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Gli hedge fund smettono di scommettere contro i titoli di Stato italiani, con le vendite allo scoperto che diminuiscono grazie al calo del prezzo del gas e alle minori turbolenze politiche nel nostro Paese rispetto alle iniziali attese dei mercati. Lo scrive il Financial Times, sottolineando come le scommesse contro i Btp nell’ultimo anno siano di fatto crollate.

DUBBI FUGATI

Il valore complessivo dei titoli obbligazionari italiani in mano agli investitori che scommettevano in un calo, si spiega, è caduto del 40% nell’ultimo mese, scrive il quotidiano finanziario citando i dati di S&P Global Market Intelligence. Dunque, un’inversione di tendenza rispetto allo scorso anno, quando le vendite allo scoperto si erano impennate ai massimi livelli dalla crisi finanziaria globale. Questo, afferma il Financial Times, a causa delle preoccupazioni sia per la dipendenza dell’Italia dalle importazioni di gas sia per l’elezione di Giorgia Meloni, presidente del Consiglio presentatasi al voto con una piattaforma che aveva fatto preoccupare i mercati e gli alleati. Ma un inverno più mite del previsto e l’assenza di uno scontro con Bruxelles hanno aiutato a regalare all’Italia una maggiore spinta all’economia, che quest’anno crescerà più dell’Eurozona, conclude il giornale.

IL PIL CHE CRESCE

Infatti, nei primi tre mesi dell’anno il Prodotto interno lordo italiano è aumentato dello 0,5 per cento rispetto al trimestre precedente. Meglio di Germania – con un Pil invariato rispetto all’ultimo trimestre del 2022 – e Francia, che ha fatto segnare una crescita dello 0,2 per cento. Una buona notizia per l’economia del nostro Paese dopo il meno 0,1 per cento fatto registrare alla fine dello scorso anno. “L’ambizione responsabile paga, alle illazioni rispondono i fatti”, ha commentato Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia. Ma da Bankitalia arriva un avvertimento: i rischi sui conti restano elevati a causa dell’inflazione e del rialzo dei tassi.

OCCHIO AL RIALZO DEI TASSI

“Le condizioni della finanza pubblica sono migliorate nel 2022”, ha affermato Bankitalia nel Rapporto sulla stabilità finanziaria diffuso nei giorni scorsi. “Sono diminuiti”, afferma Via Nazionale, “sia l’indebitamento netto in rapporto al Pil, sia il peso del debito sul prodotto, quest’ultimo di oltre 5 punti percentuali” ma “il consolidamento di tali tendenze resta fondamentale, anche alla luce dell’incertezza sull’evoluzione del quadro macroeconomico e del rialzo dei tassi di interesse”. Nel dettaglio, conclude Bankitalia, “per consolidare questa tendenza, anche alla luce dell’aumento dei tassi di interesse, sarà necessario conseguire un significativo incremento del potenziale di crescita e un miglioramento strutturale del saldo primario”.

Meloni convince i fondi speculativi. Stop alle scommesse contro i titoli di Stato italiani

Attività di fatto crollate nell’ultimo anno. Merito del calo del prezzo del gas e delle minori turbolenze politiche nel nostro Paese rispetto alle iniziali attese dei mercati

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