Non serve esportare meno per consumare di più, ma rendere compatibili le due cose attraverso la produttività, trasformando il premio che il mondo riconosce alla qualità italiana in investimento, salari e nuova qualità. Il criterio non è quanto valore attraversa la frontiera, ma che cosa accade prima e dopo che la attraversa. L’analisi di Pasquale Lucio Scandizzo
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In Afghanistan è rimasta anche una parte d'Italia. La riflessione del gen. Panizzi
Sembra fuori luogo, quasi inadeguato, dover tornare a parlare di Afghanistan oggi, quando il mondo appare sull’orlo del baratro per guerre effettive, dichiarate e non, con effetti ormai globali, e relazioni internazionali che sembrano stravolte e quasi impazzite. Eppure proprio in questo tempo di conflitti che si sovrappongono, fermarsi a guardare indietro è un esercizio doveroso. Anche perché il caos globale che viviamo sembra aver avuto origine proprio da quel tremendo 15 agosto di cinque anni fa. La riflessione del generale Massimo Panizzi
Sarajevo Film Festival, vince Sandra Wollner. Ma sono le donne il cuore della rassegna
Diversi i temi emersi dal cinema balcanico alla 32esima edizione del Sarajevo Film Festival. Solitudine, lutti da elaborare, emigrazione, amori. Ma vince l’amicizia tra donne, soprattutto se adolescenti. La rivelazione di alcune giovanissime attrici: la serba Eva Kostić, le macedoni Efkjar Abaz e Džefrina Jašari, e la kosovara Pinea Matoshi. Miglior film “Everytime” di Sandra Wollner; premio Speciale della Giuria a “Skateboarding is Not for Girl” di Dina Duma. Il reportage di Eusebio Ciccotti
La filiera del sabotaggio russo passa dalla Lettonia. Due condanne a Riga
Il tribunale della capitale lettone ha condannato Deniss Lukaņenoks a dieci anni e Karīna Ivanova a otto anni e mezzo per un’operazione contro una società impegnata nello sviluppo di veicoli senza pilota. Il caso ricostruito dal Vdd mostra un modello ormai familiare ai servizi europei: intermediari, reclutamento su Telegram, criminalità comune e compensi contenuti per azioni di sabotaggio
Iran e minacce cyber, così Londra rafforza la sicurezza delle infrastrutture energetiche
Un attacco informatico ha costretto un piccolo impianto britannico a interrompere le attività per quattro giorni. Il governo esclude conseguenze sulla rete nazionale, ma il caso ha portato le autorità di sicurezza a riunire i vertici del settore energetico. Sullo sfondo, la crescente attenzione per le operazioni cyber riconducibili all’Iran e per la vulnerabilità dei sistemi industriali
Regno Unito, un attacco cyber ferma una centrale. I sospetti portano all’Iran
Un piccolo impianto di generazione elettrica del Regno Unito è rimasto fuori servizio per quattro giorni dopo un attacco informatico. La pista iraniana, riportata dal Telegraph e ripresa dalla Bbc, non è stata confermata pubblicamente dalle autorità britanniche. L’episodio arriva mentre Londra prova a rafforzare la protezione cyber di un sistema energetico sempre più digitalizzato
Leone XIV e l'ora della responsabilità, la pace oltre i rapporti di forza. Il commento di Mauro
Nel tempo delle guerre e delle sfere di influenza, il messaggio di Leone XIV al Meeting di Rimini supera l’alternativa tra pacifismo rinunciatario e cinismo geopolitico: la pace è una responsabilità politica prima ancora che un richiamo morale. Il commento di Mario Mauro
Il realismo della misericordia. Il discorso di Leone XIV al Meeting di Rimini
“Il male non si combatte col male”: davanti al popolo di Cl il papa oppone al “falso realismo” che riarma menti, parole e nazioni la logica della misericordia. L’invito ai giovani a non chiudersi in appartenenze ristrette, il richiamo alla sinodalità e all’unità del Movimento. E, prima, la mattinata sammarinese sulla libertà. Il racconto di Francesco Gnagni
Il papa torna al Meeting. Che cosa dice la visita di Leone XIV a Rimini
Quarantaquattro anni dopo Giovanni Paolo II un pontefice varca di nuovo i padiglioni della Fiera. Un ritorno che per Comunione e Liberazione chiude simbolicamente la stagione delle frizioni con Francesco, ma che il magistero di Prevost sui movimenti non trasforma in un via libera. L’analisi di Francesco Gnagni
Dall'Iran all'Ucraina, la fine del mito della guerra rapida. Il commento del gen. Cristadoro
Missili e droni hanno cambiato il modo di combattere, ma non hanno cancellato la regola più antica della guerra: per vincere bisogna conquistare e controllare il terreno. Iran, Ucraina e gli altri conflitti contemporanei mostrano i limiti dell’idea di una guerra risolta a distanza. La tecnologia può moltiplicare la potenza di fuoco, ma difficilmente sostituisce l’uomo chiamato a occupare il territorio e imporre il nuovo ordine. La riflessione del generale Nicola Cristadoro
















