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Pochi giorni fa la Commissione Speciale del Parlamento Europeo sullo “Scudo Democratico” (EuDs) ha votato e approvato quello che potremmo definire essere il testo fondamentale, l’incipit, la base di partenza per proteggere l’Europa e i suoi Stati membri dalle nuove “bombe a mano” del XXI secolo: minacce ibride, fake news, propaganda e manipolazione delle informazioni, attacchi cyber a istituzioni e privati cittadini. Un testo, quindi, davvero rilevante, che dopo l’estate approderà, a settembre, al Parlamento europeo.

Il relatore Tomas Tobé e la Presidente Nathalie Loiseau hanno ripetutamente sottolineato – nella discussione prima, a margine del voto dopo – come adottare a livello europeo strumenti per fronteggiare tali insidiosi attacchi sia cruciale. Russia, Cina, Iran, Bielorussia e Corea del Nord sono i principali attori dietro queste offensive, ma la minaccia principale resta comunque quella russa. Non è un caso che nella relazione approvata, tra le misure, vi è anche la proposta di ampliare le sanzioni contro i soggetti che facilitano la disinformazione russa – una risposta coordinata alla “lista nera” predisposta da Mosca contro cittadini, giornalisti ed eurodeputati europei.

Le misure chiave del testo sono naturalmente quelle legate a una maggior azione normativa sul digitale. Si chiede una più rigorosa applicazione del Digital Services Act (Dsa) contro la disinformazione generata dall’IA, contro deepfake e pubblicità fraudolenta. L’obiettivo è garantire una maggiore trasparenza nei finanziamenti della politica e assicurare una sorta di protezione nelle infrastrutture elettorali. In tal senso, si propone anche la creazione di un “Centro europeo per la resilienza democratica” con reali capacità operative, dotato di un budget dedicato, parametri operativi chiari e una governance che coinvolga tutti gli Stati membri.

Nel documento emerge anche una forte spinta verso l’autonomia tecnologica europea – ridurre la dipendenza da Paesi terzi come la Cina è essenziale – nonché una specifica richiesta di finanziamenti strutturali e di lungo periodo per il settore dei media e dell’informazione – per garantire pluralismo e indipendenza – e, infine, la proposta di rafforzare i programmi europei di alfabetizzazione mediatica.

Sono tutti temi che si inseriscono in un quadro di massima urgenza, e che peraltro sono da tempo presenti – e rappresentati come altissima priorità – anche nelle conclusioni dei Consigli Europei. L’attenzione verso le minacce ibride è cresciuta costantemente dal febbraio 2022, da quando il presidente Putin scelleratamente ha aggredito militarmente l’Ucraina e, in parallelo, aggredito “ibridamente” tutta l’Europa con la propaganda del Cremlino.

A livello nazionale, il dossier è al centro dell’agenda parlamentare, in particolare al Senato dove la materia è stata oggetto di un affare assegnato alle Commissioni 3ª e 4ª, che ha già portato all’adozione di una specifica risoluzione. Un’iniziativa doverosa alla luce delle varie forme di condizionamento delle istituzioni e dell’opinione pubblica che vorrebbero destabilizzare o indebolire le democrazie europee. Nel quadro dell’affare assegnato sono stati auditi numerosi esperti, accademici, giornalisti, commissari europei e sono stati svolti anche diversi incontri interparlamentari. È importantissimo cooperare – tra gli Stati membri – su questo tema; ciò è emerso chiaramente anche dalle parole dell’Ambasciatore d’Irlanda, Elizabeth McCullough, audita questa settimana in Senato in occasione dell’inizio del semestre di Presidenza dell’Ue irlandese.

Proteggere le nostre democrazie, un passo in avanti in Ue. Scrive Terzi

Il voto della Commissione speciale del Parlamento europeo sullo Scudo democratico apre una nuova fase nella risposta europea a disinformazione, interferenze straniere e attacchi ibridi. Dal rafforzamento del Dsa al sostegno ai media, fino alla proposta di un Centro europeo per la resilienza democratica, il testo approvato punta a dotare l’Unione di strumenti più coordinati contro le pressioni esercitate da attori ostili. La riflessione di Giulio Terzi di Sant’Agata, senatore di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Politiche Ue di Palazzo Madama

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