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La scorsa settimana si è consumato l’ultimo triste crimine di guerra compiuto dalla Russia.

Missili russi hanno colpito indiscriminatamente aree civili in tutta l’Ucraina, appena due giorni dopo l’esplosione del ponte che collega la penisola della Crimea annessa alla Russia.

A Zaporizhzhya, nel Sud-Est del Paese, 12 razzi russi hanno parzialmente distrutto una torre di nove piani e hanno raso al suolo altri cinque edifici residenziali. Kateryna Ivanova e la sua famiglia sono stati costretti a correre in bagno mentre il loro appartamento si riempiva di fumo. Dopo essere riuscita a fuggire in strada, Kateryna ha incontrato una vicina di casa che urlava per la morte di suo marito.

Un’altra donna, Lyudmyla, ha raccontato di essersi precipitata a svegliare i figli per portarli al sicuro, dopo che un’esplosione aveva completamente distrutto la porta di casa. Kateryna e Lyudmyla sono tra le più fortunate. Decine di civili innocenti hanno perso la vita a causa dei missili che hanno colpito Lviv a Ovest e Kharkiv a Est.

I russi non hanno avuto remore a bombardare l’area giochi per bambini del parco Shevchenko, nel centro di Kiev. Un missile esploso ha lasciato una voragine a terra. Pezzi di metallo sono atterrati a pochi metri dalle strutture per bambini, dipinte con colori vivaci.

In Ucraina si verificano quotidianamente crimini di guerra. I nostri alleati devono garantire che queste gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale non rimangano impunite.

Dall’invasione illegale di febbraio, le più potenti democrazie del mondo si sono unite per infliggere gravi danni all’economia russa attraverso sanzioni mirate.

Tuttavia, l’impatto non è stato decisivo. Dobbiamo fare di più. Abbiamo due strade: possiamo sconfiggere la Russia ora, con sanzioni estese e un maggiore sostegno militare all’Ucraina, oppure prepararci a sconfiggerla in una guerra su vasta scala più tardi, con costi molto più alti per l’economia globale e le democrazie di tutto il mondo.

Una potenziale risposta potrebbe arrivare dall’esclusione della Russia dal Gruppo d’azione finanziaria internazionale (Gafi), un’organizzazione intergovernativa che agisce come organo di vigilanza globale contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.

Tutti i 206 membri del Gafi e le organizzazioni osservatrici, tra cui il Fondo monetario internazionale, le Nazioni Unite, la Banca mondiale, l’Interpol e il Gruppo Egmont delle Unità di informazione finanziaria, si riuniranno oggi a Parigi per una riunione plenaria. L’Ucraina chiede che il Gafi riconosca che la Russia ha commesso violazioni su larga scala degli standard Gafi, e dovrebbe pertanto essere esclusa dall’organizzazione.

Una tale decisione avrebbe conseguenze reali ed eserciterebbe pressioni sul Cremlino affinché ponga fine alla sua guerra insensata.

L’esclusione della Russia dal Gafi invierebbe un chiaro segnale alle aziende e alle istituzioni finanziarie di tutto il mondo: la Russia non sarebbe più considerata un centro finanziario affidabile, dove i fondi siano al sicuro. L’inclusione della Russia nella lista nera del Gafi limiterebbe anche la sua capacità di eludere le sanzioni, dato che le società russe hanno operato transazioni attraverso altre banche russe che non sono state sanzionate. Una volta esclusa la Russia dal Gafi, questa opzione verrà meno.

Anche gli scambi commerciali della Russia con il resto del mondo risentirebbero di questa misura, poiché sarà più difficile ricevere pagamenti per le esportazioni e le importazioni. Dopo che l’Iran è stato inserito nella lista nera del Gafi nel 2020, le sue esportazioni di beni e servizi sono diminuite di circa il 30%.

Non stiamo chiedendo al Gafi di fare il passo più lungo della gamba. Diverse istituzioni internazionali hanno espulso la Russia a seguito dell’invasione dell’Ucraina, compreso il Consiglio d’Europa. È stata inoltre sospesa la partecipazione di Mosca al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite.

La Federazione Russa ha commesso crimini di aggressione, crimini contro l’umanità, crimini di guerra e, potenzialmente, genocidio. Il finanziamento di queste attività avviene a spese del bilancio statale russo: Mosca spende infatti 900 milioni di dollari al giorno per la guerra contro l’Ucraina.

Dato il suo ruolo centrale nell’affrontare i crimini finanziari internazionali, il Gafi dovrebbe assumere una posizione più proattiva sulle evidenti violazioni del diritto internazionale da parte della Russia, al fine di consolidare la sua credibilità globale.

Anche l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite – molto criticata negli ultimi anni per la mancanza di influenza a livello globale – ha votato a stragrande maggioranza la scorsa settimana per condannare il “tentativo di annessione illegale” da parte della Russia di quattro province in Ucraina e per dichiarare che le rivendicazioni territoriali di Mosca “non hanno alcuna validità ai sensi del diritto internazionale”. Solo la Russia e altri quattro Paesi – Siria, Nicaragua, Corea del Nord e Bielorussia – hanno votato contro la risoluzione, mentre 143 Paesi hanno votato sì.

Il Gafi dovrebbe accettare che l’unica logica seguita da Mosca è quella del potere. Quanto più aggressiva e completa sarà la risposta, tanto più rapidamente finirà questa guerra.

E per essere chiari, è la Russia che deve porre fine a questa guerra. Nelle ultime settimane, l’Ucraina ha notato che da parte di vari centri di interesse sono arrivati sempre maggiori appelli alla pace. L’Ucraina cerca la pace. L’Ucraina desidera la pace. Ma l’Ucraina non cederà mai alla pace con la coercizione.

Se serve una prova di ciò, basta tornare al parco giochi per bambini di Kiev distrutto dai missili russi la scorsa settimana.

Il parco giochi è intitolato al poeta nazionale ucraino, Taras Shevchenko, un ex servo della gleba che ha combattuto contro la sottomissione russa zarista nel XIX secolo. Le sue opere di resistenza sono ora inneggiate dal popolo e compaiono sulle mura degli edifici pubblici in tutta l’Ucraina, tra cui questa frase tratta dalla poesia “Il Testamento”: “Oh, seppellitemi, poi alzatevi; e rompete le vostre pesanti catene; e bagnate con il sangue dei tiranni la libertà che avete conquistato”.

Escludere Mosca dal Gruppo d’azione finanziaria. Scrive il consigliere di Zelensky

Di Vladyslav Vlasiuk

“Abbiamo due strade: possiamo sconfiggere la Russia ora, con sanzioni estese e un maggiore sostegno militare all’Ucraina, oppure prepararci a sconfiggerla in una guerra su vasta scala più tardi, con costi molto più alti per l’economia globale e le democrazie di tutto il mondo”. L’intervento di Vladyslav Vlasiuk, consigliere dell’Ufficio del presidente ucraino

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