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A metà aprile le Filippine hanno ricevuto il primo lotto di missili BrahMos di manifattura indiana, all’interno di un accordo da trecentosettantacinque milioni di dollari stipulato nel 2022 tra Manila e Nuova Delhi in cui la prima ha acquistato dalla seconda tre batterie di missili da crociera per il proprio corpo di Marines. L’accordo costituisce la più importante operazione di esportazione dell’India nel settore della difesa. Ma anche un’indicazione di come l’india stia cercando di impegnarsi nel cooperare più strettamente con i vicini della Cina su questioni di difesa e sicurezza regionale per contrastare l’influenza di quest’ultima. L’accresciuto interesse di Nuova Delhi a coinvolgere gli Stati del Sud-Est asiatico è, almeno in parte, il risultato della crescente competizione tra India e Cina: gli scontri di confine del 2020 hanno incrinato la fiducia tra i due attori, e hanno contribuito alla polarizzazione geopolitica della regione. L’India è sempre più preoccupata che un Sud-Est asiatico a trazione cinese possa rappresentare una sfida maggiore di quanto previsto. Sulla base di questi timori il governo indiano ha avviato un’azione diplomatica volta a promuovere una maggiore cooperazione tra India e i Paesi del Sud-Est asiatico sia nell’ambito della difesa che in quello della sicurezza, come delineato da Viraj Solanki, Research Fellow for South and Central Asian Defence, Strategy and Diplomacy dell’International Institute of Strategic Studies.

Prima dell’accordo del 2022 con le Filippine, l’India aveva effettuato vendite di armi limitate ai Paesi del Sud-Est asiatico. Ma negli ultimi anni, l’India ha cercato di aumentare le esportazioni di armi nella regione per fornire agli Stati un’alternativa alle attrezzature di produzione cinese o russa. Per realizzare questo obiettivo alla vendita di armi, l’India invierà a breve un addetto alla difesa presso in tutti gli Stati dell’Asean, fatta eccezione per Cambogia e Laos. Dopo l’accordo del 2022 con le Filippine, tuttavia, l’India non ha finalizzato nessun altro accordo per l’esportazione di materiale militare. L’India ha cercato di vendere lo stesso sistema missilistico anche all’Indonesia, alla Thailandia e al Vietnam, senza però arrivare a nessun risultato concreto. La mancanza di vendite evidenzia la sfida che l’India deve affrontare nel tentativo di penetrare nel mercato regionale degli armamenti. A meno che non inizi a impiegare più frequentemente i suoi equipaggiamenti indigeni e a dimostrarne l’efficacia, è probabile che faccia fatica a convincere i potenziali acquirenti.

Parallelamente all’impegno nel campo dell’export della difesa, l’India si è approcciata al Sud-Est asiatico anche aumentando l’impegno con l’Asean.  Nel novembre 2022 si è tenuto in Cambogia il primo incontro informale dei ministri della Difesa Asean-India, a margine della riunione dei ministri della Difesa dell’Asean Plus, in cui le parti coinvolte hanno individuato le aree in cui rafforzare la collaborazione. L’incontro è stato un chiaro segnale per Pechino della volontà dell’India di intensificare la cooperazione in materia di difesa con l’Asean e i suoi Stati membri. Inoltre, nel maggio 2023 l’India e gli Stati dell’Asean hanno svolto un’esercitazione marittima congiunta nel Mar Cinese Meridionale nel maggio 2023. L’India è il quarto Paese a tenere un’esercitazione congiunta con l’Asean, dopo Cina, Russia e Stati Uniti. Sette Stati dell’Asean hanno fornito navi militari: Brunei, Indonesia, Malesia, Filippine, Singapore, Thailandia e Vietnam. La partecipazione del Brunei è stata particolarmente rilevante, in quanto l’India e il Brunei non hanno mai tenuto un’esercitazione navale bilaterale.

L’India, tuttavia, deve affrontare diverse sfide nel tentativo di diventare un partner più affidabile per la difesa e la sicurezza della regione: permangono dubbi sulla sua capacità di entrare in modo significativo nel mercato regionale degli armamenti e di dimostrare che i suoi equipaggiamenti sono migliori di quelli dei tradizionali partner della regione, Cina e Russia, nonché sulla misura in cui sarà in grado di rafforzare la sua presenza militare nel Sud-est asiatico, anche per via della suddivisione di risorse e capacità. Dato che l’Oceano Indiano rimane la priorità strategica numero uno per Nuova Delhi.

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