La pressione degli Stati Uniti sulla Nato riflette un cambiamento strategico più ampio, ormai condiviso anche da parte dell’establishment repubblicano. In questo contesto, il baricentro si sposta a sud e l’Italia può giocare un ruolo chiave, tra Turchia, Golfo e iniziativa multilaterale
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Missione a sorpresa di Meloni nel Golfo. Focus sull'energia
Prima visita di un leader occidentale nella regione dopo lo scoppio della guerra. Per Meloni incontri con principi ereditari e vertici Adnoc per diversificare le forniture energetiche
Nato, ecco come negli Usa si allarga la richiesta di una revisione dell’Alleanza
Le parole di Donald Trump sulla Nato riportano al centro a Washington un confronto che oggi coinvolge una parte più ampia del mondo repubblicano. Il tema non è solo l’ipotesi di un’uscita formale dall’Alleanza, ma la richiesta di rivedere il rapporto con gli alleati europei in termini di utilità strategica e reciprocità. Sullo sfondo restano il ruolo del Congresso e la possibilità di una presenza americana meno automatica in Europa
Data center, maxi investimento di Microsoft in Giappone. Ma il vero nodo è come alimentarli
Ci sono due visioni opposte, ma entrambe praticabili. Una prevede un’alimentazione in loco, decentralizzata, così da non impattare sulla rete elettrica nazionale. L’altra invece suggerisce di unire i consumi. Forse la soluzione è una via di mezzo
Ricerca e biotech. Aquilanti spiega il valore della cooperazione Italia-Usa
Nel pieno della competizione globale per la leadership tecnologica, Italia e Stati Uniti rilanciano la cooperazione scientifica con il rinnovo degli accordi bilaterali. Dalle biotecnologie all’AI, l’obiettivo è rafforzare la ricerca congiunta e il trasferimento tecnologico. “Il legame con gli Stati Uniti favorisce lo scambio di conoscenze e competenze nel campo dei brevetti, della proprietà intellettuale, delle invenzioni e delle applicazioni cliniche, ma anche la capacità di attrarre investimenti produttivi sia dall’Italia sia dall’estero”, commenta Paolo Aquilanti, presidente della Fondazione Ri.Med
Il governo non è in crisi e (deve) durare fino alla fine. Campo largo? Prima il programma. Parla Adornato
Tra referendum divisivi, riforme in stallo e tensioni internazionali, la vera sfida per il governo è la tenuta nel tempo. Adornato difende la necessità di arrivare a fine legislatura, invoca una legge elettorale che garantisca stabilità e avverte: senza chiarezza programmatica, anche l’alternativa rischia di non essere credibile
Nuove restrizioni in vista. La proposta legislativa americana sui chip
Il disegno di legge, presentato alla Camera dei rappresentati ieri – e in attesa di arrivare al Senato entro la fine del mese – ha come obiettivo sottoporre le aziende straniere alle stesse, e più severe, restrizioni che attualmente gravano sui loro concorrenti americani, cioè, il divieto per i loro ingegneri di effettuare la manutenzione e la riparazione di apparecchiature in determinati stabilimenti in Cina. Paesi Bassi e Giappone sarebbero tra gli alleati più colpiti, in caso di approvazione…
L'abbraccio di Casini, il bagno di Calenda, la banconota di Bagnai. Queste le avete viste?
Pier Ferdinando Casini abbraccia Giovanni Minoli alla festa dell’orgoglio Dc, mentre Carlo Calenda fa il primo bagno di stagione, nonostante il freddo. E Alberto Bagnai sventola una banconota da 50 euro alla sede dell’Inps. Ecco le foto politiche degli ultimi sette giorni
Così la propaganda cinese manipola la guerra in Iran
È diventato virale un video, prodotto dall’intelligenza artificiale, in cui la lotta di un’aquila contro un gatto persiano rappresenta il conflitto tra Stati Uniti e l’Iran. Per Pechino, gli americani stanno creando un ambiente destabilizzante nella regione e non solo…
Crosetto scrive all’Onu dopo l’attacco alla base in Libano
L’attacco con razzo alla base italiana di Shama riporta al centro la fragilità della missione Unifil e spinge Guido Crosetto a chiedere alle Nazioni Unite una revisione delle regole di ingaggio. Pur senza feriti, l’episodio apre un nodo politico e operativo più ampio per l’Italia, che ora si interroga sulla sicurezza del contingente e sulla sostenibilità di una presenza sempre più esposta in Libano
















