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Due economie, due visioni, due sistemi industriali. Italia e Giappone non sono mai state così vicine. La premier Giorgia Meloni e il primo ministro nipponico Takaichi Sanae si sono incontrati a Roma, nella ormai ben consolidata cornice di Villa Pamphilj, dopo il loro ultimo incontro a Tokyo il 16 gennaio 2026, che aveva ridefinito la relazione tra Giappone e Italia come partenariato strategico speciale. Le due leader hanno riaffermato per l’occasione romana i legami di amicizia e collaborazione di lunga data che uniscono Roma e Tokyo, come testimoniano peraltro le celebrazioni in corso per il 160° anniversario dell’instaurazione delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi. Tanta, nemmeno a dirlo, la carne al fuoco. Anche il Ponte sullo Stretto.

Meloni e Takaichi, tanto per cominciare, si sono impegnate a rafforzare la cooperazione su temi come energia e semiconduttori. “Abbiamo discusso le azioni che il G7 dovrebbe intraprendere per rafforzare la resilienza energetica”, ha detto Takaichi durante le dichiarazioni congiunte alla stampa al termine dell’incontro. “In materia di sicurezza economica, inclusa l’energia, problema fondamentale per i nostri Paesi, accolgo con favore la firma di oggi di un memorandum intergovernativo per il rafforzamento della resilienza nelle catene di approvvigionamento”, ha chiarito la premier nipponica.

“Vogliamo rendere ancora più completa la cooperazione strategica nel campo della sicurezza economica, a gennaio abbiamo parlato di cooperazione relativa alla mutua assistenza nel settore del Gnl in caso di emergenza. Per quanto riguarda i semiconduttori, si registrano progressi concreti nel rafforzamento della collaborazione tra istituzioni e imprese dei nostri Paesi”. Rimanendo nel campo dell’energia, anche il nucleare ha fatto capolino nell’incontro a Villa Pamphilj.

Il governo italiano, come noto, è impegnato nel riportare l’atomo di ultima generazione nel Paese. Il Giappone invece, l’atomica ce l’ha da decenni. Per questo “è nostra intenzione anche approfondire la cooperazione sul nucleare civile di nuova generazione e unire le competenze ingegneristiche italiane e giapponese”, hanno chiarito le due leader. Altro capitolo all’ordine del giorno, la Difesa, settore cruciale della cooperazione Italia-Giappone. E anche qui il piatto è risultato decisamente ricco. “Abbiamo continuato a lavorare fianco a fianco su un programma che è molto strategico che è il Global compact air program (Gcap, ndr), che ci vede impegnati insieme al Regno Unito nello sviluppo di un caccia di sesta generazione per rafforzare la sicurezza euro-atlantica e nell’Indopacifico, anche qui siamo entrati finalmente nella fase operativa”. L’obiettivo, comunque, è quello di aumentare i giri.  “Vogliamo accelerare il processo, il lavoro sul Gcap e continueremo a lavorare insieme”.

Ancora un piatto forte, se non il piatto forte della giornata, lo spazio. Qui le due leader hanno condiviso l’opinione di approfondire ulteriormente la cooperazione tra Giappone e Italia in questo importante ambito, basandosi sulle partnership esistenti, tra cui quelle tra l’Agenzia Spaziale Italiana e l’Agenzia Aerospaziale Giapponese. Meloni e Takaichi hanno in tal senso accolto con favore i risultati delle prime consultazioni bilaterali sullo spazio, tenutesi a Tokyo il 28 e 29 maggio 2026 ribadendo l’impegno di entrambi i Paesi, delineato nel Piano d’azione 2024-2027, a continuare a rafforzare questa collaborazione, a stimolare l’innovazione e a promuovere la crescita economica.

Più nel dettaglio, Roma e Tokyo si impegnano a facilitare l’accesso reciproco allo spazio e a promuovere la cooperazione commerciale tra i settori privati, nonché il progresso delle tecnologie e del know-how spaziale. Entrambi i paesi si impegneranno ulteriormente a esplorare modalità per supportare concretamente le piccole e medie imprese e le start-up, promuovendo al contempo le partnership commerciali tra i rispettivi settori spaziali, anche attraverso i relativi meccanismi di finanziamento. Ancora, l’Italia e il Giappone riconoscono che lo spazio è un dominio critico per la sicurezza nazionale e la stabilità internazionale. Entrambi i Paesi si impegnano in sostanza a sostenere lo sviluppo dell’Iniziativa per le operazioni spaziali combinate e intendono rafforzare la cooperazione in materia di sicurezza e difesa spaziale, compresa la consapevolezza del dominio spaziale.

Infine, come si diceva, una spinta al ponte sullo Stretto, al cui progetto collaborano anche imprese nipponiche. E qui la spinta è arrivata proprio da Tokyo. “Auspico che il progetto del Ponte sullo Stretto, al quale partecipano anche imprese giapponesi, diventi un grande progetto simbolo della cooperazione economica tra i nostri Paesi. Spero che questo progetto possa realizzarsi al più presto facendo leva sul know-how e sull’esperienza del Giappone”.

Spazio, Difesa e Ponte sullo Stretto. Cosa lega sempre di più Roma e Tokyo

A Villa Pamphilj il vertice tra la premier Giorgia Meloni e la sua omologa Takaichi Sanae sancisce la comunanza di intenti tra due sistemi industriali che hanno molto da spartire. Tra corsa allo spazio, caccia di ultima generazione, nucleare e Ponte sullo Stretto

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