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Con un annuncio ufficiale diffuso la mattina di lunedì, la Commissione Elettorale Centrale della Bulgaria ha annunciato la vittoria della candidata pro-Russia, e presidente in funzioni, Ilijana Jotova. La politica ha ottenuto il 57,7% dei voti, molti di più rispetto al rivale europeista Andrej Gjurov, che ha avuto il 39,4% dei voti.

Al momento della comunicazione erano state contabilizzate il 99,68% delle schede elettorali. L’astensione è stata del 27%, quattro punti percentuali in più rispetto al primo turno della scorsa settimana, l’indice di astensione più basso nella storia bulgara dalla caduta del comunismo nel 1989, come ricorda l’agenzia Reuters.

Tra le promesse vincenti di Jotova c’è quella di essere una leader di pace, che si impegnerà nel ristabilire i rapporti con la Russia, mettendo fine al sostegno militare per gli ucraini. La candidata, che contava sull’appoggio del partito Bulgaria Progressista del primo ministro Rumen Radev, aveva promesso di difendere la democrazia come l’unica strada per porre fine alla guerra.

Jotova è una grande alleata del premier Radev, a cui ha fatto da vicepresidente negli ultimi nove anni: “Caro signor Radev, non ci sarei riuscita senza di lei. In nessun momento è mancato il suo sostegno”. Radev aveva definito queste che si sono tenute tra ottobre e novembre come elezioni tra la guerra e la pace.

Nonostante la carica presidenziale sia di protocollo e rappresentativa, il programma proposto da Jotova è in linea con il modello di Radev sulla lotta alla corruzione e alla criminalità. Inoltre, hamesso in discussione l’appartenenza della Bulgaria all’Unione europea e alla Nato, sottolineando che in politica estera bisogna essere pragmatici. Dopo l’ingresso della Bulgaria nell’Eurozona, il Paese soffre le conseguenze del rincaro di generi alimentari, servizi e tariffe di luce, acqua e riscaldamento a causa della crisi energetica.

Sebbene Jotova abbia riconosciuto gli eccessi della Russia, ha voluto sottolineare che le sanzioni europee contro Mosca sono controproducenti e che la questione “va risolta sul tavolo delle trattative”.

Nata nel 1964 a Sofia, Jotova (e la sua famiglia) è stata privilegiata durante il regime comunista. La nuova presidente ha frequentato il liceo francese e si è laureata in Filologia Bulgara. Successivamente, è entrata al famoso istituto francese l’École nationale d’administration e al Centro di Studi Europei di Strasburgo.

Prima di cominciare la sua carriera politica è stata giornalista della Televisione Nazionale Bulgara, dove ha avuto ruoli da reporter, editor e presentatrice. Negli anni ’90 ha avuto diversi ruoli di responsabilità nell’emittente pubblica ed è stata uno dei volti tv più seguiti della Bulgaria.

Nel 1997 lasciò le telecamere per entrare nell’ufficio stampa del Partito Socialista Bulgaro. Nel 2005 ha avuto il primo incarico nel Parlamento nazionale e nel 2007 è stata eletta eurodeputata, seggio che ha ottenuto di nuovo nel 2009 e nel 2014.

A Bruxelles l’ex giornalista ha voluto seguire le iniziative di impegno a favore delle libertà civili, la giustizia e la politica migratoria. Fino a quando nel 2016 ha lasciato il Parlamento europeo per presentarsi alle elezioni presidenziali come vicepresidente di Radev. Entrambi sono stati rieletti nel 2021. A gennaio del 2026, ha preso l’incarico della presidenza in maniera temporanea fino alla vittoria elettorale di domenica. L’insediamento è previsto per il prossimo gennaio.

Cosa pensa (e cosa farà) Ilijana Jotova, la nuova presidente della Bulgaria

La candidata pro-Russia ha vinto il secondo turno delle elezioni presidenziali bulgare con più del 57% dei voti, lasciando dietro il candidato europeista Andrej Gjurov. Cosa significa questo risultato per l’Europa e il resto del mondo?

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