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Ancora prudenza, ancora pragmatismo. E un appello. Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia alla sua ultima manovra, è tornato a ribadire la filosofia che guiderà la finanziaria in fase di stesura. A dieci giorni dall’approvazione del Documento programmatico di finanza pubblica, il titolare di Via XX settembre è intervenuto alla Camera, presso le commissioni riuniti Bilancio, rimarcando gli obiettivi del governo: ulteriore alleggerimento fiscale a mezzo taglio delle aliquote Irpef anche per i redditi fino a 60 mila euro ed ecobonus al 65% per l’efficientamento energetico. Consapevole che, nonostante la flessibilità concessa dall’Europa e accordata all’Italia che vale 28 miliardi da qui al 2028 da spendere per investimenti in energia e Difesa, non sarà possibile fare i salti mortali, visto il disavanzo ancora fermo al 3,1% e la procedura di infrazione ancora in essere. Naturalmente, gli osservati speciali rimangono l’inflazione, la crisi in Medio Oriente e i mercati, ancora piuttosto nervosi a causa della crisi francese.

Partendo proprio dai mercati, Giorgetti si è rivolto ai partiti, affinché abbiano a cuore la sostenibilità del debito italiano. “La credibilità finanziaria del Paese, ancora più in una fase come questa, è una risorsa che va assolutamente preservata con l’auspicabile più ampio consenso delle forze parlamentari. L’Italia ha dimostrato in questi anni di saper rispettare gli impegni assunti nell’ambito delle nuove regole europee di bilancio e di voler mantenere un percorso di finanza pubblica sostenibile senza rinunciare tuttavia a mettere in luce alcuni nodi irrisolti della nuova governance economica che solo con la sua concreta applicazione potevano emergere”.

Parlando poi della clausola Nec per la flessibilità concessa, “le maggiori risorse per la difesa e la sicurezza energetica saranno destinate in misura significativa per spese in conto capitale, stimolando gli investimenti e l’occupazione e di conseguenza i redditi disponibili reali e i consumi delle famiglie”, ha chiarito Giorgetti, blindando così la destinazione dei maggiori fondi sbloccati proprio grazie allo spazio di manovra concesso dall’Europa. Il responsabile di Via XX Settembre ha dunque concluso, chiarendo l’orizzonte dell’esecutivo.

“Il Documento programmatico arriva in un contesto particolarmente complesso, fare previsioni diventa sempre più complicato, ciononostante confermiamo in termini programmatici il sentiero di spesa così come era stato previsto”. E dunque, “la composizione della manovra sarà quindi definita alla luce del completamento della procedura europea che non è ancora conclusa, dovendosi attendere la formale approvazione del Consiglio: è in questo contesto e all’interno di tale procedura che deve essere letto il contenuto programmatico del Documento. La composizione della manovra  sarà quindi definita alla luce del completamento della procedura europea ed elementi saranno forniti nel Documento programmatico di bilancio che, a breve, il governo trasmetterà al Parlamento e alle autorità europee. Ma nel mentre ricordiamoci sempre che la credibilità costruita rappresenta una vera risorsa da preservare”.

Il debito costa, la politica sia responsabile. L'appello di Giorgetti

Il ministro dell’Economia interviene nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato e ribadisce la delicatezza del momento in Europa, con la crisi francese miccia per un nuovo incendio sui mercati, che comporterebbe un aumento degli interessi pagati sul debito sovrano. Per questo la credibilità finanziaria dell’Italia agli occhi dei mercati, non può avere colore politico. Oggi la manovra in Consiglio dei ministri

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