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Lo scenario di tensione tra gli Stati Uniti e il Venezuela è molto cambiato in quel poco che va del 2026. Dall’arresto del leader del regime chavista, Nicolas Maduro, l’intesa con quello che resta del vertice della dittatura sembra aumentare con il passare dei giorni. Tra gli indizi c’è la liberazione di alcuni dei tanti prigionieri politici (come il cooperante italiano Alberto Trentini) e l’apertura alle petrolifere americane.

Ma dietro questi negoziati geopolitici con il Venezuela senza Maduro sembra esserci una strana amicizia, come sottolinea il quotidiano El Pais. Si tratta di un uomo chiamato Richard Grenell, molto vicino al presidente americano Donald Trump, che riesce ad interloquire con Jorge Rodriguez, fratello del presidente ad interim del regime, Delcy Rodriguez, nonché uomo forte della dittatura già dai tempi di Hugo Chavez.

Nato a Jenison, nel Michigan, Grenell è inviato per gli affari speciali della Casa Bianca ed è uno dei consulenti più importanti di Trump. Ha 59 anni ed è repubblicano convinto. È stato ambasciatore degli Stati Uniti in Germania dal 2018 al 2020 e inviato speciale per i negoziati di pace in Serbia e Kosovo dal 2019 al 2021.

Durante l’amministrazione di George W. Bush è stato inviato del Dipartimento di Stato presso le Nazioni Unite e dopo ha fondato una società di consulenza chiamata Capitol Media Partners. È collaboratore di Fox News. Alcuni media assicurano che ha una rivalità politica con il segretario di Stato, Marco Rubio, perché aveva aspirazioni di prendere il suo incarico.

A inizi del 2025, i media venezuelani hanno ripreso la notizia di un incontro tra Grenell e l’ex presidente Maduro, e nella fotografia c’era anche un sorridente Jorge Rodriguez sullo sfondo. In quell’occasione Grenell è tornato a casa con sei americani che erano detenuti in un carcere venezuelano e un accordo sul ricevimento dei deportati. Anche la concessione alla petrolifera Chevron sarebbe stata rinnovata in quei giorni.

Con Jorge Rodriguez, che è anche ministro dell’Interno del regime, Grenell ha tessuto un rapporto per arrivare ad accordi su due temi importanti per entrambi i Paesi: il petrolio e il flusso migratorio. “L’influenza di Grenell sugli affari venezuelani è ancora maggiore adesso che Maduro non c’è – sostiene El Pais – e uno dei fratelli Rodriguez è entrato nel Palazzo (di governo, ndr) di Miraflores”.

La leggenda racconta che Rodriguez e Grenell si sono conosciuti durante i negoziati tra l’opposizione venezuelana e il regime in Messico nel 2020. Hanno in comune che sono “consiglieri nell’ombra” e chi l’ha visto da vicino dice che l’intesa è totale.

Sebbene Rubio abbia la firma sul successo dell’arresto di Maduro, è opera di Grenell la trattativa con i Rodriguez (che a differenza della leader dell’opposizione, Maria Corina Machado, hanno controllo sulle forze armate venezuelane e i servizi di intelligence). Come contribuirà Grenell in questa nuova fase di transizione della dittatura chavista lo dirà solo il tempo…

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Inviato per gli affari speciali di Trump, il repubblicano (collaboratore di Fox News) ha incontrato Maduro a inizio del 2025. Sarebbe l’artefice di molti accordi, tra cui la liberazione dei prigionieri americani e la concessione alla petrolifera Chevron

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