Dallo studio di un’alga unicellulare alla possibilità di intervenire sui circuiti del cervello con la luce. Il genetista Giuseppe Novelli racconta il Nobel per la Medicina 2026 e spiega perché l’optogenetica rappresenta una delle frontiere più promettenti tra neuroscienze, terapia genica e medicina
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Quantum-ready. Come la Nato costruisce le capacità del futuro
La Nato definisce tempi e attività per portare le tecnologie quantistiche verso applicazioni militari concrete. Dalle prove sul quantum sensing in ambienti privi di Gnss alla futura rete di accesso al quantum computing, fino alla crittografia post-quantistica, la nuova roadmap punta a coordinare sperimentazione, standardizzazione e successiva adozione operativa
Vi spiego la vera sfida politica e culturale dei “democristiani”. Scrive Merlo
Se c’è un compito specifico, e attuale, a cui i democristiani delle varie “confessioni” debbono assolvere è quello di ricostruire quella “politica di centro” che è stata storicamente la vera specificità e un indubbio valore aggiunto per la cinquantennale esperienza democratica e cristiana. E va fatto in qualsiasi schieramento e in qualunque partito
Electrolux evita il peggio. Il governo salva gli impianti e frena il rischio Cina
Al Mimit si sblocca la vertenza della multinazionale svedese degli elettrodomestici. Nessun licenziamento, solo uscite volontarie e un piano di riconversione industriale per la fabbrica di Cerreto D’Esi. Una desertificazione schivata per un soffio che poteva spianare altre praterie alla Cina. Ora la partita si sposta in Europa
La spia della porta accanto. Come funzionano gli “illegali” della Russia in Europa
Dal caso dei “ghost” di Lubiana alle reti clandestine dello spionaggio russo in Europa: perché gli illegali del Cremlino sono più vicini di quanto pensiamo. L’analisi di Alberto Pagani, docente di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna — Esperto di Intelligence e Guerra Cognitiva
Cosa c'è dietro la svolta militare estone
Per anni Tallinn ha pianificato una difesa elastica, basata sul logoramento del nemico in attesa dei rinforzi Nato. Ma dopo aver osservato il comportamento russo in Ucraina, l’Estonia ha deciso di abbandonare quel modello
La peste, i bio-lab e Mosca. Perché il caso Irkutsk può diventare una battaglia informativa
La morte di una ricercatrice in un istituto anti-peste russo ha fatto scattare quarantene e il monitoraggio di Washington. Ma l’incertezza sull’incidente arriva dopo anni in cui Mosca ha intrecciato crisi sanitarie, bio-lab e confronto con l’Occidente nella propria guerra informativa
Non solo missili e droni, perché la nuova crisi del grano va oltre il mar Nero
Il Mar Nero trasformato nuovamente in arma di mancato transito. Ciò si somma alla carenza di raccolto nell’emisfero australe, alla siccità record negli Stati Uniti, alla chiusura di Hormuz e all’aumento forsennato dei prezzi dei fertilizzanti. Il risultato è che i prezzi del grano hanno già raggiunto il massimo degli ultimi tre anni e mezzo, con un impatto preciso in quei Paesi già zavorrati da altre problematiche, come Libano, Egitto e Nordafrica
Comunicare l’invisibile. Appunti da Lourdes
In un tempo in cui gli algoritmi ci vedono come profili, il mercato come consumatori, la politica come consensi da conquistare, Lourdes ricorda che ogni comunicazione autentica comincia da uno sguardo che riconosce l’altro nella sua unicità. Non un pubblico, non un target, non un dato: una persona. Vedere l’invisibile, e comunicarlo, significa forse proprio questo
Mosca accelera la guerra dei droni. Perché il Geran-5 preoccupa anche la Nato
Per decenni l’Europa ha costruito la propria difesa aerea prevalentemente pensando ad aerei, elicotteri, missili da crociera e missili balistici. La guerra ucraina sta dimostrando che il futuro sarà caratterizzato da una quantità enormemente superiore di oggetti volanti, estremamente diversi per costo, velocità, quota, firma radar e capacità di navigazione autonoma. Contro questa minaccia non è economicamente sostenibile affidarsi esclusivamente ai tradizionali sistemi missilistici, ma occorre una difesa aerea stratificata, capace di integrare sistemi di difesa aerea più sofisticati. Ma soprattutto occorre modificare la filosofia industriale. L’analisi di Antonio Teti, professore dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara
















