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Il sostegno iraniano agli Houthi avrebbe assunto una dimensione sempre più direttamente operativa, andando più a fondo dei trasferimenti di sistemi d’arma, componenti e know-how, ma anche di informazioni di intelligence e di assistenza nell’individuazione degli obiettivi da colpire con missili e droni. È quanto ricostruisce il Wall Street Journal, che sottolinea come l’assistenza iraniana comprenderebbe addestramento, intelligence, indicazioni tattiche e supporto al targeting. Insomma, un insieme di capacità che avrebbe contribuito a rendere più sofisticata l’attuale campagna militare degli Houthi, sia all’interno dello Yemen sia contro obiettivi sauditi. Il gruppo ha colpito negli ultimi giorni aeroporti, infrastrutture energetiche e altri obiettivi nel Regno, mentre la pressione militare si è accompagnata a nuove avanzate sul terreno.

È quest’ultimo elemento a rendere particolarmente significativa la ricostruzione del Journal. Il rapporto tra Teheran e gli Houthi è da tempo uno degli assi della proiezione iraniana nella Penisola arabica, ma la disponibilità di informazioni necessarie a selezionare e ingaggiare gli obiettivi rappresenta un livello di cooperazione diverso rispetto alla sola fornitura di armamenti. Se il quadro delineato dalle intelligence saudita e yemenita fosse confermato nella sua interezza, l’Iran emergerebbe non soltanto come abilitatore materiale delle capacità Houthi, ma come moltiplicatore della loro efficacia operativa.

Ciò non significa, tuttavia, ridurre gli Houthi a una semplice estensione gerarchica di Teheran. Il movimento yemenita conserva una propria agenda politica, territoriale e militare e negli anni ha sviluppato capacità autonome. È proprio la combinazione tra autonomia locale e sostegno esterno a rendere il rapporto con l’Iran particolarmente efficace: Teheran può amplificare le capacità di un attore radicato sul territorio senza assumersi necessariamente la responsabilità politica e militare diretta delle sue operazioni. Una configurazione che resta coerente con la logica più ampia attraverso cui l’Iran ha costruito la propria rete regionale di partner armati.

Il terreno sul quale questa cooperazione assume oggi maggiore rilevanza è il Bab el-Mandeb. Il Wall Street Journal sottolinea come le recenti avanzate abbiano portato gli Houthi a controllare la costa yemenita affacciata sullo stretto, passaggio essenziale tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden e uno dei principali chokepoint del commercio mondiale. Reuters aveva già riferito all’inizio di ottobre dei preparativi sauditi per un’offensiva volta proprio a ridimensionare il controllo Houthi lungo questo corridoio, con forze yemenite sostenute da raid e intelligence di Riad.

Gli Houthi hanno dimostrato di poter trasferire la competizione direttamente sul territorio saudita, colpendo infrastrutture la cui rilevanza è insieme economica e politica. Gli attacchi contro gli aeroporti sauditi e quello contro una struttura di Saudi Aramco a Dhahran hanno nuovamente mostrato quanto sia difficile proteggere simultaneamente una rete di obiettivi distribuita su un territorio vastissimo da minacce relativamente economiche e impiegabili in numero elevato.

Per Riad la sfida è dunque duplice. Sul piano militare, occorre impedire agli Houthi di consolidare una capacità di interdizione permanente sul Mar Rosso e di mantenere una pressione missilistica e attraverso droni contro il territorio saudita. Sul piano strategico, invece, la questione riguarda direttamente la sicurezza delle infrastrutture energetiche, dei collegamenti internazionali e, più in generale, l’immagine di stabilità sulla quale Mohammed bin Salman ha costruito una parte consistente della trasformazione economica del Regno.

La ricostruzione del Wall Street Journal aggiunge a questo quadro una variabile decisiva. Il valore dell’assistenza iraniana non risiederebbe soltanto nella quantità di armi trasferite agli Houthi, ma nella capacità di aumentarne precisione, consapevolezza situazionale e selezione degli obiettivi.

Intelligence e targeting, così l’Iran sostiene gli Houthi. La ricostruzione del Wsj

Secondo il Wall Street Journal, Teheran starebbe fornendo agli Houthi intelligence, assistenza al targeting, addestramento e indicazioni tattiche per gli attacchi contro l’Arabia Saudita. Un sostegno che contribuisce a spiegare il salto operativo del movimento yemenita e accresce il peso strategico del fronte del Mar Rosso

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