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Ieri sera Roberto Baldoni si è dimesso dal ruolo direttore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn), che aveva guidato fin dal momento della sua costituzione, nell’agosto 2021. Dal gennaio 2018, il professore era a capo della struttura di cybersicurezza del Paese: prima di guidare l’Acn, era stato nominato vicedirettore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza con il compito di sviluppare l’architettura nazionale di cybersecurity e coordinare le azioni di mitigazione degli attacchi cyber con impatto sulla sicurezza nazionale.

C’è il contesto internazionale: l’invasione russa dell’Ucraina ha reso la geopolitica un elemento centrale nelle dinamiche nel cyberspazio. E ci sono gli impegni europei: l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale è chiamata a gestire i 623 milioni di euro del Pnrr destinati a rafforzare le difese di cybersecurity nelle Pubbliche amministrazioni, oltre a una quota pari all’1,2% degli investimenti nazionali lordi su base annuale per l’implementazione della Strategia nazionale di cybersicurezza. Sono le sfide che eredità il successore di Baldoni, la cui nomina spetta al presidente del Consiglio come l’”alta direzione e la responsabilità generale delle politiche di cybersicurezza”. Lo prevede la legge istitutiva dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (il decreto-legge 82 del 14 giugno 2021 convertito dalla legge 109 del 4 agosto 2021).

È uno dei compiti attribuiti in via esclusiva al presidente del Consiglio, quelli che non può delegare neppure all’Autorità delegata alla sicurezza della Repubblica, incarico ricoperto oggi dal sottosegretario Alfredo Mantovano. Tra questi rientra anche “la nomina e la revoca del direttore generale e del vice direttore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (..) previa deliberazione del Consiglio dei ministri”, la cui prossima seduta è stata convocata dal presidente Giorgia Meloni giovedì 9 marzo nel Comune di Cutro (Crotone). Inoltre, la legge prevede il il presidente del Consiglio dei ministri informi “preventivamente” delle nomine sia il Copasir sia le commissioni parlamentari competenti.

Il primo compito del nuovo direttore sarà la relazione sull’attività svolta dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale nel 2022. La legge prevede che il presidente del Consiglio la trasmetta entro il 30 aprile al parlamento. Entro il 30 giugno, invece, dovrà trasmettere al Copasir la relazione sulle attività svolte nel 2022 dall’Agenzia negli ambiti concernenti la tutela della sicurezza nazionale nello spazio cibernetico relativamente ai profili di competenza del Comitato.

Come si nomina il direttore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale

Ieri sera Roberto Baldoni si è dimesso dalla guida dell’autorità che guidava fin dal momento della sua costituzione, nell’agosto 2021. Ora tocca al presidente Meloni, con il sottosegretario Mantovano, indicarne il futuro

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