Al Mimit si sblocca la vertenza della multinazionale svedese degli elettrodomestici. Nessun licenziamento, solo uscite volontarie e un piano di riconversione industriale per la fabbrica di Cerreto D’Esi. Una desertificazione schivata per un soffio che poteva spianare altre praterie alla Cina. Ora la partita si sposta in Europa
Archivi
La spia della porta accanto. Come funzionano gli “illegali” della Russia in Europa
Dal caso dei “ghost” di Lubiana alle reti clandestine dello spionaggio russo in Europa: perché gli illegali del Cremlino sono più vicini di quanto pensiamo. L’analisi di Alberto Pagani, docente di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna — Esperto di Intelligence e Guerra Cognitiva
Cosa c'è dietro la svolta militare estone
Per anni Tallinn ha pianificato una difesa elastica, basata sul logoramento del nemico in attesa dei rinforzi Nato. Ma dopo aver osservato il comportamento russo in Ucraina, l’Estonia ha deciso di abbandonare quel modello
La peste, i bio-lab e Mosca. Perché il caso Irkutsk può diventare una battaglia informativa
La morte di una ricercatrice in un istituto anti-peste russo ha fatto scattare quarantene e il monitoraggio di Washington. Ma l’incertezza sull’incidente arriva dopo anni in cui Mosca ha intrecciato crisi sanitarie, bio-lab e confronto con l’Occidente nella propria guerra informativa
Non solo missili e droni, perché la nuova crisi del grano va oltre il mar Nero
Il Mar Nero trasformato nuovamente in arma di mancato transito. Ciò si somma alla carenza di raccolto nell’emisfero australe, alla siccità record negli Stati Uniti, alla chiusura di Hormuz e all’aumento forsennato dei prezzi dei fertilizzanti. Il risultato è che i prezzi del grano hanno già raggiunto il massimo degli ultimi tre anni e mezzo, con un impatto preciso in quei Paesi già zavorrati da altre problematiche, come Libano, Egitto e Nordafrica
Comunicare l’invisibile. Appunti da Lourdes
In un tempo in cui gli algoritmi ci vedono come profili, il mercato come consumatori, la politica come consensi da conquistare, Lourdes ricorda che ogni comunicazione autentica comincia da uno sguardo che riconosce l’altro nella sua unicità. Non un pubblico, non un target, non un dato: una persona. Vedere l’invisibile, e comunicarlo, significa forse proprio questo
Mosca accelera la guerra dei droni. Perché il Geran-5 preoccupa anche la Nato
Per decenni l’Europa ha costruito la propria difesa aerea prevalentemente pensando ad aerei, elicotteri, missili da crociera e missili balistici. La guerra ucraina sta dimostrando che il futuro sarà caratterizzato da una quantità enormemente superiore di oggetti volanti, estremamente diversi per costo, velocità, quota, firma radar e capacità di navigazione autonoma. Contro questa minaccia non è economicamente sostenibile affidarsi esclusivamente ai tradizionali sistemi missilistici, ma occorre una difesa aerea stratificata, capace di integrare sistemi di difesa aerea più sofisticati. Ma soprattutto occorre modificare la filosofia industriale. L’analisi di Antonio Teti, professore dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara
Pechino alza la posta alla vigilia del confronto con Bruxelles
A meno di 72 ore dalla trasferta del commissario Maroš Šefčovič a Pechino per strappare un accordo sugli squilibri commerciali a danno dell’Europa, il Dragone apre un’indagine antidumping contro la chimica del Vecchio continente. Aumentando tensione e pressione e facendo capire all’Ue di non tirare troppo la corda
Tra Sánchez e Vannacci, la nuova grammatica del consenso passa dalle coalizioni. Parla Diamanti (Eapc)
Dalla sfida di Sánchez alla partita italiana sulle coalizioni, passando per il peso crescente di Vannacci e una legge elettorale destinata a spingere verso il bipolarismo. Giovanni Diamanti, cofondatore di YouTrend e recentemente nominato nel board dell’associazione europea dei consulenti politici (Eapc), legge gli equilibri di una politica sempre più mobile, dove sondaggi e campagne si intrecciano alla capacità di dettare l’agenda
Quando il telefono rosso non squilla. Le sfide del dialogo Usa-Cina sull'AI
Proprio come ai tempi della Guerra Fredda tra Stati Uniti e Urss, gli americani vorrebbero proporre uno strumento simile alla controparte cinese per notificare eventuali incidenti legati all’intelligenza artificiale. Non è un’operazione semplice, il passato mostra più fallimenti che successi. Ma è imprescindibile, specie fin quando le due superpotenze non adotteranno una regolamentazione
















