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Italia Africa Business Week. Ovvero 9 edizioni, 2500 aziende, 190 partnership: sono i numeri della settegiorni che alla Farnesina mette in gioco il futuro delle relazioni italoafricane. Non una semplice settimana di incontri, ma veri e propri focus tematici per capire e capirsi, intrecciare esigenze e professionalità, rafforzare i programmi già in atto e programmare nuove iniziative. Il tutto nella consapevolezza che la novità geopolitica rappresentata del Piano Mattei ideato dal governo Meloni ha rotto gli schemi del passato, per offrire (anche ai player esterni) una rinnovata occasione di crescita e cooperazione.

Attori in campo e crescita

Punto di partenza sono i ponti di conoscenza. L’Italia Africa Business Week, promossa da Maeci, Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo e OIM unmigration, parte da questa consapevolezza, con uno spunto chiaramente legato ad uno step in più: la piattaforma IABW non è più una scommessa, ma una consuetudine tra l’Italia e i 50 paesi che compongono il continente africano che spazia tra temi assolutamente strategici come l’acqua, l’agricoltura, la formazione, le pmi, le energie rinnovabili, le infrastrutture. Ovvero le iniziative Fao legate al Piano Mattei, come quelle puntate sul caffè al momento destinate a cinque paesi ma già proiettate su altri, al fine di favorire uno sviluppo sostenibile tramite il gancio positivo con soggetti privati. IABW si erge dunque a spazio privilegiato e determinante per sviluppare idee, far conoscere soggetti e istituzioni, mettere in campo investimenti assieme alle istituzioni internazionali che rappresentano un meccanismo centrale nella politica estera italiana.

La doppia traccia di Cirielli

Green city e caffè, dunque, sono i due indirizzi sottolineati dal viceministri agli esteri Edmondo Cirielli, che ha aperto la conferenza. Le nuove città, ha spiegato, possono essere il sunto pragmatico di una nuova narrazione delle relazioni Italia-Africa con la vicinanza ai bisogni primari dei cittadini. Passaggio che “nasce” anche dalle lunghissime interlocuzioni con paesi chiave, come l’Etiopia dove non a caso si è recentemente svolto il secondo vertice Italia-Africa a cui hanno partecipato il premier Giorgia Meloni accompagnata dallo stesso viceministro. “L’Africa è il continente del futuro – ha osservato – e noi siamo stati capaci di avere empatia con i popoli africano. Per noi essere il paese che si sta più impegnando in tal senso è motivo di orgoglio. Senza dimenticare che l’Ue ha già messo al centro delle sue iniziative il Piano Mattei. Siamo riusciti ad attirare l’attenzione sull’idea del futuro africano e siamo convinti che i governi africani sono pronti a questa sfida – ha aggiunto – abbiamo messo a sistema tutte le agenzie italiane, come Sace e Cassa Depositi e Prestiti, digitalizzando e innovando”. Il tutto con due rivendicazioni: essere diventati il quarto esportatore e aver inserito nel nuovo piano dell’export italiano il continente africano, perché presenta una molteplicità di aspetti e di potenzialità.

L’intreccio con le eccellenze italiane: l’agricoltura

Il Ciam di Bari prima del Piano Mattei riceveva finanziamenti per 20 milioni, oggi ne riceve dieci volte tanto: parte dal mondo agricolo ma si estende anche ad altri settori. Si tratta di una organizzazione internazionale che ha un’impronta molto italiana, perché va al sodo dei dossier e si tiene lontana da obiettivi secondari. Bonifiche Ferrarersi inoltre è la dimostrazione secondo Cirielli di come un grande gruppo privato sia utile e strategico per il corretto svolgimento del Piano Mattei.

“Questo governo ha alla base della sua ispirazione politica una visione, che dimostra la bontà della nascita del piano Mattei, Meloni in questo senso è stata visionaria, perché ha capito cosa diventerà l’Africa nei prossimi 20 anni”. Per cui il ruolo italiano si basa da un lato sul suo tessuto connettivo tarato su stabilità e pragmatismo, dall’altro sulla competenza italiana in tematiche che da empre nete sue come acqua, agricoltura, formazione.

Italia Africa Business Week, così l'Italia consolida il Piano Mattei

Green city e caffè sono i due indirizzi sottolineati dal viceministro agli Esteri Edmondo Cirielli, che ha aperto la conferenza. Le nuove città, ha spiegato, possono essere il sunto pragmatico di una nuova narrazione delle relazioni Italia-Africa con la vicinanza ai bisogni primari dei cittadini. Passaggio che “nasce” anche dalle lunghissime interlocuzioni con Paesi chiave, come l’Etiopia dove non a caso si è svolto il secondo vertice Italia-Africa a cui ha partecipato il premier Giorgia Meloni accompagnata dal viceministro

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