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Forse un po’ maldestra lo è stata la Germania, nel mettere sotto processo la Banca centrale europea, rea di aver creato, per ora solo sulla carta, quello scudo anti-spread che ai tedeschi sa molto di aiutino all’Italia. A Berlino, zona Bundesbank, non sono tornati i falchi, semplicemente non se ne sono mai andati.

Come si spiegherebbe altrimenti la continuità ideale e di pensiero tra Jens Weidmann e il suo successore alla guida della Buba, Joachim Nagel, che proprio pochi giorni fa ha aperto il fuoco contro Christine Lagarde. Che sì, avrà anche sbagliato qualche previsione sull’inflazione, ma forse non meritava di essere impallinata al primo cenno di accondiscendenza e solidarietà verso i Paesi ad alto debito, leggasi Italia. Formiche.net ha chiesto il parere di Veronica De Romanis, economista e docente dell’università Luiss.

La Germania è tornata a ruggire, la Bundesbank ha attaccato lo scudo anti-spread voluto dalla Bce, qualora il costo dei debiti sovrani, nei mesi prossimi, diventassero insostenibili. C’era da aspettarselo?

La Banca centrale tedesca ha sempre avuto posizioni abbastanza chiare e critiche verso la linea troppo morbida. Non dovremmo stupirci troppo. . Lo scudo serve, perché aiuta a diminuire la tensione che colpisce determinati Paesi che hanno delle vulnerabilità come il debito troppo elevato e a trasmettere meglio la politica monetaria della Bce.

Parla del fatto che c’è una sola politica monetaria per 19 economie diverse nella zona euro?

Esatto, è difficile mettere insieme e avere un impatto omogeneo per 19 aree diverse. Lo scudo serve per ottenere una corretta trasmissione della politica monetaria e proteggere i Paesi più esposti dalle tensioni, Ma Non dobbiamo dimenticarci che uno scudo in realtà già c’è.

Ovvero?

L’Omt, che Draghi lanciò nel 2012, nel corso dello storico discorso del whatever it takes. Se un Paese lo attiva, la Bce può acquistare titoli di Stato in modo illimitato ma non incondizionato. E si deve aderire a un programma di aggiustamento attraverso il Mes, che abbiamo sempre demonizzato, ingiustamente. E mica parlo del Mes pandemico, che sbagliammo a non accettare, avremmo risparmiato 3 miliardi di interessi.

De Romanis parliamo di inflazione. In molti sostengono che la Bce abbia sbagliato i suoi calcoli. Lei che dice?

Era difficile fare delle previsioni, nessuno poteva prevedere un’inflazione di tale portata. Oggi la Bce sta portando avanti una politica meno aggressiva rispetto alla Fed, ma nonostante questo alzare i tassi era assolutamente necessario.

Ma basterà alzare i tassi per frenare questa inflazione così insidiosa e figlia delle materie prime?

La mossa della Bce serve proprio a questo, a raffreddare l’economia, per evitare che il costo della vita salga ancora.

Il tetto al gas russo. Una misura percepita come giusta e quasi miracolosa. Ma è davvero così?

Diciamo tre cose. Primo, dobbiamo vedere i dettagli, nessuno ha ancora capito come funziona. Secondo, l’operazione non è facile, se si mette un tetto si riduce la quantità di gas, ma poi come viene re-distribuito il gas medesimo. Terzo, sarà difficile mettere d’accordo tutti, in Europa. Nelle more sarebbe bene fare come sta facendo il governo, diversificare i fornitori e puntare sulle rinnovabili.

Lo scudo anti spread serve, eccome. E la Bce... Parla De Romanis

Intervista all’economista e docente dell’Università Luiss. Lo strumento pensato da Francoforte proteggerà i Paesi ad alto debito in caso di tensioni e aiuterà ad armonizzare la politica monetaria. Era difficile azzeccare le previsioni sull’inflazione, ma i tassi andavano alzati

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