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“Sicuramente quello della sicurezza economica è un tema centrale, tanto più collegato con la rivoluzione green e la rivoluzione energetica dove buona parte delle materie prime critiche arrivano esattamente da Paesi che, in qualche modo, sono influenzati o hanno rapporti con la Cina”. Lo ha dichiarato Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia, rispondendo al Tg1 alla domanda se la sicurezza economica sia un’ulteriore spinta per l’Italia per ripensare l’accordo sulla Via della Seta con Pechino, a margine della ministeriale G7 in Giappone. “Una valutazione di questo tipo strategico si impone”, ha continuato Giorgetti, “non soltanto per l’Italia ma per tutti i Paesi del G7”.

LE CONCLUSIONI DEL G7 FINANZE

I ministri riunitisi a Niigata hanno un cauto ottimismo nel comunicato finale: “L’economia globale ha mostrato resilienza contro molteplici choc, tra cui la pandemia, la guerra della Russia contro l’Ucraina e l’inflazione”. Anche se, si legge, “dobbiamo rimanere vigili, ed essere agili e flessibili nelle nostre politiche macroeconomiche in un contesto di accresciuta incertezza sulle prospettive economiche globali”.

LE PAROLE DI VISCO

Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, ha usato toni simili: “Se c’è una cosa che raccomanderei è di essere attenti a come noi giudichiamo” le prospettive sulle mosse future di politica monetaria, “c’è un livello di incertezza molto alto”, alla luce di una “guerra ancora non conclusa”, della crisi energetica che per ora è rientrata ma resta un’incognita, e della tensione con la Cina che porta a ulteriore frammentazione. Inoltre, secondo Visco “i rischi dell’economia reale cominciano a essere sentiti e le banche sono più caute” sia in Europa che in Italia. “Questa tensione con la Cina che ha delle ragioni, richiede uno sforzo diplomatico non indifferente perché dobbiamo mantenere aperto il dialogo e trattare insieme i problemi che ci colpiscono”, ha detto il governatore ai microfoni di Rai News 24 a margine della riunione.

Ecco cos’ha detto Giorgetti al G7 su Cina e Via della Seta

Dal Giappone il ministro dell’Economia ha spiegato che “una valutazione di questo tipo strategico si impone non soltanto per l’Italia ma per tutti i Paesi del G7”

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