Skip to main content

In attesa di conoscere le intenzioni del grande invasore, del principale difensore e del più rilevante spettatore, lo sgomento per la tragedia di ucraini e russi, l’angoscia che la guerra divampi in Europa e nel mondo, ma anche le sempre più concrete prospettive di sconfiggere Putin, attraversano i commenti degli oltre cento leader internazionali che partecipano a Monaco alla Conferenza sulla sicurezza, in vista del primo anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.

Biden, Putin e Xi Jinping con i loro interventi annunciati all’inizio della settimana entrante, tre discorsi cruciali fra democrazia e dittatura, guerra e miraggi di pace, proiettano il forum bavarese in una dimensione d’attesa, sospesa fra il timore per l’eventuale ultimatum e le nuove sfide che potrebbe lanciare il Cremlino, l’immediata risposta americana e le speranze per la mediazione cinese.

“Sappiamo tutti quello che è successo. Vladimir Putin ha operato una frattura nella civilizzazione invadendo un paese libero e indipendente” ha denunciato il Presidente della Conferenza, Christof Heusgen. “Quella in corso” – ha aggiunto – “non è una battaglia fra est e ovest, fra Russia e Nato, ma è una battaglia fra lo stato di diritto e la prepotenza dei più forti. Una battaglia che preoccupa tutto il mondo”.

Dopo un anno di distruzioni e di massacri il bilancio di questo conflitto catastrofico è molto difficile, ha ribadito il Presidente francese Macron che ha aggiunto: “Non dobbiamo lasciare vincere la Russia che é la sola responsabile di questa guerra”.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky va immediatamente al punto:” L’ occidente faccia di tutto per garantire il collasso dell’aggressione russa già quest’anno”.

Dietro le quinte della conferenza l’attenzione è concentrata sull’esito dell’ennesima offensiva scatenata dall’armata russa. Mosca sta affrontando enormi difficoltà per lanciare attacchi su attacchi in occasione del primo anniversario dell’invasione afferma l’Intelligence Nato.

A Bakhmut gli ucraini sono sotto pressione, ma i russi stanno pagando con perdite astronomiche in termini di vite umane, al ritmo di 2000 soldati morti solo lo scorso weekend, per avanzare di pochi metri.

L’offensiva poi non si sta sviluppando lungo tutto il fronte, ma su piccoli punti di pressione. Le truppe russe sono male equipaggiate e mal addestrate e al momento – rileva l’intelligence dell’alleanza atlantica – gli ucraini sembrano avere la situazione sotto controllo. Sulle perdite subite da Mosca c’é la conferma dei servizi di sicurezza britannici. Secondo i bilanci degli ultimi rapporti dell’intelligence inglese, finora i militari russi che hanno perso la vita sono fra 40 e 60mila. Le stime arrivano a 175-200mila vittime dall’inizio dell’invasione se si contano anche i feriti. Nel report britannico si legge che il numero delle vittime tra le truppe russe é aumentato in modo significativo da settembre, da quando il presidente russo Vladimir Putin ha imposto la cosiddetta mobilitazione parziale. Per gli standard queste cifre rappresentano un’alta percentuale di decessi rispetto ai feriti: ciò è dovuto a un’assistenza medica estremamente rudimentale, viene specificato nei dossier informativi inglesi.

Sulla scia della guerra scatenata contro Kiev, Stati Uniti, Inghilterra, la Nato e l’Europa stanno dando la caccia alle spie russe. E’ una storia in progress ancora non scritta. Una guerra di ombre decisiva per il fallimento dell’invasione russa.

Nonostante la scoperta e l’arresto di Carsten Linke, un funzionario dell’intelligence tedesca che passava ai russi i segreti sui missili Himars, i micidiali lanciarazzi a lunga gittata americani che hanno capovolto l’esito del conflitto, e l’espulsione di massa di oltre 400 agenti segreti moscoviti mimetizzati da diplomatici, americani e europei avvertono che la Russia conserva capacità significative, anche se le sue agenzie di spionaggio hanno subito danni maggiori nell’ultimo anno rispetto a tutti i precedenti 22 dalla fine della Guerra Fredda. Tanto che Usa ed occidente hanno potuto avviare senza ritardi o sabotaggi, ed hanno tuttora in pieno svolgimento, la più ingente consegna di armi mai vista all’Ucraina.

“Il mondo é abbastanza diverso per i servizi russi ora”, ha affermato a margine della conferenza di Monaco Antti Pelttari, direttore del servizio di intelligence estero della Finlandia. “A causa delle espulsioni, dei successivi arresti e di un ambiente più ostile in Europa, ha aggiunto “la loro capacità è stata notevolmente ridotta”.

La Russia ha cercato di compensare la perdita di presa dell’intelligence affidandosi maggiormente al cyberspionaggio ed ha anche cercato di sfruttare i valichi di frontiera e i flussi di rifugiati per infiltrare nuove spie e ricostituire i suoi ranghi.

Come per i combattimenti al fronte anche la guerra sotterranea non è destinata a concludersi rapidamente. Ad affermarlo é il cancelliere tedesco Olaf Scholz. “Io penso che sia saggio prepararsi per una lunga guerra”, ha dichiarato, rifiutando previsioni sulla conclusione del conflitto e sottolineando la necessità di sostenere l’Ucraina per tutto il tempo necessario.

Alla vigilia di Monaco non era affatto scontato che il Cancelliere tedesco lo sottoscrivesse in maniera così incisiva e questo evidenzia il senso di fiducia e di speranza della conferenza per la salvaguardia dell’Ucraina.

Monaco e il ruolo decisivo di Putin, Biden e Xi Jinping. Il commento di D'Anna

Nonostante gli sfavorevoli precedenti, il forum dell’anniversario dell’invasione dell’Ucraina rappresenta quest’anno lo sfondo internazionale al completo dei maggiori leader mondiali a Monaco per i tre attesissimi interventi. L’analisi di Gianfranco D’Anna

Giorgio Ruffolo e l'ambiente come volano per lo sviluppo. Il ricordo di Clini

Ruffolo aveva un’idea molto chiara del ruolo delle politiche ambientali come volano della transizione verso la modernizzazione dell’economia e la crescita sostenibile, non solo su scala nazionale ma in ambito europeo e globale. Il ricordo di Corrado Clini, che proprio grazie a Ruffolo iniziò la sua carriera all’interno del ministero dell’Ambiente

Il dilemma della Bce di fronte al bivio della politica monetaria. L'analisi di Polillo

Tra il fare troppo e il fare troppo poco, il pendolo spinge verso questa seconda soluzione. Sempre che l’ortodossia – il nemico più subdolo delle scelte razionali – non prenda il sopravvento. L’analisi di Gianfranco Polillo

Varma (Brookings) spiega le mosse di Macron nell’Indo-Pacifico dopo il caso Aukus

La regione “rimane una priorità fondamentale per la Francia”, dice l’esperta. “È consapevole di dover affrontare la sfida della Cina, ma anche che ci sono molti modi per farlo rafforzando il multilateralismo e le relazioni bilaterali”

Un tavolo per le materie critiche. La mossa del governo davanti alla sfida cinese

L’obiettivo è “compenetrare le esigenze del sistema produttivo con gli obiettivi del rispetto ambientale, in una strategia Paese che determini anche le scelte europee e occidentali per l’autonomia strategica rispetto al predominio della Cina”, ha sostenuto il ministro Urso. Pichetto: “Necessario adottare misure che promuovano sempre più l’economia circolare”

Artico, Cina e Ucraina. Il messaggio di Soros ai leader del mondo

Sebbene il presidente Xi possa rimanere al potere nel breve periodo, non resterà in carica a vita, e la Cina non diventerà la forza dominante come previsto dai piani di Xi, sostiene il filantropo

La guerra di Putin ha risvegliato l’Ue dal sogno kantiano. Scrive Marta Dassù

Pubblichiamo un estratto della prefazione di Marta Dassù al libro “L’era della non-pace” (Bocconi University Press) del politologo britannico Mark Leonard, direttore e cofondatore dell’European Council on Foreign Relations

Terremoto in Siria e sanzioni, meglio fare chiarezza. L'opinione di Cristiano

Come mai i patriarchi non hanno speso una parola per gli otto giorni risultati necessari ad Assad per consentire alle Nazioni Unite di riaprire i corridoi umanitari? Il commento di Riccardo Cristiano

Basta “spionaggio”, la riforma dell’intelligence è anche nelle parole. Scrive Pasqualini

Di Maria Gabriella Pasqualini

Formiche.net ha lanciato un dibattito aperto sulla possibilità di riforma dei servizi informativi. L’intervento di Maria Gabriella Pasqualini, studiosa e docente dei servizi di sicurezza, autrice del volume “Storia politica della legislazione italiana dell’intelligence (1970-2021)” edito da Rubbettino

Astensionismo? Una patologia europea. La riflessione di Malgieri

Negli ultimi quarant’anni lo smottamento della partecipazione elettorale in Italia è stato progressivo. Ma non solo, vale anche per le elezioni europee che, quasi ovunque, hanno registrato una minore affluenza rispetto alle politiche. Forse una riforma dovrebbe partire da qui, dalla rappresentanza. Ma chi se ne cura? L’analisi di Gennaro Malgieri

×

Iscriviti alla newsletter