Skip to main content

Antonio Berloni nato a Serrungarina (PU) nel 1936, famoso imprenditore, ha compito novant’anni. Un bel traguardo che la città di Pesaro, insieme al sindaco, Andrea Biancani, hanno caldamente festeggiato. Nell’occasione a Berloni è stata consegnata la pergamena ‘Plauso della città’, attestazione onorifica con cui si è voluto tributare “un riconoscimento – ha detto il sindaco Biancani – che racconta la gratitudine di tutta la comunità verso uno dei grandi protagonisti della storia economica e imprenditoriale del nostro territorio”.

La festa è stata molto partecipata: “Era presente addirittura una persona arrivata dalla Cina e che non vedevo da tanti anni – spiega Antonio Berloni ancora entusiasta -. Mi ha fatto davvero molto piacere rivedere così tanti amici, non me lo sarei mai aspettato. È stato emozionante”. Ed ha aggiunto: ”Se sei generoso e dai nella vita, poi l’affetto e la stima delle persone ti torna sempre indietro. Lo dimostrano anche tutte le persone che si sono fatte sentire in questi giorni”.

Conferma la sensibilità e la generosità del suo animo la conclusione del suo discorso: ”La soddisfazione più bella è la riconoscenza delle persone”. A novant’anni Antonio – e ne avrebbe ben diritto – si è accomodato in poltrona? Nossignori. Lui stesso precisa: ”Mi comporto esattamente come chiunque altro, continuando a lavorare ogni giorno, con uno sguardo rivolto sempre verso il futuro e sostenendo anche i giovani e le nuove generazioni che sono impiegate in azienda”.

E allora vediamo come è giunto, insieme al fratello Marcello, a dar vita alle sue aziende.

Dalle sue campagne di Serrungarina, si è trasferito a Pesaro da ragazzo per dedicarsi alla falegnameria aprendo insieme a Marcello una modesta bottega che in seguito si specializzerà nella produzione di mobili da cucina, assumendo quindi nel 1960 la denominazione di Mobili Berloni.

Negli anni l’azienda ha un fiorente sviluppo e conquista specie in Italia ampie aree di marcato. Finché nel 1993 viene costituita la Berloni International s.r.l. per rafforzare ulteriormente la presenza del suo marchio a livello internazionale, mentre nel 1996 l’azienda pesarese attua una diversificazione produttiva entrando nel settore dei mobili d’arredamento. L’accoglienza iniziale verso il prodotto fu molto positiva dal punto di vista dell’immagine. In particolare in Cina il marchio “Berloni” veniva percepito come un simbolo del lusso, del design e dello stile di vita italiano, ideale per arredare i nuovi complessi residenziali della crescente classe medio-alta cinese: fascino del Made in Italy. Antonio Berloni, molto soddisfatto della ospitalità cinese, mi raccontava: “Pensa, perfino attorno allo stabilimento oltre alle ottime vie d’accesso, allestiscono prati e arredi floreali. Cose che qui ci sogniamo”. Erano i tempi in cui la Cina cercava di imparare. Poi è diventata lei maestra, almeno in molti rilevanti settori.

Tra il 2005 e il 2006, il gruppo  avviò una joint venture strategica in Cina, dando vita alla “Guangdong Iceco Enterprise Ltd”. Questa sussidiaria si è occupata per anni della produzione di apparecchi di refrigerazione destinati principalmente al mercato automobilistico. Brillava però l’arredamento. Durante gli anni d’oro della crescita internazionale, la società aprì la divisione “Berloni Asia”. Questa branca asiatica gestiva gare d’appalto e ordini per la fornitura di migliaia di cucine nei mercati orientali, inclusa la Cina continentale.

Nel periodo della sua massima espansione globale e prima della complessa crisi aziendale degli anni successivi, lo storico marchio pesarese Berloni Cucine è stato presente in più di 50 paesi nel mondo, distribuiti in 4 continenti. Erano anche i periodi delle feste organizzate dai principali imprenditori del mobile operanti nel fiorente distretto di Pesaro. Celebri quelle dei Berloni con artisti di fama ed omaggi a tutti gli intervenuti, come ad esempio  il piatto di ceramica del 1986 con la riproduzione della “rosa di Pesaro”.

Oltre che in Cina venivano aperti showroom esclusivi e partnership industriali anche in Turchia ed a Taiwan. Pur avendo il mercato italiano storicamente rappresentato la quota principale del fatturato (circa il 70%).

Nel frattempo Antonio Berloni e la sua famiglia nel 1988 acquisiscono l’intera gestione della Indel B S.p.A. situata a Sant’Agata Feltria (Rimini) azienda specializzata nella produzione di piccoli frigoriferi ed impianti di climatizzazione per l’automotive (camion e auto di lusso), la nautica da diporto, i veicoli ricreazionali e l’hospitality (minibar per hotel) diventando una multinazionale quotata in Borsa e uno dei motori economici principali dell’Alta Valmarecchia. La Indel B ha collaborato anche con la Nasa che la selezionò per una sfida tecnologica importantissima: progettare e realizzare un frigorifero unico al mondo da installare a bordo dello Space Shuttle Columbia.

La particolarità di questa fornitura risiedeva nei requisiti tecnici estremi. L’elettrodomestico doveva infatti funzionare perfettamente in assenza totale di gravità e continuare a refrigerare anche affrontando rotazioni continue a 360 gradi.

Nonostante questa proiezione oltre che internazionale direi anche “stellare”, Antonio Berloni non ha mai abbandonato la sua amata campagna. Non ha mai dimenticato né reciso le sue radici contadine nate nei campi di Serrungarina, tratto celebre e indiscutibile della sua storia personale.

Antonio ha sempre dichiarato che la solidità, la concretezza e la dedizione applicate nelle sue fabbriche (dalla Berloni Cucine fino alla Indel B) derivavano proprio dai valori della civiltà contadina in cui era cresciuto. Colmo di successi ed insignito del prestigioso titolo di Cavaliere del Lavoro non ha mai operato per esporre la propria immagine.

Marcello, il fratello, era più portato alle pubbliche relazioni, a svolgere interventi nelle circostanze pubbliche. Un giorno gli chiesi la disponibilità ad una intervista con un giornalista. Mi dirottò su Marcello perché, disse scherzosamente, “el chiacheron l’è lu!”. E più che vantarsi dei propri risultati anche durante la festa che gli è stata tributata ha manifestato la “volontà di condividere il proprio successo con il territorio, con la città, con i dipendenti e con gli altri imprenditori”.

Antonio Berloni, la signorile modestia di un personaggio di successo

Per i suoi novant’anni Pesaro ha consegnato all’imprenditore la pergamena “Plauso della città”. “Mi comporto esattamente come chiunque altro, continuando a lavorare ogni giorno, con uno sguardo rivolto sempre verso il futuro e sostenendo anche i giovani e le nuove generazioni che sono impiegate in azienda”, ha detto Antonio Berloni ricevendola. Ecco il racconto di Giorgio Girelli, presidente emerito Conservatorio Statale Rossini

Quale futuro per il centrodestra in Europa. Le riflessioni di Welle e Reho

Di Klaus Welle e Federico Ottavio Reho

La linea di divisione nel centrodestra europeo passa tra europeisti e nazionalisti? E cosa accade quando i cattolici conservatori si allontanano dalla democrazia cristiana? Ecco una riflessione sul futuro di queste tradizioni e sulla possibilità di ritrovare una visione comune dell’Europa. Pubblichiamo due estratti dal volume “La Democrazia Cristiana, il conservatorismo e la sfida degli estremismi”, edito da Rubbettino e a cura di Klaus Welle e Federico Ottavio Reho, presentato oggi presso la sede del Parlamento europeo a Roma

Meloni presidia la scena. A sinistra? Potrebbe svoltare Calabresi. Parla Piepoli

Dalla legge elettorale agli equilibri tra maggioranza e opposizione, il sondaggista Nicola Piepoli legge una politica italiana che procede senza scosse apparenti. Giorgia Meloni continua a presidiare la scena grazie a una leadership riconoscibile e a una comunicazione efficace, mentre il centrosinistra resta impigliato nella rivalità tra Elly Schlein e Giuseppe Conte. Sullo sfondo, Roberto Vannacci e l’ipotesi di una sorpresa a Milano con Mario Calabresi. Perché, come ricorda una massima di Andreotti, il potere logora chi non ce l’ha: ma per conquistarlo serve prima una prospettiva comune

Prezzi e cyberattacchi, il doppio lato oscuro dell'AI secondo il Fmi

Nel suo ultimo Global financial stability reporto, gli economisti di Washington mettono in guardia da possibili effetti collaterali dell’AI. A cominciare dal possibile e improvviso sgonfiamento del mercato con conseguente impatto sui prezzi, per arrivare agli attacchi informatici

Casini, il passo indietro che vale dieci passi avanti. Scrive Rotondi

Quarantacinque anni in Parlamento non si archiviano con una lettera di rinuncia. Dietro il passo indietro di Pier Ferdinando Casini c’è una scelta politica, prima ancora che personale: la distanza da un’offerta che intreccia radicalismo dem e populismo grillino. Altro che manovre per il Quirinale: il Colle può attendere, mentre si chiude una stagione e si apre il tempo di una vita nuova

Francia, il nuovo malato d’Europa?

Debito fuori controllo, instabilità dei governi, tensioni sociali e forte polarizzazione politica: le fragilità francesi possono mettere alla prova gli equilibri dell’Eurozona. Ecco perché secondo Salvatore Di Bartolo

Il “China shock 2.0” e la perdita di leva dell’Europa su Pechino

La missione del commissario Šefčovič in Cina ha prodotto risultati limitati, con tre intese preliminari che non colmano il deficit commerciale di 360 miliardi di euro. La superiorità tecnologica e industriale cinese, basata su un sistema integrato di ricerca, automazione e infrastrutture digitali, rischia di ridurre la leva negoziale dell’Ue. Francia e Germania propongono nuovi strumenti di difesa commerciale e diversificazione degli approvvigionamenti, mentre si discute tra proteggere settori sensibili e attrarre investimenti tecnologici cinesi

Chi comanda nel Mar Nero e perché l’Ue è ancora in ritardo

Di fatto Xi ha una propria sfera di influenza sul Mar Nero. Come se ne esce? Guardando ad altri partner. Quando Ankara ha aderito alla Convenzione di Montreux, che impedisce alle navi militari di entrare nella regione del Mar Nero in tempo di guerra, ha determinato un effetto: stemperare le ambizioni della Russia. Quindi la Turchia, in quanto attore chiave nel Mar Nero, resta un partner vitale per quell’Ue che, ad oggi, non riesce ad incidere in quelle acque

 

Stop all'Ets e acquisti di energia centralizzati. La via europea per sopravvivere a Hormuz secondo Sommella

Almeno per il momento, la crisi francese è più una questione di rabbia e piazza che una questione di credibilità agli occhi dei mercati. Ma quando si convive nello stesso spazio economico e si ha la stessa moneta, il passo verso il contagio è breve. Sull’energia l’Europa elimini per quanto possibile le tasse sulle emissioni e centralizzi l’acquisto di materie prime. Conversazione con Roberto Sommella, giornalista, saggista e direttore di MF-Milano Finanza

Cos’è (e come) funziona Yandex, il Google russo sotto attacco

I droni di Kyiv hanno colpito una delle piattaforme più importanti della Russia, dimostrando la vulnerabilità di Mosca a livello informatico. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che gli attacchi ai data center russi sono riusciti a ridurre significativamente l’attività dei bot e della propaganda anti-Ucraina

×

Iscriviti alla newsletter