Skip to main content

Con l’aumento delle temperature e il crescente numero di calamità naturali globali, i cambiamenti climatici sono ormai classificati come una minaccia per le sicurezze nazionali. E dunque non a caso la Cop28, la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che quest’anno si è tenuta a Dubai, ha visto la presenza di una delegazione del dipartimento di Difesa (DoD) statunitense per discutere su come affrontare l’evoluzione dei cambiamenti climatici e migliorare la risposta alle sfide future.

Una questione urgente

La Strategia di sicurezza nazionale e di difesa nazionale statunitense del 2022 hanno definito questa decade come “decisiva” per affrontare il tema dei cambiamenti climatici. Secondo i dati delle Nazioni Unite se non si rispetteranno i termini degli Accordi di Parigi, la temperatura del Pianeta salirà oltre 1.5 gradi, rispetto ai livelli pre-industriali, comportando fenomeni irreversibili. Per questo motivo le difese nazionali considerano i cambiamenti climatici come una minaccia da affrontare attraverso nuove soluzioni e applicazioni tecnologiche. Queste sfide richiedono una risposta globale e coordinata, possibile solo attraverso un impegno comune.

L’azione statunitense

Fin dall’inizio del proprio mandato, l’amministrazione Biden ha identificato i cambiamenti climatici come un elemento cruciale per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Per questo motivo, il DoD ha condotto un’analisi approfondita sui rischi legati ai fenomeni climatici, riconoscendo le minacce che questi comportano sugli interessi strategici del Paese e il possibile impatto globale delle iniziative atte ad affrontarli. Tali considerazioni sono state integrate nella pianificazione, nel bilancio e negli accordi con alleati e partner.

Infrastrutture militari resilienti

Il DoD ha messo in pratica diverse misure per rendere le proprie infrastrutture più resilienti dal punto di vista energetico e capaci di affrontare potenziali impatti climatici. Ne è un esempio l’ottimizzazione delle rotte navali per migliorare l’efficienza dell’uso di carburante e per estendere le capacità operative. Infatti, una maggiore indipendenza energetica delle forze terrestri e dei sistemi di combattimento può comportare una riduzione dei rischi logistici. Gli investimenti in queste abilità mirano a rendere le forze armate più resilienti, consolidando la loro forza combattiva complessiva.

Gli impatti diretti dei cambiamenti climatici

La Strategia nazionale statunitense del 2022 ha messo in luce quanto il cambiamento climatico stia plasmando il panorama operativo delle forze armate, generando nuove minacce geopolitiche e aumentando la richiesta di interventi. Gli impatti climatici si manifestano sia in maniera diretta, minacciando infrastrutture e catene di approvvigionamento militari con eventi meteorologici estremi, sia in modo indiretto.

…e le conseguenze indirette

Compromettendo la capacità operativa e mettendo a repentaglio le basi navali, lo scioglimento dei ghiacciai e l’innalzamento del livello del mare rappresenta un effetto indiretto di notevole portata. Inoltre, tra gli impatti indiretti va annoverato il rischio crescente di flussi migratori dovuti all’inabitabilità climatica, con conseguenti disordini, instabilità e disuguaglianza sociale. In questo contesto, il cambiamento climatico può avere delle ripercussioni significative sulla sicurezza globale, richiedendo una risposta ampia e articolata sia sul fronte militare sia su quello umanitario.

Così il clima impatta sulla sicurezza nazionale

Il legame tra cambiamento climatico e sicurezza globale è sempre più evidente. Se ne è discusso anche alla Cop28 e diversi Paesi, tra cui gli Stati Uniti, stanno portando avanti iniziative per rendere le proprie infrastrutture nazionali e di difesa più resilienti e pronte a rispondere a tali crescenti minacce

Polillo legge il tempo dei grandi mutamenti e delle laceranti certezze

Il riverbero della crisi internazionale pesa su ogni cosa, riducendo le possibilità di sviluppo. Si dice che l’Europa corra il rischio della deindustrializzazione. Intrappolata, com’è, tra la perdita di investimenti verdi a favore degli Usa, l’aumento delle importazioni di veicoli elettrici dalla Cina e quello dei prezzi dell’energia dopo l’invasione dell’Ucraina. Se questo è vero per l’intera Europa, Germania in testa, può non esserlo per la seconda grande manifattura del continente, qual è l’Italia? L’analisi di Gianfranco Polillo

Come sconfiggere l'assuefazione al terrore. L'analisi di Costanzo

In un periodo storico di grandi mutamenti, dove una diffusa inquietudine e una strisciante stanchezza, anche intellettuale, pervadono le società, si rischia di assuefarsi ai vecchi e ai nuovi problemi, comprese le guerre e il terrorismo internazionale, dove la tensione deve continuare a essere alta. L’intervento di Biagino Costanzo, dirigente di azienda e docente universitario

Queste le avete viste, ma le ricordate? Le foto più belle del 2023

Un anno di foto politiche nel recap più assurdo del 2023. Dagli incontri istituzionali dei membri del governo agli eventi promozionali dell’Italia nel mondo, ecco l’edizione speciale di “Queste le avete viste?”

Dall'Impero Romano all'Ucraina. Storia dei conflitti raccontata dall'amb. Serpi

Di Paolo Serpi

Dall’ultima guerra di Crimea e dalla contrapposizione Occidente-Oriente fino alle tappe del processo di colonizzazione post-romano con i 5 Imperi transcontinentali, che si sono susseguiti dalla Spagna all’Impero Britannico. La prima parte di una riflessione firmata da Paolo Serpi, ambasciatore, inviato speciale e ora professore alla Lumsa di “Storia e Analisi delle Crisi Internazionali”

Modi trova l'accordo con l'Assam, ma c'è una fazione spinta dalla Cina...

La pace con la fazione pragmatico-dialogante dell’Assam è un successo per Modi. Dopo anni di tensione, il governo indiano apre una fase costruttiva con i separatisti nord-occidentali, ma resta una fazione minore che non molla le armi (anche coordinandosi con Pechino?)

Calendario (intrigante) di fine anno. Così Rotondi promuove Meloni

Il governo Meloni rappresenta un modello di stabilità e dunque un riferimento importante su cui incardinare i nuovi possibili equilibri europei. Dalla sua Giorgia Meloni ha di non aver sbagliato la comunicazione su due temi essenziali per il futuro dell’Europa: immigrazione e transizione ecologica. Il doppio bilancio di Gianfranco Rotondi

Allargamento, trattati e guerre. Il pragmatismo che serve all’Ue, secondo Villafranca

Meloni sa che in Ue serve del sano pragmatismo, e questo sta esercitando con la consapevolezza che ci sono trattati da rispettare, spiega il direttore degli studi Ispi. La crisi? “Questo è sempre stato un motto nascosto dell’Unione europea, cioè non si spreca mai una buona crisi”

Xi sceglie un ammiraglio come nuovo ministro della Difesa

La Cina ha un nuovo ministro della Difesa, un ammiraglio con una lunga esperienza operativa che andrà a riempire una casella lasciata vuota dalle purghe di Xi Jinping. Dong Jun avrà la possibilità di riavviare anche le comunicazioni di massimo livello con Washington

Più dialogo con atenei e governi locali. Le richieste degli 007 canadesi

Per contrastare i tentativi di interferenze da parte di Stati ostili, a partire dalla Cina, i servizi segreti chiedono al governo di Ottawa di poter condividere più facilmente le informazioni con università e amministratori

×

Iscriviti alla newsletter