L’imprevedibilità di Donald Trump non è caos puro, ma una diplomazia transazionale a shock. In un sistema internazionale già frammentato, questa strategia accelera la transizione verso un ordine basato su rapporti di forza negoziati caso per caso. Per l’Europa e per l’Italia, comprendere questa dinamica può significare prepararsi a governare l’instabilità come nuova normalità. L’analisi di Antonio Teti, professore dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara
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Così l’Italia rafforza il suo ruolo nel cuore dell’Asia orientale
La missione asiatica di Giorgia Meloni tra Giappone e Corea del Sud conferma la scelta italiana di radicarsi nell’Indo-Pacifico, tra allineamento euro-atlantico, de-risking tecnologico e cooperazione sulla sicurezza.
Tokyo e Seoul emergono come partner complementari per rafforzare proiezione strategica, filiere critiche e industria della difesa italiana nel nuovo baricentro globale
Terre rare, chi tifa per dividere Usa e Ue?
Il ritardo accumulato dall’Ue, sommato a una regolamentazione asimmetrica, è un dato su cui si stanno concentrando le iniziative di alcuni governi. La prima messa in campo è quella di accelerare i progetti sulle terre rare e diversificare la loro fornitura in risposta alle restrizioni delle esportazioni della Cina. Ma non è facile, anche perché tra gli alleati degli Usa non mancano Paesi molto contigui al regime cinese
Diplomazia italiana e rotte indo‑mediterranee si incrociano a Mascate
La visita ufficiale di Giorgia Meloni a Mascate è coincisa con l’arrivo solenne dell’INSV Kaundinya dopo un viaggio storico dal Gujarat. Due eventi paralleli — politico e marittimo — che intrecciano memoria, strategia e una nuova centralità dell’Oceano Indiano
Il Patronage di Odessa come snodo della strategia italiana in Ucraina
L’Italia ha progressivamente definito la sua strategia sull’Ucraina, superando ambiguità iniziali. Eventi simbolici hanno accelerato un approccio fondato su cooperazione, ricostruzione e interessi nazionali, con Odessa come fulcro che intreccia sicurezza, porti, industria e diplomazia culturale. L’analisi di Ugo Poletti, direttore di The Odessa Journal e Rappresentante Speciale per l’Ucraina della Med-Or Italian Foundation
Meloni a Seoul, tra geopolitica, semiconduttori e made in Italy
Taiwan, Indopacifico, export: un paniere di temi altamente strategici che la presidente del Consiglio intende affrontare di petto, a maggior ragione dopo l’uscita dell’Italia dalla Via della Seta, senza dimenticare un elemento di supporto: le società giapponesi e sudcoreane presentano numerose affinità con l’Italia sotto molteplici punti di vista (economici, commerciali e demografici), oltre a condividere i medesimi valori
Dal Trattato del 1920 alla Nato, l’evoluzione della presenza italiana nell’Artico. Scrive Caffio
La strategia artica italiana è volta a preservare l’Artico come zona di pace, cooperazione e prosperità. Di fronte alle molte minacce che caratterizzano la regione, il nostro Paese segue un approccio basato sul diritto internazionale facendo perno sul ruolo della Nato di deterrenza e difesa per il libero uso dei mari polari. Sullo sfondo si intravede il pericolo di una Russia pronta ad arroccarsi nei suoi vastissimi possedimenti del Grande Nord, sino ad oggi inaccessibili ma ora destinati ad aprirsi alla navigazione internazionale ed alla competizione energetica
Solo senza escalation si giunge a un’intesa sulla Groenlandia. L’invito di Meloni
Il messaggio che giunge dalla Corea del Sud è rafforzare il ruolo della Nato e fermare tutte quelle azioni che potrebbero innescare una escalation. Come? Con un dialogo costruttivo per meglio comprendere i parametri di analisi e di azioni. Il tutto tenendo ben presente un passaggio che, secondo Meloni, è nevralgico: da parte americana c’è la preoccupazione per l’eccessiva ingerenza esterna su una zona strategica e, al contempo, da parte europea vi è la volontà di contribuire ad affrontare questo problema. Che investe, gioco forza, i destini dell’Ue
Groenlandia, responsabilità tra Usa e Ue per evitare di favorire Russia e Cina
La crisi sulla Groenlandia entra in una fase politica acuta con la riunione straordinaria degli ambasciatori Ue dopo l’annuncio di nuovi dazi statunitensi, riaprendo una frattura transatlantica tra commercio, sicurezza e Artico. La necessità che emerge è una convergenza verso una linea di responsabilità e dialogo: né annessione né deterrenza simbolica, ma un compromesso che tuteli la centralità strategica dell’isola, tenga fuori Cina e Russia e consenta a Washington ed Europa di salvare obiettivi e status quo
Sulla Groenlandia si possono abbassare i toni. Fontaine spiega perché
Richard Fontaine (Cnas) analizza punto per punto la narrativa secondo cui gli Stati Uniti dovrebbero annettere la Groenlandia, mostrando come sicurezza, deterrenza e contrasto a Cina e Russia possano essere garantiti senza cambiare lo status dell’isola. Trasformare il dossier groenlandese in una crisi artificiale distrae dalle vere priorità strategiche e rischia di indebolire alleanze e ordine internazionale
















