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Bao Fan è uno dei finanzieri più influenti in Cina. È famoso per la sua grande capacità di chiudere affari complessi e puntare sull’impresa giusta su cui investire.

Dalla settimana scorsa, però, non ci sono più tracce di lui e la sua scomparsa ha riacceso i timori degli imprenditori su una nuova ondata di repressione del governo di Pechino contro il mondo tech e il settore privato in generale.

Bao è presidente della China Renaissance Holdings, e non era nel mirino degli enti regolatori. Dallo scorso giovedì si è perso qualsiasi contatto con lui (qui l’articolo di Formiche.net). La famiglia ha dichiarato che stava collaborando a un’indagine. Il governo di Xi Jinping non ha fatto alcuna dichiarazione ufficiale sul caso, ma alcune indiscrezioni sostengono che era a conoscenza di molti dettagli su grandi imprenditori cinesi, tra cui Jack Ma, in quanto consigliere di Alibaba e Tencent.

Bao è la mente dietro la grande banca cinese di investimenti in tecnologia, e aveva convinto Jack Ma a investire quando sbarcò in borsa nel 2018. È stato prima a Morgan Stanley e Credit Suisse, fino a quando nel 2005 fondò China Renaissance e portò avanti fusioni come l’unione del servizio di trasporti Didi Global e il colosso alimentare Meituan. La banca di Bao ha aiutato 574 collocamenti privati di imprese come Grab Holdings e Kuaishou Technology, raccogliendo 41 miliardi di dollari per alcune aziende prima di quotarsi in Borsa.

Sebbene recentemente il governo di Xi abbia dichiarato di avere ammorbidito la sua posizione verso il settore privato, facendo addirittura i complimenti ad Ant Group per essersi allineata alla politica del Partito Comunista Cinese, la scomparsa di Bao genera sospetti. Dietro potrebbe esserci una nuova indagine, molto più radicale, nell’industria finanziaria cinese. Dalla fine del 2021 ad oggi, le indagini anticorruzione di Pechino hanno provocato perdite per 60 miliardi di dollari, facendo crollare società quotate come Everbright Securities e Guotai Junan Securities.

Secondo il quotidiano Financial Times, “la scomparsa di Bao la scorsa settimana, annunciata in una dichiarazione della società, ha messo in crisi la vasta industria tecnologica del Paese”.

Desmond Shum, autore del libro “Red Roulette” sul lavoro nella finanza cinese, si chiede se il caso di Bao potrebbe essere il campanello di allarme di una serie di scomparse. “Bao è il volto della banca, che attira i clienti e mette insieme accordi complicati che hanno plasmato le fortune di molti leader e imprenditori cinesi multimiliardari – si legge sul Financial Times -. Nessuno in China Renaissance lavora più duramente di lui”.

Negli ultimi anni, China Renaissance è diventata molto connessa al settore statale cinese. Ha formato una partnership strategica con Icbc International, divisione della banca statale, e ha accolto Cong Lin, una figura determinante collegata al sistema bancario statale cinese. Nel 2018, Bao ha pubblicato un articolo nel quale sosteneva che la sua impresa era connessa in qualche modo con il 70% delle aziende tech conosciute dal pubblico cinese.

FT ha raccolto alcune testimonianze che credono che i problemi di Bao siano legati a quelli di Cong, anche lui scomparso (e forse in stato di arresto): “Altri ipotizzano che le autorità cinesi potrebbero essere alla ricerca di informazioni relative ai suoi anni di affari dietro le quinte nel settore tecnologico”.

Certo è che la scomparsa di Bao si somma ad una lista di imprenditori cinesi dei quali non si è saputo più nulla, senza alcuna spiegazione. Il caso più famoso è quello di Jack Ma (qui l’articolo di Formiche.net), ma secondo Forbes sono almeno mezza dozzina i miliardari scomparsi negli ultimi anni dopo essersi scontrati con il Partito Comunista Cinese. In molti casi sono stati coinvolti in indagini di corruzione, evasione fiscale e altri reati.

Tra questi imprenditori ci sono Guo Guangchang, fondatore del gruppo Fosun, conosciuto come il Warren Buffet cinese, che nel 2015 è scomparso per un lungo periodo, come ricorda la Bbc. Anche l’imprenditore cinese-canadese, Xiao Jianhua, una delle persone più ricche della Cina, era scomparso nel 2017 e l’anno scorso è stato arrestato con l’accusa di corruzione. Così la scomparsa di Bao rischia di essere l’annuncio di una nuova ondata di repressione contro i grandi del tech in Cina.

La scomparsa di Bao Fan riaccende le paure degli imprenditori (non solo tech)

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