La vittoria di Badra Gunba segna un disgelo nei rapporti tra la regione separatista georgiana e il Cremlino. Che ha interessi plurimi nella regione e intende mantenere saldo il controllo
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Meno dazi in cambio di TikTok. La Cina rifiuta l'offerta di Trump ma il ban si avvicina
Dopo aver annunciato tariffe del 25% sulle auto che verranno importate negli Usa, il presidente americano ha offerto un accordo che potrebbe andar bene alle due superpotenze. Washington chiuderebbe la trattativa sul social network, Pechino vedrebbe una riduzione delle tasse nel suo export. Per ora la proposta è stata respinta, ma un accordo andrà trovato
Accordo Armenia-Azerbaijan. Quali scenari tra Caucaso, Mar Nero e Mediterraneo
La mossa di Rubio sulla bozza di accordo tra Armenia e Azerbaijan è un elemento che può cambiare le carte in tavola dell’intera area, su cui si aspetta a questo punto una iniziativa europea per chiudere il cerchio. Nel mezzo le relazioni europee con Yerevan e Baku, le mire di Erdogan, il ruolo del dossier energetico (gli azeri sull’Ilva). L’Italia nei primi due mesi del 2025 si è affermata come il primo partner commerciale dell’Azerbaigian, coprendo oltre un quarto del fatturato commerciale totale del Paese
Droni ipersonici, guerra elettronica. Il nuovo volto del campo di battaglia
L’accelerazione della competizione strategica e la moltiplicazione delle minacce, dai droni ai missili ipersonici, impongono un cambio di paradigma per le Forze armate e l’industria della Difesa. Il convegno “Uno sguardo verso l’alto nel campo di battaglia del futuro”, organizzato dal CeSI e Rheinmetall Italia, ha evidenziato la necessità di un riarmo rapido e di una sinergia tra Difesa, industria e accademia. Generali, dirigenti e analisti concordano: il tempo è scaduto, la guerra tecnologica è già qui, e l’Italia deve adeguarsi in fretta
Quale difesa europea per il futuro del multilateralismo? Il dibattito al Cnel
Il progetto ReArm Europe ha riportato al centro la discussione sulla difesa comune europea, ma la strada è ancora incerta. Il dibattito che si è tenuto al Cnel ha messo a fattor comune tutte le criticità del futuro dell’Europa, tra la necessità di una maggiore complementarietà con la Nato, la governance da costruire e il rafforzamento delle capacità militari
La sostenibilità al centro del futuro europeo. Una priorità per la nuova legislatura
L’Unione europea, con il Green Deal, ha già tracciato un percorso ambizioso verso la neutralità climatica entro il 2050. Ma i risultati raggiunti fino a oggi non devono farci adagiare sugli allori: sono richieste nuove energie, idee innovative e soprattutto la collaborazione di tutti gli attori – istituzioni, imprese, e cittadini – per mantenere il ritmo necessario. L’intervento di Thomas Panozzo, country manager di VINCI Energies Italia
Data Center e territorio. Si apre una nuova fase al tecnopolo tiburtino
Oltre a costruire Premium Data Centers, Mediterra punta a diventare un punto di riferimento per i service provider, accelerando la trasformazione digitale nel Sud Europa
Marsalek (ex Wirecard) non si trova. Ma continua a lavorare per Mosca
Le autorità austriache hanno scoperto una campagna di disinformazione russa, con una cittadina bulgara al centro di un’operazione che coinvolge il fuggitivo Marsalek, già legato alla rete arrestata nel Regno Unito
Quello di Azione (con Meloni) sarà il congresso della coerenza. Parla Richetti
Quello del fine settimana per Azione sarà il congresso della coerenza. Rivendicando la distanza tra la destra di governo e il campo largo, il partito guidato da Carlo Calenda cerca di ritagliarsi il proprio ruolo provando a spezzare le catene del bipolarismo sui contenuti. Con Italia Viva? I rapporti sono cordiali, ma loro hanno scelto di stare con Schlein e Conte. Noi no. E Meloni? Siamo all’opposizione ma apprezziamo la disponibilità al dialogo. Colloquio con Matteo Richetti, capogruppo alla Camera
Energia, industria, difesa. Gli intrecci sulle terre rare su cui lavorano Roma e Bruxelles
Per la prima volta la Commissione Ue ha avallato 47 progetti strategici per potenziare le capacità nazionali di materie prime strategiche. Il vantaggio (anche se in ritardo) è comunque doppio: da un lato si rafforza finalmente la filiera europea delle materie prime diversificando le fonti di approvvigionamento, dall’altro si accresce la “voce geopolitica” dell’Ue che così può programmare azioni industriali slegate dalla dipendenza esterna