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“L’ Afam (Alta Formazione Artistica e Musicale) –  e cioè conservatori, accademie di belle arti, Istituti superiori per le industrie artistiche (Isia), più Accademia di Danza e Accademia di Prosa – è la terza anima del ministero insieme ad Università e Ricerca”. E inoltre: “Ho trovato l’Afam riposta in un angolino ed ho cercato di conferirle ruolo e dignità che merita”.

Espressioni della ministra Anna Maria Bernini in occasione della sua visita al nuovo studentato di Pesaro che hanno gratificato le Istituzioni Afam, della provincia innanzitutto: Conservatorio di musica a Pesaro e Accademia ed Isia ad Urbino. Ovviamente la ministra si è a lungo intrattenuta sui pregi e le prospettive dello studentato, sul potenziamento del diritto allo studio, sulle modalità inclusive del suo efficace operato.

Ma sotto l’incalzare delle domande di alcuni giornalisti si è ampiamente intrattenuta sulle innovazioni che hanno tolto l’Afam “dall’angolino” in cui per anni era rimasta.

E così ha elencato l’“equiparazione dei Titoli”, vale a dire la trasformazione dei diplomi di Conservatori, Accademie e Isia in vere e proprie lauree; la “Valutazione Anvur”, cioè il monitoraggio periodico della qualità delle attività dei docenti affidato all’Agenzia nazionale di valutazione; la “Ricerca e i Dottorati” con il finanziamento e l’avvio ufficiale anche per l’alta formazione artistica e musicale.

I tempi stretti non hanno consentito ovviamente un censimento completo. Vanno infatti soprattutto ricordati anche i finanziamenti a favore del settore Afam: dal 2022 ad oggi nell’ambito della sfera dell’internazionalizzazione, sono state stanziate risorse aggiuntive pari a € 5.121.604,47 su capitoli di bilancio alle quali si aggiungono € 87.138.383,00 su fondi Pnrr.

Lo ricorda la stessa Bernini in una lettera del giugno scorso ai presidenti delle istituzioni Afam dove, insieme a diverse altre misure, sottolinea anche che l’art. 3 del d.m. 338/2024 prevede interventi relativi prioritariamente all’adeguamento alla normativa antincendio degli edifici di proprietà pubblica destinati alle funzioni istituzionali di didattica e ricerca delle Istituzioni Afam.

Altra novità di peso la modifica del Dpr 132/2003 sulla governance degli istituti con cui viene ripristinata l’unica rappresentanza legale in capo al presidente e chiarito che sempre il presidente non può ricoprire il ruolo di “datore di lavoro” in tema di sicurezza poiché la legge affida tale compito al funzionario più elevato della Istituzione.

Cosa su cui, detto tra parentesi, ho insistito per anni. Insomma “un impegno ordinamentale, finanziario, profondamente innovatore  – come afferma la ministra – dopo decenni di mancati interventi che hanno finito col rendere ‘incompiuta’ l’autonomia introdotta dall’emanazione della L. 508/1999”.

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