Il razzo caduto sulla base Unifil di Shama, che ospita il contingente italiano, riporta l’attenzione sulla fragilità del quadro di sicurezza nel Libano meridionale. L’episodio non ha provocato feriti e ha causato danni limitati, ma lascia aperto il nodo più delicato, quello dell’origine del lancio. Finché provenienza e dinamica non saranno chiarite, resta sospeso il giudizio sulla portata reale dell’accaduto per la missione italiana
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Accordo con l'Iran? L'auspicio di Trump prima di incontrare Xi
La Casa Bianca accelera verso un’intesa con Teheran per arrivare al summit di Pechino senza una crisi aperta nel Golfo. Ma il dossier iraniano sta già diventando una leva strategica nelle mani della Cina, tra Taiwan, sicurezza energetica e competizione globale
Hantavirus sulla nave da crociera. Sorveglianza e dati certi prima di parlare di pandemia
Otto casi a bordo della MV Hondius, tre decessi e passeggeri già sbarcati in più Paesi. Ma gli esperti invitano alla cautela: il virus delle Ande è noto, il contagio interumano è documentato ma raro. Priorità al tracciamento dei contatti. Ne abbiamo parlato con l’epidemiologo Massimo Ciccozzi
Un’agenda di pace tra Vaticano e Washington. I temi chiave dell’incontro Leone XIV–Rubio
Nel crogiuolo dei conflitti mondiali, di tensioni personali con Trump, di sviluppi delle trattative con l’Iran e alla vigilia del primo anniversario dell’elezione al Soglio di Pietro, il vertice fra il segretario di Stato e il pontefice ha assunto una particolare importanza contingente e storica. L’analisi di Gianfranco D’Anna
La Difesa fra Leonardo e Michelangelo. Il rebranding necessario secondo Luca Josi
In tempi in cui il lessico pubblico si militarizza, in cui altri tornano a preferire la parola “guerra” alla parola “difesa”, noi dovremmo almeno evitare di chiamare la guerra con il nome di Leonardo. Perché difendere l’Italia significa anche difendere ciò che dell’Italia il mondo riconosce come più alto e Leonardo è una di queste cose. Ripubblichiamo l’intervento di Luca Josi durante assemblea di Leonardo
Difesa europea, una roadmap per la sicurezza del continente a cura di Alegi e Tricarico
Non più un progetto da auspicare, ma una traiettoria concreta da rendere operativa, a partire da quanto è già possibile fare senza passare per l’unanimità. Questo il messaggio del nuovo volume curato da Gregory Alegi e Leonardo Tricarico sulle sfide della difesa europea, presentato alla Camera con la partecipazione di Guerini, Craxi, Cossiga e Serino. Tutti i dettagli dell’evento
Perché l’India conta (e sempre di più). Rossi e De Luca dialogano sul libro di Jaishankar
Dalla strategia del multiallineamento fino al rafforzamento dei rapporti con Europa e Italia, il confronto tra Vincenzo De Luca ed Emanuele Rossi promosso da Formiche, in occasione dell’uscita italiana del libro del ministro degli Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar, edito da Rubbettino, ricostruisce la nuova proiezione globale dell’India. Tra manifattura, sicurezza energetica, tecnologia e diplomazia, emerge il ruolo sempre più centrale di Nuova Delhi negli equilibri geopolitici e industriali del XXI secolo
AI Act, Berlino ottiene l’esenzione sui macchinari. Il successo di Merz a Bruxelles
La richiesta era pervenuta già il mese scorso e, dopo qualche reticenza, ha trovato l’appoggio degli altri Paesi membri. I macchinari non saranno soggetti ai limiti della legge europea, ma solamente a quelle settoriali. Un modo per sostenere l’industria tedesca in crisi e per provare a inserirsi nella competizione tra Usa e Cina
Quale accordo per riaprire Hormuz. L'analisi di Caffio
Possono Usa e Iran concordare unilateralmente la riapertura di Hormuz? Di fatto questo è possibile sul piano di intese sulla cessazione delle ostilità. Ma poi, possono sminare le acque omanite e concordare condizioni per il transito dal versante iraniano? Lo status giuridico dello Stretto porta a ritenere necessario – in assenza di una risoluzione Onu – un impegno multilaterale che coinvolga quantomeno gli attori regionali
La parata di Putin non ferma la guerra in Ucraina. Kyiv respinge la proposta di tregua
Kyiv ha respinto la tregua proposta dalla Russia per il Giorno della Vittoria dopo aver denunciato oltre 1.800 violazioni del cessate il fuoco proposto unilateralmente dall’Ucraina. Ma la possibilità di attacchi in occasione delle celebrazioni resta remota
















