Fallito il Memorandum di Budapest, è urgente sviluppare una dottrina nucleare paneuropea, in grado di garantire una sicurezza autonoma del continente e di ridurre la dipendenza dalle garanzie statunitensi. L’analisi del politologo Anton Shekhovtsov, fondatore del Centre for democratic integrity a Vienna e docente alla Central European University
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Ventotene mon amour. Il dibattito sul Manifesto letto da Cazzola
L’Europa che – al di là del titolo attribuito ai piani – procede a un massiccio piano di riarmo, non viene meno rispetto alla prospettiva del 1941, non abdica al conseguimento di quegli obiettivi, ma assume tutte le misure necessarie nell’attuale fase per mantenere viva la fiamma accesa da tre visionari capaci di immaginare scenari futuri al di là dei cupi orizzonti che si potevano intravvedere da una isoletta del Tirreno nel lontano 1941. L’opinione di Giuliano Cazzola
La nuova Siria e l'urgenza di nuovi partiti. L'analisi di Cristiano
Il settarismo produce settarismo e i partiti interconfessionali sono la cura più evidente. Ci si potrebbe arrivare anche con la costituzione di un partito cristiano che tolga ruolo politico ai patriarchi, unisca al di là delle loro appartenenze ecclesiali, rinnovi il loro discorso, ne purifichi la memoria e poi, auspicabilmente, si proponga per riaggregazioni intercomunitarie. Qualcosa del genere accadde in Libano dopo l’assassinio di Hariri. L’analisi di Riccardo Cristiano
F-35 vs S-400. Washington apre ad Ankara sul jet multiruolo (e non solo)
Trump starebbe valutando la possibilità di facilitare la vendita di F-16 alla Turchia e, potenzialmente, di riaprire la questione degli F-35. Tuttavia, Ankara dovrebbe rinunciare agli S-400 russi per evitare i rischi del caso
La tregua tra Israele e Hamas è saltata e torna il caos regionale
Torna la guerra nella Striscia, gli attacchi degli Houthi, i bombardamenti in Siria, i missili dal Libano; gli Usa muovono le portaerei, il Medio Oriente torna indietro di qualche mese e sale la tensione regionale
In memoria dei Caduti dell'Intelligence. L'intervento di Vittorio Rizzi
“Ogni nome scandito rappresenta non solo una vita spezzata, ma rappresenta anche la nostra storia e non possiamo e non dobbiamo dimenticare che dietro ogni nome c’è una famiglia che ha dovuto fare i conti con un dolore immenso, spesso silenzioso come sono state le loro vite e come silenziose sono le nostre vite”. Pubblichiamo l’intervento del prefetto Vittorio Rizzi, direttore generale del Dis, in occasione della Giornata della Memoria dei caduti dell’intelligence
Così la Cina parla di Trump tra Usa e Russia
I media di Pechino consigliano (e sconsigliano) il presidente americano riguardo la volontà di attrarre a sé Mosca in funzione anticinese. Ecco la strategia della Cina nell’analisi di Uberto Andreatta
Il realismo di Crosetto sulla difesa Ue è saggio. Arditti spiega perché
Il ministro della Difesa in un’intervista a Repubblica traduce in versione politica e istituzionale un approccio di buon senso, perché è del tutto velleitario immaginare un esercito europeo che fa tabula rasa delle potestà nazionali, creando cioè una forza transnazionale comandata non si capisce bene da chi. Il commento di Roberto Arditti
In caso di guerra, ma non solo. Parigi prepara il suo manuale per le emergenze
Seguendo l’esempio di Svezia, Finlandia e Norvegia, il governo francese ha deciso di fornire ai cittadini una guida dettagliata su come affrontare emergenze e conflitti. La pubblicazione del manuale si inserisce nella nuova strategia nazionale per la sicurezza e la difesa civile
La via e il metodo della pace per l’Italia. Scrive Sisci
O l’Italia resta disarmata, o paga le sue spese militari, con tutto quello che comporta. Non c’è alternativa fuori dal mondo dei sogni. Se l’Italia non si arma perde comunque il suo stato sociale, solo che lo perde insieme alla sua indipendenza politica