Skip to main content

Chi è un buon leader, e quali sono le caratteristiche che deve possedere per riuscire a guidare le società e le organizzazioni a loro affidate al successo? Sono stati questi gli interrogativi al centro del convegno La mia Leadership promosso dal Centro alti studi per la Difesa (Casd), in collaborazione con Elettronica, e dedicato al delicato tema dell’arte del comando. Lo ha fatto rivolgendosi alle riflessioni di esperti provenienti da realtà molto diverse perché, come ricordato dal presidente del Casd in apertura, l’ammiraglio Giacinto Ottaviani, “la leadership è trasversale, è per quanto gli ambiti siano differenti, esiste sempre il fattore comune della necessità di gestire le risorse”. Non è del resto un caso che il convegno si sia tenuto presso il prestigioso ente militare, come ricordato da Ottaviani infatti, “la leadership è di casa qui”. L’istituto infatti forma i comandanti delle nostre Forze armate e non solo, ricomprendendo militari esteri e dirigenti civili.

L’intelligenza emotiva

Ad aprire il convegno è stata la presentazione del professor Daniel Goleman, che ha illustrato le caratteristiche dell’intelligenza emotiva, quella capacità empatica di cui lo studioso è considerato il teorico fondatore. Per Goleman, infatti, la domanda di partenza per i suoi studi è stata “perché un comandante è più efficace di altri”, a parità di conoscenze tecniche? La risposta sta nell’uso intelligente delle emozioni, nella capacità di auto-coscienza, e nell’empatia, che consente di costruire relazioni efficaci con le persone che si ha intorno. Tutte capacità che sempre più spesso sono ricercate anche dalle aziende, con la richiesta delle cosiddette soft skill che è aumentata negli ultimi anni del 30%, a fronte di un calo della richiesta di hard skill del 40%. Le capacità tecniche, infatti, possono essere considerate il punto di partenza, ma quello che davvero fa la differenza è l’empatia di un leader. “Se le persone amano quello che stanno facendo, si sentono coinvolte, lavorano meglio, e questo aumenta non solo la soddisfazione, la salute fisica e mentale, ma anche i risultati, che in un’azienda significano profitti”. Al contrario, bullizzare, ignorare i bisogni altrui, pretendere dagli altri quello che non si pretende per sé creano leader peggiori. “La leadership, infatti – ha chiosato Goleman – comincia con il saper guidare sé stessi”.

La persona al centro

Al centro di tutte le riflessioni è sempre rimasto costante il ruolo della persona. Come ricordato dal video messaggio inviato dal presidente del Coni, Giovanni Malagò, “sono le persone a fare il ruolo, e non viceversa”, ricordando come troppo spesso si assiste a un abuso della carica senza che vi sia una sostanziale riconoscibilità dell’autorevolezza del leader. L’importanza della persona al centro della riflessione emerge soprattutto in un secolo come questo, “un momento di trasformazione sociale e tecnologico” come ricordato dal ceo di Elettronica, Domitilla Benigni, per cui il leader deve essere in grado di capire e interpretare il cambiamento. Le caratteristiche “di assertività e leader gerarchica” non sono adatte alla nuova società, dove c’è bisogno non di “leader eroi soli al comando, ma gruppi coinvolti in processi diffusi”, più veloci e flessibili. Questo è tanto più importante nel momento in cui si affronta il delicato equilibrio tra umani e macchine, con il ruolo del leader che deve “potenziare il fattore umano nella civiltà delle macchine e digitale”, ha detto ancora Benigni. In questo, dunque, il leader deve essere inclusivo, un tema che si lega anche a quello della leadership al femminile “un aspetto sottovalutato, ma le donne hanno delle caratteristiche distintive di leadership visionaria, con una maggiore visione inclusiva” capace di stimolare e valorizzare il potenziale dei propri collaboratori.

Le qualità di un comandante

E sono proprio i collaboratori i giudici della qualità di un buon leader. “Per rispondere alla domanda se sono stato all’altezza degli uomini e delle donne che ho avuto l’onore di guidare bisogna chiederlo proprio a loro”, ha infatti sottolineato il capo di Stato maggiore della Difesa, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone. “Tutti cerchiamo un leader” ha aggiunto l’ammiraglio, ricordando come i leader sono coloro “che in un secondo fanno la differenza, capaci di salvare le vite dei propri commilitoni e delle popolazioni loro affidate”. Saper scegliere buoni leader, tra l’altro, è l’arduo compito che spetta ai comandanti. “Ma come si trova un buon leader?” si è domandato Cavo Dragone. La storia aiuta con gli esempi, alcuni citati dall’ammiraglio, da Giovanna D’Arco a Martin Luther King e Nelson Mandela. Il leader, dunque, è chi sa distinguere in un attimo la scelta giusta da quella sbagliata, dando priorità al bene comune, mettendo la dignità al primo posto e pronto al sacrificio per gli altri, “e con una rigida bussola etica e morale, altrimenti ricadrebbe inesorabilmente nella categoria dei tiranni”. Per Cavo Dragone, tra l’altro, il leader spesso si trova nelle ultime file “ma che quando parla fa calare il silenzio” pronto a una vita di responsabilità. Per il capo di Stato maggiore della Difesa, dunque, le virtù di un buon comandante militare sono “principi etici e morali, professionalità, la capacità di pretendere il merito e riconoscerlo negli altri, e l’attitudine militare, il coraggio di optare per la scelta migliore anche e difficile”.

Le virtù di un leader

A guidare il leader, il presidente emerito del Pontificio consiglio della Cultura, Cardinale Gianfranco Ravasi, deve esserci anche una bussola morale ed etica. Una serie di stelle-guida, racconta il sacerdote, già teorizzate dagli autori classici, a partire da Platone, Socrate, fino a Cicerone e passata a Sant’Agostino. “La prima stella è il verum, la verità” la costante ricerca di ciò che è vero nel mondo. “La seconda è il bonum, l’etica, la capacità di distinguere il bene dal male”, spiega ancora Ravasi, che conclude con la terza stella, “il pulchrum, il bello”. Il leader, infatti, deve possedere anche una dignità esteriore, un linguaggio capace di rappresentare in modo coinvolgente il proprio messaggio. Naturalmente, però, per il cardinale il leader deve possedere anche una quarta capacità, l’umiltà, “in latino le due parole che indicano la leadership sono magister, il capo, dal latino magis ‘più’, ma anche minister, che viene da minus ‘meno’, e indica la capacità di mettersi spalla a spalla con i propri subalterni”.

Leadership empatica e inclusiva. La lezione del Casd per i comandanti di domani

Dalla teoria dell’intelligenza emotiva, all’identikit del buon comandante, passando per esempi virtuosi di leader del passato e del presente. Questi i temi del convegno “La mia Leadership”, promosso dal Centro alti studi per la Difesa (Casd), in collaborazione con Elettronica, con la partecipazione di Daniel Goleman, Giovanni Malagò, Domitilla Benigni, Giuseppe Cavo Dragone e Gianfranco Ravasi

Irpef, ma non solo. Perché sul fisco il governo l'ha azzeccata. Parla Rossi

Intervista all’economista ed ex senatore dem. L’impianto fin qui ​visto è condivisibile​, perché​ ​s​i mutuano molti degli aspetti già presenti nella proposta avanzata dal governo precedente e al contempo non mancano elementi di novità​. Giusto sopprimere l’Irap, mentre sull’Iva si può migliorare. La Bce? Fa il suo lavoro​

Italia ponte naturale verso Israele. La visita di Netanyahu vista da Saccone

EastMed? “L’Italia potrebbe, con il nuovo gasdotto, svolgere il ruolo di ponte tra l’Occidente e l’Oriente, senza dimenticare che Israele è una delle pochissime democrazie in quel quadrante mediorientale. Dobbiamo prendere coscienza che abbiamo le porte aperte dappertutto, ma occorre avere una classe dirigente e anche una classe imprenditoriale che siano davvero capaci di mettere a frutto tali occasioni”. Conversazione con l’ex senatore popolare

Contrastare la disinformazione in tempo di guerra (e non solo)

Sviluppo del pensiero critico, fact-cheking, debunking e open source intelligence. Gli strumenti più efficaci per combattere la disinformazione al convegno Reshaping the Infosphere, organizzato da Idmo

Che succede con il crac della Silicon Valley Bank? Un colpo al venture capital

Dopo il crollo a -60% (con oltre 80 miliardi di dollari di perdite), la banca di riferimento delle startup del settore tecnologico è stata chiusa dalle autorità federali e messa sotto la tutela della Federal Deposit Insurance Corporation. La caduta ha scatenato il timore tra investitori e clienti, trascinando con sé altre banche e titoli

Verso un salto quantico nelle relazioni Italia-Israele. Meloni riceve Netanyahu

Incontro al vertice a Palazzo Chigi con l’impegno a tenere presto un vertice intergovernativo. Durante un forum con le aziende e il ministro Urso, il premier israeliano ha sottolineato l’importanza dell’innovazione, che parte sempre da esigenze militari. Per l’Italia c’è la prospettiva di un posto nell’Ordine Indo-Abramitico

ChatGPT al servizio del Pentagono? La provocazione dell’Air Force

Di Giulia Missarelli

L’intelligenza artificiale è sempre più utilizzata per facilitare e automatizzare i processi delle organizzazioni, anche nella Difesa. Dal deputy chief information officer dell’Us Air force arriva la provocazione: utilizzare ChatGPT per semplificare la burocrazia del Pentagono

La roadmap della Difesa tra innovazione e procurement. L’audizione di Portolano

Innovazione, procurement, una base industriale della Difesa competitiva e l’aumento del personale del dicastero. Questi i temi al centro dell’audizione del Segretario generale della Difesa e Direttore nazionale degli armamenti, Luciano Portolano, sulle linee programmatiche del suo mandato, svoltasi presso le commissioni Affari esteri e Difesa di Camera e Senato

Von der Leyen Biden

Incontro Biden-von der Leyen, cosa aspettarsi tra Ira e Cina

Si avvicina la risoluzione dello screzio transatlantico sull’Inflation Reduction Act, nel nome dell’unità (anche industriale) del fronte democratico. È probabile un’intesa nel campo delle materie prime per poter estendere i sussidi americani alle industrie europee. In cambio Bruxelles opta per un approccio a Pechino più vicino a quello di Washington

La Cina facilita la riapertura delle relazioni tra Iran e Arabia Saudita

Per Bianco (Ecfr), l’accordo mediato dalla Cina tra Iran e Arabia Saudita segue i contatti già creati in Iraq e Oman. L’intesa che normalizzerà le reazioni tra le due potenze è destinata a rimodellare le dinamiche del Medio Oriente. Pechino guadagna peso strategico nella regione e negli affari internazionali?

×

Iscriviti alla newsletter