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Tecnologia, ma non solo. Il linguaggio degli imprenditori spesso va oltre quello della politica, dunque oltre le guerre, le tensioni, gli shock. Per questo i sistemi produttivi di Italia e Turchia hanno molto da dirsi, anche con il rumore dei cannoni e dei bombardamenti sullo sfondo. La missione del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ad Ankara si colloca certamente in un passaggio delicato, nel quale diplomazia economica, cooperazione industriale e scenario geopolitico finiscono per sovrapporsi.

In queste ora ha infatti preso il via la due giorni di Urso in Turchia, cominciata con l’incontro tra il responsabile del Mimit e il ministro dell’Industria e della Tecnologia, Mehmet Fatih Kacır. Sullo sfondo, un’agenda che guarda ai rapporti bilaterali ma anche alle tensioni regionali che stanno ridefinendo priorità e convenienze economiche. Si tratta del terzo confronto tra i due ministri in poco più di un anno, a conferma della continuità e della crescente intensità del dialogo industriale tra Italia e Turchia.

In serata, presso l’ambasciata d’Italia ad Ankara, Urso incontrerà poi i rappresentanti della comunità imprenditoriale italo-turca, per un confronto che sarà dedicato alle prospettive di cooperazione e agli impatti del contesto geopolitico, con particolare riferimento alla crisi iraniana e alle sue conseguenze sui prezzi dell’energia, sugli scambi commerciali e sulle catene del valore. Il programma è comunque denso.

Tra poche ore Urso e l’omologo turco Kacır presiederanno la prima riunione della task force ministeriale Italia-Turchia per la cooperazione industriale, istituita in attuazione dell’accordo sottoscritto nell’aprile 2025 dai presidenti Giorgia Meloni e Recep Tayyip Erdoğan (Comitato STI3).  Alla riunione prenderanno parte le delegazioni istituzionali e tecniche dei due Paesi e l’obiettivo è definire una roadmap operativa condivisa per rafforzare il partenariato su industria, difesa, spazio e investimenti, sostenere la crescita dell’interscambio commerciale e promuovere investimenti reciproci nei settori strategici.

Quella in corso è la seconda missione in Turchia per Urso in poco più di un anno: la prima si era svolta nel febbraio 2025, all’indomani della cessione di Piaggio Aerospace a Baykar, che ha impresso un’accelerazione al rafforzamento della cooperazione industriale bilaterale. I rapporti economici tra Italia e Turchia sono in ogni caso solidi: l’interscambio ha raggiunto i 29 miliardi di dollari nel 2025, oltre 1.500 imprese italiane operano nel Paese e più di 1.800 aziende turche sono presenti in Italia, a conferma di un legame produttivo sempre più integrato e complementare.

Il cuore politico del viaggio sarà come detto la sessione ministeriale del Comitato Science, Technology, Innovation, Industry, Investments, al termine della quale è prevista la firma di una dichiarazione congiunta destinata a definire nuove linee di cooperazione tra Italia e Turchia, con particolare riferimento a industria, innovazione e investimenti reciproci. Dentro questo schema si legge con chiarezza la volontà di consolidare un asse economico che, negli ultimi mesi, ha assunto una rilevanza crescente per entrambe le parti. Non è finita. Con il ministro Urso sarà presente anche il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Teodoro Valente, a conferma della centralità del partenariato spaziale tra i due Paesi, già avviato con l’accordo tra Asi e l’agenzia turca Tua.

Naturalmente, al centro dei confronti anche il quadro geopolitico, con particolare riferimento alla crisi iraniana e alle sue conseguenze economiche ed energetiche, tema che sarà oggetto anche delle prossime missioni internazionali del ministro Urso, a partire dagli Stati Uniti la prossima settimana e, non appena sarà possibile, nei Paesi del Golfo. Non è finita.

Tecnologia, spazio e industria. Urso in Turchia per rinsaldare l'asse tra Roma e Ankara

Il cuore politico del viaggio del responsabile del Mimit sarà la sessione ministeriale del Comitato Science, Technology, Innovation, Industry, Investments, al termine della quale è prevista la firma di una dichiarazione congiunta destinata a definire nuove linee di cooperazione tra Italia e Turchia, con particolare riferimento a industria, innovazione e investimenti reciproci

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