Skip to main content

Atmosfera da epopea imperiale delle due massime potenze mondiali, alla Casa Bianca per la cena di Stato che ha rappresentato più del colloquio diretto fra Donald Trump e Xi Jimping la reale portata del vertice fra Stati Uniti e Cina.

Come sempre nella storia, il tempo si è fermato quando è entrata in scena la bellezza e la classe femminile. A catalizzare l’attenzione e lasciare in secondo piano i delicati contenziosi su intelligenza artificiale, microchip, Taiwan e conflitti vari, sono state infatti le First Lady Melania e Peng Liyuan.

Trump, in smoking e Xi nel tradizionale abito in stile Mao Tse-tung, erano affiancati da Melania che ha indossato una camicetta bianca in popeline di cotone di Saint Laurent, una fascia in seta nera di Dolce & Gabbana e pantaloni neri in broccato con motivo a peonie di Dolce & Gabbana, e da Peng Liyuan che ha sfoggiato un abito lungo rosso fuoco con maniche lunghe, con il colletto alla coreana, piccolo scollo a V e gonna a ruota, all’insegna della tradizione: il colore rosso nella cultura cinese simboleggia la buona sorte, la felicità e la prosperità.

Servito sulle porcellane rosse allora acquistate da un’altra mitica First Lady, Nancy Reagan, il menù prevedeva come primo piatto una vellutata di zucca gialla con funghi selvatici, erbe aromatiche fresche, pancetta croccante e un filo d’olio di scalogno. A seguire, un branzino in crosta di sesamo con bok choy brasato, melanzane arrosto e salsa verde.

I sorrisi magnetici di Peng Liyuan e Melania, la schiera di ospiti che rappresentavano tutta la maggior parte della ricchezza e della tecnologia del pianeta, chi sedeva dove e chi parlava con chi, hanno segnato i dettagli del più sofisticato e concreto soft power diplomatico di una delle cene di stato destinata ad essere annoverata, probabilmente, più dei risultati del vertice.

Davanti ai magnati più ricchi del mondo, come il fondatore di Amazon Jeff Bezos, l’amministratore delegato di Tesla e SpaceX Elon Musk, l’ad di Google e Alphabet Sundar Pichai, il Presidente e co-fondatore di OpenAI Greg Brockman e il patron della Dell Technologies Michael Dell, il Presidente della Repubblica Popolare Cinese, ultimo baluardo del comunismo planetario, ha alzato il calice del brindisi augurale affermando: “Uniamo le mani e avanziamo fianco a fianco. Insieme, coltiviamo i bellissimi fiori dell’amicizia sino-statunitense”, ha detto, sottolineando come le relazioni bilaterali si ritrovano nuovamente “ad un bivio storico”.

Oltre agli auspici Xi Jinping è stato particolarmente concreto e abile quando ha sottolineato la complementarità tra la strategia di Trump “Make America Great Again” e il processo di “grande rinascita” nazionale intrapreso da Pechino, e ha concluso l’intervento del brindisi con un caloroso “ganbei”, il modo cinese di dire “saluto” traducibile letteralmente come “bicchiere vuoto”.

Particolare sfruttato dagli osservatori per smentire la ricorrente conclusione di molti vertici internazionali, col bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto.

C’era ben altro, difatti, nelle parole di Xi Jin Ping che ha esplicitamente detto che Cina e Usa devono agire con responsabilità come grandi potenze, rispondere alle aspettative dei rispettivi popoli, stare al passo con i tempi ed esplorare un nuovo modello di convivenza tra grandi nazioni. In altri termini un invito a Washington a chiudere il conflitto con l’Iran e salvaguardare gli equilibri economici globali.
Una lezione di realismo socialista in casa del principale anticomunista del mondo.

Xi e Trump, il brindisi che vale una lezione di socialismo reale

Solo le foto e le testimonianze dirette hanno documentato la rilevanza della sontuosa cena che ha riunito a Washington la quasi totalità del gotha politico ed economico del Pianeta. Una sovrapposizione di poteri che ha bypassato con nonchalance il boicottaggio dei network televisivi che hanno disertato l’evento in segno di protesta e solidarietà per il veto imposto da Trump ad alcune delle principali testate accreditate. L’analisi di Gianfranco D’Anna

La competitività vale più dei dazi. La lezione delle auto cinesi all’Europa

L’avanzata del Dragone sul terreno dell’auto è l’esempio più lampante di come la Cina sia stata capace di mascherare la concorrenza sleale da potenza industriale. Per questo l’Europa, più che lavorare di barriere commerciali, deve ripensare la propria filosofia manifatturiera. Ecco come

Dall’Ucraina al Medio Oriente, segnali per la diplomazia. Il racconto di Calovini da New York

“La crisi in Ucraina? Ci sono segnali concreti: positiva l’apertura di Kyiv ad un trilaterale al prossimo G20. Le critiche all’Onu? Senza alcune istituzioni non si va da nessuna parte. L’Italia? Ha un ruolo dipomatico nei tavoli di pace”. Conversazione con il deputato di FdI, Giangiacomo Calovini appena rientrato dall’assemblea dell’Onu

Come raccontare il nucleare nell'era della competizione tra potenze

Tra allarmismo e sottovalutazione, raccontare il nucleare resta una sfida per le redazioni italiane. L’incontro promosso dall’Iai punta su canali diretti e un dialogo continuativo con gli analisti

Prevedere l’emergenza prima che arrivi. La sfida dei dati in pronto soccorso

Passare da una gestione reattiva dell’emergenza a una capacità predittiva dei flussi. Dalla qualità dei dati all’interoperabilità, la tavola rotonda della Rome Future Week ha messo al centro il ruolo dei modelli predittivi nella programmazione dei pronto soccorso

Sviluppo, investimenti e valore locale. Dalla Ecam Charter una nuova alleanza per l’Africa

A New York, nella settimana dell’81ª sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, nel quadro dell’ottava edizione dell’Ecam Council, è stata presentata la Ecam Charter on Africa, documento che individua una nuova cornice di partenariato tra Paesi africani, Europa, Stati Uniti e Stati del Golfo. Ecco chi c’era e cosa si è detto

 

Mosca alza la pressione sulla Nato? Cosa dice davvero il rapporto dell'intelligence danese

Non un’invasione imminente dell’Europa, ma un possibile innalzamento della soglia dello scontro. L’intelligence militare danese prevede un’intensificazione delle operazioni ibride russe contro l’Occidente e considera “basso ma crescente” il rischio di un attacco militare circoscritto contro uno o più Paesi Nato confinanti con la Russia. Mosca, secondo Copenaghen, potrebbe muoversi soltanto se ritenesse improbabile una risposta collettiva dell’Alleanza

AI in orbita, Google mette alla prova i data center spaziali

Il primo satellite sperimentale di Project Suncatcher dovrebbe partire il primo ottobre con quattro Tpu e circa un kilowatt di potenza. Google vuole verificare se i processori per l’AI possano operare nello spazio e, in prospettiva, essere collegati in cluster orbitali. Raffreddamento, comunicazioni laser, radiazioni e costi di lancio restano i principali ostacoli da superare

Stabilità e decisioni vanno a braccetto. Procaccini spiega la mossa di Meloni sul nucleare

L’esecutivo Meloni sta investendo sul nucleare sapendo che, a maggior ragione con la fusione nucleare, il ritorno in termini politici ed economici, non sarà un ritorno di cui beneficerà questo governo, ma quello che arriverà fra vent’anni. Oggi il governo Meloni ha definito la propria strategia energetica come probabilmente mai stato fatto prima. Il motivo? Perché è stabile, duraturo e può prendere decisioni di lungo periodo”. Conversazione con il responsabile del dipartimento energia di Fratelli d’Italia e co-presidente del gruppo Ecr, Nicola Procaccini

Arrivano i nuovi cacciatorpedinieri per la Marina. Annunciato il contratto con Occar

Orizzonte Sistemi Navali ha firmato con Occar il contratto da circa 3,7 miliardi di euro per due nuovi cacciatorpedinieri destinati alla Marina Militare. Fincantieri sarà responsabile della piattaforma, mentre Leonardo svilupperà il sistema di combattimento. Le due unità, attese nel 2033 e nel 2035, rappresenteranno il cuore della nuova generazione della flotta italiana

×

Iscriviti alla newsletter