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Com’è noto, le trattative per raggiungere una possibile pace tra Russia e Ucraina in questa fase languono, mentre invece suonano i bombardieri russi sul Donbass. C’è uno squilibrio ai fini negoziali fra i due Paesi: mentre la Russia durante la fase della guerra ha incassato 34 miliardi per l’esportazione di idrocarburi, che in qualche modo sostengono la sua economia, l’economia dell’Ucraina è praticamente azzerata. Ormai, infatti, nel Paese quasi nessuno lavora, le tasse sono sospese e l’Ucraina vive a credito, beneficiando dei non molti sostegni che arrivano dagli Usa, l’ultimo di un miliardo e dall’Ue.

Sembra che la Russia sia disposta a trattare solo dopo aver conquistato il Donbass, ma comprendere la situazione non è facile in quanto tutto sta nella testa e nelle mani di Putin. Lo stesso ministro degli esteri Lavrov, uomo di grande esperienza e competenza, sembra si sia lasciato andare un’espressione del tipo che è inutile discutere, “tanto decide Putin”.

Quanto al lato ucraino, è vero che Zelensky ha chiesto che si offrano a fare da garanti un insieme di Paesi, Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Turchia, Polonia, Israele, Canada e Italia, ma finché procede la guerra concentrata sul Donbass non è facile che emerga qualche risultato.

La vera sostanza sta nel fatto che i primi veri garanti per l’Ucraina sarebbero gli Usa, ma da parte loro non c’è, almeno per ora, alcuna apertura a negoziare. Inoltre, mentre per la Russia decide da solo Putin, a Kiev, invece, il pur autorevole Zelensky deve rendere conto a una serie di personaggi politici, imprenditoriali e militari, oltre che agli alleati internazionali.

Le prospettive per una possibile trattativa sono pertanto in questa fase più incerte e labili che mai. Né può bastare il fatto che il Cancelliere austriaco Karl Nehammer abbia visto oggi a Mosca Putin dopo aver visto Zelensky sabato scorso. La sostanza delle cose sembra stia nel fatto che nessuno sarà determinante finché Washington non avrà un ruolo attivo nella partita della pace, mentre invece oggi sembra concentrata nella partita della fornitura di armi.

Inoltre, sembra che Putin non incontrerebbe mai Zelensky che pur da tempo chiede un incontro fino a quando non sia risolta la questione della conquista del Donbass su cui da parte ucraina ci sono ovviamente forti perplessità e opposizioni. La bilancia, purtroppo, pende quindi a favore della prosecuzione della guerra e in questa fase le prospettive della pace sono più incerte e labili che mai, mentre le economie dei paesi europei, a cominciare da quella dell’Italia, soffrono e soffriranno sempre più i costi indiretti della guerra.

Guerra o pace, dove pende la bilancia tra Russia e Ucraina. Scrive Tivelli

La bilancia, purtroppo, pende a favore della prosecuzione della guerra e in questa fase le prospettive della pace sono più incerte e labili che mai, mentre le economie dei Paesi europei, a cominciare da quella dell’Italia, soffrono e soffriranno sempre più i costi indiretti della guerra

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