Skip to main content

La svolta, allora, fu epocale. Sei anni fa la Cina apriva al mondo il suo mercato del risparmio, spalancando le porte ai grandi gestori patrimoniali d’Occidente. L’operazione fu strombazzata a dovere dallo stesso governo, segno di una progressiva liberalizzazione del sistema economico cinese. Da quel momento di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia. Giganti del risparmio come BlackRock, Fidelity, Neuberger, Allianz, AllianceBernstein e Schroders, tanto per citarne alcuni, hanno costituito società di fondi comuni, affrettandosi nell’accaparrarsi cospicue fette di patrimonio privato. Tutto bello, tutto giusto, la vittoria del libero mercato su decenni di statalismo e di controllo asfissiante del partito sull’economia.

Nemmeno per sogno, le cose sono andate diversamente. E molto. A sei anni dall’apertura del mercato cinese dei fondi comuni, il bilancio per i grandi asset manager internazionali resta infatti molto distante dalle aspettative. Tanto che le società globali che hanno scelto di operare autonomamente in Cina hanno conquistato appena lo 0,1% del mercato locale. Praticamente nulla.

Secondo i dati di Z-Ben Advisors, citati dal Financial Times, gli operatori occidentali hanno investito complessivamente circa 800 milioni di dollari, ma ad oggi sono riusciti ad attrarre solo 34 miliardi di yuan, pari a circa 5 miliardi di dollari. E questo a fronte di asset complessivi per 36.500 miliardi di yuan. Una quota minima, che mostra quanto sia complesso per le istituzioni finanziarie straniere trasformare l’apertura regolamentare decisa da Pechino in una presenza significativa sul mercato.

Il caso di Schroders è uno degli esempi più evidenti delle difficoltà incontrate. Tanto che il gestore sarebbe addirittura in uscita dall’attività nei fondi comuni nella Cina continentale. E si parla di un asset management che a livello globale gestisce circa mille miliardi di dollari. Non è finita. Un altro caso è quello di JPMorgan, ma anche di Manulife e Morgan Stanley, che hanno accumulato complessivamente circa 373 miliardi di yuan di masse in gestione, pari a circa l’1% del mercato totale. Insomma, la Cina ha aperto il mercato. Ma solo a parole. D’altronde, cosa ci si può aspettare da un Paese dove, dati dell’Ocse, tra il 2005 e il 2024 le imprese cinesi dei grandi settori manifatturieri hanno ricevuto, in media, sostegni pubblici da tre a otto volte superiori rispetto alle aziende basate negli stessi Paesi Ocse?

Quel gran bluff cinese sul libero mercato

Nel 2020 il mondo rimase stupito dall’improvvisa apertura ai gestori occidentali del mercato cinese del risparmio. Ma era solo una finta. E infatti oggi i principali asset management hanno raccolto solo lo 0,1% dell’intero bacino finanziario privato

Usa vs Europa, due idee diverse di come si governa l’Intelligenza artificiale. L'analisi di Mele

L’Executive Order segna una scelta politica netta: per Washington l’AI non è solo mercato o rischio, ma leva di potenza strategica. A differenza dell’Ue, che privilegia una regolazione preventiva del rischio, gli Usa puntano su sicurezza, cooperazione con l’industria e primato tecnologico senza vincoli ex ante allo sviluppo. L’analisi di Stefano Mele, partner dello studio legale Gianni & Origoni

Trasporto aereo, dal Fact Book 2026 alle prossime sfide del settore. Parla Di Palma

I dati del report annuale del Centro Itsm-Iccsai dell’università di Bergamo confermano la crescita del trasporto aereo italiano oltre la media europea. Un risultato frutto delle scelte adottate durante la pandemia, rivelatesi poi lungimiranti. Ora, dai carburanti sostenibili all’operazione Ita-Lufthansa, fino alle infrastrutture aeroportuali, si delineano nuove sfide per il trasporto aereo nazionale. Intervista a Pierluigi Di Palma, presidente dell’Enac

Tecnologia e umanità, come costruire fiducia nell’era dell’IA. L'intervento di Petrella

Di Giuseppe Petrella

Il futuro non apparterrà semplicemente a chi costruirà le tecnologie più potenti. Apparterrà a coloro che sapranno utilizzarle con saggezza, responsabilità e al servizio dell’umanità. Questa è la nostra sfida. E questa è la nostra responsabilità condivisa. Perché alla fine di ogni discussione sulla tecnologia c’è un volto umano. L’intervento del generale Giuseppe Petrella in occasione della 3rd International Dialogue of Civilizations & Tolerance Conference di Abu Dhabi

L’eterno ritorno di Silvio Berlusconi

Putin i giornalisti scomodi li elimina, Trump li insulta, il Principe Harry li querela, Berlusconi invece parlava, anzi straparlava, con tutti ed era un retroscena vivente. Il ritratto dello scomparso premier delineato da un libro, appena pubblicato, che rivela molteplici risvolti inediti del Cavaliere. La recensione di Gianfranco D’Anna

Il forum anti-Monaco di Mosca e la rete d’influenza russa tra Chiesa, intelligence e diplomazia

Il nuovo forum sulla sicurezza organizzato da Mosca mostra come il Cremlino provi a costruire una piattaforma alternativa a Monaco, mobilitando Consiglio di sicurezza, Svr, diplomazia e reti ortodosse ereditate dall’epoca sovietica. L’analisi del Cepa

Addio a Sir Alex Younger, una vita a servizio dell'intelligence britannica

Ex ufficiale dell’esercito, poi uomo dell’intelligence britannica per trent’anni, Alex Younger ha guidato l’MI6 dal 2014 al 2020. Sotto la sua direzione il Secret Intelligence Service ha attraversato la stagione dello Stato islamico, la pressione russa, Salisbury, la guerra ibrida e la trasformazione tecnologica dello spionaggio

La Cina usa LinkedIn per reclutare fonti. L'allarme dei Five Eyes

Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda hanno diffuso un raro avviso congiunto sul reclutamento online condotto dall’intelligence militare cinese. Nel mirino non solo funzionari e militari, ma anche accademici, giornalisti e analisti con accesso diretto o indiretto a informazioni sensibili

Il lodo Fitto come garanzia strategica. Scrive Mauro

Chi voglia guardare al tentativo che sta facendo il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto come ad una soluzione di ripiego, a fronte di questioni di principio che non è possibile coniugare come il rigore nei bilanci, è lontano mille miglia dalla realtà. E ne spiego la ragione. La riflessione di Mario Mauro, Coordinatore Ue per i corridoi di trasporto del Baltico, del Mar Nero e dell’Egeo

La sfida dell’intelligenza artificiale è culturale e spirituale. L'analisi di Costanzo

Disarmare l’Intelligenza Artificiale significa sottrarla alla logica del dominio e restituirla alla dimensione del bene comune, rendendola uno strumento al servizio della persona e non viceversa. In questo grande cantiere del nostro tempo, la domanda iniziale resta decisiva: che cosa stiamo costruendo? La risposta non dipende dalla tecnologia in sé, ma dalla responsabilità con cui scegliamo di usarla. L’analisi di Biagino Costanzo

×

Iscriviti alla newsletter