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Altra stretta, altro giro di vite. Gli Stati Uniti continuano a mandare segnali alla Cina. D’altronde, è Pechino che continua a distorcere i mercati globali a suon di prodotti a basso costo. La Commissione federale per le comunicazioni ha deciso nella notte italiana di vietare l’importazione di apparecchiature elettroniche dal Dragone. La mossa estende il divieto imposto dalla Fcc nel 2022 sui nuovi modelli di apparecchiature di telecomunicazione e videosorveglianza prodotte da Huawei, Zte, Hytera e Hikvision. Il divieto ora include anche i vecchi modelli, non solo quelli progettati a partire dalla fine del 2022, di apparecchiature utilizzate per la sicurezza pubblica, la protezione delle strutture governative, la sorveglianza della sicurezza fisica delle infrastrutture critiche e altri scopi di sicurezza nazionale.

La stessa autorità americana ha dichiarato che il provvedimento “è necessario per proteggere la sicurezza nazionale mitigando i rischi per il settore delle comunicazioni statunitense”, pur chiarendo come agli americani verrà consentito di continuare a utilizzare le apparecchiature già in loro possesso. Il blitz delle autorità americane segue quello di pochi giorni fa e tutto nel segno di una serie di azioni contro la tecnologia cinese, tra cui il divieto di importazione di tutti i nuovi modelli di droni cinesi a dicembre. A marzo ha vietato l’importazione di nuovi modelli di router per uso domestico di fabbricazione cinese, ovvero i dispositivi che collegano computer, telefoni e dispositivi intelligenti a Internet.

L’ultimo caso riguarda i cavi sottomarini, che rappresentano una delle infrastrutture più critiche e meno visibili dell’economia digitale globale. Attraverso una rete di oltre 400 collegamenti posati sui fondali oceanici transita circa il 99% del traffico Internet internazionale, comprese comunicazioni finanziarie, dati industriali, servizi cloud, contenuti digitali e comunicazioni governative. È proprio per il valore strategico e geopolitico di questa rete che gli Stati Uniti hanno deciso di rafforzare in modo significativo il quadro normativo che disciplina il settore.

La Fcc ha annunciato in tal senso un pacchetto di nuove regole destinate ad aumentare il livello di controllo sulle infrastrutture sottomarine e a ridurre i rischi legati alla sicurezza nazionale. La decisione si inserisce in un contesto di crescente competizione tecnologica tra Washington e Pechino e di aumentata attenzione verso la vulnerabilità delle infrastrutture critiche sottomarine. Tra le novità più rilevanti figura l’introduzione, per la prima volta, dell’obbligo di licenza per gli operatori delle cosiddette Submarine Line Terminal Equipment. Questi apparati costituiscono il punto di collegamento tra il cavo posato sul fondale marino e le reti terrestri negli Stati Uniti. Si tratta di una componente particolarmente sensibile perché gestisce la trasmissione e l’instradamento dei dati che attraversano gli oceani.

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