Messaggio del Vangelo che non deve essere abusato, troppi innocenti che sono stati uccisi, e poi, non certo meno importante, promozione del multilateralismo. I termini della risposta a stretto giro di posta confermano che la Chiesa, ultima istituzione globale presente e attiva nel mondo, parla come tale e con un’autorità morale che sembra proprio sempre più andare al di là dei suoi confini. Non a caso il papa usa un’altra parole chiave, “dialogo”
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Canada interessato al Gcap? Ecco il primo test della Leonardo di Mariani. Scrive Serino
Il programma Gcap entra in una fase decisiva con l’ipotesi di allargamento a nuovi partner internazionali, tra cui Germania, Polonia e soprattutto Canada. Una prospettiva che apre interrogativi complessi sulla condivisione tecnologica, la ripartizione industriale e la gestione della sovranità tra i Paesi già coinvolti. Per l’Italia, si tratta di una prova cruciale. La riflessione del generale Pietro Serino
Terre rare, ecco l'asse Usa-Ue che sfida la Cina
Bruxelles e Washington sono a un passo dall’intesa che porterà al primo grande mercato dei minerali critici alternativo e antagonista a quello cinese. La rottura del monopolio di Pechino è dunque sempre più vicina. Tutti i dettagli
Co-worker digitali per analisti e sfida aperta alla Cina. Cosa c'è dietro la svolta della Cia
La Cia accelera sull’intelligenza artificiale e prepara l’integrazione sistematica di co-worker digitali nei propri sistemi analitici. L’obiettivo è rendere più rapido e rigoroso il processo di produzione dell’intelligence, senza rinunciare al controllo umano
Trump, Iran e disordine globale. Un domani di guerra secondo il prof. Carinci
Tra attacchi incrociati, fallimenti diplomatici e paralisi delle istituzioni multilaterali, il confronto tra Trump e l’Iran diventa il simbolo di un disordine globale in crescita. Secondo il prof. Carinci, il rischio concreto è scivolare verso un domani di guerra che l’Europa continua a sottovalutare
L'Ungheria e la svolta delle elezioni del 12 aprile. L'analisi di Carteny
Gli under 30 sono circa un milione e mezzo, oltre il 12% dell’elettorato, traino delle vittorie del Fidesz nel 1998 e nel 2010 sicuramente, ora mobilitati come forse successe proprio al tempo della caduta del regime comunista (dove i “giovani liberali” del Fidesz si raggruppavano intorno al giovane liberale Orbàn), in un clima di grandi aspettative e speranze, per i quali una cosa è certa: loro sono tornati in Europa, e questo per la festa basta e avanza. L’analisi di Andrea Carteny, docente di Relazioni internazionali alla Sapienza di Roma
Sulle Chagos Londra si riallinea a Washington. Cosa è successo
Il passo indietro di Londra, che arriva dopo un nuovo cambio di posizione dell’amministrazione Trump, congela il passaggio di sovranità dell’arcipelago dell’oceano indiano. Ma il processo è tutt’altro che concluso
La Sardegna nel mondo, anche nel nome di Grazia Deledda
La Sardegna ha messo a punto, con riguardo ai propri cittadini residenti all’estero, una strategia nuova basata su partenariato attivo, coordinamento e corresponsabilità nell’anno del centenario del conferimento del Premio Nobel a Grazia Deledda. Ecco i dettagli
Trump attacca il Papa. Perché il gelido silenzio in Vaticano è emblematico
Dai Vescovi alle parrocchie, i cattolici americani si stanno già mobilitando per condannare quelle che la Conferenza Episcopale degli Stati Uniti ha definito “parole denigratorie contro il Santo Padre”. L’analisi di Gianfranco D’Anna
Il cambio governo dell’Ungheria coinvolge tutta l’Europa. Ecco perché secondo D'Anna
Evidente e consequenziale, l’impatto continentale delle elezioni ungheresi modifica profondamente gli assetti comunitari, gli stessi equilibri interni in vari Paesi e i rapporti internazionali dell’Unione. Ma la rivoluzione più profonda è quella che sta per essere attuata a Budapest. L’analisi di Gianfranco D’Anna
















