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C’è un elemento in più che emerge dopo la reazione iraniana all’operazione israelo-americana “Ruggito del leone”: il coinvolgimento delle basi che sostengono l’azione di Trump e Netanyahu. Una di queste è quella inglese di Akrotiri a Cipro, attaccata da un drone iraniano. Di fatto un attacco al suolo europeo. Era dal 1986 che la base britannica non subiva un attacco diretto. Sebbene la base in questione è territorio sovrano britannico, Cipro detiene la presidenza di turno dell’Unione. Intanto la Grecia manda due fregate e due F16 a Cipro.

L’attacco alla base inglese

La base aerea britannica di Akrotiri a Cipro è stata colpita da un drone iraniano: non ci sono state vittime ma danni di lieve entità alla pista. Un secondo drone è stato intercettato prima che colpisse la base. I caccia inglesi da sabato stanno sostenendo la difesa dell’intera area, per questa ragione secondo i militari inglesi “potrebbero esserci ulteriori ripercussioni”. Il drone maggiormente indiziato dovrebbe essere uno Shahed 136, un drone d’attacco unidirezionale già utilizzato in precedenza sia negli attacchi iraniani contro Israele sia dall’esercito russo durante la guerra contro l’Ucraina. Il governo del Regno Unito ha poi annunciato che le forze armate britanniche stavano reagendo all’attacco di droni alla base: “La nostra protezione nella regione è ai massimi livelli e la base è intervenuta per difendere la nostra popolazione. Questa è una situazione in corso e ulteriori informazioni saranno fornite a tempo debito”, ha affermato. A tal proposito un Airbus KC2 Voyager della Royal Air Force britannica dall’alba di oggi ha trascorso tre ore in volo sopra i cieli a sud di Cipro

Londra-Nicosia

L’attacco iraniano è avvenuto dopo che il primo ministro britannico Keir Starmer aveva annunciato che avrebbe consentito agli Stati Uniti di utilizzare le basi militari britanniche nel corso dell’operazione “Ruggito del leone”. A titolo precauzionale il personale della base non essenziale è stato invitato a restare a casa. Il presidente cipriota Nikos Christodoulides ha dichiarato: “Voglio essere chiaro: il nostro Paese non partecipa in alcun modo e non intende essere parte di alcuna operazione militare”. La base di Akrotiri è parte dei due distretti di sovranità a Cipro e presenta una forma peculiare: si estende su una penisola tentacolare di forma quadrata, all’estremità meridionale dell’isola. È una delle due basi che la Gran Bretagna ha mantenuto nella sua ex colonia fin dall’indipendenza nel 1960 e in passato è stata utilizzata per operazioni militari in Iraq, Siria e Yemen. L’ultimo attacco diretto contro la base risale al 1986 per mano di libici.

Le conseguenza in seno all’Ue

Cipro è un Paese membro dell’Ue, per cui le conseguenze sono oggettive. L’isola ospita Typhoon inglesi e fa parte del cosiddetto triumvirato del Mediterraneo orientale con Israele e Grecia. Recentemente è stata interessata da una serie di iniziative per potenziare la difesa, come la decisione di costruire una nuovissima base per sommergibili e la nascita de progetto Cyclops, laboratorio da 5 milioni di dollari per la lotta al terrorismo e il monitoraggio dei porti.

Anche per questa ragione la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si è affrettata a telefonare al presidente cipriota Nikos Christodulides: “Sebbene la Repubblica di Cipro non fosse l’obiettivo, vorrei essere chiara: siamo tutti uniti, fermi e inequivocabili al fianco dei nostri Stati membri di fronte a qualsiasi minaccia”, ha scritto in un post su X la presidente della Commissione europea. I commissari Kallas e Kubilius sono in stretto contatto con il governo di Nicosia, che nel frattempo già da questa notte aveva aumentato il livello di prontezza della Guardia Nazionale che ha proceduto a un richiamo parziale del suo personale oltre al rafforzamento della difesa antiaerea.

La posizione degli E3

In una dichiarazione congiunta i tre leader del gruppo E3, Francia, Germania e Regno Unito, si dicono pronte a difendere i propri interessi e quelli dei propri alleati nel Golfo, se necessario, adottando “azioni difensive” contro l’Iran. Si definiscono “sconvolti dagli attacchi missilistici indiscriminati e sproporzionati lanciati dall’Iran contro i paesi della regione” e annunciano che adotteranno misure per difendere i nostri interessi e quelli dei nostri alleati nella regione, potenzialmente consentendo azioni difensive necessarie e proporzionate per distruggere la capacità dell’Iran di lanciare missili e droni alla fonte”.

Anche Cipro (Ue) nella ritorsione iraniana. Quali conseguenze?

L’isola ospita Typhoon inglesi e fa parte del cosiddetto triumvirato del Mediterraneo orientale con Israele e Grecia. Anche per questa ragione von der Leyen si è affrettata a telefonare al presidente cipriota. I commissari Kallas e Kubilius sono in stretto contatto con il governo di Nicosia, che nel frattempo già da questa notte aveva aumentato il livello di prontezza della Guardia Nazionale che ha proceduto a un richiamo parziale del suo personale oltre al rafforzamento della difesa antiaerea. Intanto la Grecia manda due fregate e due F16 a Cipro.

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