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L’Italia guiderà la missione “Aspides” nell’Indo Mediterraneo con il ruolo di Force Commander, passo significativo per il ruolo di Roma per la sicurezza delle rotte marittime globali e dunque per la sicurezza collettiva. Come afferma il ministro della Difesa Guido Crosetto, “è un onore e una responsabilità che affrontiamo con impegno e professionalità”.

Aspides è stata concepita per affrontare le sfide nel Mar Rosso meridionale, nello Stretto di Bab el Mandeb e nel Golfo di Aden. Queste acque sono vitali per il commercio internazionale, ma sono anche soggette a minacce complesse prodotte dalle attività degli Houthi, organizzazione yemenita che sta sfogando i suoi interessi (orientati ad acquisire maggiore standing regionale da poter spendere nelle trattative in corso per la risoluzione della guerra civile in Yemen).

Gli Houthi dichiarano di agire per rappresaglia contro l’invasione israeliana della Striscia di Gaza, ma fanno parte del raggruppamento dell’Asse della Resistenza a guida iraniana – mobilizzato in tutta la regione per sfruttare l’opportunità della guerra israeliana e creare complicazioni allo stato ebraico e soprattutto agli Stati Uniti e all’Occidente in generale. Aspides mira a garantire la sicurezza delle rotte marittime e a proteggere le navi da guerra e i trasporti commerciali, mentre la regione è in una condizione profonda di caos, come dimostrano i bombardamenti americani della scorse notte.

Questa notte gli Stati Uniti hanno lanciato per colpire gruppi militanti sostenuti dall’Iran in Iraq e Siria. Si tratta di un’azione di rappresaglia potente – sono stati condotti 85 raid in siti diversi, impiegando 115 ordigni, secondo il comunato del Pentagono – per un attacco dalla Resistenza Islamica in Iraq, un ombrello che racchiude diverse milizie sciite filo-iraniane, che ha ucciso tre soldati Usa alla base Tower 22 in Giordania. Washington ha già dichiarato che la reazione americana non si fermerà qui, e dunque la situazione generale nella regione – dove tutto si lega, dalle azioni delle milizie sciite e degli Houthi alle attività politiche delle potenze interne ed esterne – tenderà a rimanere tesa.

È all’interno di questo contesto che l’Italia, con la sua lunga tradizione marittima e competenza militare, assume il comando di Aspides. Come Force Commander, avrà la responsabilità di coordinare le operazioni, pianificare le missioni e garantire la collaborazione tra le forze navali coinvolte. “L’Italia è pronta a guidare con fermezza e saggezza. La nostra esperienza e dedizione saranno fondamentali per il successo della missione”.

Oltre alle navi da guerra, Aspides impiegherà asset aerei “spia”. Questi aeromobili forniranno sorveglianza e intelligence essenziali per monitorare attività sospette e prevenire minacce. L’Italia contribuirà con risorse aeree avanzate, garantendo una copertura completa e una risposta tempestiva.

L’headquarter della missione sarà a Larissa, in Grecia. Questa posizione strategica favorirà la comunicazione tra i Paesi partecipanti e semplificherà la pianificazione e l’esecuzione delle operazioni. Larissa, con la sua posizione centrale nel Mar Rosso, è la scelta ideale per coordinare questa missione cruciale.

L’Italia al comando della Missione Aspides nel Mar Rosso. Nuova responsabilità per la sicurezza collettiva

L’Italia sarà Force Commander della missione Aspides, quella con cui l’Unione Europea intende contribuire alla sicurezza collettiva delle rotte indo-mediterranee, dopo che gli attacchi Houthi tra Mar Rosso, Bab el Mandab e Mare Arabico le hanno destabilizzate. La regione è nel caos. I raid americani contro le milizie sciite iraniane per ristabilire la deterrenza

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