Skip to main content

La settantatreesima edizione del Festival di Sanremo è orami in archivio, con tutto lo strascico, pure questo tipicamente sanremese, di polemiche e colpi di scena. Veri, presunti e costruiti a uso e consumo dell’audience.

Tra i ventotto artisti in gara è stato Marco Mengoni a prendersi il primo posto sul palco dell’Ariston, ma accanto al cantante nato a Ronciglione e lanciato nel gotha musicale dalla vittoria ottenuta nel 2009 a X Factor, ci sono altri protagonisti che hanno segnato la kermesse canora più amata dagli italiani.

Prima tra tutti, ci sono i Ferragnez, Chiara e Fedez, con i due baby influencer al seguito, che hanno monopolizzato le discussioni digitali sin dalla prima serata del Festival, guadagnando, oltre al cachet, milioni di interazioni da spendere sin dal giorno successivo. L’account Instagram di Chiara Ferragni, da martedì 7 a sabato 11 febbraio, ha totalizzato, 17.221.524 reaction con una quota di engagement del 12% e una crescita finale di 221.300 nuovi follower che sono una piccola ma significativa goccia in un fandom che attualmente sfiora i 29 milioni di follower. A questi primi numeri, però, ci sono da aggiungere quelli, per nulla inconsistenti, ottenuti dall’account Instagram di Fedez. Al pallottoliere dei Ferragnez si sommano gli 8.202.950 reaction ottenuti da Fedez con appena 7 post, rispetto ai 17 della moglie, e un incremento finale di 40.902 nuovi follower che vanno ad aggiungersi ai 14.561.324 che già seguono l’account del rapper-imprenditore-influencer milanese che ha sfruttato appieno il contesto festivaliero per accrescere la reputazione di artista ibrido.

Questo conteggio potrebbe ulteriormente allungarsi se mettiamo dentro qualche altro milione di reazioni che arrivano dagli account Twitter e TikTok di entrambi o, giusto per salire sull’Everest e guardare dall’alto in basso il mondo, una decina di milioni di visualizzazioni che hanno incassato i video pubblicati sull’account di TikTok theferragnez.family, che ha fatto addirittura registrare una percentuale dell’88% engagement nei cinque giorni del Festival.

La palma di terzo vincitore, virtuale, di Sanremo spetta ai canali social ufficiali della kermesse che rispetto all’edizione dell’anno scorso hanno incrementato del 56% le interazioni totali raccolte dagli account Facebook, Instagram e Twitter. Il salto in alto ha portato il totale da 8,3 milioni di reaction a 14,7 milioni dell’edizione 2023. Nel confronto delle performance poi è stato escluso l’account ufficiale di TikTok, aperto solo il 18 gennaio di quest’anno con il video di esordio affidato direttamente ad Amadeus che ha totalizzato oltre 2,3 milioni di visualizzazioni.

Il video, invece, che ha ottenuto i migliori risultati tra quelli pubblicati sull’account Sanremorai di Tiktok è del 7 febbraio scorso, con l’esibizione di Mr.Rain: 644. 000 like, 5823 commenti, poco meno di 41.000 condivisioni e ben 6,5 milioni di visualizzazioni.

Se un tempo il Festival viveva solo nel tubo catodico, oggi, invece non c’è soluzione di continuità tra tv e rete e “Sanremo” è la keyword che in assoluto negli ultimi cinque giorni ha ottenuto il numero più ampio di menzioni: 230.000. Come termine di confronto, nello stesso periodo, si tenga conto che “Meloni” ne ha incassato poco più di 30.000, “Zelensky” e “Mattarella” si sono fermati a 13.000 o giù di lì, “Ferragni” a 45.000 e “Mengoni” a 119.000.

Ovviamente a prendersi la fetta più ampia di parlato digitale dedicato a “Sanremo” sono state le piattaforme social con Facebook in testa grazie alla percentuale del 70.92%, seguita poi da Twitter, che in tema di Festival riesce a prendersi uno spazio non trascurabile rispetto alla media, con una quota percentuale del 10,97%.

Il coinvolgimento in rete e sui social, come nello scorso anno, ha fatto segnare la curva con il maggior picco al termine della seconda giornata, con un engagement finale di oltre 70 milioni, poi dalla terza giornata in poi la keyword è ritornata a generare numeri ordinari che sono scesi sotto la soglia dei 10 milioni.

Infine, con la crescita delle menzioni, passate da 159.000 dell’edizione precedente alle attuali 230.000, si è registrato anche un calo del sentiment prodotto da “Sanremo”: quest’anno il mood positivo è stato del 36% rispetto al 44,83% del 2022, una perdita legata in parte anche alle polemiche, non solo politiche, alle quali ha dato il “la” l’annuncio della partecipazione, poi annullata, del presidente ucraino Zelensky.

Il Sanremo di Fedez, non di Mengoni, è alle spalle. Ecco numeri e dati

I Ferragnez hanno monopolizzato le discussioni digitali sin dalla prima serata, ma accanto loro ci sono altri protagonisti. Post, interazioni e visualizzazioni della settantatreesima edizione del festival più amato dagli italiani. L’analisi di Domenico Giordano, Arcadia

La guerra in Ucraina riduce l'antiamericanismo in Europa

Sentimento assai diffuso in ampi settori delle società europee, è in forte diminuzione dal 2022. Di fronte a potenze autocratiche, molti smettono di concentrarsi sulle differenze e riscoprono valori comuni quali la libertà individuale e il pluralismo democratico. Un fenomeno di lungo termine? Lo studio del Financial Times

L’eredità di Enrico Mattei e il futuro dello spazio italiano. Il punto di Spagnulo

Pochi sanno che l’Italia è diventata una potenza spaziale sin dagli anni Sessanta, anche grazie al presidente dell’Eni Enrico Mattei. Un’eredità da conoscere e da tenere a mente per il futuro. L’opinione dell’ingegnere ed esperto aerospaziale Marcello Spagnulo

DeSantis contro Disney, si accende la battaglia tra repubblicani e politicamente corretto

Approvata la legge che darà al  governatore della Florida il potere di scegliere i consiglieri del distretto di Disney World ed elimina lo statuto speciale che finora era stato garantito al più grande parco divertimenti al mondo. Dietro, la battaglia sull’insegnamento dell’identità di genere nei primi anni delle elementari, e la conquista dell’elettorato conservatore che cerca un nuovo difensore dopo aver votato in massa per Trump

 

Il Golfo torna centrale nel panorama finanziario globale

Il ritorno sulla scena finanziaria degli idrocarburi, con l’impennata dei prezzi energetici, hanno fatto catapultare nel vicino Oriente manager, broker e banchieri. I grandi fondi sovrani ora devono decidere come e dove investire la liquidità, anche in vista di future transizioni

 

Phisikk du role - Il metaverso Sanremo e gli effetti collaterali

Il festival è una cosa che in natura non esiste, creato dalla Rai. Lo spettacolo mainstream per eccellenza è l’archetipo dell’evento nazionalpopolare. C’è una covata di ragazzi furbetti, ornati di bimbi con le ali, di mammine in platea con la lacrima sul viso, di orgoglio da gay pride, a sgomitare per far notare non l’ugola, men che meno l’originalità della musica, che non c’è, ma la trasgressione casereccia, sdoganata a prescindere dalla benedizione preventiva. Il commento di Pino Pisicchio

Bandite le merci dallo Xinjiang. L’appello del leader uiguro Dolkun Isa all’Italia

Il presidente del Congresso mondiale uiguro torna a Roma dopo che sei anni e mezzo fa era stato fermato dalla Digos su segnalazione del governo cinese. A Formiche.net dice: “I rapporti più recenti indicano che i campi di rieducazione si sono trasformati in campi di lavoro e strutture carcerarie”

La lezione del Cortile dei gentili. Il cardinal Ravasi su Ratzinger

Di Gianfranco Ravasi

Una prospettiva cara al teologo Ratzinger e al Papa Benedetto XVI è quella che egli definiva come “la ragione allargata”. La conoscenza umana è infatti simbolica, ossia unisce diversi livelli e percorsi, da quello scientifico all’estetico, dal filosofico al teologico, dallo sperimentale al mistico. Tra Morricone e Zaha Hadid, il commento di Gianfranco Ravasi, cardinale e presidente emerito del Pontificio consiglio della cultura e della Pontificia commissione di archeologia sacra

La cultura (scientifica) è di tutti. Anche del Mezzogiorno.​ La proposta di Melchiorre

La commissione Cultura del Senatochiede al governo di aumentare la dotazione di fondi destinata alla promozione della scienza e della tecnologia in Italia. Ma anche di smetterla di privilegiare il Nord e di pensare finalmente al Meridione​

Il coraggio degli ucraini è l’ingrediente per vincere la guerra

La stragrande maggioranza degli ucraini é determinata a proteggere la propria patria anche se la Federazione Russa lanciasse un attacco nucleare. E vuole entrare nella Nato e nell’Unione europea per garantire la propria sicurezza

×

Iscriviti alla newsletter