Skip to main content

Poteva essere solo un momento di panico, di sbandamento. Le banche russe vacillavano e allora era meglio togliere i soldi dai conti e infilarli nel materasso. E in effetti è successo proprio così, lo scorso anno, in Russia. Nel 2025, il deflusso di fondi dal settore bancario nazionale è ammontato a 12,8 miliardi di dollari. La cifra da cerchiare con il rosso è proprio quest’ultima. Di conseguenza, il deficit di liquidità strutturale negli istituti è aumentato a 14,7 miliardi di dollari, importo che riflette direttamente la perdita di fiducia dei depositanti nel sistema finanziario dell’ex Urss, schiacciato dalle sanzioni, nonostante l’innalzamento del prezzo del petrolio abbia certamente mitigato la situazione.

C’è di più. Dall’inizio del 2022, la disponibilità di contante in Russia è aumentata del 40%, con la crescita più significativa registrata tra luglio e settembre 2025. Questo vuol dire che c’è stata nei mesi scorsi un’impennata di prelievi allo sportello o ai bancomat. Si diceva dei 12,8 miliardi fuoriusciti nel corso del 2025. Ebbene, nulla rispetto a quanto successo a gennaio scorso. Quando, secondo le informazioni dell’Intelligence ucraina, i cittadini russi hanno prelevato oltre 19,7 miliardi di dollari da conti correnti e carte di credito, reinvestendone solo 5,8 miliardi in depositi. Il deflusso netto dal sistema bancario, dunque, è stato pari a 13,9 miliardi di dollari.

Attenzione, in un solo mese sono usciti più soldi di quanti ne siano stati portati via in tutto lo scorso anno. Certo, il record appartiene ancora al marzo 2022, quando, dopo l’invasione su vasta scala dell’Ucraina e l’imposizione di sanzioni, la popolazione ha prelevato 25,9 miliardi di dollari. Ma è un fatto che i russi stiano continuando a svuotare i conti correnti. Come si spiega? Solo scarsa fiducia nelle banche? Molto, sottolineano gli stessi 007 ucraini, dipende anche dalle aspettative inflazionistiche che si fanno sentire: le famiglie riducono i risparmi a favore dei consumi correnti, non credendo nella conservazione del potere d’acquisto dei depositi.

Parallelamente, si assiste a una rinascita del contante nella vita quotidiana. Dall’inizio del 2026, a un cittadino russo su due è stata offerta la possibilità di pagare in contanti beni o servizi, e a uno su tre è capitato più di una volta. Le conseguenze per il sistema bancario sono chiaramente negative. La riduzione della base dei depositi limita le risorse delle banche per l’erogazione di prestiti e aumenta la loro dipendenza dal rifinanziamento da parte della Banca centrale russa. Un bel problema.

Perché i russi svuotano sempre di più i conti correnti

Quello che appariva come un episodio isolato, alla fine si è dimostrato un problema strutturale. I risparmiatori dell’ex Urss, tra inflazione e poca fiducia negli istituti, preferiscono portare i loro i soldi altrove. Tanto che nel solo mese di gennaio sono ritirati più fondi che in tutto il 2025

Troika in allarme, il debito francese non è al sicuro

Non solo erario in affanno a Parigi, Macron ha anche un altro problema di tenuta dal momento che l’arrivo dell’ex ministra macroniana de Montchalin alla guida della Corte dei Conti sta sollevando non pochi interrogativi su potenziali conflitti di interesse, oltre che sull’indipendenza dell’istituzione.

Cosa è successo alla seconda udienza del processo a Maduro

L’ex leader del regime venezuelano e la moglie sono stati di nuovo davanti al giudice del Tribunale di New York per rispondere alle accuse di narcotraffico e possesso di armi, tra altri reati. La seduta si è centrata sul blocco del finanziamento per pagare la difesa

Deputati della Duma a New York. Prove di distensione tra Usa e Russia

Nonostante le sanzioni siano ancora attive, è in programma la visita di una delegazione parlamentare russa in territorio americano. A guidare il gruppo di cinque persone sarà il deputato Vyacheslav Nikonov

Così l’Italia rafforza il patto di sicurezza con gli Emirati Arabi Uniti

Il ddl rafforza la cooperazione difensiva Italia-Uae oltre l’economia. Cirielli parla di “dovere strategico” per tutelare cittadini, imprese e stabilità regionale. Ampio sì alla Camera, ma con cautele politiche su diritti e equilibri nel Golfo. Ora tocca al Senato

Fenomenologia di Tajani e mutazione genetica di Forza Italia. L'opinione di D'Anna

C’è soprattutto il partito fondato da Silvio Berlusconi nell’occhio del ciclone del dopo referendum che sta scuotendo la maggioranza di governo. Le dimissioni del capogruppo al Senato Gasparri, sostituito da Stefania Craxi, non hanno placato l’impietosa autoanalisi avviata dopo la sconfitta della netta bocciatura della riforma della giustizia. L’analisi di Gianfranco D’Anna

A Hormuz Madrid corre (ancora) da sola. Il commento di Caffio

Forte di un’economia in crescita e di buone relazioni coi Paesi del Golfo, la Spagna dialoga ora con l’Iran ottenendo ad Hormuz sicurezza di transito per mercantili di bandiera. Il governo Sanchez accentua quindi la posizione neutralista del Paese, dopo la mancata partecipazione alla missione Ue in Mar Rosso. Antiche le radici della diversità spagnola, a volte in chiave antistatunitense ed antisionista, che ora sembra essere di supporto ad ambizioni geopolitiche che incrinano il fronte occidentale

La trappola ibrida di Mosca parte da Telegram. Il caso della "Repubblica Popolare" di Narva

Tra guerra ibrida e percezione, il fenomeno della “Repubblica Popolare di Narva” rappresenta uno spunto che non si può ignorare per riflettere sui rischi legati alla guerra ibrida. Che potrebbe rapidamente assumere toni più convenzionali

Il nuovo corso Nato tra deterrenza, spesa e sostegno a Kyiv

Il rapporto annuale della Nato fotografa un’Alleanza sempre più orientata a trasformare la pressione geopolitica in una strategia stabile, con deterrenza verso la Russia, sostegno all’Ucraina, più investimenti e rilancio dell’industria della difesa. La sicurezza viene letta come un sistema che unisce capacità militari, resilienza civile e tenuta produttiva, con l’obiettivo di rendere più solida la risposta occidentale

Non è mai troppo presto! Educare al digitale dalla culla all'età adulta

Nuovo appuntamento di Fondazione Pensiero Solido di Antonio Palmieri il 30 marzo con l’obiettivo di costruire un approccio più maturo e generativo al digitale, capace di sostenere le nuove generazioni e di rinnovare la responsabilità degli adulti. Ecco chi ci sarà

×

Iscriviti alla newsletter