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La morte della regina Elisabetta II di Inghilterra, avvenuta all’età di 96 anni, ha scosso il mondo intero. Molti media inglesi hanno suscitato dubbi sul reale benessere della monarchia nel Regno Unito dopo la scomparsa della sovrana. Eppure pochi nel mondo e soprattutto nel nostro Paese sanno l’importanza e le regole delle quali si avvalgono le monarchie. Se di Queen Elisabeth sappiamo ormai tutto e, mediaticamente parlando, la sentivamo vicina a noi, possiamo dire la stessa cosa degli altri monarchi in giro europei?

In Europa oggi ci sono 7 regni sovrani (Danimarca, Norvegia, Svezia, Regno Unito, Spagna, Paesi Bassi e Belgio). Oltre a questi ci sono tre Principati (Monaco, Andorra e Liechtenstein), un Granducato (Lussemburgo) e una monarchia assoluta (Vaticano). Nei Paesi Bassi, Liechtenstein e a Monaco regna una monarchia costituzionale, nella quale i sovrani o i principi hanno un potere importante nelle decisioni dello Stato, mentre tutti gli altri regni sono di tipo parlamentare, dove il sovrano non esercita alcuna influenza sulla politica nazionale. Il Pontefice è nello specifico un monarca assoluto teocratico-ierocratico (la sovranità viene esercitata in modo simbolico dalla divinità) ed è l’unico, oltre al co-principe di Andorra (l’altro è il Presidente della Repubblica Francese), ad essere eletto: tutte le altre monarchie sono ereditarie.

L’analisi di Volocom, società informatica fondata nel 2001 da Valerio Bergamaschi e leader italiano della Media Intelligence, interrogando un palinsesto di milioni di fonti tra stampa e web, ha rilevato che dal 9 settembre del 2021 fino al 7 settembre 2022, giorno precedente la scomparsa della regina Elisabetta, i media italiani hanno prodotto 35.728 articoli contenenti la parola Regina Elisabetta, e i siti di informazione sul web hanno pubblicato la stragrande maggioranza degli articoli (25mila). Ma quanto si parla degli altri sovrani sui giornali italiani e sul web?

Margherita II di Danimarca è stata citata in poco meno di 200 articoli in un anno, anche in questo caso il web è il principale produttore di notizie (134 contro i 61 totali della carta stampata). Re Harald V di Norvegia è invece comparso in circa 260 articoli equamente distribuiti fra web e carta stampata, esattamente come Carlo XVI Gustavo di Svezia. Pochi articoli in più per Filippo VI di Spagna (263), mentre Guglielmo Alessandro, monarca dei Paesi Bassi “ha totalizzato” 190 articoli. Filippo del Belgio compare di più sui media italiani con poco più di 200 articoli.

Discorso differente per i tre Principati dove sicuramente Alberto II Grimaldi riscuote l’attenzione della stampa italiana con 2.255 citazioni. A parlarne di più sono i siti d’informazione sul web (quasi 1.500 documenti). Joan Enric Vives i Sicília arcivescovo cattolico spagnolo, vescovo di Urgell, è il coprincipe di Andorra (l’altro coprincipe è il Presidente della Repubblica Francese Macron): per lui solo una citazione in un anno. Stessa sorte per il Principe Luigi del Lichtenstein il quale ha ottenuto anche lui un solo articolo che peraltro lo cita indirettamente perché il vero protagonista è suo cugino, Principe Venceslao, noto playboy! Dell’unico vero monarca assoluto del Vecchio Mondo, Papa Francesco, è inutile contare le citazioni sui giornali.

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