocare la partita delle terre rare. Onori (Azione) spiega come 

Il testo della III Commissione ricostruisce la vulnerabilità dell’Europa rispetto al quasi monopolio cinese. La parlamentare di Azione Federica Onori sottolinea che “la Cina non è il nemico, però è la principale fonte di rischio e quindi di incertezza”, ricordando che l’Ue deve correggere la propria strategia passata, in cui “noi inseguivamo la convenienza economica, mentre la Cina andava avanti sulla sicurezza economica”. La risposta deve essere un cambio di paradigma condiviso con partner affini

Russia, il lato politico delle sanzioni economiche. L'opinione di Pellicciari

In origine le sanzioni erano un preludio alla guerra, una forma moderna di assedio per logorare l’avversario prima di sferrare l’attacco. Con il tempo sono diventate un’alternativa al conflitto armato, spostando lo scontro dal piano militare a quello economico. Da ultimo passo prima del confronto bellico diretto sono divenute il primo passo per evitarlo. Nella guerra in Ucraina questa logica si è ulteriormente ribaltata. L’opinione di Igor Pellicciari

In Libia l'omicidio della blogger riaccende la polveriera dell’ovest

Mentre in Tripolitania si riaccende la tensione, dopo l’omicidio della blogger di Zawiya, le tribù locali guardano a Bengasi da dove Saddam Haftar è partito per una visita in Turchia allo scopo di rafforzare le relazioni internazionali

Ucraina e Piano Mattei per l'Africa. La prima giornata di Meloni al G20

Il vertice di Johannesburg ha visto Meloni impegnata su due fronti. L’analisi con i leader europei sul piano Witkoff nella dichiarazione dei volenterosi, preoccupati per le limitazioni proposte alle forze armate ucraine; e poi la posizione del governo di Roma sulle aspirazioni e sul ruolo del Piano Mattei, che si ritrova nel cosiddetto “spirito di Ubuntu”

Focus sulla Nigeria. L'Italia ascolta le preoccupazioni Usa

Le violenze contro le comunità cristiane in Nigeria diventano un tema internazionale. Governi, parlamenti e organismi multilaterali intervengono. Palazzo Chigi richiama alla tutela della libertà religiosa mentre l’amministrazione Trump aumenta la pressione diplomatica e politica su Abuja, con possibili sanzioni e coinvolgimento militare

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Energia, difesa e porti. L'asse Grecia-Ucraina fa bene all'Europa (garantisce Trump)

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