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Entro il prossimo anno dovrebbero chiudersi i negoziati per l’ingresso in Ue dell’Albania, proseguendo nella cosiddetta “riunificazione balcanica” su cui il governo Meloni ha investito molto. Un passaggio, questo, particolarmente attenzionato negli ultimi giorni dal Parlamento Europeo, dove ci sono state delle novità significative.

In primis il voto in Plenaria, passando per il proficuo confronto nella Delegazione Ue-Albania: i conservatori di Ecr come e’ noto, sin dall’inizio dell’attuale legislatura europea, hanno promosso una serie di iniziative per sostenere le richieste di Tirana.

Sul processo di adesione all’Ue è stato il primo ministro Edi Rama a ribadire l’idea che il traguardo sia questa davvero a un passo. “Non è lontano, è più vicino che mai. L’Albania ora ha aperto tutti i capitoli dei negoziati e superato quel momento intermedio che apre la strada alla chiusura dei capitoli”.

Una spinta convinta è giunta dalla Delegazione parlamentare Ue-Albania che si è riunita a Strasburgo per fare il punto sullo stato delle relazioni tra Bruxelles e Tirana e sulle prospettive del processo di adesione del Paese all’Unione europea.

Nel corso della riunione, alla quale hanno preso parte rappresentanti della Commissione europea e del Servizio europeo per l’azione esterna, sono stati affrontati i principali sviluppi politici, economici e negoziali che interessano l’Albania e, più in generale, il futuro dei Balcani occidentali nel nuovo contesto geopolitico europeo.

“Il voto conferma il sostegno del Parlamento europeo al percorso europeo dell’Albania e riconosce i progressi compiuti negli ultimi anni. Adesso, però, si apre una fase ancora più delicata, nella quale sarà necessario consolidare i risultati raggiunti e trasformare gli impegni assunti in riforme durature”, ha spiegato Chiara Gemma, eurodeputata di Fratelli d’Italia/Ecr e vicepresidente della Delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con l’Albania.

Sotto osservazione anche alcuni progetti di sviluppo turistico nelle aree protette del Paese, tra cui il resort promosso da Jared Kushner sull’isola di Sazan, che ha suscitato non poche proteste. Per il futuro immediato, ovvero in relazione agli ultimi passi che l’Albania dovrà compiere, spiccano il rafforzamento dello Stato di diritto, la lotta alla corruzione, il consolidamento delle istituzioni democratiche e la creazione di opportunità per le giovani generazioni.

La convinzione dell’Ue poggia sul fatto che il processo di allargamento è stato non poco influenzato dalla contingenza della geopolitica, fattore che è un acceleratore naturale per lo status di nuovi membri. “Oggi l’allargamento è una scelta strategica per il futuro dell’Europa – ha ribadito  Gemma – Rafforzare il legame con i Balcani occidentali significa investire nella sicurezza, nella stabilità e nella resilienza del nostro continente. Per questo è fondamentale che il processo di adesione continui a basarsi sul merito, premiando i Paesi che scelgono con convinzione la strada delle riforme e della cooperazione euro-atlantica”.

La relazione della plenaria, passata con 483 sì, 103 contrari e 70 astenuti, sostiene che il 90% del lavoro preparatorio è ormai concluso, certificando come i rapidi progressi compiuti dall’Albania negli ultimi anni sono ormai un dato acquisito, al netto delle ultime migliorie da effettuare. Infine il Parlamento avverte che la qualità delle riforme del Paese determinerà il calendario dell’adesione.

 

 

Come l’Italia spinge per l’Albania in Ue

I conservatori di Ecr, sin dall’inizio dell’attuale legislatura europea, hanno promosso una serie di iniziative per sostenere le richieste di Tirana. Rama: obiettivo più vicino che mai. Gemma: determinante il ruolo della delegazione Ue-Albania

 

 

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