Skip to main content

Prima di pronunciare il suo intervento ufficiale, Leone XIV ha voluto aggiungere, a braccio e con enfasi, poche parole ma significative e uscite dal cuore. “Anni fa San Giovanni Paolo II disse: se il mondo di oggi ha bisogno di qualcosa, è la comunione”, ha detto al Grand Auditorium della Fiera; e se comunione ci sarà, comincerà dai giovani, “perché sapete costruire la comunione con amicizia, sapete rispettare gli uni gli altri per costruire la pace”. Il resto dell’intervento, davanti alle migliaia di persone del padiglione e alle altre rimaste ai maxischermi, ha proseguito sulla stessa nota, aprendosi con una citazione di Wojtyła al Meeting del 1982 e con il richiamo a Fratelli tutti di Francesco, dove l’amicizia sociale è “il volto pubblico, dinamico e concreto della fraternità”.

Seguire Cristo dopo le tragedie, come quelle del Novecento, ha detto il papa con un rimando inevitabile all’oggi, implica una consapevolezza lucida: “il male non si combatte col male”. E al “falso realismo, che riarma le menti, le parole e le nazioni”, la cultura cattolica ha oggi da opporre “il realismo della misericordia”, per il quale “non possono esistere nemici” e anche gli avversari sono fratelli da guardare negli occhi. Ne è seguito un elenco di verbi all’imperativo che vale come manifesto programmatico: liberare la convivenza dal sospetto, la cultura dalla prepotenza, l’educazione dall’ideologia, il lavoro dall’idolatria del profitto, la tecnologia e la finanza “dai business della morte”. Smascherare, a partire dalle organizzazioni che ciascuno abita, i rapporti di potere ingiusti che stanno alla radice di povertà, guerre e disastri ambientali. Disarmare lo sviluppo tecnologico “quando si fa pervasivo e distruttivo”. Occorrono, ha aggiunto, “pionieri coraggiosi, che comincino dalla propria inversione di rotta a rendere convincente e credibile la conversione richiesta a tutti”.

Il titolo dantesco dell’edizione è stato ripreso e rovesciato in chiave di attualità: l’amore che move il sole e l’altre stelle “non è scomparso, non ha perso vigore”, ma è un amore che “rimane volentieri silenzioso, a differenza delle forze rumorose che sconvolgono la terra”. Da qui il passaggio più lungo citato dalla sua enciclica Magnifica humanitas, in cui il disegno di misericordia contemplato da Maria nel Magnificat attraversa la storia anche “dentro i passaggi più rapidi e inquieti segnati dagli algoritmi e dalle reti globali”, e diventa bussola per un’esistenza evangelica nell’era digitale.

La parte rivolta specificamente a Comunione e Liberazione è arrivata attraverso don Giussani, con due citazioni dal “Rischio educativo”, uno dei testi fondanti del pensiero giussaniano, e il richiamo alla domanda che il fondatore poneva ai suoi, “Si può vivere così?”. Leone non si è limitato a citare quelle parole, ma le ha usate per dire qualcosa di preciso, che cioè la Chiesa “non fa proselitismo” e si sviluppa per attrazione, come già avevano ripetuto i suoi predecessori, e che “nell’amore non c’è mai costrizione, indottrinamento; mai seduzione, inganno, arruolamento”. Ancora più netto il passaggio successivo: “una certa perdita di influenza, che noi adulti abbiamo forse temuto e combattuto”, doveva rivelare che si può stimare di più la potenza del Vangelo. Osservazione che, pronunciata a Rimini, ha un destinatario di certo riconoscibile.

Ai giovani, numerosi tra i volontari, Leone XIV ha detto che sono il segno che “il futuro è una promessa, non una minaccia”, ricordando di averlo avvertito tra i loro coetanei in Libano, in Africa e in Spagna. L’esortazione, però, è stata a uscire, e in questo il ricordo di Francesco si fa ben vivo. Aprirsi “a una vera cattolicità, allargando i vostri legami oltre ogni appartenenza troppo ristretta”, fare del Movimento, dei gruppi e delle comunità “un trampolino da cui tuffarvi nell’intera realtà”, andare incontro a tutti e in particolare ai più poveri. Ai margini, ha assicurato, troveranno chi è già pronto a costruire la civiltà dell’amore. La stessa formula che Giovanni Paolo II aveva consegnato al Meeting il 29 agosto 1982 e che il testo di oggi riprende esplicitamente insieme a un’altra citazione wojtyliana di quella stessa giornata.

Anche il finale non è di circostanza e ricostruisce ancora il filo con i suoi predecessori. Il papa ha chiesto di amare la Chiesa e di preservare l’unità della “compagnia”, citando le parole rivolte da Francesco a Cl nell’ottobre 2022 sui momenti difficili che possono diventare momenti di grazia e di rinascita. Ha poi legato il rinnovamento di ogni realtà associativa al cammino sinodale, chiedendo che l’autorità si converta in servizio e che ogni carisma sia per l’utilità comune. “Sinodalità non è il nome di un processo, ma la natura di un popolo”, ha detto. E ha indicato i termini dell’unità da coltivare, tra i membri, “con coloro che sono chiamati a guidare il Movimento”, con la Sede Apostolica e con il Successore di Pietro. Chi in questi mesi ha seguito le tensioni interne sul nuovo Statuto non ha faticato a cogliere il riferimento.

La giornata, del resto, era cominciata su un registro particolarmente affine. A San Marino, terzo pontefice sul monte Titano dopo Wojtyła e Ratzinger, Leone XIV aveva declinato la parola scolpita nel motto della Repubblica, libertas: lo Stato “a misura d’uomo” come “laboratorio” di buona politica, la tutela della vita “dal concepimento alla morte naturale”, l’accoglienza, l’elogio di diplomazia e multilateralismo, la denuncia di un diritto internazionale umanitario “quotidianamente disatteso se non addirittura calpestato”. Aveva parlato di libertà di coscienza citando Tommaso Moro, e ai giovani sammarinesi aveva detto che “l’autentica libertà è in Cristo, è nella verità in un mondo pieno di menzogne”.

Dalla Fiera il papa si è poi diretto in papamobile verso il centro di Rimini, per l’incontro nel Tempio Malatestiano con circa seicento tra malati, disabili e poveri assistiti dalla Caritas, un passaggio che il vescovo Nicolò Anselmi ha indicato come il cuore della visita pastorale, e per la Messa al porto davanti a circa venticinquemila persone, con sull’altare il quadro della Madonna della Misericordia. Anche Giovanni Paolo II, nel 1982, aveva chiuso sulle banchine. Anche qui un richiamo forte, visivo e simbolico.

Il realismo della misericordia. Il discorso di Leone XIV al Meeting di Rimini

“Il male non si combatte col male”: davanti al popolo di Cl il papa oppone al “falso realismo” che riarma menti, parole e nazioni la logica della misericordia. L’invito ai giovani a non chiudersi in appartenenze ristrette, il richiamo alla sinodalità e all’unità del Movimento. E, prima, la mattinata sammarinese sulla libertà. Il racconto di Francesco Gnagni

Il papa torna al Meeting. Che cosa dice la visita di Leone XIV a Rimini

Quarantaquattro anni dopo Giovanni Paolo II un pontefice varca di nuovo i padiglioni della Fiera. Un ritorno che per Comunione e Liberazione chiude simbolicamente la stagione delle frizioni con Francesco, ma che il magistero di Prevost sui movimenti non trasforma in un via libera. L’analisi di Francesco Gnagni

Dall'Iran all'Ucraina, la fine del mito della guerra rapida. Il commento del gen. Cristadoro

Di Nicola Cristadoro

Missili e droni hanno cambiato il modo di combattere, ma non hanno cancellato la regola più antica della guerra: per vincere bisogna conquistare e controllare il terreno. Iran, Ucraina e gli altri conflitti contemporanei mostrano i limiti dell’idea di una guerra risolta a distanza. La tecnologia può moltiplicare la potenza di fuoco, ma difficilmente sostituisce l’uomo chiamato a occupare il territorio e imporre il nuovo ordine. La riflessione del generale Nicola Cristadoro

Cara sinistra, criticare il woke non basta. Serve una svolta sul modello sociale

La crisi della sinistra non nasce dalle guerre culturali ma dall’abbandono della questione sociale. Per uscire dall’impasse servono nuove risposte su welfare, innovazione, demografia, ambiente e coesione europea, non il rifugio nel riarmo. L’opinione di Mario Giro

Il nulla che genera. La risposta del cristianesimo al nichilismo di Severino

Di Antonio Staglianò

La critica di Emanuele Severino al cristianesimo si fonda su una lettura della creazione come provenienza dal nulla. Ma la teologia di Pierangelo Sequeri propone un’altra prospettiva: il nulla non come negazione dell’essere, bensì come spazio della relazione, della libertà e della generazione. Una risposta al nichilismo che passa per il Vangelo e il dogma di Nicea. L’opinione di Antonio Staglianò, presidente della Pontificia Accademia di Teologia

La nuova sicurezza nazionale si gioca sulle tecnologie critiche. Parla Gilli

L’Italia può essere un partner rilevante in alcuni nodi tecnologici ben definiti, a condizione di muoversi dentro una strategia europea più ampia e di continuare a rafforzare il proprio ecosistema di ricerca, formazione e capitali. Marco Gilli (Compagnia di San Paolo) analizza le dinamiche che portano le S&T al cuore della strategia statunitense e like-minded

Smart glasses, la nuova frontiera tra innovazione e tutela della privacy

Gli smart glasses promettono di rivoluzionare il rapporto con il mondo digitale, ma sollevano interrogativi sempre più rilevanti su privacy, riconoscimento facciale e raccolta dei dati. Tra innovazione, AI Act e richieste di maggiori tutele, si apre una nuova sfida per cittadini, aziende e regolatori. L’opinione di Biagino Costanzo

Quando la fantascienza diventa potere. Come la Silicon Valley costruisce il futuro

Di Ali Rıza Taşkale

Per la Silicon Valley la fantascienza non è più soltanto una fonte di ispirazione, ma una risorsa strategica per orientare investimenti, consenso e politiche pubbliche. Dai progetti di Elon Musk a Palantir fino al techno-ottimismo di Marc Andreessen, le narrazioni speculative vengono trasformate in imprese, infrastrutture e visioni di governo. L’analisi Ali Rıza Taşkale, docente presso il dipartimento di Scienze sociali e studi economici dell’Università di Roskilde

ukraine ucraina

Kyiv entra nell’era delle bombe plananti "made in Ukraine"

Si chiama Equalizer la nuova bomba planante sviluppata in Ucraina con il sostegno di Brave1. Pensata per essere impiegata dagli aerei ucraini a distanza di sicurezza, punta soprattutto a garantire a Kyiv una maggiore autonomia dagli aiuti militari stranieri

Magnaghi investe 70 milioni tra Puglia e Campania e punta sul quantum

Il gruppo guidato da Paolo Graziano prepara una nuova fase di espansione che coinvolge gli stabilimenti di Napoli, Caserta e Brindisi e prevede un nuovo sito produttivo nell’area di Nola. Al centro della strategia c’è anche l’accordo con IonQ Italia, che porterà il quantum computing nei processi di simulazione e certificazione dei componenti aerospaziali. Il piano comprende inoltre una Academy con la Federico II e il Politecnico di Milano per formare e attrarre nuove competenze

×

Iscriviti alla newsletter