Skip to main content
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha concluso la prima tappa della sua missione nei Paesi del Golfo a Gedda, dove è stata ricevuta dal Principe Ereditario e Primo Ministro dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, e si è successivamente spostata a Doha per incontrare l’Emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al‑Thani.
Durante i colloqui, Meloni ha sottolineato che la visita ha carattere di “vicinanza” nei confronti dei partner regionali di fronte agli attacchi iraniani e ha evidenziato la volontà italiana di contribuire alla gestione di una crisi che intreccia sicurezza, energia ed equilibri geopolitici. I tre assi fondamentali della missione – sicurezza energetica, tutela delle rotte commerciali e stabilità regionale – sono stati confermati da fonti di Palazzo Chigi.
In Arabia Saudita, i leader hanno discusso dell’assistenza militare difensiva fornita dall’Italia, delle prospettive del conflitto e degli sforzi per una soluzione diplomatica, nonché di come assicurare gli approvvigionamenti energetici e ridurre l’impatto della crisi su imprese e cittadini. È stato inoltre ribadito l’importanza di garantire al più presto la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
A Doha, Meloni ha ringraziato l’Emiro per l’assistenza fornita nell’evacuazione dei cittadini italiani, in particolare turisti in transito, e ha ribadito il messaggio di vicinanza dell’Italia davanti agli attacchi iraniani al Qatar. I due leader hanno approfondito gli sforzi diplomatici in corso per uscire dalla crisi e per costruire un’architettura di sicurezza regionale sostenibile, nonché le questioni energetiche alla luce del rapporto consolidato tra Italia e Qatar. Meloni ha assicurato la disponibilità dell’Italia, attraverso le eccellenze del suo sistema produttivo, a contribuire alla riabilitazione delle infrastrutture energetiche qatarine, fondamentali per la sicurezza energetica su scala globale, e ha sottolineato l’urgenza di assicurare la libertà di navigazione attraverso Hormuz.
Infine, i due leader hanno concordato di lavorare congiuntamente per sviluppare ulteriormente la cooperazione e gli investimenti comuni, rafforzando ogni dimensione della sicurezza, soprattutto nei settori strategici della difesa, delle infrastrutture critiche, della sicurezza alimentare e della cooperazione multilaterale per la gestione dei fenomeni migratori nelle rotte mediterranee.
Dal punto di vista economico, l’interscambio commerciale tra Italia e Paesi del Golfo è rilevante: nel 2025 le esportazioni verso gli otto paesi che affacciano sul Golfo Persico hanno raggiunto i 21,8 miliardi di euro, mentre il valore totale degli scambi è pari a 32,3 miliardi, superiore a quello della Germania. Secondo altre stime, nel 2023 l’Italia ha esportato in tutta l’area beni per oltre 28 miliardi di euro. Inoltre, l’area del Golfo fornisce circa il 15 per cento del petrolio e il dieci per cento del gas consumati in Italia, rendendo cruciale la diversificazione delle fonti energetiche già avviata con la missione in Algeria e destinata a proseguire in Azerbaigian.
Meloni ha anche lanciato l’idea di rafforzare il coordinamento tra i paesi del Golfo e il G7, proponendo un dialogo più strutturato per affrontare congiuntamente le principali criticità, dalla sicurezza energetica a quella alimentare fino alla stabilità geopolitica. La missione, definita di “solidarietà” dalla stessa premier, punta altresì a rafforzare il ruolo di Roma come interlocutore credibile e affidabile nella regione, in un contesto di crescente instabilità che rende decisiva la tutela degli interessi nazionali e il contributo alla sicurezza internazionale.
Ieri sera Meloni, in merito alla sua missione nei Paesi del Golfo, in un’intervista al Tg1, ha spiegato che “noi già come gli altri Paesi europei aiutiamo le nazioni del Golfo a difendersi dagli attacchi i iraniani, lo facciamo chiaramente perché sono paesi strategici per i nostri interessi. Sono paesi amici, ma soprattutto lo facciamo a protezione delle decine di migliaia di italiani che sono presenti nella regione. La missione è un gesto di solidarietà verso nazioni che sono amiche, ma chiaramente come obiettivo ha anche quello di garantire all’Italia gli approvvigionamenti energetici che sono necessari”. Là premier ha concluso che “io ero già stata in Algeria per garantire il gas, oggi sono nel Golfo per discutere soprattutto del petrolio: da queste nazioni proviene circa il 15 per cento del petrolio che è necessario per l’Italia”.

Meloni nel Golfo, missione per sicurezza energetica, rotte commerciali e stabilità regionale

Dopo la tappa a Gedda, la premier arriva a Doha nel secondo giorno di viaggio e annuncia collaborazione su energia, difesa e migranti. Tutti i dettagli

Addio a Vittorio Messori, autentico credente. Il ricordo di D'Anna

Cronista della fede ha intervistato e sfidato Pontefici, dato voce a Ratzinger e confrontato col progressismo ecclesiale Vittorio Vittorio Messori, uno dei più autorevoli scrittori della saggista cattolica negli ultimi 50 anni scomparso alla vigilia di Pasqua. Il ricordo di Gianfranco D’Anna

Al campo largo serve lealtà. Le primarie? Vanno fatte. Parla Silvestri (M5S)

Ancor prima del programma condiviso (che pure è fondamentale) serve lealtà. Un’agenda di governo progressista deve partire dalle necessità reali delle persone: il Paese deve tornare a essere competitivo sul piano della produzione, va fatta una seria politica salariale, calmierati gli affitti e occorre una svolta sul piano sanitario. Meno fondi agli armamenti, più risorse per gli investimenti. Sulla Difesa, si troverà un accordo col Pd. E le primarie? Vanno fatte. Colloquio a tutto campo con il capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera, Francesco Silvestri

Tra competitività e circolarità. Come va l'industria italiana della plastica

L’ Italia è il Paese europeo con il più alto numero di aziende nella filiera della plastica, il 16% del totale. A livello occupazionale, con circa 164 mila occupati, si posiziona al secondo posto con il 10,6% del totale europeo. Sono alcuni numeri contenuti nel rapporto strategico “L’industria della plastica in Italia”, realizzato da Teha group

La contesa per Ferretti riapre il vaso degli errori. La Cina e i rischi per la sicurezza nazionale

Lo scontro in atto tra gli azionisti di minoranza e la proprietà cinese dello storico cantiere navale, fa emergere potenziali pericoli per l’Italia sul versante della tecnologia e dell’ingegneria. E così una partita industriale si trasforma in un crocevia di rilevanza strategica

L’ira funesta di Trump e il rischio della deflagrazione della guerra

Fra la richiesta al Congresso di aumentare le spese per la Difesa di 1,5 trilioni di dollari, licenziamenti di ministri e generali, la Casa Bianca è sempre più impelagata nella guerra all’Iran con risvolti che cominciano ad allarmare l’Amministrazione. L’analisi di Gianfranco D’Anna

Vi racconto "Il Vaticano e l’Intelligence". Il libro a cura di Mario Caligiuri

“Il Vaticano e l’intelligence. Osservatore e osservato nella storia politica della santa Sede” è il titolo dell’ultimo libro curato da Mario Caligiuri, edito da Rubbettino. L’autore, professore dell’università della Calabria dove dirige il Master in Intelligence, sintetizza così i contributi contenuti nel volume

Geopolitica e spirito, la lezione di Papa Leone XIV in un mondo senza bussola

Di Massimo Panizzi

Il senso ultimo di questa Via Crucis non è una fuga dal mondo, ma un attraversamento del mondo. Non una consolazione, ma una forte chiamata alla responsabilità. Nel mettere a nudo la sofferenza, le viene conferito un significato profondo. La lettura del generale Massimo Panizzi

Vi spiego il significato del rigetto atlantico di Trump. Scrive Margelletti

Sarebbe un errore strategico circoscrivere il rigetto atlantico ad una postura puramente ed esclusivamente trumpiana. Molto probabilmente, la verità è un’altra. La società e l’elettorato statunitensi sono cambiati e la nuova classe politica a stelle e strisce è interprete dei loro nuovi orientamenti, che non hanno l’Europa e la Nato al centro dell’agenda e in cima alle priorità. La riflessione di Andrea Margelletti, presidente CeSI

Dai prezzi alla struttura. Il nuovo fronte della sanità negli Usa

Negli Stati Uniti cresce il dibattito sull’integrazione verticale nella sanità, con proposte bipartisan per intervenire sulle grandi compagnie assicurative. Al centro non ci sono più solo i prezzi, ma la struttura del sistema e gli incentivi che ne derivano

×

Iscriviti alla newsletter