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Sono due le parole chiave pronunciate da Giorgia Meloni alla vigilia del delicato consiglio europeo a Cipro di giovedì e venerdì: contromanovrare e pragmatismo. Ovvero l’una nella direzione di una spiccata reazione per ovviare alle conseguenze della crisi a Hormuz, l’altra per impostare una politica concreta e quanto più aderente a soluzioni fattibili, lasciando ad altri lo scettro delle polemiche.

Quando, dal Salone del Mobile di Milano, dice che “se non ci si rende conto di qual è la situazione nella quale noi stiamo muovendo e che non è esattamente una passeggiata, forse neanche così passeggera anche se la guerra finisse oggi e non contromanovriamo con un po’ di pragmatismo e un po’ di apertura mentale, temo che il problema sia più significativo”, mette l’accento sul vero cuore del problema: affrontare la complessità della situazione in Medio Oriente tra presidio nello stretto, guerra, prezzi dell’energia e decreto carburante. E farlo in maniera complessiva, pesando pro e contro a livello europeo. Sul punto spiega che “c’è un pezzo di quel decreto che viaggia su alcune autorizzazioni europee e credo che adesso la sfida vada portata in Europa sul tema degli Ets, sul tema del Cbam”.

In precedenza, però, aveva sgomberato il campo sulla possibile missione internazionale spiegando che l’Italia è stata tra i primi a proporre che ci fosse una copertura Onu su una eventuale missione a Hormuz e questo non è stato possibile per un veto che c’è nel Consiglio di sicurezza da parte di Russia e Cina. “Vedremo se nelle prossime settimane questo veto può essere superato. Se non dovesse essere superato, a condizioni date che abbiamo già chiarito, ci deve essere una cessazione delle ostilità e una ampissima adesione internazionale. La postura della missione deve essere solo difensiva. Io penso che l’Italia dovrebbe esserci ma deve essere il Parlamento a esprimersi”.

Il premier, poi, non si sottrae alla questione Stati Uniti, precisando che “non ci sono rimasta male” in riferimento alle parole del presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump. “Penso che non si debba far rinunciare le persone nel dire quello che pensano, anche quando non sono d’accordo. L’amicizia è fatta di questo, il coraggio è fatto di questo. E chiaramente non vuol dire mettere in discussione i nostri storici rapporti con gli Stati Uniti. Però gli amici ti danno una mano anche e forse, soprattutto, quando ti dicono che non sono d’accordo”.

Tornando al vertice di Cipro, grande attenzione verrà riservata all’emergenza energetica, dal momento che esiste la possibilità di una carenza di carburante per i trasporti causata dall’evolversi della crisi geopolitica in Medio Oriente, come ammesso pubblicamente dal ministro dei Trasporti cipriota, Alexis Vafeades, della presidenza di turno Ue, in occasione della videoconferenza informale dei Ministri dei Trasporti Ue.

“Dobbiamo essere pronti – ha aggiunto – a evitare le code ai distributori di benzina qualora ciò dovesse accadere, ma dobbiamo anche eliminare definitivamente la possibilità che si formino code”. Per questa ragione la Commissione Europea presenterà un “piano energetico”, denominato “AccelerateEU” , che si concentrerà principalmente sui carburanti per i trasporti.

Emergenza carburante e missione nello Stretto. La doppia sfida (anche italiana) a Cipro

Il premier sarà giovedì e venerdì al vertice di Cipro, dove grande attenzione verrà riservata all’emergenza energetica, dal momento che esiste la possibilità di una carenza di carburante per i trasporti. Per questa ragione la Commissione Europea presenterà un piano energetico, denominato “AccelerateEU”. Su Trump spiega: “Gli amici ti danno una mano anche e forse, soprattutto, quando ti dicono che non sono d’accordo”

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