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Nell’attuale contesto geopolitico, particolarmente complesso è fondamentale avere una chiara visione dei fenomeni e intercettarne le linee evolutive. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso del suo incontro con tutti i vertici delle Forze armate italiane, un’occasione per fare il punto sullo stato e il futuro dello strumento militare italiano. Insieme con il ministro, si sono infatti riuniti i capi di Stato maggiore della Difesa, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, dell’Esercito, generale Carmine Masiello, della Marina, ammiraglio Enrico Credendino, dell’Aeronautica, generale Luca Goretti, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale Teo Luzi, il segretario generale della Difesa, generale Luciano Portolano, e il comandante del Comando operativo di vertice interforze, generale Francesco Paolo Figliuolo.

La necessità di cooperare

Come sottolineato dal ministro, “occorre rafforzare la cooperazione e coordinare gli sforzi, adeguando gli strumenti alle mutate esigenze, per garantire la sicurezza del nostro Paese e contribuire alla stabilità internazionale”. Il concetto espresso da Crosetto si riassume nella necessità che le Forze armate si integrino sempre più tra di loro e con quelle europee e della Nato. Solo così si potranno sviluppare le capacità, ottenibili solo attraverso la cooperazione, necessarie per far fronte alle complesse minacce multi-dominio presenti e future. L’incontro ha evidenziato la necessità di rivedere la struttura e i processi dello strumento militare, sviluppare un nuovo piano di difesa nazionale, integrato con quello della Nato, e di tornare alla cultura della prontezza, accettando di investire in maniera più consistente in difesa e sicurezza.

Gli interventi precedenti 

Gli stessi generali Figliuolo e Portolano, presenti all’incontro col ministro, avevano tenuto delle audizioni parlamentari dove avevano reso evidenti molte delle idee espresse dal ministro Crosetto. Il generale Figliuolo aveva delineato le complessità dell’attuale contesto geo-strategico e aveva descritto, nel dettaglio, il carattere e la magnitudine delle missioni italiane all’estero. Il generale Portolano era invece intervenuto per dare il suo contributo al dibattito politico riguardo la modifica della legge 185 che regola le procedure per l’esportazione dell’export di armamenti. Entrambi i generali avevano evidenziato i punti di forza del Paese, la qualità dei nostri soldati e della nostra industria, spiegando però, soprattutto nel caso di portolano, che ci sarà bisogno di un forte potenziamento delle capacità nazionali per rimanere al passo con le attuali sfide globali.

I successi e il bisogno di crescere

Nell’occasione è stato espresso il completo ed unanime apprezzamento, da parte del ministero, per l’impegno costante delle Forze armate italiane a difesa dei valori fondamentali della democrazia e della pace. Ciò conferma, ancora di più, il loro ruolo cruciale nel mantenimento della sicurezza e della stabilità sia in patria che all’estero. Il ministro ha, infine, rivolto un plauso sincero ai militari italiani, per il lavoro svolto, e ribadito che il governo fornirà alla Difesa l’attenzione e le risorse necessarie per affrontare le sfide presenti e future con determinazione ed efficacia, essendo il miglioramento delle capacità militari nazionale nel chiaro interesse del Paese. Queste parole hanno un peso particolare poiché, di fronte ad un innalzamento globale dei livelli di rischio, l’Italia, per l’anno corrente, non è riuscita nemmeno a disporre fondi sufficienti per combattere l’inflazione.

Cooperazione, prontezza e budget. Crosetto incontra i vertici delle Forze armate

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha incontrato i vertici delle Forze armate, ringraziando i militari italiani per il loro impegno e ha lodato le loro qualità. Nell’occasione, però, ha anche sottolineato che il bisogno di integrazione con gli alleati europei e di investimenti nella difesa saranno indispensabili per affrontare le future sfide securitarie

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