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Mentre in tutta Europa l’immigrazione resta il principale terreno di scontro/confronto tra partiti, con i movimenti anti-immigrazione che si preparano a raccogliere verosimilmente molti consensi alle prossime europee di giugno, dalla Francia arriva uno stop alla riforma macroniana. Ben 35 degli 86 articoli del disegno di legge sull’immigrazione avanzato dal governo francese sono stati censurati dal Consiglio Costituzionale, compresa la restrizione dell’accesso alle prestazioni sociali. In sostanza il giro di vite immaginato da Emmanuel Macron su un tema, al contempo delicato e sensibile in vista delle imminenti urne europee, è respinto dai nove “saggi” del Consiglio che sono stati chiamati a pronunciarsi sulla conformità di questo testo che limita il ricongiungimento familiare. Che cosa può cambiare nelle dinamiche europee, e quindi anche italiane (con G7 e Piano Mattei), dopo questo stop?

Qui Parigi

La sentenza del Consiglio costituzionale ha respinto, in particolare, le misure contenute nel disegno di legge che prevedono quote di immigrazione stabilite dal Parlamento. Tra gli articoli rigettati ci sono quelli che avrebbero voluto restringere i casi per far ricongiungere interi nuclei familiari, quelli che avrebbero voluto facilitare l’identificazione degli stranieri in situazione irregolare, quelli che estendevano la durata del soggiorno richiesta agli extracomunitari per beneficiare di alcune prestazioni sociali.

Quasi la metà degli articoli, dunque, sono stati bocciati, passaggio che ha fatto richiedere al Rassemblement national il ritorno dell’idea di un possibile referendum sulle questioni migratorie. Il primo aspetto da tenere presente è la resilienza interna francese sul dossier migranti, che vedrà allargare (e non restringere) le maglie della gestione, dove già in passato le criticità non sono mancate ad esempio al confine con la Liguria.

Qui Roma

Di contro in Italia la Camera ha approvato con 155 voti a favore l’accordo del governo Meloni con l’Albania per ospitare i migranti (ora andrà al Senato): si tratta, come è noto, dell’iniziativa annunciata nel novembre scorso da Giorgia Meloni e Edi Rama per poter ospitare su suolo albanese fino a 36.000 migranti per un anno in due centri. L’obiettivo dell’iniziativa è condividere il peso della migrazione con il resto d’Europa, mossa che ha incassato il plauso della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, secondo cui l’accordo è un’iniziativa importante e frutto di una riflessione “fuori dagli schemi”.

Dopo l’Albania la Turchia? Il recente meeting di Istanbul tra Giorgia Meloni e Recep Tayyip Erdogan ha avuto tra gli argomenti nevralgici proprio i flussi migratori, con la possibilità di una partnership italo-turca in Libia. Ankara ha proposto un accordo congiunto sulla gestione dei flussi, anche perché l’Italia non si opporrebbe alle operazioni della Turchia in Libia.

I fronti aperti

Al momento il fronte più delicato resta quello tunisino, dove l’Ue è impegnata ad attuare i progetti paralleli al memorandum d’intesa Ue-Tunisia (firmato nel luglio 2023) in partnership con Parigi, Roma e Berlino e con il Centro internazionale per lo sviluppo delle politiche migratorie (Icmpd) al fine di potenziare la marina tunisina e la guardia costiera. Icmpd è un’organizzazione internazionale che già lavora con 20 stati membri in Europa e, per conto di Bruxelles, si relaziona con quasi 100 paesi nei cinque continenti al fine di favorire l’attuazione delle politiche dei singoli governi.

Oltre alla Tunisia va menzionato il Marocco, che si sta distinguendo per aver impedito a oltre 75.000 persone di entrare in Europa nel 2023, segnando un più 6% rispetto a 12 mesi prima, così come da dati diffusi dalle autorità marocchine. L’obiettivo è stato raggiunto tramite una più intensa cooperazione tra la nazione nordafricana e l’Europa. Inoltre pochi mesi fa Spagna e Marocco hanno stipulato un accordo di cooperazione in materia di migrazione.

Per il 2024 però gli analisti prevedono che, complici guerre e tensioni, la migrazione verso l’Europa aumenterà nel brevissimo periodo e secondo il think thank Icmpd molti di coloro che desiderano venire in Europa si affretteranno ad arrivare prima che il sistema di regole cambi.

@FDepalo

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