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“La diaspora e la business community italiana nel mondo non stanno in una qualche forze delle cose, ma nella nostra capacità di assumerle come progetto politico, come invito al thinking in action”.

Queste parole (1995) di Piero Bassetti, che da anni suggerisce di rivolgere l’attenzione agli “italici” (una comunità che include oltre gli italiani all’estero, anche gli italofoni e gli italofili), riassumono e descrivono il contesto del caso di studio che qui si propone, ovvero i Toscani nel mondo e la loro partecipazione alla vita politica, sociale ed economica della regione di partenza / origine. Non è casuale la citazione scelta quale chiave di lettura della presenza italiana (meglio, toscana) all’estero.

Infatti, il suo autore è stato il primo Presidente di Regione Lombardia e, tra i vari incarichi ricoperti, alla guida delle Camere di Commercio italiane all’estero.

Un altro autorevole ex Presidente di regione, Luca Zaia, in un suo contributo molto più ampio pubblicato (il 5 gennaio 2026) su Il Foglio, ha sottolineato che “dal Brasile all’Argentina, dagli Stati Uniti all’Australia, o al Venezuela (…) al centro delle cronache, esiste un’Italia diffusa che continua a riconoscersi” nella Madrepatria.

Aggiungendo che “quello degli italiani all’estero (…) è un network che è punto di forza unico in un contesto globale”.

Secondo il rapporto “Italiani nel mondo 2025” della Fondazione Migrantes, presentato anche a Firenze il 18 dicembre 2025, sono oltre 241mila i Toscani residenti all’estero. Ovviamente, a questi vanno aggiunti gli oriundi.

La Toscana non è tra le aree del Paese con più corregionali nel mondo, ma è tra quelle più avanzate nell’adozione di strategie volte a mantenere una connessione (a sviluppare relazioni) con i propri cittadini all’estero, le loro famiglie, i discendenti e le loro comunità, così come previsto da una legge regionale approvata nel 2009 a cui si deve pure l’istituzione del “Consiglio dei Toscani nel mondo”.

Peraltro, a questi è dedicata una giornata annuale, che rappresenta un’occasione di conoscenza e confronto con le istituzioni e la popolazione locale toscane.

In proposito, va messo in luce il sostegno (tra “cultura, radici e sviluppo condiviso”) e il supporto (in termini di allocazione di risorse) del Presidente Eugenio Giani e della sua Giunta, anche in favore dell’associazionismo (e dei rispettivi progetti socioculturali) nei vari continenti e delle attività di ricerca sulla (vecchia e nuova) mobilità italiana con riguardo specifico ad una regione (appunto, la Toscana) che dentro i suoi confini ospita due musei dell’emigrazione (presso il Castello di Lusuolo e quello intitolato a Paolo Cresci).

Inoltre, l’associazionismo toscano, protagonista e principale destinatario degli interventi regionali, si distingue – richiamando l’analisi di Delfina Licata, sociologa della Fondazione Migrantes – per aver precorso i tempi, dimostrando capacità di leggere i cambiamenti. Ad esempio, “l’associazione dei Lucchesi (…) ha visto per prima l’importanza del turismo di ritorno (…) l’aspetto della cura profonda dell’intergenerazionalità”.

Sono paradigmatiche di questo “approccio” alcune progettualità finanziate di recente da Regione Toscana, che coinvolgono anche comunità universitarie del territorio. Così: l’Università di Pisa, in collaborazione con la Fondazione Paolo Cresci e la Fondazione Migrantes, analizzerà i nuovi flussi migratori toscani verso l’Europa; l’associazione ex allievi della Scuola Sant’Anna di Pisa si concentrerà sulla comunità toscana di Bruxelles.

La diffusione della cultura toscana nel mondo è naturalmente una priorità, come nel caso del progetto “Volver”, un corso online (creato dall’Unione dei Comuni della Garfagnana) gratuito dedicato alla storia e cultura toscana e rivolto alla comunità toscane in Sudamerica; oppure, dei concerti e delle conferenze in Argentina e Brasile mediante cui l’associazione Lucchesi nel mondo ha portato in quei Paesi la tradizione lirica toscana.

A tali “strumenti” di proiezione internazionale della Toscana si aggiungono iniziative altrettanto significative come quelle che promuovono il turismo delle radici (si veda il Comune di Bagnone), soprattutto la lingua italiana (il corso online progettato dall’Università per Stranieri di Siena).

A questo breve elenco non esaustivo di attività possono ascriversi anche le Borse di studio “Mario Olla” – così nominate in onore del fondatore della Consulta regionale per l’emigrazione toscana – che puntano a realizzare azioni di formazione professionale, imprenditoriale, culturale e linguistica per giovani di origine toscana, favorendo in questo modo il recupero e la diffusione della memoria storica dell’emigrazione toscana nel mondo con riferimento ad un target che (probabilmente) avverte in maniera diversa dai propri familiari il legame con le terre di provenienza.

Nondimeno importante, per il contributo che dà all’ascolto e all’interazione con la diaspora, prima ancora al sentimento di identità e di appartenenza dei componenti di quest’ultima, è la redazione, la produzione e la gestione di contenuti informativi.

Può essere assunto a modello “Toscana chiama Londra”, racconto multimediale delle storie dei toscani nel Regno Unito promosso dalla Fondazione Paolo Cresci con il partner operativo London One Radio – la prima e unica radio nazionale ufficiale italiana nel Regno Unito, fondata da Philip Baglini Olland che, nato a Pietrasanta, è stato insignito nel 2025 del titolo di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia.

Per quanto tratteggiato, l’esempio virtuoso dell’ecosistema toscano di valorizzazione e coinvolgimento delle comunità di propri cittadini e proprie cittadine, e dei loro discendenti, che risiedono permanentemente (o soggiornano temporaneamente all’estero), come opportunità di sviluppo a tutto tondo in primis per il territorio regionale e di promozione delle sue eccellenze nel mondo, conferma il valore e il ruolo del progettare e consolidare reti di contatti, canali di comunicazione, al pari di occasioni e luoghi di incontro, di scambio di idee e di sperimentazione.

Nella constatazione – almeno per noi, come askanews, quotidiana nella realizzazione di notiziari per gli italiani nel mondo – che esse – prendendo in prestito le parole del già menzionato Rapporto Italiani nel Mondo 2025 – non sono “altro da noi”, sono sempre “parte costitutiva, viva e attiva, dell’unica e sola Italia”.

Toscani nel mondo, Thinking in action

Di Gianni Todini e Francesco Nicotri

La Toscana considera la propria diaspora una risorsa strategica e investe in politiche strutturate per mantenerne il legame. Attraverso associazionismo, ricerca, cultura, turismo delle radici e formazione, la regione valorizza i Toscani nel mondo come parte attiva dello sviluppo e della proiezione internazionale del territorio. L’opinione di Todini e Nicotri

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