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Il Mediterraneo è al centro del dibattito, globale e nazionale, in primis come spazio di connessione e quale banco di prova per l’attuale sistema internazionale. Diverso grado di intensità di attenzione sembra registrare, almeno per il momento, un’iniziativa che andrà in scena a Taranto dal 21 agosto al 3 settembre 2026. Il nostro Paese, nazione più medagliata, per la sua quarta volta (anche questo è un primato), ospiterà nuovamente, dopo le edizioni del 1963 (Napoli), del 1997 (Bari) e del 2009 (Pescara), i Giochi del Mediterraneo. Si tratta di una manifestazione sportiva multidisciplinare che dal 1951 è occasione, ogni quattro anni, di riconsidera(zione)del ruolo dello sport, in una prospettiva multilivello, come avvertito dall’Associazione Italiana di Sociologia.

La prossima edizione, la ventesima, segnerà l’inclusione ufficiale del Padel nel programma sportivo. È una novità di cui si è parlato, il 22 aprile 2026, in una tavola rotonda organizzata a Bruxelles dall’europarlamentare Michele Picaro, a cui sono intervenuti la Vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, il Presidente della Federazione Internazionale Padel (FIP) Luigi Carraro, il Vicepresidente della Federazione Italiana Tennis e Padel Isidoro Alvisi, il Team manager della nazionale italiana di Coppa Davis Michelangelo Dell’Edera e il Direttore Generale dei Giochi del Mediterraneo Carlo Molfetta. Insomma, una ragione in più per seguire le competizioni a cui parteciperanno atleti provenienti dalle nazioni che si affacciano sul mare Mediterraneo, ad esclusione di Israele e Palestina, più alcune nazioni dell’area mediterranea prive di accesso diretto al mare (San Marino, Andorra, Macedonia e Serbia).

Con riguardo a questi “giochi regionali”, cresciuti (in numero di Paesi e atleti partecipanti, nonché rispetto a discipline ammesse) di edizione in edizione, più di dieci anni fa, Gian Luigi Corinto e Anna Maria Pioletti condussero un’indagine empirica attorno alla domanda di ricerca se essi “possono essere uno strumento di possibile integrazione sociale e culturale”. L’analisi qualitativa svolta, con rigore scientifico, ha dato “una risposta sostanzialmente positiva a proposito della capacità di mettere in contatto, attraverso lo sport, individui e organizzazioni appartenenti a Paesi e culture diverse. Altrettanto positiva è (stata) la risposta (rispetto) alle potenzialità che la manifestazione conserva nel consentire e rinnovare le relazioni tra popoli diversi e nel modificare lentamente qualche carattere sociale”.

Nella comunicazione “Patto per il Mediterraneo: un mare, un patto, un futuro”, adottata il 16 ottobre 2025 dalla Commissione europea e dall’Alta rappresentante, si fa riferimento esplicito ai Giochi del Mediterraneo, per sottolineare i benefici fisici, psicologici e sociali dello sport, con il suggerimento ad “aumentare la portata dell’informazione sull’evento”. Quest’ultima raccomandazione assume maggiore pregnanza nell’attuale quadro geopolitico. A pochi mesi dalla Cerimonia inaugurale, prevista il 21 agosto 2026, è quindi auspicabile, a livello nazionale, una capillare copertura informativa su questo appuntamento sportivo che, come indica il motto (“Embrace the future”), “guarda al futuro attraverso lo sport, la collaborazione tra i Paesi del Mediterraneo e il protagonismo delle nuove generazioni”. Raccontando tale evento, che lascerà in eredità strutture sportive riqualificate o di nuova realizzazione, anche come volano di sviluppo territoriale e di turismo sostenibile.

La Puglia, in particolare Taranto – “una città a strati”, scriveva Alessandro Leogrande – insieme alle altre 14 città che saranno altrettanto protagoniste, rinnoverà il proprio ruolo storico di crocevia del Mediterraneo. Molti pugliesi ricorderanno la Cerimonia di apertura della XIII edizione dei Giochi tenutasi, nel 1997, presso lo stadio San Nicola di Bari. E, nel nostro tempo così difficile, per gli atleti e le atlete che competeranno vale ancora quell’esortazione che il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro fece nel suo intervento: “continuate ad essere messaggeri, annunziatori e testimoni di fratellanza e di pace perché questo Mediterraneo, dalla civiltà millenaria, torni ad essere consesso di popoli che lavorano insieme, soffrono insieme, si aiutano a vicenda, per vivere e portare nel mondo fraternità, amore, pace”.

 

Giochi del Mediterraneo, Taranto 2026 come veicolo di speranza

Di Gianni Todini e Francesco Nicotri

Il nostro Paese ospiterà nuovamente, dopo le edizioni del 1963 (Napoli), del 1997 (Bari) e del 2009 (Pescara), i Giochi del Mediterraneo. Una manifestazione sportiva multidisciplinare che dal 1951 è occasione, ogni quattro anni, di riconsiderazione del ruolo dello sport, in una prospettiva multilivello. Taranto – “una città a strati”, scriveva Alessandro Leogrande – rinnoverà il proprio ruolo storico di crocevia del Mediterraneo

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