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Nel corso dell’ultima assemblea dell’Ania, il presidente Giovanni Liverani ha detto che occorre “estendere al più presto l’obbligatorietà di copertura alle residenze private quantomeno a quelle che hanno usufruito negli ultimi anni dei generosi e pesanti incentivi fiscali o contributi per le diverse forme di ristrutturazione edilizie”… “sarebbe assurdo che lo Stato, in caso di sisma o alluvione dovesse risarcire chi ha già abbondantemente usufruito del sostegno della finanza pubblica”.

Sulla copertura del patrimonio immobiliare Liverani ha poi concluso: “In sicurezza del rimante patrimonio abitativo la nostra proposta è semplice. Utilizzare, gradualmente per la polizza il criterio già utilizzato per l’attestazione di prestazione energetica delle abitazioni che, come sapete, deve essere dimostrata in ogni atto amministrativo relativo ad un immobile”.

Su queste proposte sono arrivati gli input positivi dei ministri Giorgetti e Urso.

Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha parlato della necessità di diffondere una “cultura della protezione” anche tra le famiglie, indicando Sace come possibile soggetto per offrire una riassicurazione pubblica che renda sostenibile il mercato. “Si è partiti dalle imprese ma progressivamente bisogna diffondere l’importanza della protezione anche alle famiglie”.

Anche il ministro Adolfo Urso nella stessa assemblea dell’Ania ha aperto all’estensione: “Si deve fare di più intanto si rende obbligatorio per chi ha utilizzato il sisma bonus e poi su questa strada, altri tasselli” ed ha ricordato quanto sia stato utile aver reso obbligatoria l’assicurazione contro gli eventi catastrofali, in quanto “ci ha consentito di rimettere in sicurezza il sistema economico produttivo del Paese” come è già stato fatto “rendendo obbligatorio, a chi ha utilizzato il sisma bonus, di assicurare l’abitazione, l’edificio per cui lo Stato gli ha dato queste risorse”… “e poi si dovrà arrivare a mettere in sicurezza anche il patrimonio abitativo da eventi catastrofali, prima non preventivabili”.

Da tempo anche il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, si era espresso favorevolmente, addirittura scrivendo un libro intervista sul tema, che ha rappresentato un importante riferimento per le relative problematiche, partendo dal presupposto che lo Stato non può accollarsi l’onere del risarcimento di tutti i danni e di tutte le riparazioni. (Cfr. Nello Musumeci: “Gli italiani e i rischi naturali. Perché la prevenzione ci può salvare”, intervista con Giuseppe Caporale, Pagg. 120 – € 10,00 – Casa Editrice: Rubbettino Editore).

Le obiezioni e la contrarietà di Confedilizia non sono perciò condivisibili, innanzitutto, perché il costo del premio sarebbe irrisorio, quindi graverebbe poco sui bilanci familiari, come ha certificato l’Ivass (l’Autority delle assicurazioni) che ha messo online la prima rilevazione dei prezzi di queste coperture. Si va da zone come Reggio Emilia dove le tariffe medie vanno da 158 euro a 350 euro (con punte fino a 590 euro) a zone meno a rischio come Sassari dove la forchetta scende tra 42 e 123 euro. Non si capisce pertanto perché si voglia fare del vero e proprio terrorismo propagandistico, parlando di “patrimoniale del premio” per le polizze catastrofali.

È come se si definisse come “patrimoniale” il premio per assicurare gli infortuni dei propri collaboratori e/o dipendenti. Siamo veramente fuori strada, poi perché in Italia il 95% dei Comuni è a rischio frane, alluvioni o erosioni costiere; nel 2023 ci sono stati già 122 eventi estremi. Solo il 7 per cento delle abitazioni e il 15% delle imprese hanno una polizza contro le catastrofi. Su oltre 35 milioni di unità abitative, il 44,2% è coperto da un’assicurazione contro gli incendi, ma solo poche hanno una protezione contro le calamità naturali.

Nell’ultimo decennio gli eventi meteorologici estremi, tra cui forti piogge, grandine e tornado, sono più che quadruplicati. L’Italia è un Paese esposto in modo rilevante alle calamità naturali. Dati allarmanti, in base ai quali più di due terzi degli italiani sarebbero disposti a stipulare una copertura assicurativa a condizione di avere costi contenuti e risarcimenti liquidati entro pochi mesi.

Per tutti questi motivi sono condivisibili le proposte del presidente dell’Ania, Liverani, naturalmente potenziando le agevolazioni fiscali per l’acquisto di questo tipo di coperture assicurative.

Polizze catastrofali, avanti con gli immobili privati. La versione di Pedrizzi

Nell’ultimo decennio gli eventi meteorologici estremi, tra cui forti piogge, grandine e tornado, sono più che quadruplicati. L’Italia è un Paese esposto in modo rilevante alle calamità naturali. Dati allarmanti, in base ai quali più di due terzi degli italiani sarebbero disposti a stipulare una copertura assicurativa a condizione di avere costi contenuti e risarcimenti liquidati entro pochi mesi. Il commento di Riccardo Pedrizzi

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