Skip to main content

Donald Trump frena sull’ipotesi di consentire all’Ucraina di produrre i missili intercettori Patriot, rimettendo in discussione uno dei principali risultati dati quasi per assodati dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel rafforzamento della cooperazione militare con Washington. In un’intervista telefonica rilasciata al Financial Times, il presidente statunitense ha dichiarato di non aver ancora preso una decisione sulla concessione della licenza necessaria alla produzione dei missili, affermando di essere “non sicuro” e che l’amministrazione sta ancora valutando la questione. “È un’arma davvero straordinaria e dobbiamo stare attenti a chi concediamo le licenze. In realtà non concediamo quasi mai licenze per questo tipo di equipaggiamenti” sono le parole usate da Trump nella sua conversazione con Ft.

Le dichiarazioni rappresentano un’inversione sostanziale rispetto ai segnali arrivati nelle ultime settimane. All’inizio di luglio, durante il vertice Nato in Turchia, Trump aveva infatti lasciato intendere che gli Stati Uniti avrebbero autorizzato Kyiv a produrre i Patriot su licenza. E dopo l’ incontro alla Casa Bianca avvenuto martedì scorso Zelensky aveva parlato di un colloquio positivo, sostenendo che il presidente americano avesse accettato di concedere le licenze necessarie e annunciando di aver già incontrato i rappresentanti delle aziende coinvolte nella produzione del sistema per discutere una possibile coproduzione.

La questione è particolarmente rilevante per l’Ucraina. I sistemi Patriot rappresentano infatti uno degli strumenti più efficaci nella difesa contro i missili balistici russi che continuano a colpire Kyiv e le principali città del Paese. Ottenere la possibilità di produrre localmente gli intercettori ridurrebbe la dipendenza dalle forniture occidentali e consentirebbe di aumentare la disponibilità di munizioni in un momento in cui la domanda supera ampiamente la capacità produttiva esistente.

Nel corso dell’intervista Trump ha ribadito che la sua priorità resta la conclusione della guerra tra Russia e Ucraina. “Molto semplicemente vogliamo che la guerra finisca. Non sto cercando missili, stiamo cercando la pace”, ha dichiarato. Il presidente ha inoltre annunciato che due suoi inviati, Jared Kushner e Steve Witkoff, visiteranno l’Ucraina nei prossimi giorni per la prima volta dall’inizio del suo mandato, segnale della volontà della Casa Bianca di mantenere un canale diretto con Kyiv mentre continua a cercare una soluzione negoziale del conflitto.

Trump prende tempo sui Patriot "made in Ukraine". E rilancia il negoziato

In un’intervista al Financial Times Donald Trump afferma di non aver ancora deciso se autorizzare l’Ucraina a produrre i missili Patriot, rimettendo in discussione uno dei principali risultati rivendicati da Kyiv sul fronte della cooperazione militare con Washington

Pirelli torna italiana. Così la Cina ha fatto un passo indietro

Dopo il braccio di ferro con gli azionisti italiani e l’intervento del governo a mezzo golden power, i cinesi di Sinochem hanno finalmente ceduto parte della loro partecipazione all’industriale ceco delle munizioni, Michal Strnad. Adesso la Camfin di Tronchetti Provera è di nuovo al comando. Non resta che risolvere il rebus Ferretti

Ceuta, così l’assalto migratorio riaccende la pressione sul confine euro-africano

Almeno 18 morti nel tentativo di raggiungere l’enclave via mare e via terra; Sánchez a Ceuta con il ministro dell’Interno mentre Madrid e Rabat rafforzano la risposta coordinata. Roma valuta la stretta su Schengen

Il brindisi tra Italia e Usa sulla Pax Silica. L’intervento di D'Attis

Di Mauro D'Attis

Formiche.net riceve e pubblica l’intervento dell’onorevole Mauro D’Attis (Forza Italia), durante la cerimonia di firma dell’adesione italiana a Pax Silica, svolta ia Brindisi. “Oggi l’Italia aderisce inoltre alla Pax Silica, iniziativa che rafforza la cooperazione tra Italia e Stati Uniti nei settori dei semiconduttori, dei minerali critici, dell’intelligenza artificiale, delle tecnologie avanzate, dei sistemi di accumulo energetico e delle infrastrutture digitali. Credo che Brindisi rappresenti perfettamente questa visione”

Vi spiego la via italiana all’intelligenza artificiale nelle scuole. Parla Frassinetti (FdI)

Non una nuova materia, ma uno strumento destinato a cambiare il modo di studiare e insegnare. Paola Frassinetti, sottosegretaria all’Istruzione con delega alla transizione digitale e innovazione tecnologica, spiega la linea del ministero: “L’IA va governata da una visione etica e umanistica”

Così violenze e accuse di brogli scuotono le elezioni nel Kashmir occupato

Scontri, denunce di manipolazione del voto e richieste di un’indagine indipendente hanno segnato le elezioni legislative nel Pakistan occupied Kashmir, riaccendendo le preoccupazioni sul rispetto delle libertà politiche e sulla credibilità del processo democratico nel territorio conteso

Semestre in crescita per Leonardo. Ordini a 16 miliardi e margini in aumento

Il gruppo chiude il primo semestre 2026 con ordini in aumento del 45%, ricavi a 10 miliardi ed Ebita a 780 milioni. Il portafoglio sale a circa 59 miliardi anche per effetto del consolidamento di Idv, mentre la guidance viene rivista al rialzo su ordini, Ebita e generazione di cassa

L’Italia scommette sull’Europa (Francia e Germania) per la sua strategia spaziale

La visita dei ministri Urso e Baptiste al Centro spaziale del Fucino conferma la scelta italiana di puntare sull’Europa per il futuro nello spazio. Dalla cooperazione con Francia e Germania sul progetto Bromo al ruolo di Iris² e dei lanciatori, Roma guarda alla costruzione di capacità industriali continentali e di un’autonomia strategica più concreta. Il rapporto con gli Stati Uniti resta sullo sfondo, mentre il baricentro si sposta sui campioni europei e sulle infrastrutture già operative

Vi spiego tutti i rischi del trattamento preventivo dei dati biometrici. Parla l'avv. Mele

L’avvocato esperto di cybersecurity analizza il decreto di adeguamento all’AI Act: il principale scostamento rispetto alla normativa europea riguarda la raccolta preventiva dei dati biometrici. Un tema che investe privacy, sicurezza nazionale e controllo delle infrastrutture digitali

Safe e spese per la difesa. I soldi ci sono, il coraggio della politica no. Scrive Caruso

Di Ivan Caruso

Ci risiamo. L’Europa mette sul piatto 150 miliardi di euro a tasso agevolato, con quarantacinque anni per restituirli e dieci di grazia prima di toccare il capitale, per finanziare esattamente ciò di cui le nostre Forze armate hanno un disperato bisogno – e il dibattito politico italiano riesce comunque a trasformare un’opportunità storica in un teatrino di ipocrisie trasversali. L’opinione del generale Ivan Caruso, consigliere militare della Sioi

×

Iscriviti alla newsletter