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Un Memorandum d’Intesa (Mou) tra l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e FiberCop è stato siglato oggi per l’utilizzo della fibra ottica come sensore distribuito per il monitoraggio sismico e vulcanico.

Il Memorandum rappresenta l’inizio di un percorso di studio e sperimentazione, in cui la rete assume un ruolo centrale, sia come connettività digitale per il Paese, ma anche come leva strategica per rafforzare la sicurezza e sostenere la prevenzione ambientale sul territorio.

FiberCop infatti gestisce l’infrastruttura di rete digitale più estesa e capillare d’Italia e la mette a disposizione dell’Ingv, contribuendo allo sviluppo di sistemi avanzati di sorveglianza geofisica.

Le dichiarazioni di Sarmi e Florindo

“La rete di FiberCop è un sistema capillare che abilita la connettività digitale, progettato per garantire comunicazioni affidabili e ad alte prestazioni, e capace di assumere un ruolo ancora più ampio diventando una piattaforma evoluta per il monitoraggio sismico e geofisico”, ha detto Massimo Sarmi, presidente e amministratore delegato di FiberCop. “L’accordo con Ingv rappresenta un passaggio strategico nella valorizzazione della nostra infrastruttura come risorsa per la tutela del territorio e rafforza la nostra visione di un ecosistema digitale che unisce innovazione, sostenibilità e responsabilità, ponendo la fibra ottica come elemento chiave per la resilienza e il progresso del Paese”, ha concluso.

“La firma del Memorandum d’Intesa tra il nostro Istituto e FiberCop rappresenta un’importante opportunità per rafforzare e rendere sempre più efficaci le tecniche di osservazione dei fenomeni geofisici – ha dichiarato Fabio Florindo, presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). “Garantire un sistema di monitoraggio capillare, integrato ed efficiente, in particolare nelle aree a maggiore rischio sismico e vulcanico, è per noi una priorità, anche attraverso l’adozione di metodologie innovative da affiancare agli strumenti di osservazione tradizionali”.

Il memorandum 

Il Memorandum è quindi l’occasione per integrare il monitoraggio geofisico con le infrastrutture digitali esistenti. Con la tecnologia Distributed Acoustic Sensing (Das), già sperimentata con successo sull’isola di Vulcano, è possibile convertire i cavi in una fitta rete di sensori sensibili alle vibrazioni, capaci di rilevare eventi sismo-vulcanici anche in ambienti sottomarini e difficilmente accessibili.

Con il Memorandum FiberCop mette a disposizione di Ingv tratti di fibra ottica spenta per il potenziamento delle attività di osservazione geofisica in aree sensibili. L’obiettivo è contribuire alla creazione di un sistema di monitoraggio distribuito, permanente e ad alta precisione, per affiancare e potenziare le reti di sensori tradizionali in particolare nelle zone a rischio sismico e vulcanico.

Attualmente è in corso l’attività di acquisizione e analisi di segnali Das lungo un cavo in fibra ottica che attraversa l’area sismica attiva dei Campi Flegrei e copre circa 20 km da Bagnoli a Bacoli. La natura distribuita delle misure Das consente di ottenere un notevole numero di punti di misura (ogni 5 metri) che facilita l’identificazione di eventi minori soprattutto in caso di sciami sismici. L’Ingv ha realizzato un’applicazione per l’analisi in tempo reale dei dati acquisiti e per la rilevazione degli eventi utilizzando tecniche di Intelligenza Artificiale.

Fibercop e Ingv insieme per il monitoraggio sismico-vulcanico con fibra. Ecco come

Il Memorandum siglato oggi rappresenta l’inizio di un percorso di studio e sperimentazione, in cui la rete assume un ruolo centrale, sia come connettività digitale per il Paese, ma anche come leva strategica per rafforzare la sicurezza e sostenere la prevenzione ambientale sul territorio

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