La crisi di Ceuta è stata contenuta in poche ore, ma ha riacceso nell’Ue la paura di perdere il controllo delle frontiere. Un riflesso che continua a ostacolare una politica migratoria capace di distinguere tra immigrazione illegale, da contrastare, e immigrazione legale, di cui l’Europa ha bisogno. Il commento di Stefano Stefanini
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AstraZeneca-Bristol Myers Squibb, il risiko farmaceutico che riscrive gli equilibri globali
Quattrocento miliardi di dollari per ridisegnare la mappa del farmaco globale. AstraZeneca e Bristol Myers Squibb sono al tavolo per una fusione che creerebbe il quarto gruppo farmaceutico al mondo per capitalizzazione. Un’operazione ancora incerta, ma che arriva in un momento non casuale: pochi mesi dopo lo sbarco di AstraZeneca a Wall Street, e mentre a Londra cresce il timore di un altro grande nome britannico in fuga dalla City
Migranti come arma. Cosa insegnano Ceuta e il confine bielorusso alla sicurezza nazionale
La crisi di Ceuta riaccende il dibattito sulla migrazione come possibile strumento di pressione ibrida. Dalla disinformazione che precede i flussi al monitoraggio dell’infosfera migratoria, il caso conferma la centralità della dimensione cognitiva, come evidenziato dalle ricerche dell’Università della Tuscia sulle nuove minacce alla sicurezza nazionale. L’analisi di Michele Empler, componente e vice coordinatore del gruppo di ricerca Algo-Freedom Society dell’Università della Tuscia
Ma quale classifica, l’intelligence non è uno sport olimpico. La versione di Teti
La graduatoria pubblicata dal settimanale francese L’Express e rilanciata anche dalla stampa italiana, nella quale l’Italia viene collocata soltanto al quindicesimo posto, parte da un metodo di classificazione profondamente discutibile. L’intelligence, infatti, non è uno sport olimpico. Non esistono cronometri, statistiche pubbliche o classifiche Fifa che consentano di stabilire con precisione quale servizio sia migliore di un altro. Ecco perché secondo Antonio Teti, professore dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara
L’energia nascosta sotto i nostri piedi. La sfida di Enel sulla geotermia del futuro
L’Europa della geotermia avanzata si è riunita a Larderello, in Toscana, la storica capitale mondiale dell’energia che viene dalla Terra, per il kick-off meeting tecnico di Shift, il nuovo progetto europeo dedicato alla geotermia supercalda. Un progetto che punta a sviluppare tecnologie per l’utilizzo di fluidi geotermici attraverso pozzi più profondi e performanti e di cui Enel è protagonista
Vi spiego la geopolitica dell’immigrazione e le sue demagogie. Scrive Sisci
Dalla crisi di Ceuta agli accordi nel Mediterraneo, i flussi migratori si confermano uno strumento delle relazioni internazionali e una sfida strategica per l’Europa. Tra esigenze economiche, sicurezza e cooperazione con l’Africa, la politica è chiamata a superare letture semplificate. Il commento di Francesco Sisci
Teheran e Washington, lo scontro a singhiozzo che espone il Golfo
Mentre continuano gli attacchi alle petroliere nello Stretto di Hormuz e i pasdaran negano di avere chiesto a Trump lo stop ai bombardamenti, è prevista per oggi la ripresa dei negoziati indiretti fra iraniani e americani. Una situazione confusa e paradossale, che per il momento determina un solo effetto positivo: il crollo del prezzo del petrolio. L’analisi di Gianfranco D’Anna
Ecco le nuove opportunità dell'Afam. La visita di Bernini a Pesaro
Giorgio Girelli, segretario generale Conferenza nazionale presidenti Conservatori, racconta la visita al nuovo studentato di Pesaro della ministra Anna Maria Bernini durante la quale ha ricordato il percorso di valorizzazione dell’Afam
La Cina, il Golden power e l'arte di navigare sottotraccia
Mentre Pirelli chiude in bellezza la sua telenovela cinese, Ferretti resta incagliata tra rastrellamenti sotto soglia, conti in calo e un ministero della Difesa che osserva… Con il binocolo
Non sarà un boom, ma l'Italia non è il malato d'Europa. L'analisi di Polillo
Tra tensioni geopolitiche e rallentamento degli scambi, l’economia italiana mostra una resilienza superiore ai pronostici. Il vero problema non è la tenuta del Paese, ma la capacità di trasformare risparmio e competitività in nuovi investimenti. L’analisi di Gianfranco Polillo
















