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Quando tutto sembra perduto, qualunque scelta venga presa deve essere ben calibrata ma pur sempre di campo. E la politica economica non fa certo eccezione. L’Italia tra poche settimane potrebbe ritrovarsi nel bel mezzo di un inverno buio e freddo, privata di quel gas che ancora ne alimenta l’industria e con centinaia di migliaia di famiglie costrette a scegliere se andare al supermercato a fare la spesa o recarsi all’ufficio postale per pagare una bolletta.

In mezzo, un sistema pensionistico che sta per tornare alle sue vecchie regole, scritte in una legge Fornero che per molti è una specie di spettro da allontanare. In mancanza di nuove riforme che consentano l’addio anticipato al lavoro (quelle in essere, come Ape social e Quota 102 sono prossime alla scadenza naturale) si tornerà al punto di partenza, con l’uscita a 67 anni. Di tutto questo e altro, Formiche.net ha parlato con Annamaria Furlan, ex segretario generale della Cisl (2014-2021) oggi candidata e capolista del Pd per il proporzionale al Senato nel collegio Sicilia occidentale.

Partiamo dalla crisi del gas che sta mettendo in ginocchio famiglie e imprese. Ogni giorno che passa saltano posti di lavoro o si ferma un’attività. Istruzioni per l’uso?

Dobbiamo tutelare l’economia del Paese, le nostre imprese e le famiglie. E bisogna farlo subito, agendo immediatamente sia a livello europeo con un tetto al prezzo del gas e anche a livello nazionale, scorporando il prezzo del metano da quello dell’elettricità, calmierando le bollette per imprese e famiglie. In questo senso è assolutamente necessario un intervento sociale, di ampia portata.

Furlan, lei ha menzionato il tetto al prezzo del gas. Crede sia davvero una misura che può fare la differenza?

Le bollette sono la priorità delle priorità, rischiamo che la crisi energetica si trasformi in una disastrosa crisi sociale e questo non lo possiamo permettere. Il tetto al gas è una misura che va in questa direzione. Aggiungo che oltre al tetto sono necessarie forme di sostegno alle aziende e ai nuclei. Nessuno può permettersi di pagare bollette astronomiche, come quelle che si stanno prefigurando.

Intervenire però costa e le risorse vanno individuate…

Premetto che quelle stanziate finora non sono sufficienti, dunque serve fare di più. Ci rendiamo conto oppure no che l’alternativa è fermare il Paese?

Il premier Draghi è tutt’oggi perplesso sul ricorso a nuovo deficit. Allora meglio intervenire sugli extra-profitti delle imprese energetiche?

Draghi fa bene a immaginare un nuovo provvedimento sugli extra-profitti, perché in queste settimane c’è chi ha guadagnato grazie alla speculazione. Tuttavia, se questo non fosse sufficiente, bisogna utilizzare tutti gli strumenti che si hanno a disposizione.

Mai come oggi i redditi dei lavoratori sono sotto pressione, causa un’inflazione violenta come non mai. Meglio tagliare il cuneo fiscale o intervenire sulla contrattazione?

Un intervento non esclude l’altro, sono due operazioni complementari. Credo che si debbano ridurre le tasse sulle pensioni e sui redditi, che insieme rappresentano oltre il 95% delle entrate fiscali. E poi vanno rinnovati i contratti. Ma come detto, si possono fare tutte e due le cose messe insieme.

Capitolo pensioni. A fine anno scadono le ultime forme di scivolo per lasciare il lavoro anticipatamente, poi tornerà la vecchia legge Fornero. Che cosa suggerisce?

La vecchia legge Fornero non deve tornare, bisogna scongiurare un ritorno al passato, sarebbe impensabile che all’inizio dell’anno la gente lavori fino a 67 anni. Ci sono diverse proposte in campo, ma il minimo comune denominatore è la flessibilità, sia riguardo agli anni per il pensionamento sia agli anni di contribuzione necessari.

Domanda a bruciapelo. Tre anni e passa di reddito di cittadinanza sono serviti a qualcosa?

Certamente. Durante la pandemia, se non avessimo avuto il reddito di cittadinanza avremmo avuto migliaia di poveri assoluti. Naturalmente va corretto, nel senso che occorre irrobustirlo per le famiglie.

Tetto al gas, pensioni e cuneo fiscale. L'agenda a prova di crisi di Furlan (Pd)

Intervista all’ex segretario della Cisl, oggi candidata dem per il Senato. La priorità assoluta sono le bollette, famiglie e imprese sono allo stremo. Draghi vada avanti sugli extra-profitti, ma se i soldi non bastano si ricorra al deficit. Sulle pensioni guai a tornare alla legge Fornero. Il reddito di cittadinanza? Ha avuto e ha il suo senso

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