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La sfida è a dir poco ambiziosa, ma nella sua carriera Elon Musk ha dimostrato di avere coraggio imprenditoriale. Mentre si attende una decisione sulla quotazione di Borsa di SpaceX, con una capitalizzazione record da 1.750 miliardi di dollari, il tycoon avrebbe dei piani industriali notevoli. E li avrebbe comunicati ai suoi investitori. Nel modulo di registrazione S-1 depositato alla Securities and Exchange Commission (SEC) per informare sulla situazione finanziaria e sui rischi prima dalla quotazione, tra le “sostanziali” spese annoverate in conto capitale figura anche “la produzione interna di Gpu”. A scriverlo è Reuters, che ha letto il documento. Neanche a dirlo, se SpaceX dovesse iniziare a produrre unità di elaborazione grafica, sarebbe un guanto di sfida a Nvidia, leader indiscussa del settore.

Tutto è ancora da decidere. Per il momento si parla di progetti non ufficializzati, di cui si parla a mezza bocca. Anzi, quelle dentro SpaceX rimangono cucite per evitare di lasciarsi sfuggire qualcosa. Ci sono però delle mosse che lasciano intendere che ci si sta muovendo. A inizio aprile, Musk ha siglato un accordo con Intel per la produzione di chip nel complesso industriale di Terafab, che dovrebbe sorgere a Austin, in Texas. Intel metterà sul piatto infrastrutture di fabbricazione e confezionamento dei processori su larga scala. Strumenti essenziali per la realizzazione del progetto. Musk ha spiegato che il piano si concentrerà sulla produzione di chop per data center spaziali, automobili, robot umanoidi. Tutto ciò che ruota attorno alla sua galassia. Tuttavia Musk non ha spiegato che tipo di chip per l’intelligenza artificiale vorrebbe realizzare.

Produrre Gpu non è un processo facile. Nvidia, che nel campo al momento non ha rivali e li utilizza per più funzioni, esternalizza la sua produzione al colosso taiwanese Tsmc. Probabilmente anche SpaceX dovrà pensare a una soluzione simile – e nel caso, pensare a chi affidarsi. “Non abbiamo contratti a lungo termine con molti dei nostri fornitori diretti di chip”, ammette l’azienda nel documento S-1. “Prevediamo di continuare ad approvvigionarci di una parte significativa del nostro hardware di calcolo da fornitori terzi e non vi è alcuna garanzia che saremo in grado di raggiungere i nostri obiettivi relativi a Terafab nei tempi previsti, o del tutto”. Come a dire: l’idea c’è, da vedere se è realizzabile. In caso di risposta affermativa, le gerarchie nel settore dell’IA potrebbero cambiare.

SpaceX sfida Nvidia? Musk e quella tentazione di produrre Gpu

Nei documenti di registrazione per la sua futura quotazione in Borsa, l’azienda spaziale ha inserito anche la realizzazione interna di unità di elaborazione grafica. Un mercato in cui la società di Jensen Huang vanta il predominio. Al momento è solo un’idea, da vedere quanto realizzabile. Nel caso, cambierebbe radicalmente le carte in gioco

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