La Relazione annuale dell’Intelligence italiana dedica un’intera sezione allo spazio, comprensiva di scenario simulato tramite intelligenza artificiale, confermando come il settore sia ormai inscindibile dalla sicurezza nazionale. Proiettando lo scenario al 2035, l’orbita bassa viene descritta come un’infrastruttura critica segmentata in aree di influenza, con una conflittualità sempre più pronunciata. Per l’Italia, le implicazioni sono numerose. Tutti i dettagli
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Cina, attore e minaccia. L’intelligence italiana spiega perché
La Cina è un attore centrale della competizione globale, capace di utilizzare strumenti ibridi, tecnologici ed economici per espandere la propria influenza. Il rapporto del comparto intelligence italiano analizza in particolare le strategie di influenza, la corsa alle tecnologie emergenti, l’uso delle materie prime critiche come leva geopolitica e le tensioni nel quadrante Indo-Pacifico
Allarme Balcani, droghe e armi verso l'Europa passano da lì
L’interesse dell’intelligence si è concentrato anche su quelle strutture criminali straniere (in particolare quelle cinesi, nigeriane, albanesi e montenegrine) che presentano modelli organizzativi flessibili, una spiccata vocazione internazionale integrata con le consorterie italiane. Per questa ragione la conclusione del report è che i traffici illeciti restano la primaria fonte di alimentazione degli affari gestiti dalla criminalità
Minaccia interna e terrorismo, cosa dice la relazione annuale dell’Intelligence
Nella Relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza 2026, i capitoli rispettivamente dedicati alla minaccia interna e alla minaccia terroristica offrono un’analisi puntuale di come l’ecosistema digitale stia incidendo sui processi di radicalizzazione e sulle dinamiche estremiste e di come questi si stiano muovendo all’interno della Repubblica
L’arco delle crisi, il Mediterraneo allargato secondo gli 007 di Roma
La Relazione annuale dell’intelligence italiana fotografa un Mediterraneo allargato attraversato da crisi interconnesse, dal Sahel al Levante fino al Golfo. L’escalation militare attorno all’Iran conferma e amplifica uno scenario in cui sicurezza energetica, rotte marittime e competizione tra potenze incidono direttamente sugli interessi strategici dell’Italia. Un quadro valutato dai servizi nel loro documento
Tecnologia, rotte migratorie e conflitto ibrido nella Relazione 2026 dei Servizi
La Relazione annuale 2026 sulla Politica dell’Informazione per la Sicurezza costruisce una lettura sistemica e un quadro interpretativo capace di analizzare con metodo e visione d’insieme le nuove leve geopolitiche globali, dalla tecnologia alle dinamiche migratorie irregolari, fino allo sviluppo della minaccia ibrida. Sciogliendo la complessità dei molti vettori di pressione strategica che minacciano l’integrità e la sicurezza della Repubblica
Green deal formato industria. L'intesa Italia-Francia per un'Europa più competitiva
Al Mimit il Forum italo-francese che rinsalda l’asse per una transizione meno miope e più attenta alla competitività europea, già messa a dura prova dalla concorrenza cinese. E così, mentre l’Italia punta a riscrivere le regole sulle emissioni delle aziende, Roma e Parigi chiedono a Bruxelles il massimo realismo possibile
L’Iran per la Cina. Qual è il calcolo strategico di Xi (che attende Trump a Pechino)
La crisi tra Stati Uniti, Israele e Iran riporta al centro lo Stretto di Hormuz e il nodo energetico del Golfo, mettendo alla prova il calcolo strategico di Pechino. Tra pressioni su Teheran, dipendenza dal Gnl qatariota e il vertice Trump-Xi alle porte, la Cina osserva, tutela i propri interessi e misura i costi della distrazione americana
Telecamere o cavalli di Troia? Gli strumenti dual use che allarmano le intelligence
La ricostruzione del Financial Times sull’uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei riporta all’attenzione un caso già noto: gli strumenti che si trovano per le strade sono davvero così sicuri? Nel caso di Teheran sono stati manomessi dopo l’installazione, ma quelle prodotte da aziende cinesi sotto accusa possono essere pensate per spiare la popolazione. Un avvertimento per tutti, soprattutto per l’Italia
Propaganda senza pubblico? Il declino dell'impero mediatico cinese in Africa
Pechino ha costruito in vent’anni un articolato sistema mediatico in Africa, investendo in studi, redazioni e volti locali. Ma il pubblico continua a preferire testate occidentali. Spingendo Pechino a cercare approcci alternativi
















