Skip to main content

Spesso in Italia il grottesco ha straordinarie capacità mediatiche e domina la scena a lungo. Ma alla fine, malgrado tutto, prevale il dramma perché, alla stretta, la politica è una cosa seria.

Così, mentre nel mondo si sviluppava un inusitato attacco all’Europa portato avanti da una sorta di chiodo a tre punte — la Cina sul piano economico e produttivo, la Russia con l’aggressione militare all’Ucraina e la guerra ibrida nei confronti di altre nazioni, l’Iran con un terrorismo variamente modulato —, invece l’Italia era affascinata dalle singolari affinità elettive che coinvolgevano Ranucci e Lavitola in una vicenda tuttora incomprensibile, con ricadute mediatico-giudiziarie che trascinavano il plenum dell’Anm in una standing ovation rivelatasi assai imbarazzante.

Però, malgrado tutto, malgrado le esibizioni e gli exploit di qualche pagliaccio televisivo, purtroppo la politica che si traduce in guerra, guerra con morti e feriti, e anche guerra ibrida si riafferma nella sua drammatica serietà.

Allora, al di là delle apparenze, da un lato Vannacci, dall’altro lato Conte–Il Fatto Quotidiano, malgrado le apparenze, risultano una cosa seria. Così molti indizi fanno pensare che Putin, il quale ha sempre avuto una grande attenzione per l’Italia, si sia fatto alcuni conti: Salvini è un caro amico, sostenuto anche in vario modo. Ma è un cane che abbaia e non morde. Alla stretta sull’Ucraina (che, per ciò che riguarda l’Italia, interessa molto a Putin), a contare nel centrodestra sono Giorgia Meloni, Tajani e Crosetto.

Allora Vannacci, che è il vero agente politico della Russia, prima ha usato la Lega come un taxi, poi ha fatto una scissione per mettersi in proprio: il suo 6-7% può essere anche determinante per far vincere un Campo Largo dove, a loro volta, Conte, Avs, con l’assistenza ideologico-culturale di Bettini e di D’Alema, stanno mettendo in campo un falso pacifismo e un autentico putinismo. La loro proposta è quella di bloccare il sostegno militare all’Ucraina in nome della pace, in effetti per provocarne la resa. E anche Travaglio è molto preciso sul Fatto Quotidiano di oggi.

Sull’altro versante, Giorgia Meloni, nella sua intervista di ieri al Foglio, è stata molto netta nel suo appoggio all’Ucraina, molto netta e molto seria.

È l’ora della verità per il Pd. Il Pd della Schlein è quello di Gentiloni e di Guerini. Malgrado tutto, malgrado i tanti pagliacci in circolazione, non c’è niente da fare: alla stretta, la politica risulta una cosa seria.

Da Conte a Vannacci, quando la guerra smaschera le ambiguità della politica. La versione di Cicchitto

Di Fabrizio Cicchitto

Tra il grottesco della politica-spettacolo e il ritorno della guerra come misura della realtà, l’Italia è chiamata a fare i conti con la propria collocazione internazionale. La partita sull’Ucraina diventa così il vero discrimine: tra il fronte atlantico di Meloni, Tajani e Crosetto e le ambiguità di un campo largo dove il pacifismo rischia di diventare la copertura politica del putinismo. Il commento di Fabrizio Cicchitto, presidente di ReL Riformismo e Libertà e direttore di Civiltà Socialista

L’India e i Brics, autonomia strategica non alleanza antioccidentale

Di Alberto Cossu

Il vertice di Nuova Delhi conferma la crescita dei Brics, ma anche la distanza dall’idea di un nuovo blocco antioccidentale. L’India usa il gruppo come leva di autonomia strategica, senza rinunciare ai rapporti con Washington e gli altri partner occidentali. Pagamenti in valute locali, riforma delle istituzioni multilaterali e maggiore peso del Sud globale sono i terreni più concreti della partita. E con Iran ed Emirati nello stesso foro, i Brics acquistano un peso crescente anche negli equilibri del Medio Oriente. L’analisi di Alberto Cossu

Dal Drone Wall alle partnership nazionali, la difesa europea cerca una rotta

Di Fabrizio Braghini

Flagship, programmi comuni e nuovi strumenti finanziari stanno ampliando l’intervento dell’Ue nel settore dei droni, ma divisioni politiche, governance complessa e tempi di attuazione continuano a rallentarne l’efficacia. Mentre Ucraina e Nato sperimentano modelli più rapidi, tra gli Stati membri avanzano iniziative nazionali e partnership industriali che suggeriscono un approccio più pragmatico e dal basso. L’analisi di Fabrizio Braghini, analista di politiche europee e di difesa

116 anni dopo, Metastasio torna a Piazza San Silvestro. Perché è ancora attuale

Il ritorno in una piazza dalla storia stratificata come San Silvestro porta con sé un modello di comunicazione politica, e di educazione, “fatta attraverso forme artistico-letterarie”

Venti di secessione in Regno Unito? Il vertice di Cardiff

Storico incontro a Cardiff tra i tre leader. È attesa la firma di un documento per definire una “cooperazione politica concreta” in settori quali l’energia, l’economia e i rapporti con l’Europa

Alabuga, dentro la catena di montaggio che produce droni e piloti

Nella zona economica speciale del Tatarstan la Russia ha industrializzato non solo la produzione dei droni, ma quella degli operatori. Un imbuto di selezione che intercetta i ragazzi a quindici anni e li consegna, competenti e senza precedenti militari, alla guerra ibrida contro l’Europa. L’analisi di Alberto Pagani, docente di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna ed esperto di intelligence e guerra cognitiva

La Germania dice ancora Cina. Il paradosso degli investimenti tedeschi

Il malcontento delle industrie tedesche verso la concorrenza sleale cinese è ormai palese e certificato. Eppure gli investimenti delle imprese verso il Dragone aumentano. Il motivo? Il Dragone è visto come una palestra, se si sbanca in Cina si sbanca dappertutto. Ma se si vuole fermare il corto circuito non restano che i dazi

Chi (non) ha vinto le elezioni in Svezia

Con solo tre seggi di vantaggio, il blocco di centrosinistra guidato da Magdalena Andersson dovrà affrontare lunghi negoziati per la formazione del nuovo governo. Sicurezza, migrazione ed economia saranno tra i temi più caldi. Mentre l’Europa…

Yemen dopo Mokha. Tre sguardi sulla nuova fase del conflitto

Tra il crollo del fronte occidentale e la frattura tra Riad e Abu Dhabi, tre analisti yemeniti raccontano a Formiche.net come sta cambiando la mappa del potere intorno a Bab el-Mandeb

Mosca guarda alle urne europee. L’allarme svedese sulle reti di bot

La Russia considera le prossime scadenze elettorali europee un terreno utile per amplificare divisioni e indebolire il sostegno all’Ucraina. È l’analisi di Magnus Hjort, direttore generale dell’Agenzia svedese per la Difesa psicologica, intervistato da Politico. Nel mirino soprattutto Germania e Francia. Ma Stoccolma avverte anche contro un rischio meno evidente: attribuire a Mosca ogni anomalia, finendo per alimentare la sfiducia che le operazioni di influenza cercano di produrre

×

Iscriviti alla newsletter