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Mentre l’Europa continua l’attuazione del Green Deal e rafforza il proprio partenariato con l’America Latina attraverso iniziative come Global Gateway, si sta aprendo una delle più importanti opportunità economiche e industriali dei prossimi anni per il sistema produttivo italiano.

La regione latinoamericana è infatti destinata a svolgere un ruolo centrale nella transizione ecologica globale. Ospita alcune delle principali risorse naturali del pianeta, produce una quota crescente delle materie prime strategiche necessarie alla decarbonizzazione e sta investendo in profondi processi di modernizzazione dei propri sistemi produttivi. Dalla tracciabilità delle filiere agricole all’economia circolare, dalle energie rinnovabili alla gestione sostenibile del territorio, numerosi Paesi stanno adottando nuove normative, sviluppando infrastrutture digitali e promuovendo modelli produttivi sempre più allineati agli standard internazionali.

Per l’Italia questo scenario rappresenta molto più di una semplice opportunità commerciale. Significa poter valorizzare competenze tecnologiche, capacità industriali ed esperienze maturate nella sostenibilità delle filiere alimentari, nella certificazione biologica, nella tutela degli ecosistemi e nella costruzione di una coscienza comune orientata alla responsabilità ambientale e sociale. Si tratta di un patrimonio di conoscenze sviluppato attraverso decenni di trasformazioni normative, innovazioni tecnologiche e correzione di modelli produttivi che hanno evidenziato, nel tempo, i limiti ambientali e sociali di una crescita non sempre sostenibile.

Proprio questa esperienza rappresenta oggi un vantaggio competitivo per il sistema Italia che ci contraddistingue dai maggiori competitors internazionali. Attraverso la cooperazione tecnica, il trasferimento di competenze e la costruzione di partenariati istituzionali e imprenditoriali, l’Italia può accompagnare i Paesi latinoamericani nell’adozione di modelli di sviluppo più resilienti e sostenibili, contribuendo a ridurre costi ambientali e sociali che in Europa sono già stati ampiamente sperimentati.

La sfida della tracciabilità apre nuovi mercati

Uno dei cambiamenti più significativi è legato all’entrata in vigore del Regolamento europeo sulla deforestazione (Eudr), che richiede la piena tracciabilità di diverse materie prime agricole e forestali esportate verso il mercato europeo.

Per adeguarsi ai nuovi requisiti, molti Paesi latinoamericani stanno sviluppando sistemi avanzati di monitoraggio territoriale, geolocalizzazione delle produzioni, verifica della conformità ambientale e gestione dei dati geospaziali.

In Brasile, Paraguay, Argentina e in altri Paesi della regione sono in corso importanti investimenti pubblici e privati per costruire piattaforme di tracciabilità e sistemi di controllo delle filiere agricole. Si tratta di un mercato in forte espansione che richiede tecnologie satellitari, sistemi GIS, sensoristica, gestione dei dati, intelligenza artificiale, certificazione e consulenza specializzata.
Le imprese italiane attive in questi settori dispongono di competenze altamente competitive e possono contribuire non soltanto alla fornitura di soluzioni tecnologiche, ma anche alla definizione di nuovi standard produttivi destinati a diventare sempre più rilevanti nel commercio internazionale.

La tracciabilità, tuttavia, non rappresenta soltanto uno strumento tecnico o commerciale. In molti contesti agricoli latinoamericani costituisce anche un’opportunità di emancipazione economica e sociale per i produttori. L’accesso a filiere certificate offre infatti un’alternativa concreta ai sistemi clientelari e alle forme di intermediazione vessatorie che spesso limitano l’autonomia dei lavoratori agricoli e riducono il valore delle loro produzioni. Attraverso canali fondati sulla legalità, sulla cooperazione e sulla trasparenza, la tracciabilità favorisce l’accesso a nuovi mercati come quello europeo ed italiano.

Al tempo stesso, è necessario riconoscere che l’introduzione di nuovi standard internazionali non è priva di criticità. In diversi Paesi latinoamericani l’Euder è stato i percepito come un requisito imposto dall’esterno, con costi di adeguamento significativi per produttori, imprese e amministrazioni pubbliche. Proprio per questo, l’ascolto delle preoccupazioni locali e l’accompagnamento tecnico risultano essenziali. Pur tra resistenze e difficoltà applicative, tale processo ha contribuito a portare al centro del dibattito regionale temi come la tracciabilità, la sostenibilità della produzione, la qualità delle filiere, le esigenze dei consumatori e l’accesso competitivo ai mercati internazionali: concetti che, in molte catene del valore, fino a pochi anni fa erano ancora poco strutturati.
In questo scenario, il sistema Italia può rappresentare un valore aggiunto distintivo per l’America Latina grazie alla capacità di integrare diplomazia, cooperazione istituzionale, competenze tecniche e iniziativa imprenditoriale.

Economia circolare: una domanda crescente di innovazione

Un secondo settore in forte crescita riguarda l’economia circolare. Diversi Paesi latinoamericani stanno introducendo normative e strategie nazionali per migliorare l’efficienza nell’uso delle risorse, ridurre la produzione di rifiuti e valorizzare sottoprodotti industriali e agricoli.

Anche in questo ambito, l’esperienza italiana rappresenta un riferimento riconosciuto a livello internazionale. Tecnologie per il recupero di materia, gestione integrata dei rifiuti, ecodesign, bioeconomia e simbiosi industriale sono ambiti nei quali le imprese italiane possono trovare spazi significativi di collaborazione e investimento.

Le iniziative recentemente avviate in Messico, Brasile e altri Paesi della regione mostrano come la domanda di soluzioni innovative sia destinata ad aumentare rapidamente nei prossimi anni.

Energia e transizione giusta

L’America Latina dispone di alcune delle migliori condizioni al mondo per lo sviluppo delle energie rinnovabili e alternative. Solare, eolico, geotermico, idroelettrico e idrogeno verde stanno attirando investimenti crescenti e generando nuove opportunità industriali.
La regione assume inoltre un’importanza crescente per la disponibilità di materie prime strategiche essenziali alla transizione energetica e tecnologica, come litio, rame, nichel, manganese e terre rare. Si tratta di risorse sempre più rilevanti per la sicurezza industriale europea, per lo sviluppo delle filiere delle batterie, delle reti elettriche, della mobilità sostenibile e delle tecnologie pulite. In questo quadro, la cooperazione con il continente latinoamericano non riguarda soltanto l’approvvigionamento di materiali critici, ma anche la possibilità di promuovere investimenti sostenibili, valore aggiunto locale, innovazione industriale e standard ambientali e sociali condivisi.

La sfida, tuttavia, non riguarda esclusivamente la produzione di energia o l’accesso alle risorse. Sempre più governi stanno concentrando l’attenzione sulla cosiddetta “transizione giusta”, ovvero sulla necessità di accompagnare gli investimenti con programmi di formazione professionale, sviluppo delle competenze, inclusione sociale e rafforzamento delle economie locali.
Anche in questo ambito l’Italia può offrire un valore aggiunto significativo. Pur non essendo tra i leader mondiali in alcune tecnologie digitali di frontiera, come l’intelligenza artificiale, il cloud computing o i semiconduttori, il nostro Paese dispone di un patrimonio industriale, tecnologico e di know-how altamente competitivo nei settori direttamente connessi alla transizione sostenibile.

Dall’agritech alla meccanizzazione agricola, dall’automazione industriale all’economia circolare, fino alle energie rinnovabili, alla gestione efficiente delle risorse e alle tecnologie ambientali, il sistema produttivo italiano è in grado di offrire soluzioni concrete ai processi di modernizzazione in corso in America Latina.

Si tratta di ambiti nei quali possono svilupparsi nuove opportunità di investimento, cooperazione industriale, trasferimento tecnologico e accesso ai mercati, rafforzando al tempo stesso la presenza strategica dell’Italia nella regione.

Un vantaggio competitivo per il sistema Italia

Il progressivo adattamento agli standard richiesti dai mercati Europei sta creando uno spazio di collaborazione senza precedenti in America latina.

Accanto all’azione diplomatica e alle iniziative dell’Unione Europea, tra questi i nuovi sbocchi che permette il recente accordo UE-Mercosur, l’Italia dispone di strumenti particolarmente efficaci per rafforzare la propria presenza nella regione. Tra questi vi è l’Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana (IILA), che svolge un ruolo di piattaforma tra istituzioni europee, governi latinoamericani, settore privato e mondo della ricerca, favorendo la diffusione di buone pratiche, il dialogo normativo e la costruzione di partenariati.

Tuttavia, la vera sfida riguarda la capacità del sistema Italia nel suo complesso di cogliere questa fase di trasformazione. Le competenze italiane in materia di sostenibilità, innovazione tecnologica e gestione industriale sono perfettamente allineate alle esigenze emergenti della regione.

In questo scenario, l’IILA può svolgere un ruolo strategico nel facilitare l’incontro tra le competenze del sistema Italia e le esigenze di modernizzazione emergenti nell’area. Grazie alla sua natura intergovernativa e alla consolidata rete di relazioni, l’IILA è in una posizione privilegiata per sostenere il trasferimento di conoscenze e accompagnare la realizzazione di progetti concreti.

Proprio nella direzione di rafforzare e rendere operativa questa sinergia, il ministro dell’Ambiente e Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, accompagnato dal Sottosegretario del Ministero Affari Esteri, Massimo Dell’Utri, ha incontrato il Consiglio dei Delegati dell’IILA, con l’obiettivo di consolidare un quadro di collaborazione strutturata e di valorizzare ulteriormente il ruolo dell’Organizzazione come piattaforma al servizio del dialogo e della cooperazione tra Italia e America Latina in stretto coordinamento con la Farnesina.

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