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Anduril, l’azienda defence-tech guidata da Palmer Luckey, ha annunciato il lancio del suo primo AI Grand Prix, una competizione di drone racing completamente autonoma che mette in palio mezzo milione di dollari per il vincitore. L’evento, specificano i vertici dell’azienda, non sarà una competizione fine a se stessa, ma punta ad attrarre e selezionare la prossima generazione di ingegneri e programmatori. Un modello che ricorda da vicino le competizioni di programmazione tramite cui soggetti come Meta (all’epoca ancora The Facebook) hanno selezionato i loro primi dipendenti. 

La competizione

L’AI Grand Prix sarà strutturato come una competizione aperta a team universitari e ingegneri indipendenti di tutto il mondo, che dovranno sviluppare software di autonomia in grado di far volare, senza alcun controllo umano, i droni prodotti da Neros Technologies su percorsi ad alta velocità e complessità. La competizione inizierà con round di qualificazione virtuali in primavera, in cui i partecipanti testeranno i loro algoritmi in ambienti simulati, per poi passare alle fasi di prova reali sul campo. La finale si terrà a novembre 2026 a Columbus, Ohio, nel cuore del nuovo polo produttivo di Anduril, con il supporto della Drone Champions League e dell’ente di sviluppo economico JobsOhio.

Una campagna di reclutamento sui generis

Quello che distingue l’AI Grand Prix da altri eventi di drone racing non è soltanto l’assenza di piloti umani (in questo caso, l’obiettivo è proprio premiare il miglior algoritmo IA di guida autonoma), ma anche il suo obiettivo dichiarato di evento di talent scouting. Luckey ha infatti chiarito che, sebbene la competizione offra un premio in denaro significativo, uno degli incentivi più attrattivi è la possibilità, per i migliori partecipanti, di accedere ai colloqui di lavoro all’interno di Anduril, bypassando i tradizionali processi di selezione. L’azienda ha inoltre confermato che la gara è aperta a concorrenti internazionali – con l’eccezione della Russia, esclusa in linea con le sanzioni e le analoghe decisioni riguardo gli eventi sportivi internazionali; per le squadre cinesi, l’accesso alle opportunità di lavoro sarà soggetto a verifiche legali e di affiliazione. 

Il futuro della guerra dronica?

Nel quadro più ampio della competizione internazionale nel campo dell’autonomia dei veicoli senza pilota, l’iniziativa di Anduril – se non per le sue modalità atipiche – non stupisce. Il settore degli Unmanned Aerial Systems (volgarmente, droni) ha visto negli ultimi anni progressi significativi, con sistemi autonomi che già competono e, in alcuni casi, superano le performance dei piloti umani. La promessa – ancora tutta da verificare – è che questi sistemi rappresentino il futuro della guerra automatizzata. Già oggi, in Ucraina e altrove, i droni sono ormai un elemento costante e imprescindibile della conflittualità moderna. Si tratta però – nella maggior parte dei casi – di sistemi che richiedono un operatore umano che li piloti da remoto. La scommessa di Anduril e dell’intero settore del defence-tech è che gli algoritmi di intelligenza artificiale potranno sostituire questi operatori completamente. Il principio dello human-in-the-loop (che prevede che a una macchina non debba essere lasciata piena discrezionalità nella conduzione delle operazioni, soprattutto se potenzialmente letali) dovrebbe essere garantito dalle nuove applicazioni IA per il Comando e controllo (C2). Queste applicazioni, capaci processare ed elaborare enormi masse di dati in tempo reale, dovrebbero garantire ad operatori e decisori umani una panoramica estesa e costante delle attività in corso, riducendo le incombenze di micro-management per i comandanti tattici. 

Anduril è a caccia di talenti. In palio mezzo milione di dollari e un colloquio di lavoro

Anduril chiama a raccolta ingegneri e programmatori da tutto il mondo (tranne che dalla Russia) per il suo primo AI Gran Prix, una competizione per sviluppare algoritmi di intelligenza artificiale per la guida autonoma dei suoi droni. Il premio in palio? Cinquecentomila dollari e un colloquio di lavoro. Così il defence-tech si prepara ad assumere una nuova generazione di dipendenti

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