Skip to main content

Secondo Brian Katulis, senior fellow del Middle East Institute ed esperto di politica estera e sicurezza nazionale degli Stati Uniti, questo scontro pubblico tra la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il presidente statunitense, Donald Trump, non giova agli interessi dei rispettivi Paesi, che richiederebbero una stretta collaborazione per competere con attori globali come la Cina e per difendersi dalle minacce poste a Stati Uniti e Italia da nazioni quali Russia e Iran.

Che cosa ha sbagliato, se ha sbagliato qualcosa, Donald Trump nella gestione di questa vicenda?

Il presidente Trump sta attraversando quella che probabilmente è la fase di maggiore debolezza dei suoi due mandati presidenziali. La questione iraniana e le sue ripercussioni, compresi gli effetti sull’inflazione, hanno contribuito a far scendere il suo consenso interno a livelli molto bassi. Trump ricorre spesso a dichiarazioni dai toni incendiari e offensivi per spostare l’attenzione dalle proprie vulnerabilità politiche e tende inoltre a prendere di mira più frequentemente le donne rispetto agli uomini.

Questo comportamento si manifesta regolarmente nei confronti di giornalisti e figure politiche statunitensi, ma talvolta coinvolge anche leader stranieri, che vengono pubblicamente sminuiti o attaccati. Alla base di queste esternazioni vedo un leader che oggi appare più debole e sotto pressione che in altri momenti della sua carriera politica.

Come valuta la reazione di Giorgia Meloni e, più in generale, la sua strategia politica e diplomatica?

La scelta di Giorgia Meloni di rispondere direttamente dimostra che possiede una personalità forte ed è una leader orgogliosa. In passato aveva ricevuto critiche, soprattutto in alcuni ambienti politici italiani, per essersi mostrata eccessivamente allineata a Trump durante il primo anno del suo nuovo mandato. Negli ultimi mesi, tuttavia, ha progressivamente corretto quella percezione.

Meloni ha inoltre mostrato una notevole capacità nel definire la strategia geopolitica dell’Italia in Asia, Medio Oriente ed Europa, valorizzando i punti di forza naturali del Paese. In questo caso specifico, di fronte a un tentativo percepito di sminuirla pubblicamente, aveva tutto l’interesse a replicare. Molti leader scelgono di ignorare Trump quando utilizza questi toni, ma il presidente americano è profondamente impopolare in Italia, una situazione aggravata ulteriormente dalla crisi con l’Iran. Meloni ha probabilmente ritenuto che una risposta ferma fosse politicamente e strategicamente vantaggiosa.

Quale impatto potrebbe avere questa disputa sulle relazioni tra Italia e Stati Uniti nel breve, medio e lungo periodo?

La conseguenza principale è che questa vicenda rischia di distogliere l’attenzione dal lavoro molto più importante che Italia e Stati Uniti potrebbero svolgere insieme per rafforzare la propria posizione nel contesto internazionale.

Gli interessi e i valori condivisi dai due Paesi, soprattutto in una fase caratterizzata da forti incertezze geopolitiche e geoeconomiche, sono molto più rilevanti di una controversia dai toni personali. La scelta più saggia per entrambe le parti sarebbe quella di intensificare la cooperazione nei settori della sicurezza, dell’economia e dell’energia, a beneficio reciproco.

Mi auguro che nei prossimi giorni prevalga la razionalità, perché Italia e Stati Uniti hanno davanti a sé un’agenda comune molto più importante di questa polemica.

Queste dinamiche potrebbero influenzare il clima e gli esiti del prossimo vertice Nato?

Ritengo improbabile che questa disputa personale possa distogliere l’attenzione dall’importante lavoro che dovrà essere svolto durante il prossimo vertice Nato. Sarebbe poco razionale permettere che una controversia di questo tipo produca conseguenze più ampie rispetto a quelle già viste.

A mio avviso, Trump ha rilasciato queste dichiarazioni perché è consapevole di trovarsi in una fase di debolezza politica e cerca di spostare l’attenzione dai propri errori. È una modalità comunicativa che ha utilizzato molte volte in passato.

Prima Italia e Stati Uniti riusciranno a riportare il confronto sulle questioni strategiche realmente importanti, meglio sarà per entrambi. Mi riferisco alla minaccia rappresentata dalla Russia per l’Ucraina e per il resto dell’Europa, alle conseguenze economiche globali dei conflitti in corso, all’instabilità del Medio Oriente e alla continua ascesa della Cina come principale concorrente strategico per entrambe le sponde dell’Atlantico. Questi sono i temi che dovrebbero dominare l’agenda comune nei prossimi mesi.

Mosca e Pechino saranno felici. Katulis legge la polemica Trump-Meloni

Per Brian Katulis, senior fellow del Middle East Institute ed esperto di politica estera e sicurezza nazionale degli Stati Uniti, “è probabile che i vertici di Mosca e Pechino accolgano con favore questa disputa tra i leader di due importanti democrazie, lieti di vedere due Paesi divisi e distratti”. Ecco il vulnus strategico dello scontro pubblico Trump-Meloni

Crisi d’identità e opportunità strategica. Quale futuro per l'Europa

Mentre il sistema internazionale entra in una nuova fase di competizione tra potenze, autocrazie e grandi attori tecnologici, l’Europa si confronta con i propri limiti strutturali ma anche con un’opportunità storica. La trasformazione innescata dall’intelligenza artificiale e il progressivo ridimensionamento della leadership americana potrebbero spingere l’Unione Europea a completare il percorso verso una maggiore integrazione strategica, industriale e politica

Altro che battibecco, dietro lo scontro tra Trump e Meloni ci sono i cacciamine. L'opinione di Luttwak

Nuovo attacco di Trump a Meloni, che secondo Luttwak cela il mancato supporto nella guerra contro l’Iran. L’esperto statunitense spiega che il nodo non sono le foto o i tweet, ma la richiesta dei due cacciamine Crotone e Rimini che però si trovano già a Gibuti, e fanno rotta sullo stretto di Hormuz

Meloni getti acqua sul fuoco americano. La versione di Sisci

In politica non c’è chi ha ragione o torto in termini morali, come già 500 anni fa avvertiva Machiavelli. Ma non è manco pura immoralità, barbarie. Sono una chimica quasi magica di equilibri delicati. L’attuale polemica tra la premier italiana Giorgia Meloni e il suo partner straniero di gran lunga più importante, il presidente americano Donald Trump, è proprio questo…

Il delitto nell'era delle piattaforme. Il successo del true crime secondo Boccia Artieri

Di Giovanni Boccia Artieri

Il confine tra informazione, intrattenimento e partecipazione si fa sempre più poroso. E insieme cambia la natura stessa dell’opinione pubblica. Dietro il successo della cronaca nera c’è la richiesta di non essere semplici spettatori delle decisioni prese dall’alto. Il problema nasce quando la partecipazione si trasforma in una continua delegittimazione di qualsiasi forma di competenza o mediazione. L’analisi di Giovanni Boccia Artieri, professore di Sociologia della comunicazione e dei media digitali all’Università di Urbino Carlo Bo

Techno Polis - Le facili sirene della sovranità tecnologica. Come preservare un approccio razionale al tema della dipendenza

La decisione Usa di limitare l’accesso a modelli AI avanzati di Anthropic ha evidenziato la vulnerabilità europea nella competizione tecnologica. Il ritardo dell’Europa, ricorda Stefano da Empoli, dipende però soprattutto da ostacoli interni. Ecco quali e come superarli

America Latina, la nuova frontiera della transizione verde. Opportunità strategica per l’Italia

Di Lorenzo Tordelli

Lorenzo Tordelli, esperto di America Latina e responsabile cooperazione Ue, spiega che la transizione verde latinoamericana non è soltanto una priorità ambientale. È un processo di modernizzazione economica che mobiliterà investimenti, tecnologie e nuove competenze per le prossime decadi

Lo sharp power di Cina e Russia è la sfida al futuro delle democrazie. Parla Walker (Cepa)

Cina e Russia utilizzano strumenti di sharp power, influenza economica e pressione indiretta per condizionare le democrazie occidentali. Il rischio maggiore è l’autocensura: società libere che finiscono per limitare autonomamente le proprie scelte e il proprio dibattito pubblico. Per Walker (Cepa) “attraverso questa forma di manipolazione, la società presa di mira finisce per svolgere da sola il lavoro della censura o dell’acquiescenza”

Sfida a Starmer. Perché il sindaco di Manchester accelera su Downing street

Altra destabilizzazione a Londra, con il cambio di cavallo ormai alle porte. Le suppletive però sono uno spartiacque anche per le opposizioni. I Tories sono euforici, perché per la prima volta in mezzo secolo hanno vinto un’elezione suppletiva in Scozia, strappando Aberdeen South al Partito Nazionale Scozzese e regalando a Badenoch uno dei successi più significativi della sua carriera come leader del partito

Tutti i nodi da sciogliere per il ritorno in politica dei cattolici. Il commento di Salzano

Di Gennaro Salzano

Nell’ipotesi di un nuovo centro che si sta delineando, siano presenti i cattolici in modo organizzato, consapevoli però della loro alterità e della loro originalità, ritrovando la dignità delle proprie ragioni e della propria missione nel mondo

×

Iscriviti alla newsletter