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“Questo ddl prevede unicamente la prevenzione, non è una legge repressiva, non prevede reati e pene. E il fatto che possa venire approvato solo con i voti del centrodestra per molti di noi diventerà un trauma”. È amareggiato Emanuele Fiano, già deputato del Partito democratico, quando Formiche.net gli sottopone il quesito sul voto contrario del Pd al ddl antisemitismo. Come se la difesa di Israele fosse un ricordo lontano ai tempi del Lingotto. “L’antisemitismo è in aumento, è un fenomeno che esiste, che è cresciuto e sul quale bisogna compiere azioni preventive”. E al Movimento 5 Stelle ricorda che…

Perché il ddl antisemitismo sta creando tanto scompiglio?

Perché il Pd fraintende il suo funzionamento e pensa che questo strumento serva a chiudere la bocca a chi vuole criticare lo Stato di Israele, il suo presidente, il suo primo ministro, il suo esercito e quindi che diventi uno strumento di censura. Questa è la ragione che viene addotta per opporsi a tale azione di legge, ma ovviamente io penso che questo non sia affatto vero. Non è così che funziona questo strumento.

Alcuni commenti tra le fila dell’estrema sinistra sostengono che non c’è ragione “per tutelare gli ebrei con una legge speciale”. Il Pd si sta adeguando alle ali estreme? E soprattutto, qual è il rischio che passi questa giustificazione?

Non so perché dicano questo. Anche nel Pd sanno che in tre anni gli episodi di antisemitismo nel nostro Paese si sono quadruplicati: è dunque frutto di ignoranza questa posizione, se è questo il motivo per cui loro non vogliono votare il provvedimento. Devo dire che Pd non ha mai sostenuto che l’antisemitismo non ci sia, benché l’opinione dei partiti che mi ha citato lei penso che sia frutto di ignoranza.

Si corre il rischio che l’attuale centrosinistra italiano, nelle sue diverse componenti, diventi distante dai valori occidentali che hanno caratterizzato anche lo stesso centrosinistra italiano dal Lingotto in poi?

Non c’è solo il tema in questione, ma penso per esempio alla posizione dei 5 Stelle contraria all’invio di armi all’Ucraina. Non so dirle se è contraria ai valori occidentali, sicuramente è una posizione in questo momento diversa e contraria alla posizione prevalente dei Paesi europei. Non allargherei il discorso all’Occidente perché ad esempio Trump, presidente degli Stati Uniti, non era favorevole a dare armi all’Ucraina. Per cui osservo che quella citata è senza dubbio una posizione difforme da quella dell’Europa e quindi anche di altri partiti fratelli del Pd. Il Pd per adesso su questa linea ha tenuto. Siamo alleati, in vista delle prossime elezioni politiche, con un partito che ha una posizione per me non accettabile sull’Ucraina.

Dalle nostre colonne ieri il suo collega Bazoli ha detto proprio questo, che è un tema su cui non ci potrà essere nessun tipo di trattativa. Dunque quale scenario si potrebbe aprire?

Ma io credo che una soluzione verrà trovata, perché i sistemi a leggi elettorali maggioritarie alla fine l’accordo dentro uno dei due campi lo fanno. D’altra parte devo dirle, come ribadito ieri anche la segretaria del Pd Schlein, che questo punto dipende da come ci si vuol sedere al tavolo. Cioè non è che uno vale uno, come nell’antica ideologia del Movimento 5 Stelle, bensì si avrà una prevalenza molto importante da un punto di vista della dimensione. Su questo valore non intende scendere a compromessi e sarà bene che gli alleati politici capiscano. Aggiungo inoltre che non si capisce quella scelta: dire che l’invio di armi non aiuta la continuazione della guerra senza individuare invece delle responsabilità nella Russia per la continuazione della guerra è un modo di guardare a quella guerra totalmente miope.

Quali conseguenze sociali ci potrebbero essere anche a livello di immagine, dopo l’incidente sul ddl?

Il provvedimento verrà approvato comunque, perché è promosso dal centro destra e verrà votato da tutta la maggioranza di governo. Ma per molti che la pensano come me questo rappresenterebbe una ferita. Il voto contrario del Partito democratico non rimargina e questo voto contrario, a livello sociale, purtroppo rischia soprattutto negli elettori di sinistra di smentire l’ipotesi che l’antisemitismo ci sia e che sia in aumento come tutte le forme di discriminazione e di razzismo: è un fenomeno che esiste, che è cresciuto e sul quale bisogna compiere azioni preventive. Ricordiamoci appunto che questo ddl prevede unicamente la prevenzione, non è una legge repressiva, non prevede reati e pene. E il fatto che possa venire approvato solo con i voti del centrodestra per molti di noi diventerà un trauma.

Una ferita. L'amarezza di Fiano sul silenzio Pd al ddl antisemitismo

“Anche nel Pd sanno che in tre anni gli episodi di antisemitismo nel nostro Paese si sono quadruplicati. Il provvedimento verrà approvato comunque, perché è promosso dal centrodestra e verrà votato da tutta la maggioranza di governo. Ma per molti che la pensano come me questo rappresenterebbe una ferita”. Conversazione con Emanuele Fiano, già deputato del Partito democratico

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