L’Italia non può permettersi ulteriori manovre restrittive. Di austerity, infatti, rischia di morire. Per questo quel deficit al 3,1%, che la condanna nel girone di coloro che non hanno rispettato il Patto, lascia l’amaro in bocca. L’analisi di Gianfranco Polillo
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Perché la Cina non digerisce le nuove regole made in Europe
La sterzata impressa dal commissario europeo Stéphane Séjourné, al fine di escludere Pechino dai finanziamenti pubblici dell’Ue, necessita di una fase due che dovrà essere rapidamente attuata, interloquendo con quei Paesi che hanno le disponibilità di terre rare di cui l’Industrial Acceleration Act ha bisogno. Paesi che, ad esempio, vantano già un dialogo produttivo con un membro dell’Ue come l’Italia grazie al Piano Mattei
Il canale di Panama è il nuovo Hormuz. E la Cina sale sul carro di Blackrock
Da quando la guerra in Iran ha paralizzato lo stretto di Hormuz, l’infrastruttura panamense è diventata il nuovo ombelico marittimo del mondo. E adesso, per salvare il salvabile, Pechino è disposta a negoziare un suo ingresso nella cordata statunitense pronta a subentrare al Dragone nella gestione del canale
Cina: partner, competitor o avversaria? La sfida europea secondo Terzi
È necessario prendere piena consapevolezza che, nella ricerca europea e occidentale di commercio equo, investimenti e sicurezza basata sul diritto, la Cina non è solo partner e competitor, ma anche avversaria quando adotta una visione sinocentrica che revisiona il diritto internazionale, ricorrendo a coercizione, interferenze e minacce ibride. Il commento del senatore Giulio Terzi di Sant’Agata
Il fuoco all’Hilton e la nostra mappa sbagliata. Scrive Volpi
L’ennesimo attentato contro Donald Trump riporta in superficie un limite ricorrente dello sguardo europeo sull’America, la tendenza a leggere tutto con categorie politiche che non bastano a spiegare ciò che accade oltreoceano. Destra e sinistra, liberal e conservatore, centro e periferia non coincidono con i nostri riferimenti. Per questo il vero errore non è solo capire male un episodio, ma continuare a interpretare gli Stati Uniti con un vocabolario che non è il loro
Ue-Mercosur, quali prospettive economiche per il futuro. Il forum di Prato
Previsioni, ostacoli, soluzioni e qualche richiesta sul piano politico e umanitario. Il 27 aprile rappresentanti d’Europa e Paesi sudamericani si sono confrontati a Prato nel Forum economico Italia–America Latina organizzato dal ministero degli Affari esteri, l’Istituto Italo-Latino-americano e l’Agenzia Italiana del Commercio
Kidal, così jihadisti e tuareg hanno battuto i russi in Mali. L’analisi di Caruso
Iyad Ag Ghali, settantadue anni, tuareg di Kidal, ex percussionista del collettivo Tinariwen, ex diplomatico maliano a Jeddah, oggi emiro del Jnim e uomo più ricercato del Sahel, non ha mai nascosto il suo obiettivo: uno Stato islamico nel cuore dell’Africa occidentale. Il 25 aprile 2026, con la più grande offensiva coordinata degli ultimi vent’anni, ha dimostrato di essere più vicino a raggiungerlo di quanto chiunque volesse ammettere. L’analisi del generale Ivan Caruso, consigliere militare della Sioi
Chi controlla la tecnologia controlla il futuro. Parla Keith Krach
Keith Krach — ex Sottosegretario di Stato e oggi tra le voci più influenti sulla diplomazia tecnologica — delinea con Formiche.net in questa intervista i contorni della competizione che sta ridefinendo gli equilibri globali. Dalla centralità delle “trusted technologies” alla competizione tra Stati Uniti e Cina, fino al ruolo dell’Italia come nodo strategico tra Europa e Stati Uniti, emerge un filo conduttore: la sfida non è più solo politica, ma industriale e sistemica, e si gioca sulla capacità delle democrazie di costruire ecosistemi tecnologici basati sulla fiducia
Chi (non) perde dall’uscita della Spagna dalla Nato
Dall’aumento della spesa militare all’allontanamento di investitori e flusso commerciale. Gli effetti (negativi) di un’uscita degli spagnoli dall’alleanza transatlantica peserebbero su Madrid. Ma anche agli europei in termini di unità politica e affidabilità
Cyberattacchi russi contro la Germania. Nel mirino politici e diplomatici su Signal
Una campagna di phishing sofisticata, attribuita con elevata probabilità alla Russia, ha preso di mira esponenti di primo piano della politica, della diplomazia e delle forze armate tedesche. L’operazione, costruita attorno a un falso chatbot di assistenza tecnica, ha puntato alla compromissione degli account su Signal, piattaforma ritenuta tra le più sicure al mondo
















