Skip to main content

Quella odierna è la data in cui la Chiesa ricorda la propria nascita. È la festa di Pentecoste. Cosa cambiò in questa data? Nel giorno di Pentecoste gli apostoli erano chiusi, tutti insieme nello stesso luogo, uniti da legami profondi ma anche timori altrettanto importanti, percependo un pericolo permanente dopo la morte di Gesù. La discesa improvvisa dello Spirito Santo, il boato e le fiammelle del racconto pentecostale, portò scompiglio, li obbligò a uscire. Dunque la Chiesa nasce nell’atto di uscire. Dalla setta chiusa si passò al suo opposto.

Il fatto che gli apostoli fossero in grado di capire le diverse lingue ci porta al secondo elemento fondante: la diversità. Le diversità dalla discesa dello Spirito Santo vengono esaltate perché finalmente capite, gli apostoli capiscono tutte le lingue, non è che tutti capiscono improvvisamente la loro lingua, come fosse divenuta una sorta di lingua franca. Le diverse lingue non vengono cancellate in un’inesistente e non voluta uniformità. La diversità così recepita rende possibile l’armonia, e non potrebbe che essere così visto che senza diversità non si può immaginare alcuna armonia, ma solo uniformità.

È stato grosso modo questo il senso del primo punto dell’omelia odierna di papa Francesco. L’armonia delle diversità ci rimanda alla sua idea della Chiesa dai diversi carismi: non è un’armonia che uniforma, ma esattamente il contrario. Ecco perché questa omelia ci fa capire il punto fondamentale della riforma ecclesiale, relativa alla Curia Romana, che da oggi entra in vigore e nelle prossime ore vedrà annunciate importanti novità. La riforma degli uffici centrali della Chiesa, la Curia Romana, è basata su quanto scritto sin qui e quindi su una visione molto semplice ma molto nuova, innovativa rispetto a ciò che conosciamo: non è l’episcopato, cioè non sono i vescovi di tutto il mondo, al servizio della Curia Romana, gli uffici centrali, ma esattamente il contrario; sono gli uffici centrali al servizio dell’episcopato, cioè di tutti i vescovi del mondo. Dunque il centro sono tutte le periferie, tutte le terre famose o dimenticate, è al loro servizio che funzionano gli uffici centrali, divenendo così il servizio alla creazione della grande armonia, non il gradino più alto della scala gerarchica che dal centro armonizza le diversità come se dal centro si irradiasse l’unica, unificante parola.

Se qualcuno provasse a collegare questa visione, questa idea, al mondo globalizzato, alla nostra società mondiale fatta di diversi, politicamente, culturalmente, linguisticamente, ma unita dalla globalizzazione, ecco che vedrebbe una globalizzazione che non elimina le diversità politiche, culturali, linguistiche, ma le serve per condurle a unirsi, armonizzando le diversità riconosciute quindi compatibilizzando i diversi interessi.

I conflitti che dominano il mondo, e che non sappiamo più neanche contare, derivano da mille cause diverse che nessuno potrà armonizzare perché figlie della volontà di potenza o della paura di esclusione, della sopraffazione e della vendetta, dell’imperialismo o dell’anti-imperialismo che si fa imperialista. Ecco perché, a mio avviso, ieri sera il papa ha parlato di odio che sembra tracimare nel mondo. E quindi la sua omelia odierna, spiegando la sua Chiesa in uscita, la sua Chiesa globale, che armonizza le diversità rispettando tutte le culture, è l’indicazione di un cammino opposto a quello che sembra intrapreso da molti nella quotidianità internazionale. Una globalizzazione che non uniforma non spingerebbe a rifugiarsi nei localismi, nei nazionalismi, nei populismi.

È questo che Francesco, nell’omelia di Pentecoste, ha indicato quando ha invitato a discernere tra la voce del bene e la voce del male. Nessuno di noi, nella visione di Bergoglio, è figlio del male, o figlio del bene. Discernere vuol dire riconoscere la prima voce e non confonderla con la seconda. Il discorso, che è rivolto alla Chiesa, alla sua azione pastorale e alla nostra condotta umana personale, può essere girato alla società delle nazioni. Sacralizzare i poteri politici è il modo migliore per fare di un potere il depositario del bene contro il male. Desacralizzare i poteri politici impedisce di cadere nella tentazione di fare del nostro avversario il male assoluto. Così si capisce la frase critica pronunciata giorni fa al riguardo del patriarca di Mosca, Kirill, il chierichetto di Putin. Nessun potere deve essere sacralizzato, pena confondere la voce del male con quella del bene. Francesco però non cade nella trappola di chiamare a crociate contro i nuovi crociati, sarebbe l’estremismo che legittima la scelta estremista. Ecco perché all’Angelus ha detto di supplicare i leader del mondo di non portare l’umanità alla distruzione.

 

 

 

 

Francesco, la sua riforma e la Chiesa in uscita

L’armonia delle diversità rimanda all’idea della Chiesa di Bergoglio: non è un’armonia che uniforma, ma esattamente il contrario. Ecco perché l’omelia di Pentecoste pronunciata questa mattina fa capire il punto fondamentale della riforma ecclesiale, relativa alla Curia Romana, che da oggi entra in vigore e nelle prossime ore vedrà annunciate importanti novità. La riflessione di Riccardo Cristiano

Putin vs generali. Rebus a Mosca sulla fase tre della guerra

Di Lorenzo Riggi

La tenaglia nel Donbas, l’obiettivo Odessa, la controffensiva ucraina e i guai sul campo, da entrambe le parti. Come va la guerra a Vladimir Putin? Non così bene. E a Mosca i generali hanno altre idee. L’analisi di Lorenzo Riggi (Geopolitica.info)

Separare le carriere dei magistrati, nel nome di Falcone e Tortora. Parla Scopelliti

La compagna del giornalista vittima di uno dei più clamorosi errori giudiziari italiani: “Occorre votare sì ai referendum. È una battaglia per la libertà, e per svincolare la politica e l’informazione dal potere di influenza della magistratura”

Fake news e come (non) fabbricarle. I consigli di Paganini (Competere)

Le fake news sono purtroppo diffuse anche da chi le vuole combattere a parole. Ecco alcuni esempi di manipolazione dell’informazione e diversi suggerimenti per aiutare il consumatore a farsi un’opinione

Libia e Isis. Cronistoria di una guerra mai finita

Di Dario Cristiani

Non c’è solo la crisi politica e lo spettro di una divisione del Paese a tormentare il sonno della Libia. A Sud l’armata di Haftar reincontra e fronteggia una vecchia conoscenza: l’Isis c’è e non se ne è mai andato. L’analisi di Dario Cristiani, Iai/Gmf fellow

Kim ricambia la fiducia di Russia e Cina. Otto missili balistici verso il Giappone

Test missilistico “senza precedenti” per la Corea del Nord, lanci multipli da postazioni multiple, mentre Russia e Cina hanno messo il veto su sanzioni Onu di condanna contro Kim

Il Mediterraneo e le sfide (positive) per l’Italia. L'analisi di Melcangi

Il Mediterraneo allargato è pieno di instabilità e sensibilità, ma è anche un bacino vitale ricco di sfide positive in cui l’Italia può avere un ruolo più che centrale. Un quadro sul bacino in una conversazione con Alessia Melcangi, docente di Storia contemporanea del Nord Africa e del Medio Oriente alla Sapienza di Roma e non-resident fellow dell’Atlantic Council

Salvini e Conte, due personaggi in cerca di posizione

L’estate è alle porte, la scuola è quasi finita, a breve le dinamiche create dai due leader dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) sopirsi nella calura agostana. Intanto, una cosa è certa: tanto Conte quanto Salvini sono rimandati a settembre per l’esame di riparazione in leadership. L’analisi di Martina Carone, YouTrend e Università di Padova

Non solo Ucraina. L'Italia è nell'occhio di una crisi idrica

Mentre gli occhi del mondo sono puntati sul Baltico, nel Mediterraneo cova una crisi climatica e alimentare senza precedenti. L’acqua è la chiave di volta per capire la tempesta in arrivo. E l’Italia è nell’occhio del ciclone. L’analisi di Dario Quintavalle

L’occhio di Marco e la faccia di Fabrizio. Il Moro di Bellocchio, tra ispirazione e ideologia

Un regista lavora sempre intorno alla stessa opera. L’opera di Bellocchio si intride di Bellocchio: della dialettica delle origini, tra studi salesiani e approdi marxisti-maoisti, dell’incontro con lo psicanalista Massimo Fagioli, del cinema prima studiato e poi praticato. Anche in “Esterno notte” c’è tutto questo: c’è ideologia e umanità, grande tecnica e poesia

×

Iscriviti alla newsletter