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All’aeroporto “Leonardo da Vinci” di Roma-Fiumicino, nel Terminal 5, si è tenuto un confronto su concorrenza e regolazione del trasporto aereo nel quadro delle infrastrutture strategiche, promosso da Aeroporti di Roma ed Enac, in collaborazione con la Luiss School of Law. La mattinata, moderata da Flavia Giacobbe, direttore di Formiche e Airpress, è stata costruita nel segno di Antonio Catricalà, già presidente di Aeroporti di Roma, a cui è stato dedicato il momento di memoria che ha accompagnato i lavori.

Territorio e infrastruttura, la cornice istituzionale

Nel saluto introduttivo, Mario Baccini, sindaco di Fiumicino, ha collegato il tema del panel alle ricadute locali di un hub nazionale e alla figura di Catricalà, ricordato come punto di riferimento istituzionale. Sul ruolo dello scalo, Baccini ha sottolineato che “l’aeroporto non è soltanto un’infrastruttura strategica per la mobilità nazionale e internazionale, è anche un motore di sviluppo economico, occupazionale e sociale per il nostro territorio”. Marco Troncone, amministratore delegato di Adr, ha inserito l’iniziativa nella prospettiva di un luogo di confronto stabile su concorrenza e regolazione, richiamando l’impianto nato per valorizzare l’eredità di Catricalà e indicando l’obiettivo di “ricreare questo grande osservatorio del trasporto aereo nel nome di Antonio Catricalà, un luogo stabile di riflessione sulla concorrenza e della regolazione”.

Masterplan, utenti e metodo della regolazione

Il cuore della discussione ha tenuto insieme pianificazione e qualità del servizio, con un richiamo costante alla tutela dell’utenza. Vincenzo Nunziata, presidente di Adr, ha ricondotto l’asse della concorrenza alla relazione con chi utilizza i servizi, insistendo sulla centralità dell’esperienza di viaggio e osservando che “il consumatore non è un nemico, non è un avversario, ma deve essere al centro”. Su questo terreno si è innestato l’intervento di Pierluigi Di Palma, presidente di Enac, che ha descritto il masterplan come strumento di visione e di realizzazione nel rapporto tra autorità e gestori, legandolo anche alle esigenze dei passeggeri. Di Palma ha ricordato che “nel rapporto tra ENAC e le società di gestione” l’obiettivo è “avere la visione del futuro e introdurre quegli elementi di realizzazione infrastrutturali”, con attenzione “alla tutela dei diritti dei passeggeri” e ai “passeggeri a ridotta mobilità”. Nel contributo accademico, Aristide Police, professore alla Luiss School of Law, ha richiamato la cifra di Catricalà come metodo di composizione degli interessi e prevenzione del contenzioso, sostenendo che “il metodo di Antonio sia stato quello di comporre i conflitti e giungere a una regola condivisa”, e ha indicato nel masterplan un passaggio utile a rendere visibili anche istanze che, nei processi di pianificazione, rischiano di rimanere senza rappresentanza.

Tra memoria e agenda istituzionale

Nelle conclusioni, Gianni Letta, già sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha legato direttamente la sede e i contenuti del confronto all’ultimo incarico di Catricalà, ricordando che “l’ultimo impegno sia stata proprio la presidenza degli aeroporti di Roma” e che “quella lezione continua e Antonio continua ad essere utile a questo Paese”. Sul versante governativo, Edoardo Rixi, viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha collocato la partita aeroportuale nella necessità di accelerare pianificazione e competitività, annunciando che nelle prossime settimane si arriverà “finalmente al nuovo piano nazionale per gli aeroporti”, indicando nell’innovazione un fattore di tenuta delle posizioni, perché “se non continuiamo a innovare, e non alziamo l’asticella, non manterremo le nostre posizioni”.

Il “metodo Catricalà” e la sfida per far funzionare il sistema aeroportuale

A Fiumicino, l’evento promosso nel ricordo di Antonio Catricalà, ha riunito istituzioni, regolatori, gestori e mondo accademico per discutere di come rendere più competitivo il trasporto aereo tra regole chiare, investimenti e qualità dei servizi. Dal ruolo dello scalo per il territorio alla centralità del passeggero, il focus è stato sul masterplan come strumento per conciliare interessi e ridurre i conflitti

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